31 ottobre 2017 Comments (0) Capitolo 4: La Grande Traversata delle Highlands

Paragrafo 2: “La via per Glenfinnan”

“Mercoledì 12 Aprile 2017, settimo giorno di cammino.

 

Dopo essermi riposato per un intero giorno a Fort William ho ripreso il cammino. E’ stato emozionante percorrere ancora una volta il sentiero attraverso la valle di Cona Glenn. Il clima poi sembrava il medesimo, ma spero che nei prossimi giorni migliori, e che non si scateni il nubifragio che ho dovuto sopportare a febbraio. Ho visto e fotografato una lontra, un incontro inatteso! Anche l’aquila si è mostrata, e le ho rubato uno scatto. Diversamente da quanto fatto a febbraio ho deciso di fare una tappa breve, e di accamparmi prima del passo di Meall nan Damh…”

L’aquila reale vola alta sul Meall nan Damh

Cona Glenn è uno di quei posti in cui costruirei volentieri la mia casa. Sasso dopo sasso verrebbe su una casa semplice, un bothy circondato dai pini di Scozia, con il fiume Cona a scorrere placido ai suoi piedi. Avrei una manciata di visitatori ogni anno, potrei bearmi dei silenzi, e di tanto in tanto parlare ai cervi che indubbiamente rimarrebbero a guardarmi perplessi.

Ho lasciato Fort William sul tardi, appena dopo pranzo, per cui non riuscirò a raggiungere Glenfinnan prima di domani.

Camminare lungo la mulattiera che attraversa la valle è semplice, e i chilometri scorrono veloci sotto le suole delle mie scarpe. Quasi senza accorgermene supero i pascoli del fondovalle, perfetti per accamparsi, fino a ritrovarmi ai piedi del passo di Meall nan Damh, dove il terreno è più irregolare e fangoso: un luogo spiacevolmente inadatto al tarp.

Mi fermo e scruto l’orizzonte: la vegetazione circostante, divenuta più rada e costituita prevalentemente da arbusti, rende evidenti i due grandi pini che, cresciuti su di un piccolo isolotto nel bel mezzo del Cona, sembrano emergere direttamente dalle acque.

Lì, sull’isolotto tra i due grandi alberi, il terreno sembra ottimo.

Guado un braccio del fiume e picchetto al suolo il tarp. I pini mi proteggeranno dal vento.

Il mio tarp protetto dai grandi Pini di Scozia

 

Da quando ho lasciato Fort William non ho incontrato nessuno. Sono finalmente ritornato nel WILD. La zuppa fuma nella gavetta mentre osservo il tramonto indorare le acque del Cona, e un saltimpalo canta in precario equilibrio sopra uno stelo d’erba appena più lungo e robusto di quelli vicini.

Il Saltimpalo

Lo scorrere del fiume è la mia radio, la mia colonna sonora. I cervi che brucano sull’altra sponda, la mia compagnia. Un piccolo falò la mia televisione. Scende la notte e il vento diviene freddo, difficile da sopportare. Ma io sono già avvolto nel sacco a pelo, e dormo di un sonno profondo, sereno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *