15 marzo 2017 Comments (0) Equipaggiamento, Novità, Riflessioni, Riflessioni giacche, Riflessioni sacco a pelo, Riflessioni tenda/riparo

Se ghiaccia non traspirare!

Una delle “regole” più amate da ogni escursionista è il “vestirsi a strati“. L’idea di avere più strati di vestiario da sovrapporre, permette di adattarci meglio alle diverse condizioni meteorologiche e a sbalzi termici. La stessa filosofia di pensiero può essere adattata non solo al vestiario, ma anche ai sacchi a pelo e al materiale che usiamo per tenerci al caldo durante il sonno.

Nel thru-hiking la tecnica del “vestirsi a strati” diviene importantissima, sebbene ci sia la tendenza a minimizzare il numero di strati per risparmiare sul peso, in quanto durante un’escursione di centinaia o migliaia di chilometri è frequente passare da una situazione climatica all’altra.

Parola chiave di questa tecnica è la traspirazione. Se gli strati sovrapposti sono traspiranti possiamo evitare la spiacevole sensazione di bagnato dovuta alla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla sudorazione (che avviene sempre, non solo quando sentiamo di avere caldo). Indumenti in poliestere e lana merinos risultano perfetti per questo scopo, essendo particolarmente traspiranti e al tempo stesso mantenendo efficientemente la temperatura corporea.

I veri problemi nascono durante hike prolungati in zone climatiche in cui la temperatura scende frequentemente (e pesantemente) sotto lo zero.

Se la temperatura è molto bassa il vapore acqueo tende a condensarsi prima ancora di attraversare i vari strati, bagnando progressivamente maglie, pile e piumini. Sebbene sia un processo solitamente lento, giorno dopo giorno tende a venir meno l’effetto isolante dei vestiti (a meno che non si abbia la possibilità di asciugarli con una certa regolarità), mettendo in pericolo la stessa incolumità dell’escursionista, esponendolo al rischio di ipotermia. Si tratta di un problema da non sottovalutare e che può compromettere parti essenziali dell’equipaggiamento quali ad esempio il sacco a pelo.

La soluzione più pratica è il “blocco della traspirazione“. Se impediamo al vapore acqueo di attraversare gli strati del nostro vestiario, evitiamo la formazione della condensa. Ideale sarebbe introdurre uno strato non traspirante subito sopra all’intimo tecnico (in poliestere o lana merinos). Questa strategia ha due vantaggi:

  1. aumenta considerevolmente il mantenimento della temperatura corporea
  2. può essere usata per preservare dalla condensa sia i vestiti utilizzati di giorno che quelli per la notte, come anche il sacco a pelo.

Lo svantaggio è che l’intimo tecnico risulterà umido, se non bagnato, al mattino, ma è il minore dei mali. Basta infatti avere un solo altro completo intimo di ricambio, e asciugare quello bagnato come suggerito in quest’altro articolo.

Il vero problema è trovare oggigiorno degli indumenti non traspiranti! Vecchie giacche e pantaloni impermeabili (tipo i famosi kway) potrebbero andare bene, ma è necessario che non siano troppo larghi, o impedirebbero di sovrapporre altri indumenti più caldi.

Un’alternativa che gli americani definirebbero DIY (do it yourself -fattelo-) è quella di fabbricarsi degli indumenti non traspiranti. Difficile? Proprio per niente: bastano dei sacchetti di plastica e un po’ di nastro adesivo telato (o americano). Certamente si tratta di una soluzione poco elegante ma…funzionale!

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