6 marzo 2017 Comments (0) The Walking Robin

Cos’è il Thru-hiking

Il through-hiking, molto più comunemente detto thru-hiking, viene definito come il percorso da un capo all’altro di un sentiero escursionistico, solitamente lungo diverse centinaia (se non migliaia) di chilometri.
Il sentiero va percorso rigorosamente a piedi e tutto in una volta.
Normalmente un thru-hiker impiega da una settimana a diversi mesi (a seconda della difficoltà e lunghezza del sentiero) per portare a termine il cammino.
Il thru-hiking è oramai una pratica diffusa in Nord America e sta prendendo piede in molti paesi europei e nel resto del mondo.
Si tratta di una modalità “estrema” di trekking, che permette di riavvicinarsi alla natura e di ritrovare il proprio lato WILD.

Cos’è e cosa non è un “thru-hike”

Non c’è una vera regola per definire la percorrenza di un sentiero come un thru-hike.

Per comodità si tende a definire un thru-hike un percorso di almeno 100 chilometri (gli americani preferiscono 100 miglia, circa 161 chilometri) e/o che richieda almeno 7 giorni di cammino. Personalmente associo al termine thru-hike un’idea più “geografica”: un thru-hike dovrebbe consentire l’esplorazione di un dato territorio, da un capo all’altro. Il GR20 (180 km), che attraversa per intero la Corsica, è quindi un thru-hike, come lo è in Pacific Crest Trail (4286 km) che attraversa tutti gli Stati Uniti d’America lungo la costa pacifica, dal Messico al Canada. Le nostre “Alte Vie”, salvo alcune eccezioni, non sarebbero dunque dei veri thru-hiking, ma degli itinerari a lunga percorrenza. Le Alte Vie hanno però due dei requisiti essenziali di ogni thru-hike: lunghezza e ambiente naturale. Un thru-hike dovrebbe svolgersi il più possibile attraverso territori naturali e selvaggi, rappresentando quindi un mezzo per ritrovarsi a contatto con una realtà totalmente dissimile dal contesto urbano.

Una modalità alternativa di trekking a lunga percorrenza che solitamente non viene considerata come un thru-hike ma che troverete in questo sito, è rappresentata dai percorsi circolari. Definisco “Thru-hike Circolari” tutti quegli itinerari più lunghi di 100 chilometri e/o che richiedano almeno 7 giorni di cammino e che permettano di esplorare, costeggiandone il perimetro, una catena montuosa, un lago, un’isola o una particolare regione geografica terminando il cammino al punto di partenza.

Non considero invece dei veri thru-hike tutti quei percorsi che si svolgano per lunghi tratti in ambienti altamente antropizzati o lungo strade asfaltate. Diversi percorsi molto famosi come il Cammino di Santiago e la Via Francigena presentano queste caratteristiche e quindi non verranno affrontati in questo sito.

Spesso ci si chiede quale sia la differenza tra escursionismo, thru-hiking, trekking, backpacking, hiking…cerchiamo dunque di fare un po’ d’ordine!

Escursionismo è il termine italiano per indicare l’attività del camminare nel territorio, indipendentemente dal contesto. Trekking e hiking sono due termini pressoché equivalenti, la traduzione di “escursionismo” in inglese. Comunemente con queste due parole inglesi ci si riferisce all’escursionismo lungo sentieri battuti ma non asfaltati, in contesto naturale e non urbano. Il backpacking è invece la pratica di viaggiare per il mondo spostandosi prevalentemente a piedi, accompagnati unicamente dal proprio zaino.

Il thru-hiker è quindi un escursionista, un trekker, un hiker e anche un backpacker!

Poiché un thru-hike richiede di camminare per molti giorni, il thru-hiker deve necessariamente trovare delle soluzioni per il proprio bivacco.

La forma più semplice di thru-hiking è quella definita cabin-to-cabin, in cui ogni tappa del percorso termina presso una struttura ricettiva (un rifugio, ma anche un ostello o un hotel in un paese lungo il proprio itinerario) in cui è possibile dormire e spesso anche acquistare del cibo. In alternativa il thru-hiker deve bivaccare all’aperto, secondo le regole del campeggio!

Il thru-hiking cabin-to-cabin richiede un equipaggiamento molto semplice, e quindi leggero, ma necessita di percorsi attrezzati con strutture ricettive e non permette la stessa libertà che ha un thru-hiker totalmente autonomo.

 

Perché diventare un thru-hiker?

Principalmente perché amate l’avventura. Perché una parte di voi ribolle nella vita urbana. Perché vi emozionate alla vista di una montagna illuminata dalla luce del tramonto o durante il silenzioso e fugace incontro con un animale selvatico. Perché a tre settimane di vacanze al mare preferite l’idea di perdervi nei silenzi dei boschi facendo di una tenda la vostra casa. Perché siete degli “esploratori”: volete conoscere nuovi mondi e realtà, allontanandovi dalla figura del “turista”. Perché camminando per settimane e centinaia di chilometri vedrete il panorama mutare infinite volte, passerete dalla tundra alla taiga, dalle foreste al deserto, dai pascoli alle vette innevate. Perché i rari incontri con altri escursionisti e con gli abitanti locali risultano più autentici, ci si ritrova amici nel giro di pochi minuti e si riscopre uno spirito di mutuo assistenzialismo che credevamo di aver perduto.

Perché siete alla ricerca di risposte. Perché volete evadere, cambiare prospettiva, guarire dalle ferite che vi bruciano dentro.

Ippocrate disse: “camminare è la migliore medicina dell’uomo”.

Nel mio caso, la medicina sta funzionando.

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