22 marzo 2017 Comments (0) Capitolo 1: Skye

Paragrafo 7: “Parentesi di vita”

E’ notte fonda e non riesco a dormire. Mi capita spesso di non riuscire ad addormentarmi su di un letto comodo dopo giorni di materassino e sacco a pelo.

La mia ragazza, dorme profondamente al mio fianco. E’ stato bellissimo ritrovarsi lungo quella strada di Edimburgo. Sembra che la distanza accumulata nei mesi precedenti sia ad un tratto svanita. Mi alzo e vado in bagno per bere un bicchiere d’acqua. Mi chiudo la porta alle spalle e accendo la luce. Mi guardo allo specchio e istintivamente controllo il punto del collo in cui sono stato punto due giorni fa: il segno sta sparendo.

 

Mi trovavo a circa dieci chilometri da Broadford, la meta finale del mio viaggio, e camminavo da ore attraverso le brughiere e le colline con spettacolari vedute sui Cuillins e il Blabheinn ormai lontano.

Il tempo che era stato clemente per tutta la mattinata, con addirittura alcuni sprazzi di sole, stava rapidamente tornando ai canoni tipici della Skye autunnale.

…il cielo si rannuvola rapidamente e riprende a piovere. Devo indossare nuovamente la giacca impermeabile (acquistata a Portree per sostituire l’ormai inutile poncho) e una grande pietra liscia sembra il punto perfetto per posare lo zaino senza infangarlo. Mentre infilo una manica della giacca sento un dolore acuto al collo, istintivamente vi porto una mano e colpisco qualcosa di relativamente grosso e pesante: è un bombo, ormai agonizzante dopo avermi lasciato il pungiglione in ricordo sotto la cute. E se fossi allergico? Non sono mai stato punto prima da un bombo e non ho con me farmaci antistaminici e la prima clinica dista ad almeno un paio d’ore di marcia. Con la fotocamera frontale dello smartphone cerco di visualizzare il punto, che si sta rapidamente gonfiando e arrossando. Provo a rimuovere il pungiglione premendo la cute circostante ma senza successo. Così mi rassegno a sterilizzare alla bene e meglio il coltello con la fiamma dell’accendino e a provare ad eseguire una piccola incisione. Fa meno male del previsto e rimuovo in un attimo il corpo estraneo. Applico un cerotto e riprendo spedito il cammino. Ogni due-tre minuti mi tocco il collo e mi guardo il viso col cellulare alla ricerca di sintomi allergici. Mi sento le labbra e le sopracciglia gonfie, ma credo si tratti di autosuggestione. Quando un’ora e mezza dopo raggiungo la strada asfaltata, fermo una signora che sta portando a spasso il cane e le chiedo di dare un’occhiata alla puntura: non ho idea di cosa pensassi potesse dirmi, fatto sta che mi rassicura sul fatto che vi è un bozzo ma che non sembra nulla di grave.

Nuovamente tranquillo raggiungo il centro di Broadford, compro un fish&chips da asporto che mangio su di una panchina con vista sulla baia, quindi mi dirigo all’ostello più vicino dove trovo senza difficoltà un letto libero. Quella sera conoscerò personaggi interessanti: un gruppo di ciclisti che stava percorrendo da sud a nord la Gran Bretagna e due nerboruti (uno sembrava in tutto e per tutto un Neanderthal) ragazzi che di mestiere si occupavano di mantenere i sentieri nelle Highlands. Riflettendoci non è che facessero poi così egregiamente il loro mestiere…

 

Il mio sguardo allo specchio scende alle costole in vista e mi chiedo quanti chili devo aver perso in una sola settimana. Torno a letto cercando di non fare rumore per non svegliare la mia compagna. Ho la testa ancora piena delle emozioni e delle immagini degli ultimi giorni: le scogliere del Cam Dearg sul Loch Eishort illuminato dal sole, la vista dei Cuillins che si stagliano sul cielo azzurro.

 

Immagino una vita in cammino, alla continua esplorazione di nuove terre, sempre più remote, sempre più selvagge. Chissà se lei sarebbe in grado di starmi affianco in una vita di questo tipo…mi giro sul fianco, scacciando questi pensieri e fantasie.

Tra pochi giorni sarò nuovamente a casa in Italia, con le frustrazioni di sempre, con i mille problemi irrisolti che ho lasciato alle spalle. Si è trattato di una parentesi? Solo di un’atipica vacanza in solitaria? Gli amici e i parenti quasi certamente la vedono così. Ma qualcosa si è rotto il 18 luglio scorso, e al risveglio dopo una tempesta sul Trotternish ho intravisto la cura.

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