30 ottobre 2018 Comments (0) Equipaggiamento, Novità, Riflessioni, Riflessioni tenda/riparo

Dove allestire il proprio campo

La scelta di un posto adatto in cui montare la tenda e allestire il proprio campo è forse una delle cose che richiedono più tempo ad un novello thru-hiker. L’esperienza acquisita in decine di fallimenti lo porterà inevitabilmente a scorgere preventivamente tutti i segnali indicatori di problemi, e a scegliere l’area migliore in cui passare la notte.

Voglio provare a farvi evitare non tutti, ma una buona parte dei fallimenti dandovi delle linee guida. Prenderemo in considerazione come preparare la piazzola, i luoghi potenzialmente pericolosi, i luoghi migliori per evitare la formazione di condensa, i luoghi in cui patire meno il freddo e quelli ecologicamente più compatibili.

Gli alberi riducono la forza del vento e aumentano la temperatura dell’area

 

Scelta e cura della piazzola

Una volta che vi siete assicurati che la zona scelta abbia tutte le caratteristiche idonee per allestire il vostro campo in sicurezza (vedi oltre), individuate una piazzola che sia:

  1. sufficientemente ampia per montare il vostro riparo;
  2. pianeggiante o in leggera pendenza;
  3. priva di radici affioranti, massi interrati o altre asperità difficilmente rimovibili;
  4. libera da tracce di animali potenzialmente pericolosi (cinghiali, lupi, orsi, cani);

Provvedete quindi a liberare la piazzola scelta da rametti e sassi, cercando di ottenere una superficie liscia e priva di asperità: questo permetterà a voi di dormire più comodi e manterrà integro il catino della vostra tenda. Nel caso in cui ci fosse neve fresca, appiattitela camminando ripetutamente nell’area con le ciaspole ai piedi fino a che non vedete che non sprofondate più.
Prima di montare la tenda mettete il materassino nella posizione in cui prevedete di dormire e provate a stendervi sopra: cercate di capire se siete comodi, questo vi risparmierà di smontare e rimontare la tenda o di passare una notte insonne!

 

Dove NON allestire il proprio campo perché PERICOLOSO

  1. Greto di un fiume –> campeggiare sulle sponde di un fiume o di un torrente, o nel greto di un ampio corso d’acqua (anche asciutto), è una delle idee più pericolose di sempre. Piene improvvise possono spazzare via la vostra tenda con voi dentro, spesso con esiti fatali.
  2. Margine inferiore di ghiaioni o pareti di roccia –> spesso al termine di un ghiaione si trova un’area prativa pianeggiante, che invita al campeggio. Il ghiaione è però indicativo di un’area d’instabilità strutturale della montagna, per cui è possibile che avvengano smottamenti e cadute di massi che possono coinvolgere il vostro campo. Bivaccare al di sotto di pareti di roccia è spesso inevitabile per molti alpinisti, ma se si può scegliere è meglio rimanerne lontani almeno un centinaio di metri per ridurre il rischio di essere colpiti da frane o singoli sassi in caduta libera.
  3. Avvallamenti del terreno –> un’improvvisa pioggia torrenziale (molto comune durante l’estate in molte zone montane) può trasformare in poco tempo un avvallamento in un piccolo lago. Evitate di trovarvi all’interno.
  4. Plateau d’alta quota –> in un altipiano pianeggiante la vostra tenda tenderà ad essere il bersaglio ideale per i fulmini. Non occorre che aggiunga altro.

 

Dove NON allestire il proprio campo per evitare la formazione di condensa

Quando la temperatura raggiunge una certa temperatura, in relazione alla percentuale di umidità, il vapore acqueo si condensa sulle superfici passando allo stato liquido. All’interno di una tenda la temperatura può essere di diversi gradi maggiore rispetto all’esterno e, a causa della nostra respirazione e traspirazione, la percentuale di vapore acqueo è elevata. A contatto con il telo della tenda (più freddo rispetto all’aria interna perché condizionato dal clima esterno) il vapore acqueo condensa formando gocce di acqua liquida.

  1. Fonti d’acqua –> accamparsi nei pressi di ruscelli, fiumi, laghi e talvolta anche mari può essere estremamente appetibile, ma l’umidità è maggiore (senza scomodare l’equazione di Boltzmann e spiegando in parole povere, l’acqua liquida è sottoposta ad un continuo processo di evaporazione che porta nell’aria molecole di acqua sotto forma di vapore). Presso torrenti e fiumi di piccole dimensioni la temperatura dell’aria tende inoltre ad essere inferiore, aumentando lo sbalzo termico tra l’interno e l’esterno del proprio riparo e, di conseguenza, aumentando la formazione di condensa. Torbiere, acquitrini e altre aree umide presentano la stessa problematica.
  2. Zone “troppo” riparate dal vento –> ripararsi dal vento è importante, ma quando s’impedisce un flusso orizzontale d’aria aumenta enormemente la probabilità di formazione della condensa. Come per tante cose nella vita è importante cercare il giusto mezzo.
  3. Avvallamenti del terreno –> negli avvallamenti del terreno la temperatura è normalmente inferiore rispetto all’area circostante in quanto si ha (tra le altre cose) lo spostamento verso il basso dell’aria fredda. Campeggiare in una zona in cui la temperatura è inferiore facilita la formazione di condensa sulle superfici.

 

Dove allestire il proprio campo per patire meno freddo

  1. Aree alberate –> gli alberi, come tutti gli esseri viventi, emettono calore per cui nelle loro vicinanze la temperatura dell’aria è maggiore. La volta arborea inoltre funge da “schermo”, limitando la dissipazione del calore verso l’alto. Gli alberi rappresentano anche uno schermo nei confronti del vento, che ha la proprietà di abbassare la temperatura percepita. Il suolo in un bosco di conifere è solitamente ricoperto di aghi di pino, che hanno un ottimo effetto d’isolamento termico.
  2. Versante a sud/sud-est –> i versanti meridionali di un gruppo montuoso sono quelli maggiormente esposti alla luce del sole durante la giornata. Le rocce (ovviamente a seconda del tipo) e il terreno possono accumulare grandi quantità di calore che può essere rilasciato di notte più o meno velocemente. Se la posizione scelta è tendente verso est, la mattina presto potrete inoltre usufruire del calore fornito dai primi raggi del sole.
  3. Aree schermate –> il vento, come già detto, è responsabile di drastici abbassamenti della temperatura, specie di quella percepita. Accamparsi nei pressi di barriere naturali in grado di schermare buona parte delle folate di vento è sempre una buona idea.
  4. Lontano da corsi d’acqua –> l’umidità è spesso causa di una sensibile riduzione della temperatura percepita e, in diversi casi, di quella effettiva. Nei pressi di torrenti e ruscelli la temperatura può essere di qualche grado inferiore.

Una duna può essere una riparo sufficiente dal vento gelido che arriva da un ghiacciaio (qui in Groenlandia)

 

A seconda del periodo dell’anno potrebbe essere intelligente mantenersi a distanza, oppure avvicinarsi al mare o a un grande lago: d’inverno queste grandi masse d’acqua rilasciano calore, mantenendo una temperatura nell’area circostante maggiore rispetto alle aree più lontane. Anche l’altitudine è un fattore importante: solitamente al crescere della quota la temperatura diminuisce, ma vi sono aree (più comuni di quello che si pensa) in cui avviene la cosiddetta “inversione termica”, con temperature in quota più miti rispetto ad aree meno elevate. Per capire se una zona è soggetta a questo fenomeno è sufficiente “saper leggere” la vegetazione circostante. Aree famose per una spiccata inversione termica sono il Cansiglio e il gruppo montuoso del Jura.

 

Allestire il proprio campo in maniera eco-friendly

La prima scelta è: utilizzare un sito precedentemente utilizzato da altri oppure no? Si tratta di una questione più delicata di quanto si pensi, con punti a favore e contro ciascuna alternativa.

Sito per il campo precedentemente utilizzato da altri escursionisti

  1. Terreno pianeggiante, libero da impedimenti e quindi più sicuro per l’integrità strutturale della tenda. PRO
  2. Impatto ambientale limitato a sole poche aree. PRO
  3. L’area presenta solitamente condizioni adatte a campeggiare. PRO
  4. Il terreno diviene compatto, duro e difficile da picchettare. CONTRO
  5. Gli animali imparano ad associare quell’area a disponibilità di cibo. Fastidioso problema in presenza di topi, volpi e procioni. Pericoloso in aree popolate da orsi, coyote e altri predatori. CONTRO
  6. La piazzola riduce il senso di wilderness dell’area. CONTRO
  7. Purtroppo possono esserci rifiuti nei pressi. CONTRO

All’interno di parchi ed aree protette questa scelta è spesso regolamentata: in alcuni luoghi si chiede espressamente di favorire l’uso di piazzole già stabilite, mentre in altre si chiede di accamparsi lontano dal sentiero (almeno 200 metri) e in aree non precedentemente utilizzate (l’impatto ambientale viene quindi diluito, basandosi sulla teoria che un singolo campeggiatore non dovrebbe arrecare troppi danni all’area scelta).

Oltre per i motivi precedentemente elencati, bisognerebbe accamparsi lontano dai corsi d’acqua anche per limitare le possibili contaminazioni delle fonti: deiezioni e urina possono rendere non potabile una fonte d’acqua per lunghi periodi di tempo, quindi è necessario rimanervi il più possibile distante (le falde acquifere possono estendersi in un area molto ampia ed essere sufficientemente superficiali da entrare in contatto con i rifiuti). Lavarsi in un lago o in un fiume può essere allettante, ma bisognerebbe evitarlo, soprattutto per rispetto di chi intenda utilizzare quella fonte per abbeverarsi. Stessa cosa per lavare pentole e gavette. La cosa migliore da fare è di riempire un secchio collassabile o una sacca idrica alla fonte, quindi spostarsi di almeno 200 metri per utilizzarne il contenuto per lavare se stessi o le stoviglie.

 

Ora avete tutte le indicazioni principali per fare del vostro campeggio un’esperienza da ricordare piacevolmente! È ora di mettersi alla prova!

 

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