11 febbraio 2017 Comments (0) Equipaggiamento, Guide alla scelta

Zaino

Nella scelta del materiale che costituirà il vostro equipaggiamento durante una lunga escursione, quella dello zaino rappresenta probabilmente la più ardua e una delle più delicate. In commercio si trovano infatti centinaia di modelli differenti di zaino, con prezzi, volumi e caratteristiche estremamente variabili.

Potrei scrivere un trattato sulle diverse tipologie di zaini, classificandoli magari in base al volume, al tipo di applicazione per cui sono stati pensati o magari in base al prezzo, ma non produrrei nulla che sia davvero utile al novello thru-hiker per orientarlo nella scelta di uno zaino conforme alle sue esigenze.

Partirò dunque da un presupposto che, sebbene possa sembrare logico, non viene spesso considerato: vi è uno zaino diverso per ogni tipo di equipaggiamento.

Fate attenzione che mi riferisco all’equipaggiamento e non tanto alla durata del vostro hike o alle condizioni ambientali che incontrerete. Certamente questi due punti sono molto rilevanti nel condizionare la scelta di uno zaino, ma dovrebbero essere valutati in un secondo momento, dopo aver messo a fuoco il tipo di equipaggiamento che intendiamo trasportare.

Generalizzando posso dire che non ha senso dotarsi di uno zaino super-accessoriato, ma pesante, quando si è ridotto al minimo il peso e il volume del resto dell’equipaggiamento o, viceversa, comprare uno zaino ultra-leggero se il nostro equipaggiamento è ingombrante e pesante.

La prima cosa da fare è dunque pesare tutto l’equipaggiamento che ritenete essenziale per il vostro hike (riparo, sacco a pelo, materassino, sistema di cottura, kit medico, abbigliamento) in modo da individuare la vostra categoria di appartenenza. Dovete pesare tutto ciò che andrà trasportato nello zaino dall’inizio alla fine dell’hike, escludendo quindi i consumabili come acqua, cibo e, con le dovute considerazioni, combustibile e articoli da toeletta. Una volta compreso questo, sarà bene capire quanti giorni di totale autonomia saranno necessari, in modo da considerare il peso massimale (e il volume) di acqua, provviste e altri consumabili che dovremo trasportare. Infine, sulla base del tipo di condizioni climatiche e ambientali che ci troveremo ad affrontare si potranno fare considerazioni sulle caratteristiche che lo zaino dovrebbe avere per rendere più semplice il nostro cammino.

 

Peso Equipaggiamento Tipologia Peso Zaino
> 10 kg Tradizionale > 1500 gr
< 10 kg Leggero < 1500 gr
< 5 kg Ultraleggero < 1000 gr
< 2,5 kg Minimalista < 500 gr

 

Ovviamente il peso di uno zaino tenderà ad aumentare al crescere della sua capienza. Sarebbe stupido confrontare uno zaino da 20 litri con uno da 100 solamente sulla base del peso. E’ quindi utile introdurre una variabile, che indicheremo come “Variabile di peso” Vp che altro non è che il rapporto del volume sul peso (indicato in grammi), moltiplicato per 100.

La tabella soprastante diviene dunque più accurata sostituendo al peso dello zaino la variabile Vp:

 

Peso Equipaggiamento Tipologia Vp
> 10 kg Tradizionale < 4
< 10 kg Leggero 4 – 6
< 5 kg Ultraleggero 6 – 8
< 2,5 kg Minimalista > 8

 

Alcuni esempi:

 

Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp
Transalp 80 Ferrino 80 2450 3,3
Arpenaz 15 Ultra Compact Quechua 20 97 20,6
Terra 65 The North Face 65 2000 3,3
Access 40 Lafuma 40 1240 3,2
Circuit ULA 68 1162 5,9
Kajka 100 Fjallraven 100 3550 2,8

 

A questo punto si arriva alla parte difficile, capire di che litraggio si ha bisogno. Prima però devo fare una precisazione: all’aumentare del valore di Vp normalmente cala la resistenza dei componenti dello zaino e di conseguenza la sua capacità di carico. Zaini ultraleggeri o minimalisti solitamente non sono adatti al trasporto di carichi superiori ai 10-15 chili, limitando in determinate situazioni la loro possibilità d’impiego.

 

Di seguito troverete una serie di tabelle in cui ho classificato, sulla base della vostra categoria di appartenenza (tradizionale, leggero, ultraleggero, minimalista), varie opzioni di zaini (adatti alla pratica del thru-hiking) per classi principali di volume. Le opzioni si differenziano anche per classe di prezzo, permettendovi di orientarvi verso il prodotto che meglio si addice alle vostre finanze.

 

Tradizionale

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Alpinism 22 Simond 22 650 3,4 19,99
< 35 L AC Lite 26 Deuter 26 960 2,7 75,95
< 35 L Summit Exp Tatonka 22 580 3,8 85
< 35 L S-Lab X Alp 20 Salomon 20 560 3,6 130
< 35 L Kaipak 28 Fjallraven 28 1050 2,7 152,95
35 – 50 L Forclaz 50 Quechua 52 1700 3 39,99
35 – 50 L Alta Via 45 Ferrino 45 1550 2,9 73,95
35 – 50 L Ascensionist Pack 35 Patagonia 35 907 3,9 150
35 – 50 L Trilogy 35 Millet 35 950 3,7 179
35 – 50 L Nejd 50 Haglofs 50 2400 2,1 231,95
51 – 70 L Forclaz 70 Quechua 70 1900 3,7 65,99
51 – 70 L Trailhead 65 Berghaus 65 1700 3,8 100
51 – 70 L Ubic 60+10 Millet 70 1800 3,9 185,45
> 70 L Transalp 80 Ferrino 80 2450 3,3 120
> 70 L Cammino 60+10 Salewa 70 2100 3,3 100
> 70 L Expedition 80 Exped 80 2505 3,2 410
> 70 L Baltoro 85 Gregory 85 2440 3,5 224
> 70 L Annapurna 75+15 Millet 90 2680 3,4 212,95
> 70 L Kajka 100 Fjallraven 100+ 3550 2,8 400
> 70 L Crusader II 90+10 Berghaus 110 3000 3,7 187,95

 

Leggero

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Arpenaz 30 Quechua 30 510 5,9 14,95
< 35 L Lynx 30 Ferrino 30 675 4,4 76,45
< 35 L Drycomp Ridge Sack Outdoor Research 27 485 5,6 151
35 – 50 L Aircontact 45+5 Mountaintop 45+5 1180 4,2 45,99
35 – 50 L Cima di Basso Tatonka 35 810 4,3 70,40
35 – 50 L Shadow Macaw The North Face 40 + 10 1100 4,5 135,45
35 – 50 L Ultra Tour 40 Montane 40 730 5,5 112,95
35 – 50 L Exos 48 Osprey 48 1130 4,2 126,95
35 – 50 L Zero G Nigor 50 1050 4,8 200
35 – 50 L Hyper Tour Montane 38 640 5,9 305,95
51 – 70 L Alpinism 55 Ultralight Simond 55 1100 5 74,95
51 – 70 L Lightning 60 Exped 60 1120 5,3 146
51 – 70 L Wildtrek 70 Lightwave 70 1550 4,5 187
51 – 70 L Grand Tour 70 Montane 70 1652 4,2 170
51 – 70 L Exos 58 Osprey 58 1090 5,3 180
> 70 L Wilderness 65+15 Berghaus 80 1870 4,3 143,95
> 70 L Chilkoot 90 Ferrino 90 1900 4,7 110
> 70 L Stout 75 Gregory 75 1730 4,3 180
> 70 L Mission 75 Black Diamond 75 1630 4,6 230
> 70 L Nimbus Trace Access Granite Gear 85 2000 4,2 421
> 70 L Xenith 105 Osprey 105 2490 4,2 270
> 70 L Access 65+10 Lafuma 75 1520 4,9 120
> 70 L Prolighter Mxp 60+20 Millet 80 1490 5,4 194
> 70 L Air X 75 ULA 75 1290 5,8 164
> 70 L BMG 105 Mountain Hardwear 115 2240 5,1 400

Ultraleggero

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Kompressor Marmot 18 290 6,2 45
< 35 L LIM Lite 25 Haglofs 25 355 7 64
< 35 L Moyo 26 Nigor 26 344 7,5 82
< 35 L Peak 30 Salomon 30 495 6,1 98,95
< 35 L Race Elite 24 Inov8 24 314 7,6 112
35 – 50 L Arpenaz 40 Quechua 40 640 6,4 19,95
35 – 50 L Arc Blast Zpack 45 590 7,6 360
51 – 70 L Ultra Tour 55 Montane 55 836 6,5 110
51 – 70 L Windrider 3400 HMG 55 907 6 350
51 – 70 L Ohm 2.0 ULA 64 903 7,1 280
51 – 70 L Crown V.C. Granite Gear 60 988 6,1 234
51 – 70 L Mariposa Gossamer Gear 60 822 7,3 280
> 70 L

Minimalista

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Arpenaz 15 Ultra Compact Quechua 20 97 20,6 9,99
< 35 L Outdoor 25 Mountaintop 25 208 12 14,99
< 35 L Cloudburst 25 Exped 25 300 8,3 46
< 35 L Slacker Packer eVent Granite Gear 25 160 15,6 65
< 35 L Mezzalama 20 Ferrino 20 190 10,5 218
35 – 50 L Packable Alpine Pro Meru 35 300 11,7 27,96
35 – 50 L Tomshoo 40 Tomshoo 40 434 9,2 22,99
35 – 50 L Adventure 35 Coreal 35 350 10 25,53
35 – 50 L Burn MLD 38 335 11,3 220
51 – 70 L G4 54 Gossamer Gear 54 468 11,5 180
51 – 70 L CDT ULA 52,5 634 8,3 187
51 – 70 L Virga 2 Granite Gear 54 524 10,3 170
51 – 70 L Exodus MLD 57 481 11,8 240
51 – 70 L Arc Blast Zpack 55 595 9,2 360
> 70 L

 

Le caratteristiche dello zaino ideale:

 

  1. deve essere leggero;
  2. deve essere resistente all’abrasione;
  3. deve essere impermeabile;
  4. deve essere comodo, con spallacci, schienale e fascia vita imbottiti;
  5. deve essere completamente regolabile per un’ottimizzazione della vestibilità con diverse corporature;
  6. deve essere sufficientemente capiente per poter contenere tutto l’equipaggiamento al suo interno;
  7. deve possedere diversi compartimenti interni per poter suddividere l’equipaggiamento in modo razionale;
  8. deve avere cinghie di compressione;
  9. deve avere tasche sulla fascia vita;
  10. deve avere tasche porta borracce di facile accesso durante il cammino;
  11. deve avere agganci accessori per assicurarvi varia attrezzatura (picozze, sci, treppiedi, bastoncini da trekking, etc.);
  12. deve essere compatibile con sacche idriche;
  13. deve essere economico.

 

Anche in questo specifico caso, come per il resto dell’equipaggiamento, è impossibile trovare un prodotto che risponda a tutte queste esigenze.

Inoltre non esiste uno zaino perfetto per tutte le situazioni: il tipo di ambiente che si attraverserà e la lunghezza del percorso in primis andranno ad influire sulla scelta dello zaino.

Per indirizzarvi nella scelta di uno zaino adeguato alle vostre esigenze cerchiamo di individuare le diverse tipologie di thru-hike e il volume che uno zaino dovrebbe avere per servire efficientemente in simili itinerari.

 

  1. Percorsi da 3 a 7 giorni in totale autonomia → zaino da 30 a 50 litri
  2. Percorsi da 8 a 14 giorni in totale autonomia → zaino da 50 a 80 litri
  3. Percorsi da 15 a 21 giorni in totale autonomia → zaino da 80 litri o più
  4. Percorsi con disponibilità di acqua limitata lungo il percorso → + 10 litri sui volumi precedenti
  5. Percorsi che presentano temperature particolarmente rigide → + 10/20 litri sui volumi precedenti
  6. Percorsi con grandi cambi di condizioni climatiche lungo il percorso, in totale autonomia → + 10 litri sui volumi precedenti

 

Percorsi di migliaia di chilometri che possono richiedere diversi mesi di cammino richiederanno zaini con un litraggio dipendente dalla frequenza di punti d’appoggio in cui effettuare rifornimenti viveri: punti d’appoggio ogni 5 giorni richiederanno zaini con un volume compatibile a quelli della categoria 1. Per itinerari che richiedono una totale autonomia per periodi superiori alle tre settimane è necessario prendere in considerazione altre tipologie di trasporto dell’equipaggiamento (ad esempio una slitta se ci si trova in un territorio innevato).

Ovviamente questi sono parametri indicativi, dipendendo in massima parte da quanto minimalista è l’equipaggiamento utilizzato dal thru-hiker: alcuni famosi thru-hiker hanno attraversato distanze enormi e territori desolati con zaini con portata inferiore ai 30 litri!

Il thru-hiker principiante sceglierà uno zaino che rientrerà sempre nella categoria superiore (a volte anche due categorie superiori) rispetto alle reali esigenze principalmente per due motivi:

  • equipaggiamento poco sofisticato → pesante e ingombrante;
  • equipaggiamento ridondante o inutile

Col tempo si impara a lasciare a casa sempre più cose, mantenendo nello zaino solo lo stretto necessario.

 

Un altro fattore importante nella scelta dello zaino è la valutazione del carico che si intenderà trasportare. Anche in questo caso si ha un’elevata dipendenza dalla lunghezza dell’itinerario e dalla leggerezza dei singoli pezzi del proprio equipaggiamento. Prima di scegliere uno zaino è quindi buona norma pesare tutto il materiale che intenderemo trasportare e calcolare approssimativamente il volume richiesto. Nel caso in cui il peso sia compatibile con uno zaino piuttosto piccolo e leggero (ad esempio un 40 litri) ma il volume richiesto sia maggiore, è possibile indirizzare la scelta o ad uno zaino con una capienza maggiore o ad uno zaino 40 litri che abbia la possibilità di assicurare diverso equipaggiamento al suo esterno.

La prima soluzione comporta un carico finale maggiore, dovuto al maggior peso dello zaino, mentre la seconda comporta un aumentato rischio di rovinare e/o perdere l’equipaggiamento esposto all’esterno dello zaino (rischio particolarmente elevato se si attraversano aree molto boscose o stretti passaggi tra le rocce). Un utile palliativo a questo problema è l’uso di un robusto rain-cover per zaini con litraggio superiore. Lo zaino dovrà quindi essere sufficientemente robusto per reggere il carico senza rompersi, ma allo stesso tempo dovrà anche facilitarne il trasporto attraverso una corretta distribuzione del peso lungo la nostra schiena. Diversi brand, ma non tutti, dichiarano il carico massimo per i loro zaini, facilitando la nostra scelta.

 

Definisco comfort di uno zaino la sua capacità di agevolare il trasporto del carico. Questo dipende dal suo design, dai materiali utilizzati nella sua costruzione, dall’imbottitura degli spallacci e dello schienale, dalla presenza o assenza di un frame rigido. Grande attenzione viene posta spesso sulla “traspirabilità” dello schienale e sulla sua conformazione. Mentre quest’ultimo punto è cruciale e richiede di provare lo zaino con un carico al suo interno, in quanto ogni schiena è diversa dalle altre, le caratteristiche di “traspirabilità” sono spesso velleitarie. Ho provato diversi tipi di zaini con diverse caratteristiche di traspirabilità dello schienale e posso affermare senza timore che non ho osservato alcuna differenza sostanziale. Ovviamente questo è solo il mio parere.

Oggigiorno la maggior parte degli zaini viene realizzata seguendo un design “verticale”: altezza maggiore per una minore profondità. Questo risulta in un compartimento centrale che può essere paragonato ad una colonna alta e stretta. Questo tipo di disegno non è casuale, favorisce infatti una migliore distribuzione del carico ed una migliore mobilità, specialmente lungo vie ferrate o arditi sentieri di montagna. Nell’ottica del thru-hiking e dell’escursionismo in genere una maggiore profondità è spesso vista come un valore aggiunto, consentendo di riporre all’interno anche materiale voluminoso (tenda, sacco a pelo) massimizzando lo spazio utile dello zaino. Se il vostro equipaggiamento è ancora lontano dall’essere minimalista in quanto a peso e volume, orientatevi su zaini capienti e ideati per il trekking.

Per quanto riguarda l’imbottitura di spallacci e schienale è essenziale ricordare questo assioma: meno pesante lo zaino e il carico da trasportare meno imbottitura sarà necessaria.

 

La resistenza alle intemperie e alle abrasioni è un altro utile parametro da considerare nella scelta dello zaino. Normalmente più lo zaino è robusto, più è pesante, rivelandosi quindi un fattore critico per il thru-hiker alla ricerca spasmodica della leggerezza. Anche in questo caso dobbiamo basarci sulla tipologia del sentiero che vogliamo percorrere e sul carico che intendiamo trasportare. La resistenza alle abrasioni è infatti spesso correlata alla portata di carico massimo dello zaino, essendo entrambi dipendenti dal tipo di materiale utilizzato nella costruzione dello zaino stesso.

Percorsi tra le foreste o in zone rocciose richiedono zaini più robusti mentre si potranno attraversare prati e brughiere con zaini poco più spessi di un foglio di carta.

La resistenza alle intemperie si può tradurre come impermeabilità dello zaino, o ancora come capacità dello zaino di mantenere il suo contenuto asciutto.

La maggior parte degli zaini è resistente all’acqua (bagnandoli non si rovinano), alcuni sono leggermente idrorepellenti e pochissimi sono davvero impermeabili. Le prime due categorie solitamente sono dotate di un rain-cover per l’uso sotto la pioggia, mentre gli zaini impermeabili possono addirittura essere immersi nell’acqua.

Gli zaini impermeabili sono normalmente più robusti e pesanti degli zaini da trekking, ed essendo stati ideati per altri sport (kayaking, motociclismo, ciclismo, vela) tendono a non presentare caratteristiche compatibili con le esigenze del thru-hiker.

 

Nota sul rain-cover: un rain-cover è uno strumento utile nel caso di piogge deboli, ma tende a perdere la sua impermeabilità velocemente (a parte gli zaini con prezzi lusso, gli altri tendono ad essere dotati di rain-cover scadenti), e risulta pressoché inutile durante violenti acquazzoni, guadi impegnativi o momentanee immersioni. Se riflettiamo con attenzione lo scopo di un rain-cover non è tanto quello di non far bagnare lo zaino, quanto quello di proteggere dall’acqua il suo contenuto! Esistono quindi metodi più efficaci per proteggere il contenuto dello zaino. Per la protezione di vestiti, sacco a pelo, tenda e accessori delicati (strumenti digitali, mappe, diario, etc) è bene affidarsi a dei dry-sack, robusti e assolutamente a prova di immersione (vedi sezione dedicata alle tipologie di sacchi porta-oggetti). Il vano principale dello zaino può invece essere efficacemente protetto con un sacco grande impermeabile economico, del tipo di quelli usati per la spazzatura. Essendo molto grandi sarà facile chiudere il sacco dopo aver incluso tutto il vostro equipaggiamento al suo interno. Il costo e il peso di uno di questi sacchi è nettamente inferiore rispetto ad un rain-cover dedicato e potrete cambiarlo senza preoccupazione dopo ogni escursione o ad ogni centro abitato che incontrerete lungo un thru-hike.

 

Con versatilità indico la possibilità di utilizzare lo zaino per il trasporto di diverse tipologie di equipaggiamento assicurandone un’agevole accessibilità. Questo punto si basa in massima parte sulla quantità e qualità di tasche, asole, cinghie e retine e sulla possibilità di connettere comodamente allo zaino altri tipi di accessori (tasche porta-oggetti, clip per il beccuccio delle sacche d’idratazione, porta borracce, etc.). Una versalità maggiore va di pari passo con un peso maggiore dello zaino (peso delle zip, delle fettuce, etc), ma si traduce anche in un maggiore comfort per l’utilizzatore. Ogni thru-hiker deve cercare di capire, secondo le proprie esigenze, se la presenza di numerosi accessori e compartimenti sia un valore aggiunto o solo uno spreco di peso. Personalmente ritengo che se la differenza di peso è di pochi grammi, una maggiore versatilità è senza dubbio una qualità importante per uno zaino.

 

Zaini tascabili

 

Gli zaini “tascabili” sono arrotolabili e comprimibili in un sacchetto che sta tranquillamente nel pugno di una mano. Normalmente variano tra i 10 e i 35 litri di volume, ma si possono trovare anche proposte con litraggio superiore. Possono ovviamente reggere carichi molto limitati e si ha l’impressione che debbano cedere da un momento all’altro, ma probabilmente sono più resistenti di quello che sembra. Gli spallacci sono sottilissimi e la vestibilità è piuttosto scomoda. [link a “come modificare uno zaino tascabile per migliorarne il confort”]

Risultano particolarmente utili in due situazioni:

  1. nel caso in cui si voglia affrontare un hike che richieda il trasferimento in aereo, questi zaini possono essere usati come bagaglio a mano per contenere la fotocamera e altri accessori tecnologici che non vogliamo lasciare incustoditi nello zaino. Arrivati a destinazione lo zainetto può letteralmente sparire nella sua custodia ed essere riposto nel fondo dello zaino principale;
  2. nel caso si voglia fare un detour durante un thru-hike, magari per scalare una vetta nei pressi del sentiero, è possibile lasciare lo zaino principale nella tenda montata e viaggiare con lo stretto necessario nel piccolo zainetto portatile.

 

Un’altra applicazione interessante è quella di utilizzare questi zaini al posto dei dry-sack nella protezione dell’equipaggiamento. Avrete quindi in un unico prodotto una sacca per proteggere, suddividere e organizzare le vostre cose e uno zainetto che può sempre tornare utile.

 

Con o senza “frame”?

Il frame è la struttura “portante” dello zaino, spesso in alluminio o in plastica (ma ve ne sono anche in legno, come alcuni modelli Fjallraven) che si trova lungo lo schienale e che fornisce una certa rigidità all’intero zaino. Il frame risulta pressoché essenziale nel trasporto di carichi elevati, mentre può essere addirittura controindicato se il peso complessivo dello zaino è limitato. Si può quindi dedurre che più grande sarà il volume di uno zaino, tanto maggiore dovrà essere la solidità del frame. Negli zaini più piccoli e quelli destinati agli escursionisti ultraleggeri un frame rappresenterebbe solo un inutile peso aggiuntivo. In questi casi un materassino in schiuma arrotolato attorno al resto dell’equipaggiamento nel vano principale o un materassino gonfiabile minimale (ad esempio l’Inertia X Lite Short Mat della Klymit) possono fungere da eccellente frame.

 

Accessori e caratteristiche utili

Vi sono alcuni accessori che possono rappresentare un valore aggiunto per uno zaino, altri che invece rappresentano solo un inutile aumento di peso. Cinghie di compressione, daisy chain e asole porta-piccozze sono esteticamente piacevoli da vedere ma non sono sempre essenziali, specialmente per il thru-hiker. L’escursionista su lunghe distanze potrebbe avere la necessità di assicurare al suo zaino i bastoncini da trekking, la tenda, il materassino o il sacco a pelo e magari, d’inverno, le ciaspole. Piccozze e ramponi potrebbero essere necessari per certi tipi di itinerari ma a quel punto siamo pienamente nel mondo alpinistico e sarebbe necessario fare molte altre considerazioni.

Come sempre il thru-hiker dovrebbe essere alla ricerca di un equipaggiamento il più polifunzionale possibile e in quanto ad utilità pratica le cinghie di compressione sono la scelta migliore; oltre a migliorare la trasportabilità del carico possono essere facilmente utilizzate per assicurare allo zaino materiale di diversa fattura, dai bastoncini alle ciaspole, da un treppiede ad un materassino in schiuma.

Le daisy chain sono utili ma necessitano di moschettoni e/o cordini accessori, portando così ad un aumento di peso. Le asole porta piccozze possono essere usate anche per il trasporto dei bastoncini da trekking, ma non hanno la stessa polivalenza degli altri accessori.

Nella scelta di uno zaino è quindi saggio focalizzarci su questa scala:

 

cinghie di compressione > daisy chain > asole

 

Per quanto riguarda la disponibilità di tasche e accessi al vano principale è utile fare qualche considerazione. Avere molte tasche a disposizione potrebbe far credere che questo porti ad una migliore suddivisione ed organizzazione del materiale, ma spesso si traduce solo in una complessa caccia al tesoro: il thru-hiker, sebbene in modalità ultraleggera, si porta dietro la casa, e spesso è difficile ricordare in che tasca è stato riposto un determinato oggetto.

Molte tasche vuole dire una maggior superficie di tessuto e di zip utilizzati nella fabbricazione dello zaino, traducendosi in un significativo aumento del peso. Una tasca nel coperchio in aggiunta al vano principale può essere più che sufficiente per una sensata suddivisione dell’equipaggiamento. Le tasche aperte, solitamente laterali, in tessuto o retina, aggiungono solitamente un peso minimo allo zaino, ma risultano molto utili: permettono infatti di trasportare borracce, snacks o indumenti mantenendoli a portata di mano.

Un diverso discorso meritano gli accessi al vano principale. Negli zaini ad alto litraggio e a design alpinistico (stretti e alti), un accesso sul fondo e/o uno frontale risultano pressoché essenziali. Recuperare qualcosa dal fondo di zaini simili in assenza di un accesso secondario si traduce spesso in un’impresa, richiedendo di svuotare l’intero contenuto.

 

In definitiva, se il peso del vostro zaino per voi non è una priorità e rientrate nella categoria “tradizionale”, scegliete uno zaino iper-accessoriato e con accessi multipli. Se rientrate nella categoria “leggero” forse una tasca superiore, due tasche laterali in rete e un paio di cinghie di compressione dovrebbero essere tutto quello da richiedere al vostro zaino.

Gli “ultraleggeri” e i “minimalisti” possono (o devono) accontentarsi del solo vano principale e ringrazieranno per qualsiasi dettaglio aggiuntivo che il costruttore avrà lasciato al loro “scarno” compagno di avventure.

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