26 gennaio 2018 Comments (0) Novità

Accessori vestiario

Indice

Copertura per testa, viso e collo dal sole, pioggia e insetti

A seconda dell’ambiente che stiamo attraversando può essere più o meno importante avere a disposizione una copertura efficace per il capo che permetta di schermare la testa, il collo e il viso dal sole, dalla pioggia o dagli insetti.

  1. Bandana multiuso: una bandana non è altro che un pezzo di stoffa leggera, solitamente di forma quadrata o cilindrica a mo’ di scaldacollo (esempio). Si tratta di un accessorio economico, versatile, leggero e minimamente ingombrante. Può essere usata come protezione del collo dal vento, come maschera per naso e bocca dalla sabbia, come protezione dal sole per la testa. E’ inoltre un metodo efficace per assorbire il sudore dalla testa e dal collo. Alcuni thru-hiker minimalisti utilizzano la bandana anche come asciugamano. In definitiva è un utile indumento che consiglio di portarsi appresso durante i trekking estivi.
  2. Cappellino da baseball: i cappellini da baseball sono molto amati dai thru-hiker in quanto forniscono una discreta protezione del viso dal sole e dalla pioggia, sono leggeri, occupano poco spazio e migliorano la vestibilità dei cappucci di poncho e giacche impermeabili. Alcuni modelli da prendere in considerazione possiedono un telo, talvolta removibile, sulla parte posteriore che fornisce una valida protezione della nuca e del collo dal sole (esempio).
  3. Visiera: una visiera non è altro che la versione minimalista del cappellino da baseball (esempio)! Offre gli stessi benefici ad un peso inferiore. Sconsigliata per soggetti calvi o con capelli molto corti in quanto offre protezione dal sole solo a livello del viso, non della testa.
  4. Cappello da pescatore: i cappelli da pescatore offrono una buona protezione della testa dal sole e dalla pioggia e una limitata schermatura dei raggi solari a livello del viso e della nuca (esempio). Sono una via di mezzo tra il cappellino da baseball e il jungle senza avere la leggerezza del primo o conferire la protezione del secondo.
  5. Jungle: il jungle è il classico cappello da esploratore. Più pesante ed ingombrante delle altre tipologie precedentemente descritte, offre una buona protezione di tutto il capo dal sole e dalla pioggia, ed è solitamente dotato di un laccetto giro-collo che permette di farlo ricadere sulle spalle quando non serve o di evitare che forti folate di vento lo facciano volare via (esempio). Talvolta è presente anche una daisy-chain che consente di attaccarvi oggetti leggeri o di assicurare stabilmente una zanzariera.
  6. Zanzariera: la zanzariera non è altro che una retina a trama sottile che impedisce agli insetti di raggiungere la cute (esempio). Per essere efficace non deve essere a contatto con la pelle, per cui è indispensabile associarla ad un cappello. I jungle sono i cappelli ideali per essere accessoriati con una zanzariera, e anche i cappelli da pescatore sono utili in questo senso. Cappellini da baseball e visiere sono funzionali a livello del viso ma non consentono alla zanzariera di offrire una valida protezione a livello della nuca. Alcuni cappelli possiedono già integrata una zanzariera. Il mio consiglio è di acquistare una zanzariera per la testa indipendente che, oltre ad essere quasi inconsistente come peso ed ingombro, può essere applicata alle diverse tipologie di cappelli a seconda delle nostre necessità. Indossare un cappello con zanzariera durante la notte è una buona strategia per proteggersi dalle zanzare nel caso si utilizzi un sistema tarp + sacco da bivacco. Ovviamente le zanzare si avvicineranno sufficientemente a voi da infastidirvi ma non riusciranno a pungervi, cosa essenziale in alcuni paesi tropicali in cui le zanzare sono vettori di malattie molto gravi. Da ricordare inoltre che questa strategia risulta poco efficace nel caso dormiate sul fianco!

Cappello jungle per la protezione dal sole in una giornata estiva in alta montagna

Indumenti caldi per testa, collo e viso

Quando le temperature si abbassano e siamo esposti al vento è indispensabile avere delle efficaci protezioni per il collo, il viso e la testa. Il freddo può causare piaghe dolorose e facilita l’insorgenza di stati febbrili. Le protezioni che provvederò a descrivere sono anche un efficace complemento (quando non bagnate) al sacco a pelo e al vestiario per la notte. È bene ricordare che la testa è una delle parti del corpo che dissipa maggiormente il calore, ed è quindi importante proteggerla per non avere freddo durante la notte.

  1. Berretto: con berretto si definisce un generico copricapo, solitamente con taglio piuttosto aderente alla testa e privo di tesa o visiera (esempio). Può essere di diversa forma, foggia o materiale, ma la sua funzione deve essere quella di assicurare una buona protezione termica. Un berretto adatto al thru-hiking dovrebbe essere leggero ma caldo e permettere un’efficace protezione anche delle orecchie.
  2. Sciarpa: la sciarpa fornisce un’ottima protezione per il collo e, nel caso sia sufficientemente lunga, può essere avvolta anche attorno al viso e alla testa per fornire una protezione completa. Non offre sostanziali vantaggi rispetto ad una balaclava, per cui ne sconsiglio l’uso per il thru-hiking.
  3. Fascetta para-orecchi: le fascette conferiscono una protezione dal vento e dal freddo limitata alle orecchie, alla fronte e alla nuca (esempio). Molto apprezzate da chi ha i capelli lunghi e che quindi può trovare scomode altre soluzioni, hanno anche la funzione di assorbire il sudore. Consigliate per il thru-hiking per chi ha i capelli lunghi.
  4. Scaldacollo: lo scaldacollo ha la stessa funzione di una sciarpa, con il vantaggio di essere più comodo e veloce da indossare (esempio). Può fornire un’efficace protezione anche del viso e la maggior parte dei modelli possiede un laccetto che permette di regolarne l’aderenza alla pelle o di convertirlo in un berretto. Può essere un valido complemento in regioni molto fredde, ma in generale è meglio rivolgersi ad altri dispositivi di protezione, in quanto troppo caldo.
  5. Cappuccio: i cappucci avvolgono interamente la testa lasciando libero solo il viso. Alcuni cappucci sono dotati di un bavaro che permette una buona protezione anche del collo e del viso fino al naso. I cappucci sono spesso parte integrante di diversi tipi di indumenti, dalle giacche ai piumini, dalle felpe alle maglie termiche, ma esistono anche modelli indipendenti. Un cappuccio fornisce una valida protezione per la testa ma è davvero utile solo se parte integrante (e possibilmente staccabile o ripiegabile) di altri indumenti.
  6. Balaclava: la balaclava è un passamontagna, una protezione integrale di testa e collo che lascia scoperti unicamente gli occhi (esempio). Ha la caratteristica di multi-funzionalità e versatilità che il thru-hiker ricerca in ogni componente del suo equipaggiamento. E’ possibile trovare balaclave di diversa tipologia e materiale ma il mio consiglio è di rimanere su di un modello essenziale e leggero. Oltre a proteggere tutta la testa, può anche essere usata solo come scaldacollo o, abbassando la mascherina, favorire la respirazione in caso vi sia poco vento/freddo.

Balaclava in lana merinos per proteggersi dal freddo intenso sulle montagne del Giura francese

Guanti

I guanti permettono di proteggere le mani dal freddo, dal vento, dalla neve e dalla pioggia, mantenendo così la destrezza e la possibilità di adoperare gli arti superiori.

I guanti ideali dovrebbero essere robusti, impermeabili e molto aderenti, in modo da non limitare la manualità. A seconda della temperatura è importante che i guanti siano più o meno caldi. La soluzione ideale è quella di possedere due paia di guanti: un paio leggero, che non limiti la destrezza e che permetta un efficace riparo dal vento, e un paio più caldo e impermeabile che possa essere usato singolarmente o in associazione al paio leggero.

Molti thru-hiker preferiscono utilizzare delle muffole come guanto protettivo esterno (esempio). Rispetto ai guanti tradizionali le muffole conferiscono un maggiore isolamento termico, ma limitano quasi completamente l’uso delle dita, risultando adatte solo per semplici applicazioni (ad esempio l’uso dei bastoncini da trekking) ma estremamente limitanti per lavori fini, come ad esempio l’utilizzo di una macchina fotografica. Una soluzione può essere l’uso di muffole con apertura alla base delle dita (esempio), che permettono così di liberare le dita della mano continuando però a proteggere il palmo. Queste muffole ovviamente conferiscono una minore protezione dalla pioggia.

Lascio a voi il compito di sperimentare e scoprire la soluzione che meglio si addice alle vostre esigenze ma, per facilitarvi nella scelta,  in questa tabella metto a confronto diversi modelli economici ma di buona qualità e con caratteristiche diverse (per visualizzare il prodotto basta cliccare sul nome).

 

Nome Tegera 517 Sprint Slide 300 Mezziguanti caccia 500 Banff
Marca Ejendals Simond Wed’ze Solognac Highlander
Tipologia Guanti Guanti Muffole Muffole / Guanti senza dita Guanti
Protezione dal vento Molto buona Molto buona Ottima Ottima Ottima
Protezione dalla neve/pioggia   Molto buona Molto buona Discreta Discreta Molto buona
Calore Buono Ottimo Molto buono Discreto Buono
Destrezza Molto buona Buona Scarsa Ottima Buona
Costo 15,99 19,99 14,99 16,99 15,37

 

Occhiali da sole

Gli occhiali da sole sono un accessorio particolarmente utile al thru-hiker, perché espone per molte ore al giorno, per molti giorni, gli occhi alle radiazioni UV solari. È quindi importante che siano di categoria 3 o 4 (che facciano quindi passare meno del 17% della luce visibile) e che siano al 100% anti-UV (esempio). È inoltre utile che gli occhiali siano larghi in modo da coprire bene l’orbita oculare e che siano sagomati per limitare il contatto di vento e precipitazioni con l’occhio. Gli occhiali da sole hanno infatti anche l’utilità di fungere da maschera per proteggere gli occhi in caso di pioggia o neve associati a vento intenso. Gli occhiali da sole devo essere parte dell’equipaggiamento essenziale in alta montagna, su percorsi innevati, al mare o in aree desertiche.

L’amico e thru-hiker francese Romain si protegge dal sole e dalla luce riflessa sul monte Cinto (Corsica) con occhiali da sole e cappellino dotato di protezione per la nuca.

Calze

Utilizzo il termine calze nella sua accezione più generica, che comprende tutti quegli indumenti che aderiscono alle forme del piede e della gamba. Le calze differiscono per materiali, forme e funzionalità. Possiamo trovare calze che coprono unicamente il piede terminando sotto la caviglia e calze di lunghezza differente che possono coprire porzioni via via maggiori delle gambe. Per comodità considererò in questa categoria solo gli indumenti che non superino il ginocchio, in quanto le calze più lunghe, come ad esempio le calze femminili, si avvicinano maggiormente alle caratteristiche di una calza-maglia.

A seconda del tipo di clima che incontreremo lungo il cammino avremmo bisogno di calze con caratteristiche differenti. Calze leggere e che si asciugano velocemente sono l’ideale in ambienti temperati ma piovosi, mentre per escursioni invernali o in ambienti molto freddi saranno necessari uno o più paia di calze pesanti e calde.

In genere è bene avere circa tre paia di calze per il giorno e da uno a due paia di calze per la notte. Le calze per la notte devono essere sufficientemente comode per far riposare efficacemente i piedi. Durante il nostro hike sarà necessario lavare frequentemente il nostro abbigliamento intimo, considerando inoltre che le calze saranno tra gli indumenti maggiormente soggetti all’usura; è quindi necessario avere sempre almeno un paio di calze di riserva.

Recentemente sono state sviluppate calze idrorepellenti e traspiranti, che possono essere un utile complemento all’impermeabilizzazione offerta dalla vostra calzatura al fine di mantenere i piedi all’asciutto. E’ necessario saper riconoscere prodotti validi da quelli di bassa fattura; la Sealskinz è un’azienda leader nel settore e produce capi d’abbigliamento realmente impermeabili, ma a costo di un prezzo elevato (esempio).

A mio parere l’uso di simili calze risulta utile solo se associato a calzature leggere in grado di far defluire rapidamente all’esterno l’acqua. Se la vostra calzatura è infatti uno scarpone, uno stivale o un’altro tipo di calzatura teoricamente a prova d’acqua, ma in qualche modo questa vi entra dentro, tenderà a ristagnare, mettendo alla lunga a dura prova l’impermeabilità della calza. Se invece l’acqua entra in una scarpa da ginnastica, tenderà ad uscire rapidamente durante la camminata, limitando la colonna d’acqua a contatto con la calza (argomento discusso approfonditamente in questo articolo).

 

Ghette

Le ghette permettono di limitare l’accesso di acqua, neve e detriti all’interno delle scarpe, proteggendo il collo del piede, la caviglia e una porzione più o meno ampia della gamba, a seconda del modello. E’ importante considerare l’ingombro, il peso e l’impermeabilità delle ghette. In certi ambienti particolarmente fangosi e durante le escursioni invernali le ghette risultano essere particolarmente utili e saranno indossate pressoché durante tutto il tragitto.

Il mio consiglio è di non spendere troppi soldi nell’acquisto di una coppia di ghette in quanto sono soggette ad una notevole usura e tendono a rompersi facilmente. Il punto debole della ghetta è il laccio sottoscarpa, elemento essenziale per tenerla in posizione. Questo laccio può essere in nylon, ferro o può essere sostituito da una cinghietta di cuoio o in plastica. Ho potuto testare tutte queste diverse tipologie e tutte hanno ceduto dopo un paio di centinaia di chilometri di terreno accidentato. Se userete le ghette solo per le escursioni invernali con le ciaspole allungherete di molto la loro vita, altrimenti l’attrito con le rocce le farà cedere più velocemente di quanto vi potreste aspettare.

Considerate l’acquisto di due differenti modelli di ghetta: una ghetta alta, impermeabile, da usare con scarponi da trekking durante escursioni invernali nella neve (esempio), e un paio di ghette girocaviglia, da utilizzare con le scarpe da trekking o da trail running (esempio). Le ghette girocaviglia possono non essere impermeabili, ma assicuratevi che il laccio sottoscarpa si possa rimuovere senza intaccare la ghetta. In questo modo alla rottura del laccio potrete sostituirlo con un cordino in paracord senza dover comprare nuove ghette.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *