23 gennaio 2018 Comments (0) Lapponia, Novità, Padjelantaleden

Padjelantaleden

Il Padjelantaleden è un bellissimo percorso di circa 140 km che si sviluppa interamente in territorio svedese, diramandosi dal centro del più noto Kungsleden fino a raggiungere il confine con la Norvegia. Questo itinerario attraversa il Parco Nazionale di Padjelanta, con incredibili viste sul Parco Nazionale di Sarek.

Indice

Perché percorrere il Padjelantaleden?

Il Padjelantaleden è il percorso ideale per coloro i quali volessero fare un trekking di più giorni in una delle aree più belle e varie della Lapponia svedese senza incorrere in difficoltà particolari o senza doversi limitare a singole sezioni del Kungsleden per mancanza di tempo. Sebbene sia un percorso piuttosto frequentato, non conosce ancora l’afflusso massivo di hikers che sta inondando la porzione settentrionale del Kungsleden, e permette quindi di assaporare ancora i grandi spazi nordici in una condizione di semi-isolamento.

Il Padjelantaleden è ideale anche per chi volesse viaggiare leggero, pernottando presso i rifugi che sono numerosi lungo il cammino.

Rispetto al Kungsleden in Padjelantaleden permette una conoscenza più intima con il popolo Sami, essendo molti rifugi da loro gestiti (anziché dall’STF svedese) e grazie al fatto che il sentiero passa in prossimità di alcuni villaggi, presso i quali è anche possibile comprare pesce fresco e pane locale.

Itinerario

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Traccia gpx del percorso.

Il Padjelantaleden ha una lunghezza complessiva di circa 140 km e il suo tracciato originale è indicato nella mappa. Il percorso può essere modificato nella sua porzione terminale seguendo una variante che rientra nel Nordkalottleden e che sarà descritta nella pagina relativa a questo thru-hike. Il percorso viene completato normalmente in 9-10 tappe, ma un forte camminatore lo può completare in 4 giorni. I dislivelli sono sempre molto contenuti, mai sopra i 500 metri per tappa.

Sebbene possa essere percorso in entrambe le direzioni, consiglio di percorrerlo da sud verso nord, per la maggiore spettacolarità della porzione settentrionale del territorio attraversato.

Per la navigazione suggerisco l’acquisto di questa mappa topografica: Fjallkartan BD10 Sarek nationalpark.

Come raggiungere il Padjelantaleden

Il Padjelantaleden può essere iniziato partendo dal centro abitato di Kvikkjokk nel sud, o di quello di Ritsem a nord. Si suggerisce di iniziare a Kvikkjokk e di ultimare il percorso presso Ritsem. Raggiungere Kvikkjokk richiede una buona dose di pazienza, di tempo a disposizione e la disponibilità ad effettuare diversi cambi. Cliccando sulla mappa sottostante è possibile visualizzare le diverse opzioni di viaggio.

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Il viaggio da Ritsem per tornare a Stoccolma è più semplice. Si consiglia di prendere il treno notturno alla stazione di Gallivare. Cliccando sulla mappa sottostante è possibile visualizzare le diverse opzioni di viaggio.

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Strutture ricettive

Innanzitutto ricordo con piacere che lungo tutto il Padjelantaleden è possibile campeggiare liberamente. Per chi volesse invece pernottare all’interno di un rifugio, o di usufruirne i servizi campeggiandovi nei pressi, il Padjelantaleden è il percorso ideale, con i suoi 9 rifugi e tre mountain stations ai punti d’inizio, d’arrivo e presso il villaggio Sami di Staloluokta, a circa metà strada.

I rifugi (hut in inglese, stugorna nel dialetto sami locale) hanno dimensioni medio-piccole, letti a castello, cucina comune e riscaldamento tramite stufe a legna. Mancano di elettricità e acqua corrente (l’acqua viene raccolta in grandi secchi da fiumi o laghi presenti nei pressi della hut). I servizi igienici sono costituiti da una latrina posta ad una certa distanza dai dormitori. Le hut più grandi hanno anche un piccolo edificio deputato a sauna e solitamente un piccolo negozio di alimentari. Lungo il Padjelantaleden le hut sono gestite da due enti:

STF: è l’ente del turismo svedese; i soci STF hanno riduzioni significative nel costo di pernottamento e non pagano l’usufrutto della cucina durante l’ora di pranzo. Per divenire soci è sufficiente compilare un modulo e pagare circa 40 euro presso una qualsiasi hut STF. I soci STF hanno anche agevolazioni economiche per la maggior parte dei traghetti.

Il prezzo di pernottamento per i non soci è di 460 SEK (circa 46 euro), 360 SEK (circa 36 euro) per i soci. Campeggiare nei pressi del rifugio utilizzandone i servizi (gabinetti e cucina) costa 200 SEK (circa 20 euro) per i non soci, 100 SEK (circa 10 euro) per i soci. L’uso della cucina durante il giorno costa 100 SEK per i non soci.

Badjelánnda Laponia Turism: è un ente turistico gestito dai Sami della regione del Padjelanta. I rifugi, sebbene non dissimili da quelli dell’STF dal punto di vista dei servizi offerti, sono più belli e con cabine da 4-6 posti letto ciascuna. Diversamente dai rifugi STF il riscaldamento è solitamente a gas e non a legna. Il prezzo di pernottamento per adulto è di 360 SEK (circa 36 euro), 120 SEK (circa 12 euro) per il campeggio con servizi. La mountain station di Staloluokta è più cara, e il pernottamento costa 440 SEK (circa 44 euro). Laddove non sia presente un custode, il pagamento deve essere effettuato via bonifico bancario secondo le istruzioni che troverete all’interno delle cabine.

Le mountain stations sono più grandi dei rifugi, hanno acqua corrente, elettricità e riscaldamento centralizzato. Le due mountain stations di Ritsem e Kvikkjokk vendono anche generi alimentari, quella di Staloluokta no. In tutte e tre le stazioni è presente anche la sauna.

Le prime abitazioni del villaggio di Staloluokta

Rifornimenti di cibo e acqua

L’acqua non è un problema in Lapponia. Quando prelevata da un corso d’acqua e non da pozze stagnanti, è perfettamente potabile e non richiede alcun tipo di purificazione.

Presso le hut del Badjelánnda Laponia Turism vengono venduti generi alimentari sia locali (carne di salmone e renna affumicate, pane tipico, etc), che internazionali (pasta, biscotti, dolci), ma la disponibilità può variare grandemente durante la stagione di apertura.

A Staloluokta, presso il Parfas Kiosk, è possibile fare rifornimento di generi alimentari con prodotti tipici locali e/o con alimenti più “da supermercato”.

Al 2017 solo la hut di Sammarlappastugan, tra quelle gestite dall’STF, ha un negozio di alimentari.

Il mio consiglio è di rifornirsi con 2-3 giorni di viveri presso Sammarlappastugan e Staloluokta, integrando con quanto venduto nelle hut Sami lungo il percorso.

Pericoli

Per un escursionista mediamente preparato questo itinerario non presenta alcun pericolo degno di nota. È importante fare attenzione alla segnaletica per evitare di perdersi, e in ogni caso è consigliabile avere con sé un GPS con la traccia del percorso pre-caricata. I pochi guadi necessari non rappresentano un vero pericolo essendo il livello dell’acqua sempre più basso del ginocchio. È necessario essere preparati in caso di mal tempo con il giusto equipaggiamento.

Segnaletica

Il Padjelantaleden sfrutta un sistema di segnaletica simile a quello del Kungsleden: ai pochi cartelli segnaletici si sommano numerosi segni di vernice (rossa o arancione) in punti particolarmente visibili lungo il sentiero e “omini di pietra” nelle aree di tundra o in quelle più rocciose. A parte in corrispondenza di un paio di guadi, è però pressoché impossibile perdere la traccia.

  • Vernice rossa come segnaletica
  • Omini di pietra

Tappe consigliate

Kvikkjokk – Njunjesstugan –> 12 km

Tappa breve, di soli 12 km, ma che comprende anche un trasferimento in barca da concordare con Bjorn, contattabile telefonicamente chiedendo il numero alla Mountain Station di Kvikkjokk. Il tragitto in barca nel delta di Kvikkjokk è molto suggestivo e Bjorn (ma anche sua moglie) è un gradevole cicerone. Dall’attracco si diparte un facile e sempre evidente sentiero quasi totalmente in mezzo al bosco. Si superano aree a differente composizione arborea. Si esce dal bosco in prossimità della hut di Njunjes, splendidamente collocata e con una magnifica vista a 360°.

  • Bjorn il traghettatore
  • Delta di Kvikkjokk
  • Delta di Kvikkjokk
  • Sentiero nel bosco
  • A due passi da Njunjes

Njunjesstugan – Sammarlappastugan –> 20 km

Da Njunjes si raggiunge la vicina hut di Tarrekaise attraverso un bosco umido, con alcuni tratti ripidi e fangosi. La vegetazione comprende fitte aree a felci. Da Tarrekaisestugan il percorso si fa più vario, con tratti aperti a spettacolari viste sul Sarek e sulla valle del Tarradalen. Il percorso costeggia il fiume Tarraatno fino a raggiungere la hut di Sammarlappastugan, visibile solo all’ultimo momento.

  • Vista verso Tarrekaise
  • Vista verso Tarrekaise
  • Vista del Sarek

Sammarlappastugan – Tuottarstugorna –> 26 km

È una tappa impegnativa, che può essere facilmente divisa in due pernottando presso Tarraluoppastugorna, a 15 km da Sammarlappastugan. Con questa tappa si entra ufficialmente nel Padjelanta (le “Terre Alte” in lingua Sami): si abbandonano in breve le foreste e si attraversa la tundra. Da Tarraluoppastugorna si risale un pendio piuttosto ripido per un totale di circa 300 metri di dislivello, quindi si prosegue in un facile sali-scendi tra numerosi specchi d’acqua fino a giungere a Tuottarstugorna, anche in questo caso visibile solo all’ultimo momento, collocata in un meraviglioso contesto di tundra e laghi.

  • Renna
  • Segnavia
  • Le Terre Alte

Tuottarstugorna – Staloluokta –> 19 km

Questa tappa si svolge per lo più in discesa e in falsopiano, attraversando un’area ad ampio respiro e popolata da numerosi branchi di renne. Staloluokta sorge ai margini meridionali del lago Virihaure, e permette viste stupende sulle montagne norvegesi aldilà del grande specchio d’acqua.

  • Le prime abitazioni di Staloluokta
  • Il lago Virihaure
  • Il lago Virihaure
  • Panoramica del lago Virihaure

Staloluokta – Ladejakkastugan –> 22 km

È forse una delle tappe più belle dell’intero Padjelantaleden, in grado di regalare viste meravigliose dapprima sull’intero lago Virihaure, e poi su quello di Vastenjaure. Da Staloluokta il sentiero aggira il massiccio dello Stuor Dijdder risalendone il fianco orientale e discendendo a nord fino a raggiungere la hut di Arasluokta (10 km da Staloluokta) presso cui è conveniente fare la pausa pranzo. Superato il ponte sul fiume Mielladno, il sentiero risale per 300 metri di dislivello il fianco orientale del monte Allak, discendendo quindi in modo deciso verso il fiume Ladejakka e l’omonima hut.

  • Salendo il fianco dello Stuor Dijdder
  • Vista dallo Stuor Dijdder
  • Acque cristalline
  • Formazioni rocciose
  • Vista verso il delta di Ladejakka

Ladejakkastugan – Kisurisstugan –> 23 km

Da Ladejakka il sentiero contorna il promontorio di Loadasj fino a raggiungere due lunghi ponti. Attraversandoli si lascia il Padjelantaleden per il Nordkalottleden (variante descritta qui sotto). Proseguendo lungo il sentiero, sempre a ridosso o in vista del corso d’acqua che unisce i tre laghi Vastenjaure, Sallohaure e Kutjaure. Lasciatosi quest’ultimo alla propria sinistra ci si addentra nuovamente nelle foreste e si raggiunge il rifugio di Kisuris.

Variante “Nordkalottleden”

Fai clic sulla mappa per visualizzare il percorso

Questa variante abbandona il tracciato del Padjelantaleden per seguire il Nordkalottleden. Anche seguendo questo itinerario si arriva a Ritsem attraversando l’Akkajaure grazie al traghetto, da prendere però presso Vaisaluokta. La lunghezza complessiva della variante è la stessa del tracciato originario, il dislivello è maggiore, ma i panorami sono decisamente più interessanti. Partendo da Ladejakka, anziché terminare la tappa presso Kisurisstugan, con la stessa lunghezza di percorso si giunge al rifugio di Kutjaurestugan. Sia presso questo rifugio che a Vaisaluokta non vi sono viveri in vendita. Da Kutjaurestugan a Vaisaluokta la distanza è di circa 17 km e s’incontra a circa metà strada uno shelter molto piccolo ma confortevole. Attenzione nella fase di discesa verso Vaisaluokta: il sentiero è a tratti molto ripido e scivoloso in caso di terreno bagnato.

 

Kisurisstugan – Akkastugorna – Ritsem –> 16 km

L’ultima tappa del Padjelantaleden si svolge nel folto di una foresta, sotto l’imponente mole del monte Ahkka, tra i più alti di Svezia (1963 m). Purtroppo la visuale è spesso impedita dagli alberi, con il contraltare di lasciare sbigottiti una volta raggiunta Akkastugorna e il margine del lago Akkajaure. Il traghetto per Ritsem parte da Anonjalme, ad un paio di chilometri di distanza da Ahkkastugorna.

Gli orari del traghetto per Ritsem sono i seguenti:

Dal 28/6 al 2/7 –> 09.40, 14.40

Dal 3/7 al 23/7 –> 08.55, 12.00, 14.40

Dal 24/7 al 3/9 –> 08.25, 12.00, 18.15

Dal 4/9 al 10/9 –> 08.25, 18.15

Lingua e comunicazione

La lingua ufficiale è lo svedese, ma la quasi totalità degli svedesi capisce e parla fluentemente l’inglese. La Lapponia è però il territorio dei Sami e la toponomastica è interamente nella loro lingua. La maggior parte dei Sami conosce lo svedese, pochi l’inglese. E’ utile conoscere il significato di alcune parole sami, che permetteranno di interpretare più facilmente le mappe topografiche:

  • stuga, stugan, stugorna –> rifugio, bivacco, riparo di emergenza
  • jakka, jokka –> fiume, torrente
  • jaure, javri, javrrie –> lago
  • tjakka, cohkka, tjahkka, tjahke –> montagna, vetta

In massima parte nell’area attraversata dal Padjelantaleden non vi è copertura telefonica, sebbene questa sia presente talvolta nei punti più elevati del percorso. La connessione ad internet va di pari passo alla copertura telefonica. Da giugno 2017 il costo di chiamata e di navigazione internet è il medesimo che in territorio italiano.

Equipaggiamento

Se non siete già passati ad un equipaggiamento ultraleggero il Padjelantaleden potrebbe essere l’itinerario adatto per rinnovare il vostro guardaroba per le escursioni! Se viaggerete leggeri avrete meno rischi di distorsioni, vi godrete di più gli splendidi paesaggi e incrementerete le probabilità di raggiungere il traguardo senza mollare a metà del cammino.

A seconda del periodo dell’anno l’equipaggiamento dovrà necessariamente cambiare ma le indicazioni per il periodo estivo sono le seguenti: vestitevi a strati, considerando che le temperature saranno mediamente tra i 6 e i 12 gradi, ma che frequentemente posso scendere a 0° o salire fino ad oltre 25°. Una giacca impermeabile è d’obbligo, ed essendo principalmente un ambiente umido rimando a questo articolo e al suo seguito per quanto riguarda calzature e altri accorgimenti relativi all’equipaggiamento. Per il riparo consiglio una tenda ultraleggera o, per chi fosse già esperto, un tarp. Come sacco a pelo suggerisco l’uso di un sacco con temperatura di comfort di 0-5° e, possibilmente, di un approccio modulare (spiegato in questo articolo). I bastoncini da trekking vi risulteranno utili in diverse occasioni, ma non sono certamente indispensabili. E’ bene avere con se una bussola (conoscendo la correzione della declinazione) e una mappa (scala 1:50000 o persino 1:100000 andranno benissimo), sebbene la navigazione sia davvero banale e il rischio di perdersi minimo.

Quando

Il periodo migliore per camminare lungo il Padjelantaleden va dalla metà di agosto alla metà di settembre. In questo periodo le zanzare sono quasi tutte scomparse (possono essere una vera piaga a luglio), le giornate sono ancora lunghe, le precipitazioni meno frequenti, i guadi più semplici e il paesaggio si tinge di rosso. Bisogna però considerare che in questo arco temporale le temperature possono scendere di diversi gradi sotto lo zero durante la notte. Sebbene non sia possibile vedere il “sole di mezzanotte”, dai primi di settembre si comincia ad apprezzare l’aurora boreale. La stagione estiva va da metà giugno a metà settembre; al di fuori di questo periodo la copertura nevosa del sentiero potrebbe essere importante.

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