Asciugare senza una fonte di calore esterna

Il buono, il brutto e il cattivo (e l’inutile)

24 marzo 2017 Comments (0) Equipaggiamento, Novità, Riflessioni

Modularità: i sacchi a pelo

Credo ci siano poche cose in grado di scoraggiare un thru-hiker e farlo desistere dal suo cammino in modo maggiore di quanto non possa fare il freddo, specialmente di notte quando vorremmo dormire. Per evitare questa spiacevole situazione siamo portati all’acquisto di sacchi a pelo con temperature di confort di -5, -10 o anche -20°C. Eppure non si tratta di una scelta intelligente, per diversi motivi:

  1. Un sacco a pelo molto caldo è un sacco a pelo molto imbottito, e quindi ingombrante e pesante da trasportare.
  2. Un sacco a pelo molto caldo solitamente ha un’imbottitura di alta qualità, ed è quindi molto costoso.
  3. Un sacco a pelo molto caldo va bene solo se fa molto freddo.

Quest’ultimo è sicuramente il punto cruciale. Se avete in programma l’ascesa ad un 8000 metri o una spedizione in Antartide nulla da ridire, ma per quanto riguarda un thru-hike, ci servirà un’altra strategia. Il grosso problema relativo ai thru-hike sta nella grande escursione termica che possiamo incontrare durante il cammino: in un hike di mesi possono cambiare le stagioni, o l’area geografica, ma basta anche un hike più breve che preveda dislivelli importanti, per farci capire che necessitiamo di un sistema più agile e adattabile alla situazione. Ecco quindi tornare il concetto di MODULARITA’, importante tanto quanto quello di VERSATILITA’.

Con modularità mi riferisco alla capacità di adattarsi a diverse situazioni semplicemente combinando in modo differente gli elementi costituenti il proprio equipaggiamento. La modularità ha notevole importanza nel vestiario, nei ripari, nei sistemi per dormire, nei sistemi per cucinare e altri ancora. La versatilità è invece la capacità di un solo elemento del proprio equipaggiamento di svolgere più funzioni.

Possono sembrare due concetti contrapposti, invece è essenziale che vi sia una fusione di entrambi per avere un equipaggiamento realmente funzionale.

Tornando ai sistemi per dormire, e quindi ai sacchi a pelo, dobbiamo poter adattarci a temperature che possano variare dai +20 a -20°C.

Per dormire sufficientemente bene in un così ampio range di temperature è necessario che anche il nostro vestiario sia adeguato, ma questo verrà discusso in un altro articolo.

Il mio consiglio è quello di basarsi su tre componenti: un sacco-lenzuolo, un sacco a pelo e un sacco da bivacco d’emergenza.

Sacco-lenzuolo

Il sacco-lenzuolo ha la duplice funzione di limitare l’usura del sacco a pelo e di aumentarne il potere termico. La mia scelta si è orientata verso il Sea to Summit Reactor Extreme Thermolite Sleeping Bag Liner. Sebbene sia un prodotto piuttosto costoso, rispetto ad altri sacchi-lenzuolo risulta molto più caldo, leggero, traspirante e, essendo costituito principalmente in poliestere, si asciuga rapidamente una volta bagnato. Indipendentemente può essere usato come sacco a pelo estivo (associato ad un abbigliamento adeguato) o come sacco-letto se ci si trova in ambienti riscaldati. Sebbene il produttore affermi che fornisce un isolamento termico aggiuntivo al sacco a pelo fino a 15°C, le prestazioni sono sicuramente inferiori, probabilmente di circa la metà. Il peso è di circa 400 grammi. Lo includo nel mio equipaggiamento associandolo al sacco a pelo solo se ipotizzo di trovare temperature notturne molto sotto lo zero. Se mi aspetto temperature elevate andrà invece a sostituire in toto il sacco a pelo, permettendomi così di ridurre di circa 350 grammi il carico da trasportare.

Sacco a pelo

Il sacco a pelo è il vero artefice del nostro isolamento termico mentre dormiamo. Dopo una lunga ricerca mi sono orientato sul Ferrino Lightec 800 Duvet, che presenta alcune interessanti caratteristiche e un buon rapporto qualità/prezzo. Le caratteristiche funzionali di questo prodotto verranno ampiamente presentate in uno specifico articolo di recensione, qui mi limiterò a mostrarne l’utilizzo modulare.

Punti a favore di questo sacco sono l’ingombro ridotto (15 x 27 cm) e il peso (760 grammi). La temperatura di confort è dichiarata tra i +3 e i -2°C, ma anche in questo caso si tratta sicuramente di un’esagerazione. Considerate che sono un cosiddetto “hot-sleeper” (sopporto quindi bene il freddo mentre dormo), ma ritengo che la temperatura di confort di questo sacco (se vestiti unicamente con un intimo termico) sia attorno ai +5°C. Associandovi il sacco-lenzuolo precedentemente citato si può dormire confortevolmente a temperature di qualche grado sotto lo zero.

Sacco da bivacco di emergenza

Il sacco da bivacco di emergenza costituisce il vero jolly del sistema di secchi-letto per la notte. Da quando l’ho scoperto e testato è divenuto un compagno inseparabile per tutte le mie escursioni. La mia scelta è il SOL Escape Bivy, che possiede alcune qualità davvero interessanti:

  1. è leggero, pesa solo 240 grammi;
  2. è compatto;
  3. è rivestito internamente di mylar alluminato (come le coperte termiche) e ha quindi un ottimo potere isolante;
  4. è impermeabile esternamente;
  5. è anti-vento;
  6. ha una certa traspirabilità.

Il sacco da bivacco mi permette di mantenere pulito il sacco a pelo, aumentandone allo stesso tempo il potere d’isolamento termico. Rispetto ad altri sacchi da bivacco il SOL Escape Bivy fornisce una minore protezione dalle intemperie, ma al tempo stesso risulta estremamente più traspirante, limitando così il rischio di bagnare il sacco a pelo con la condensa. La caratteristica di idrorepellenza del sacco a pelo Ferrino Lightec 800 Duvet riduce ulteriormente il rischio che il sacco si bagni, rischio particolarmente elevato durante hike in ambienti con clima particolarmente rigidi.

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