9 settembre 2018 Comments (0) Groenlandia, Novità, Thru-Hikes

Arctic Circle Trail

L’Arctic Circle Trail (conosciuto anche come Polar Route e abbreviato in ACT) è il più famoso itinerario di trekking della Groenlandia. Il percorso ricalca una via di migrazione stagionale usata per centinaia (se non migliaia!) di anni dagli Inuit: dall’entroterra, abbondante di selvaggina durante il periodo estivo, alla costa, in un’area incredibilmente libera dai ghiacci anche d’inverno.
L’itinerario, di circa 160 km, viene qui presentato con un’estensione di circa 40 km, sufficiente a far iniziare il trekking direttamente dall’infinita distesa di ghiaccio dell’Ice Cap groenlandese.

 

Indice

Perché percorrere l’Arctic Circle Trail?

L’Arctic Circle Trail è forse il trekking migliore per arrivare ad un’intima conoscenza dell’ambiente artico: in estate si cammina senza soluzione di continuità su di uno spesso strato di permafrost, con tutto quello che comporta (e che spiegherò successivamente); il meteo non conosce mezze misure, passando da giornate di sole in cui si agogna un poco d’ombra a gelide tempeste con venti molto forti; la fauna e la flora sono quelle tipiche della tundra, in cui è possibile veri e propri “superstiti” dell’Era Glaciale.

Sebbene l’Arctic Circle Trail non possa essere ritenuto un percorso difficile, non è certamente destinato ad escursionisti alle prime armi, sia per l’isolamento dalla civiltà che per le difficoltà con cui sarà facile scontrarsi lungo il periodo. È infine un trekking destinato a chi per anni ha sognato la Groenlandia come ultima grande frontiera wild, e che voglia immergervisi limitando i rischi di un’avventura in una terra così estrema.

Itinerario

L’itinerario qui proposto parte da una delle propaggini occidentali dell’Ice Cap e si snoda verso l’oceano attraverso antiche valli glaciali, raggiungendolo a Sisimiut, secondo centro abitato per numero di abitanti della Groenlandia. Il percorso rimane quasi parallelo al Circolo Polare Artico dall’inizio alla fine, solo circa 50 km più a nord, da cui il nome di Arctic Circle Trail.

Il terreno calpestato non è particolarmente vario, andando da un fondo roccioso a uno acquitrinoso, come pure i panorami, un continuum di laghi di diverse dimensioni e antichissime montagne erose dal ghiaccio, ma il tutto contribuisce ad esercitare un forte impatto emotivo.

Lungo il percorso è possibile incontrare diverse hut, piccole o medie casette di legno con funzione di bivacco, e il percorso è descritto in tappe che vanno da una hut alla successiva, essendo mediamente distanti una ventina di chilometri.

Per la navigazione consiglio l’acquisto delle Hiking Map West Greenland in scala 1:100000. Ve ne serviranno tre: “Kangerlussuaq”, “Pingu” e “Sisimiut”.

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Come raggiungere l’Arctic Circle Trail

L’ACT collega il centro abitato di Kangerlussuaq con quello di Sisimiut e può essere percorso in entrambe le direzioni. Si può iniziare direttamente dall’aeroporto di Kangerlussuaq ma, se si volessero evitare i primi 16 km di strada (asfaltata e sterrata) si può richiedere un trasferimento in taxi (piuttosto esoso) fino al centro ricerche di Kelly Ville, dove inizia la traccia del sentiero. Kangerlussuaq è l’aeroporto internazionale della Groenlandia ed è collegato al continente europeo con voli diretti da Copenaghen. Chi volesse iniziare dall’Ice Cap può percorrere a piedi la strada sterrata (o farsi portare a pagamento con mezzi 4WD) fino al Point 660, a poche decine di metri dall’inizio dell’immensa distesa di ghiaccio.

Strutture ricettive

Lungo l’Arctic Circle Trail vi sono 10 hut, poste a circa 20 km di distanza l’una dall’altra. Alcune sono piccoli bivacchi in legno in grado di ospitare massimo sei persone per dormire, altre sono un po’ più grandi, con l’estremo rappresentato dal “Canoe Centre”, una bella struttura che può ospitare una ventina di persone. Ai due estremi ufficiali dell’Arctic Circle Trail, Kangerlussuaq e Sisimiut, vi sono diverse opzioni di alloggio: vi consiglio le più economiche e hiker-friendly!

Kangerlussuaq

Arctic Circle Trail Campsite –> si tratta di una semplice area destinata al campeggio con le tende. I servizi sono rappresentati da una fontanella, un bagno pulito e una doccia (acqua fredda) all’aperto. È gestito da un simpatico e ospitale signore tedesco, da anni trasferitosi in Groenlandia, che si batte per la salvaguardia dell’ACT. Il prezzo per una notte è di 100 corone danesi ed è l’alloggio più economico di Kangerlussuaq. Per raggiungerlo, una volta usciti dall’aeroporto, svoltate a sinistra e proseguite lungo la strada principale fino ad incontrare un cartello indicante il campeggio. Girate a sinistra passando davanti al Polar Lodge, proseguite superando la caserma dei pompieri e raggiungete un container colorato in azzurro: è la dimora dell’host. Bussate e prendete i dovuti accordi per campeggiare.

Kangerlussuaq Youth Hostel –> una struttura semplice ma piuttosto grande, con prezzi dalle 200 corone danesi in su. Comodi letti a castello, bagni puliti e docce calde. Per raggiungerlo, una volta usciti dall’aeroporto svoltate a destra e proseguite lungo la strada principale. Al successivo incrocio girate ancora a destra, puntando verso sud, come per aggirare l’aeroporto. Continuate lungo la strada per girare nuovamente a destra al primo incrocio: l’edificio è presto visibile proseguendo lungo la strada.

Polar Lodge –> è la struttura meno economica ma più lussuosa delle tre e, oltre alla modalità ostello, ha anche camere singole e bungalow in affitto. I prezzi vanno dalle 600 corone danesi per notte. Si raggiunge facilmente girando a sinistra all’uscita dell’aeroporto e seguendo l’indicazione per il Campsite. I gestori organizzano anche vari tour guidati nella zona, tra cui il trasferimento fino all’Ice Cap (Point 660).

Old Camp –> è un ostello gestito dagli stessi host del Polar Lodge. Si trova a circa 2 km dall’aeroporto e i prezzi sono simili a quelli del Polar Lodge. Rappresenta un’alternativa nei giorni di massima affluenza turistica.

Sisimiut

Sisimiut Youth Hostel –> è un ostello relativamente piccolo ma pulito e confortevole. È strutturato in camerate da 2 a 4 letti a castello, più un paio di camere matrimoniali. I prezzi partono da 200 corone danesi a testa a notte. Non si trova in una posizione centrale, ma le dimensioni dell’abitato di Sisimiut non sono tali da potermi permettere di definirlo “lontano dal centro”! Indirizzo: Kaalikassap Aqq. 25, 3911 Sisimiut, Greenland.

Hotel Sisimiut –> un bell’hotel con tutti i confort. I prezzi sono ovviamente molto più alti, ma minori di altre strutture presenti in città. Arrivando dall’ACT è una delle prima strutture che s’incontra entrando a Sisimiut (sulla sinistra).

Poco fuori Sisimiut esiste anche un’area campeggio che, sebbene non abbia potuto vederla, mi è stato riferito essere del tutto priva di servizi.

Rifornimenti di cibo e acqua

Lungo l’ACT non vi è alcuna possibilità di rifornirsi di viveri. È quindi bene iniziarlo con cibo sufficiente per i giorni programmati (prudenza insegna di avere almeno 1 giorno in più di viveri). A Kangerlussuaq, di fronte all’aeroporto, vi è un supermercato, presso cui è possibile acquistare diversi tipi di generi alimentari (anche cibo liofilizzato) e le bombole di gas per il fornello (oltre al supermercato sono vendute anche presso il Polar Lodge e un piccolo esercizio commerciale tra il supermercato e l’aeroporto, ma a prezzi maggiori). A Sisimiut vi è solo l’imbarazzo della scelta, essendoci ben 4 supermercati! Nonostante i prezzi non siano astronomici, come uno potrebbe aspettarsi, è conveniente partire dall’Italia con già tutti i viveri per il proprio trekking. Presso alcune hut lungo il cammino gli hiker hanno lasciato avanzi di alimenti e di bombole di gas, ma non si dovrebbe far affidamento su questa tipologia di rifornimenti.

Lungo il percorso la maggior parte delle fonti d’acqua è potabile, ma consiglio vivamente l’utilizzo di un filtro, specie quando si attinge all’acqua dei laghi (che rappresenta la maggior parte delle fonti disponibili). L’acqua di alcuni laghi è salmastra, in quanto contaminata dall’acqua dei fiordi, e si dovrebbe evitare di berla. Nella descrizione delle tappe i laghi in questioni sono ben segnalati.

Pericoli

L’ACT è un trekking mediamente facile, che non presenta punti particolarmente esposti (i pochi presenti possono essere facilmente aggirati), sempre (o quasi sempre) ben segnalato e con una traccia chiara. Nonostante tutto questo vi sono alcune cose a cui prestare attenzione perché, dopotutto, si è in un ambiente estremo!

Condizioni metereologiche –> durante i mesi estivi (da metà giugno a fine agosto) il clima è generalmente mite (per gli standard artici!) ma non sono insolite perturbazioni anche di notevole intensità. Come carattere generale, quando il vento soffia da ovest, dall’oceano, sono comuni precipitazioni, talvolta intense, e bassa visibilità. Quando il vento soffia da nord-est, dalla calotta polare, il tempo è generalmente bello, ma può anche sopraggiungere una tempesta di Föhn, caratterizzata da venti fortissimi e bruschi cali delle temperature. In queste situazioni o in caso di visibilità molto limitata, è bene raggiungere una hut o ripararsi nella propria tenda e aspettare che il tempo migliori.

Stanchezza –> l’Arctic Circle Trail obbliga l’escursionista medio a trasportare con sé circa 10 giorni di viveri, che si traducono in un notevole aumento del peso del proprio zaino. Questo, unito al terreno spesso acquitrinoso, può spossare facilmente i meno allenati. Il suggerimento è quello di provvedere ad una adeguata preparazione del proprio equipaggiamento e di non affrontare questo itinerario senza un’adeguata preparazione atletica.

Guadi –> lungo tutto il percorso vi sono circa 4 guadi da affrontare, di cui solo un paio mediamente impegnativi. Nelle condizioni normali l’acqua non supera l’altezza del ginocchio, ma in seguito a piogge abbondanti o se si affronta il percorso all’inizio della stagione estiva, il livello e l’impeto dell’acqua possono essere decisamente maggiori (e più pericolosi). Spesso basta spostarsi di qualche centinaio di metri per trovare un punto in cui il passaggio sia più agevole.

Animali –> no, non ci sono orsi polari lungo l’ACT, quindi non avete nulla da temere! Sono però presenti i musk ox, o buoi muschiati, che se minacciati possono caricare; sebbene numericamente abbondanti non sono un’incontro comune lungo l’ACT ed è sufficiente mantenere una distanza di sicurezza di almeno 50-100 metri per evitare qualsiasi problema. Il vero animale da temere nell’artico è invece la zanzara, che nei giorni estivi privi di vento può arrivare a rappresentare una vera piaga: retina e repellente sono cose da non dimenticare a casa.

Isolamento –> sebbene il numero di escursionisti sia in ascesa, l’ACT non è certamente un percorso molto frequentato e non vi sono “vie di fuga” intermedie. È bene quindi considerare l’idea di avere un dispositivo con cui richiedere assistenza in caso di bisogno (SPOT Gen3 o Garmin InReach).

Traccia e segnaletica

La traccia lungo l’Arctic Circle Trail è quasi sempre chiara, con le singole eccezioni delle aree acquitrinose più estese e delle zone in cui la copertura arbustiva diviene massiva. La segnaletica è rappresentata da cairns (i cosiddetti ometti di sassi), spesso adornati con palchi (a volte anche altri resti) di renne. Sui cairns è spesso presente una chiazza di vernice rossa a forma di semicerchio, simbolo dell’ACT e richiamo diretto alla bandiera groenlandese. In alcuni punti sono stati installati dei piccoli cartelli segnaletici blu: la loro scarsità e inutilità è in qualche modo divertente! Perdersi lungo l’ACT è un’impresa, ma è comunque bene portare con sé le mappe, una bussola ed essere consapevoli di dover provvedere alla correzione della declinazione magnetica.

  • Cairn con teschio di renna
  • Cairn lungo la traccia
  • Sara affianco ad un cairn monumentale
  • Il simbolo dell'ACT
  • Collezione di teschi di renna attorno a un cairn

Lingua e comunicazione

La Groenlandia è ancora ufficialmente parte del Regno di Danimarca e, sebbene la popolazione sia per la gran parte costituita da Inuit, il danese è parlato da tutti (la lingua ufficiale è però il groenlandese, un dialetto eschimese). L’inglese è compreso e parlato dalla maggior parte della popolazione operante nel settore turistico e in molti esercizi commerciali.

Lungo l’ACT non c’è campo e il telefono potrà essere usato solo a Kangerlussuaq e a Sisimiut, sebbene le tariffe siano decisamente alte con le schede italiane. Anche la rete internet lascia a desiderare e il wi-fi è fornito a pagamento (non certo economico) da qualche struttura in entrambi i centri abitati.

Equipaggiamento

Se non siete già passati ad un equipaggiamento ultraleggero l’Arctic Circle Trail potrebbe essere l’itinerario adatto per rinnovare la vostra attrezzatura!

A seconda del periodo dell’anno l’equipaggiamento dovrà necessariamente cambiare ma le indicazioni per il periodo estivo sono le seguenti: vestitevi a strati, considerando che le temperature saranno mediamente tra i 6 e i 12 gradi, ma che frequentemente posso scendere a 0° o salire fino ad oltre 20°. Una giacca impermeabile è d’obbligo, ed essendo principalmente un ambiente umido rimando a questo articolo e al suo seguito per quanto riguarda calzature e altri accorgimenti relativi all’equipaggiamento. Per il riparo consiglio una tenda geodetica o a tunnel, in grado di resistere a venti molto forti. Come sacco a pelo suggerisco l’uso di un sacco con temperatura di comfort di 0-5° e, possibilmente, di un approccio modulare (spiegato in questo articolo). I bastoncini da trekking vi risulteranno utili in diverse occasioni, sia nei guadi che nell’attraversamento delle aree acquitrinose. Zanzariera e repellente sono obbligatori e, per chi partisse dall’Ice Cap, si suggerisce l’uso degli occhiali da sole (protezione almeno 3).

Quando

L’ACT, così com’è presentato, è un percorso estivo, percorribile da metà giugno fino a metà settembre. Oltre questo range di tempo le temperature risulteranno molto più rigide e vi sarà copertura nevosa al suolo. Durante l’inverno la gran parte dei laghi e diversi fiordi ghiacciano, permettendo di accorciare il percorso (da fare però con gli sci ai piedi).

Le temperature d’estate variano da 0 a circa 16 gradi, mediamente 8°C, ma nelle giornate limpide sarà necessario un berretto e della crema solare. Il clima è regolato da due principali correnti ventose, una umida da ovest e una fredda ma secca da nord-est. Quando il vento soffia da nord-est è il momento ideale per far asciugare scarpe e vestiti!

Durante il periodo estivo Kangerlussuaq sperimenta temperature più elevate rispetto a Sisimiut e anche le precipitazioni sono meno frequenti.

Dati meteorologici medi annuali di Kangerlussuaq

 

Dati meteorologici medi annuali di Sisimiut

Tappe consigliate

Tappa 1: dall’Ice Cap al Russel’s Glacier

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Lunghezza: 12 km

Dislivello: 100+ / 300-

Per chi volesse partire dall’Ice Cap suggerisco di dividere in due tronconi la tappa di circa 37 km che riporta a Kangerlussuaq. Questa scelta consente di godere più a lungo della magnificenza del ghiacciaio e di sperimentare i fantastici colori che questo assume con la debole luce serale. La zona tra l’Ice Cap e Kangerlussuaq è inoltre l’area in cui è più facile avvistare i musk-ox!
La strada sterrata che porta all’Ice Cap è piuttosto noiosa e, siccome dovrete ripercorrerla anche tornando indietro (a meno che non seguiate la variante che presenterò nella tappa successiva), è meglio percorrerla motorizzati: diverse compagnie private organizzano tour fino all’Ice Cap (tra le quali Albatros Arctic Circle, gestore del Polar Lodge) mediante mezzi 4WD e basta avvertire l’autista che si è intenzionati a ritornare a piedi. Il costo è piuttosto elevato ma ehi, siamo pur sempre in Groenlandia!
I mezzi a motore si fermano al cosiddetto Point 660, in corrispondenza di dune moreniche che coprono parzialmente la vista del ghiacciaio. Una traccia conduce in pochi minuti a calpestare il ghiaccio. Potete inoltrarvi passeggiando sul ghiaccio per un paio di centinaia di metri senza alcun pericolo, poi la superficie diventa più scivolosa, ripida e ricca di crepacci, richiedendo esperienza ed equipaggiamento adeguati.

La temperatura sull’Ice Cap è di diversi gradi più bassa rispetto a quella di Kangerlussuaq, quindi è bene avere con sé qualche indumento più pesante. Anche gli occhiali da sole sono importanti nel caso in cui la giornata fosse soleggiata.

Dall’Ice Cap si ritorna alla strada seguendo a ritroso la traccia attraverso le colline moreniche. Si segue la strada sterrata per circa 10 km, con splendide viste sul ghiacciaio e alcuni salti d’acqua che si originano dal ghiacciaio stesso. La strada corre quindi parallela ad un fiume che crea una grande pianura con dune di sabbia (in realtà rocce finemente triturate). Quest’area costituisce l’ultimo avamposto nei pressi dell’Ice Cap, che qui prende il nome di Russel’s Glacier. È una buona zona per accamparsi, con le dune che possono efficientemente riparare dal vento, ma il terreno sabbioso non facilita certo il picchettamento della tenda. L’acqua del fiume, freddissima, andrebbe filtrata (anche solo con un fazzoletto di tessuto) perché ricca di detriti di rocce e sabbia.

Si suggerisce di lasciare la maggior parte dei propri viveri a Kangerlussuaq (sia nel campeggio che negli ostelli ve li terranno volentieri per una notte!) così da potersi gustare meglio queste prime due tappe con uno zaino decisamente più leggero!

 

Tappa 2: dal Russel’s Glacier a Kangerlussuaq

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Lunghezza: 25 km

Dislivello: 240+ / 700-

La seconda tappa porta direttamente dal punto scelto per campeggiare fino a Kangerlussuaq. I 25 km lungo la strada sterrata si percorrono velocemente ma risultano sicuramente noiosi: dopo poco si perde la vista sull’Ice Cap e si continua a fianco del Sandflugtdalen, il grande deserto artico in cui serpeggia l’omonimo fiume. Riconoscibile è il Sugar Loaf, una collina di 353 m che consente una bella vista su Kangerlussuaq e sull’ormai lontano Ice Cap; il sentiero per risalire il Sugar Loaf inizia proprio lungo la strada e molti approfittano di questo breve detour per fare foto panoramiche.

Variante HARD –> I più avventurosi, allenati ed esperti possono evitare la maggior parte della strada sterrata seguendo un percorso lungo le creste a nord della strada stessa. La traccia scompare di frequente ma la navigazione è piuttosto semplice. Il terreno è solido ma è spesso ricoperto da un tappeto di arbusti che rende difficile e stancante l’avanzata. La lunghezza di questa variante è pressapoco la stessa della tappa principale, ma le viste sono nettamente migliori e non si respira la sabbia sollevata dai mezzi 4WD e dai quad.

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Tappa 3: da Kangerlussuaq a Hundesø

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Lunghezza: 20 km

Dislivello: 505+ / 335-

La prima tappa “ufficiale” dell’ACT è principalmente su strada, perlopiù asfaltata, ma concede belle viste sul fiordo e fornisce un buon banco di prova per testare l’organizzazione dello zaino e abituarsi al suo peso. Si segue la strada che dall’aeroporto va verso sud-ovest fino ad arrivare al porto. Non c’è nulla di particolarmente interessante da vedere in zona, quindi si prende la strada sterrata per Kelly Ville (un cartello indica la strada da prendere). Kelly Ville è un centro ricerche abitato da pochi scienziati che si occupano dello studio della ionizzazione dell’atmosfera (le aurore boreali), e si trova sulla sommità di una collina. Aggirato l’anomalo centro abitato la strada finisce e inizia una traccia per quad. Quasi subito è visibile un cairn sulla sinistra con il semicerchio di vernice rossa. Il sentiero corre a sinistra della traccia per quad (che è più fangosa), sovrapponendosi a tratti. Il primo lago che si incontra, alla propria destra, è l’ultima fonte di acqua potabile per i successivi 8 km e si consiglia di farne scorta. In breve, 4 km da Kelly Ville, si giunge al lago Hundesø. Sulla collina vi è una particolarissima hut: un vecchio caravan a cui sono state aggiunte delle “cabine” in legno. Sebbene logoro per le intemperie e l’incuria e inciviltà di qualche escursionista, vi si può dormire all’interno. Il consiglio è però quello di accamparsi sulla riva del lago. L’acqua del lago Hundesø è leggermente salmastra e può essere usata per cucinare, ma si consiglia di non berla.

 

Tappa 4: da Hundesø a Katiffik

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Lunghezza: 20 km

Dislivello: 370+ / 420-

Si tratta di una tappa non particolarmente impegnativa, piacevole se il tempo è clemente. Si tratta fondamentalmente di un continuo serpeggiare tra laghi di forma e dimensioni differenti fino ad arrivare sulle sponde di un lago molto più grande: l’Amitsorsuaq. Unici punti degni di nota sono un piccolo guado lungo il corso d’acqua che collega due laghi confinanti (solitamente è sufficiente saltare di sasso in sasso) e la discesa finale verso l’Amitsorsuaq, raggiungibile seguendo una di tre tracce: la direttissima è piuttosto ripida e si perde facilmente tra i cespugli (la hut è però chiaramente visibile per cui non c’è rischio di perdersi), mentre le due laterali sono più lunghe in quanto aggirano il promontorio roccioso che siede alle spalle della hut, ma sono anche poco ripide e ben tracciate. Presso la hut di Katiffik è possibile trovare delle canoe per effettuare la tappa successiva pagaiando! Assicuratevi però che la canoa sia in buono stato e ricordatevi di indossare il giubbotto-salvagente. La sponda orientale del lago pullula di spot idonei ad accamparsi, e vi è persino una piccola spiaggia (di sassi) che in una bella giornata di sole invita ad immergersi (la temperatura dell’acqua vi farà comunque cambiare idea rapidamente!).

 

Tappa 5: da Katiffik al Canoe Centre

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Lunghezza: 20 km

Dislivello: 150+ / 150-

Nonostante la lunghezza è probabilmente la tappa più semplice di tutto l’Arctic Circle Trail. Si tratta sostanzialmente di una passeggiata lungo la sponda meridionale del lago Amitsorsuaq fino al Canoe Centre. A parte qualche passaggio attraverso delle antiche aree di frana, caratterizzate da grandi massi irregolari, il percorso non presenta difficoltà di sorta, e si raggiunge il Canoe Centre in poco tempo. Questa hut è la più grande e “lussuosa” di tutto l’ACT, con numerosi posti letto, tavole, bagni e stufe a paraffina. Anche qui è possibile trovare delle canoe con cui pagaiare in senso opposto fino a Katiffik.

 

Tappa 6: dal Canoe Centre a Ikkattooq

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Lunghezza: 22 km

Dislivello: 550+ / 350-

Dopo una tappa “riposante”, ecco finalmente una tappa impegnativa! Dal Canoe Centre si continua a costeggiare il lago Amitsorsuaq fino alla sua estremità occidentale, quindi si prosegue lungo la valle scavata dal fiume che collega questo lago all’ancor più grande Tasersuaq. Il terreno è acquitrinoso in più punti e si consiglia di procedere lungo il pendio alla propria sinistra, basandosi sul corso del fiume e della valle stessa per la direzione. Dopo aver costeggiato brevemente il Tasersuaq vi è una prima salita, agevole, seguita da una discesa che porta nuovamente nei pressi del lago: una spiaggia di sabbia invita alla sosta, ma durante il periodo estivo la zona può essere abbondante in zanzare. Si riprende quindi a salire, dapprima dolcemente, poi con veri e propri “strappi” con pendenze di tutto rispetto. Si guadagna così quota rapidamente, raggiungendo la sommità di un altipiano da cui lo sguardo può spaziare a 360°. Con un sali-scendi continuo si giunge fino alla hut di Ikkattooq. La hut è molto piccola, con letti a castello, e le aree adatte al campeggio nei pressi sono poche. Un limpido lago consente il rifornimento d’acqua potabile. L’area non è schermata da rilievi e le perturbazioni oceaniche possono abbattersi con notevole vigore: provvedete quindi a picchettare efficientemente il vostro riparo.

 

Tappa 7: da Ikkattooq a Eqalugaarniarfik

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Lunghezza: 11 km

Dislivello: 260+ / 450-

Sebbene si tratti della tappa più breve dell’intero ACT, non è certamente una tappa facile e, con un po’ di sfortuna, può rivelare delle insidie. Dalla hut di Ikkattooq la traccia risale fin da subito lungo una serie di rilievi a nord-ovest, proseguendo lungo le creste con splendide visuali. Il sentiero scende quindi fino ad un’ampia vallata in cui scorre il fiume Lakseelvi. La traccia attraversa la valle in direzione nord-ovest; il terreno è particolarmente acquitrinoso e rende l’avanzata faticosa. Si raggiunge un cartello che indica la direzione da prendere per raggiungere il ponte sul Lakseelvi. La traccia non porta al ponte e chi volesse avvantaggiarsene per superare il fiume dovrà avanzare per alcuni chilometri attraverso un’ampia torbiera. La traccia prosegue invece lineare fino ad un punto di guado. Un poco più a monte sono state disposte alcune barche a remi e un paio di gommoni a motore, ma l’ampiezza del fiume (non più di 5 metri) solitamente non ne giustifica l’uso. Cercate il punto in cui sembra più sicuro guadare e raggiungete la riva opposta. Solitamente l’acqua non supera il ginocchio come altezza, ma all’inizio della stagione estiva o dopo abbondanti precipitazioni il livello e la forza dell’acqua possono aumentare di molto costituendo un serio problema. Superato il guado la traccia diviene confusa a causa del terreno acquitrinoso, ma il percorso segue verso ovest l’evidente crinale roccioso, aggirandolo e risalendo un poco in quota fino a raggiungere la hut di Eqalugaarniarfik. Questa hut, nonostante sia un po’ più grande rispetto alla maggior parte delle hut dell’ACT, ha solo 4 posti letto ma anche un gabinetto. Acqua potabile può essere trovata seguendo il sentiero verso nord, a circa 300 metri di distanza, dove questo interseca il torrente che scende al fiordo.

 

Tappa 8: da Eqalugaarniarfik a Innajuattoq

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Lunghezza: 19 km

Dislivello: 550+ / 380-

È senza dubbio una delle tappe più appaganti dal punto di vista paesaggistico e attraversa un’area in cui non è raro avvistare volpi artiche, renne e buoi muschiati. Dalla hut di Eqalugaarniarfik il sentiero segue una traccia per quad che, una volta attraversato il fiume, risale ripida le pendici dell’altipiano Iluliumanersuup Portornga. La traccia vera e propria si discosta e si riunisce più volte alla traccia per quad, ed è bene cercare di seguirla, in quanto quella per quad scende infine verso un ampio lago. Raggiunta la sommità dell’altipiano, si prosegue in un leggero sali-scendi in cresta, con splendidi panorami a 360°. Si costeggiano diversi laghi, alcuni splendidamente incastonati tra le montagne. Il terreno si alterna tra aree solide ed altre acquitrinose. Vi sono due hut al punto d’arrivo: una grande, in grado di ospitare una decina di persone, e una piccola, dotata di un pianale per tre persone (altre 3 possono dormire al di sotto). Le due hut sono lontane circa 1 km l’una dall’altra. con la più piccola che si trova su di una collina, mentre la più grande è in riva al lago. Non ci sono punti adatti per campeggiare nei pressi della hut più piccola e anche l’approvvigionamento d’acqua richiede una faticosa discesa al lago con una ancor più faticosa salita, ma il panorama che si gode è davvero superlativo.

 

Tappa 9: da Innajuattoq a Nerumaq

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Lunghezza: 17 km

Dislivello: 250+ / 400-

Tappa lineare, poco impegnativa e caratterizzata da belle visuali sulle vallate e le vette circostanti. L’inizio è la parte impegnativa dacché, dopo aver guadato il fiume nei pressi della hut di Innajuattoq, si inizia a salire cercando faticosamente la traccia in mezzo ad una selva fitta di cespugli. In realtà è difficile perdersi perché dei cairns posti sopra un paio di grandi massi indicano chiaramente la via. Una volta valicato il punto più alto si discende attraverso una piccola ma suggestiva valle fino ad una valle ben più ampia, in cui scorre un fiume. Si continua seguendo il fiume in direzione sud-ovest, camminando su detriti morenici, molto più solidi e asciutti del fondo acquitrinoso della vallata. Quando il fiume svolta verso nord-ovest si è ormai nei pressi della hut di Nerumaq. Questa si trova in un’ampia distesa in una insenatura del fiume e i punti adatti a picchettare la tenda sono molti. Purtroppo a causa della sua posizione le ore in cui quest’area risulta illuminata dal sole sono davvero poche e la temperatura tende ad essere minore rispetto ad altre zone.

 

Tappa 10: da Nerumaq a Kangerluarsuk Tulleq

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Lunghezza: 17 km

Dislivello: 180+ / 250-

Si tratta di una tappa generalmente “temuta” dagli escursionisti perché spesso descritta come particolarmente acquitrinosa. La realtà è che non è poi così dissimile dalle precedenti e, se si escludono un paio di guadi (mai troppo impegnativi), il tempo passato con i piedi in ammollo non è superiore: le aree acquitrinose sono infatti frequenti ma poco estese e non è così difficile individuare dei passaggi e delle brevi deviazioni su terreno asciutto. L’itinerario prevede di seguire il corso del fiume fino al suo sfociare in un suggestivo lago, ad un chilometro circa dall’estremo orientale di un fiordo. Dalla hut di Nerumaq consiglio di retrocedere di circa 200 metri fino al cartello segnaletico; una traccia porta al fiume, nel punto in cui riprende vigore dopo essersi allargato in un placido laghetto. Qui è possibile guadare il fiume saltando di sasso in sasso. Alternativamente vi sono altri punti di guado più avanti, ma il livello dell’acqua e il fondo melmoso potrebbero rappresentare delle evitabili complicazioni. Una volta guadato il fiume si seguono traccia e cairns attraverso distese di arbusti (alcuni anche particolarmente alti). Il sentiero prosegue cercando di rimanere lungo il margine della vallata, dove il terreno è più solido e asciutto. Un tratto acquitrinoso un poco più esteso viene quindi affrontato per giungere al lago, di cui si segue la costa meridionale, camminando spesso sul litorale sabbioso. Verso l’estremità occidentale del lago la traccia risale un evidente pendio: è il corso dell’ACT e in poco si giunge ad una hut. Alternativamente è possibile proseguire verso nord per un paio di chilometri fino ad un’altra hut posta sulla sponda del fiordo. Si tratta di una scelta da non scartare in caso di cattivo tempo, in quanto la hut lungo l’ACT è piccola, molto esposta al vento e con pochi punti adatti al campeggio. Se si prosegue lungo la traccia principale si risale il pendio fino ad un piccolo altipiano con belle viste sul fiordo. La traccia prosegue dritta fino alla piccola ma evidente hut, arroccata su di un modesto rilievo, ma suggerisco di arrivarvi da sud, aggirando così un’area molto acquitrinosa.

 

Tappa 11: da Kangerluarsuk Tulleq a Sisimiut

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Lunghezza: 20 km

Dislivello: 500+ / 625-

L’ultima tappa dell’Arctic Circle Trail è anche una delle più belle e varie. Lasciatasi alle spalle la piccola hut di Kangerluarsuk Tulleq, si procede lungo il sentiero guadando un torrente che si origina direttamente da un evidente nevaio per poi continuare, dapprima in discesa, poi in sali-scendi, lungo il fianco delle montagne seguendo il corso del fiordo. La traccia devia quindi verso sud-ovest, inerpicandosi con pendenza stabile lungo un pendio e passando affianco a numerosi salti d’acqua. Al termine della salita si giunge su di un altipiano e la traccia prosegue tra creste e laghetti per alcuni chilometri. Si inizia quindi a scendere in una splendida valle quando si arriva in vista dell’imponente profilo della montagna Nasasaaq. Il sentiero passa affianco alla montagna e si congiunge con una traccia per quad, a tratti evidenti, in altri meno. Si continua a scendere, nonostante sia necessario risalire un paio di rilievi di poco conto, fino a giungere in vista dell’oceano e di Sisimiut, la meta finale. Al termine della discesa ci si immette in una strada sterrata che va seguita fino al suo trasformarsi in strada asfaltata. Si è arrivati a Sisimiut e l’Arctic Circle Trail è giunto al termine.

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