9 dicembre 2017 Comments (23) Kungsleden

Kungsleden: Introduzione e info

Il Kungsleden è probabilmente il più famoso dei lunghi trekking scandinavi. Questo hike di 440 km connette i due estremi della regione di Lapponia in Svezia, dal villaggio di Abisko nel nord, a quello di Hemavan a sud.

  • L'inizio del Kungsleden ad Abisko
  • L'inizio del Kungsleden a Hemavan

Il percorso verrà presentato sotto forma di 5 sezioni, ognuna di circa 100 km, facilmente completabili in un arco di tempo che va dai 3 ai 7 giorni. Ogni sezione inizia e finisce presso un centro abitato raggiungibile con i trasporti pubblici (sebbene alcune località non sono ben servite) e in cui è possibile fare rifornimento di generi alimentari.

 Indice

Itinerario

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Traccia gpx del percorso.

Come raggiungere il Kungsleden

E’ possibile connettersi al Kungsleden in corrispondenza dei seguenti centri abitati: Abisko, Nikkaluokta, Saltoluokta, Kvikkjokk, Jakkvik, Adolfsstrom, Ammarnas e Hemavan. Nonostante questi punti di appoggio sembrino numerosi, solo Abisko, Kvikkjokk e Hemavan sono efficientemente collegati mediante mezzi pubblici, negli altri casi è possibile aspettare qualche giorno prima di riuscire a prendere un autobus diretto ad un centro abitato di maggior rilevanza.

La maggior parte degli escursionisti inizia il Kungsleden partendo dall’Abisko Turistation, stazione turistica a qualche chilometro di distanza dal villaggio di Abisko. E’ possibile raggiungerla mediante treno o autobus, le cui fermate sono a poche centinaia di metri dall’inizio del sentiero. Dall’Italia è conveniente prendere un volo per Stoccolma e da qui utilizzare il treno notturno per Abisko. Alternativamente da Stoccolma è possibile prendere un volo interno per Kiruna, la principale città della Lapponia svedese, e dall’aeroporto (estremamente minimale) raggiungere l’Abisko Turistation via bus. Presso l’Abisko Turistation potrete acquistare materiale necessario all’escursione (bombole di butano-propano, mappe, insetticida, etc.) o soggiornare per la notte (conviene prenotare per tempo, specie se il pernottamento è programmato per il periodo estivo).

Stoccolma – Abisko: fai clic sulla mappa per visualizzare le opzioni di viaggio

Stoccolma – Hemavan: fai clic sulla mappa per visualizzare le opzioni di viaggio

 

Strutture ricettive

Escludendo i pochi camping e bed&breakfast privati, le principali strutture ricettive lungo il Kungsleden sono gestite dall’STF, l’associazione svedese per il turismo. Si posso trovare tre tipi di strutture:

  1. Mountain Station –> localizzate nei principali centri abitati attraversati dal Kungsleden, sono strutture medio-grandi simili ad ostelli, con acqua corrente, riscaldamento centralizzato, elettricità, servizi igienici (spesso è presente anche la sauna), cucina in comune e, solitamente, un piccolo negozio di alimentari.
  2. Hut –> sono l’equivalente dei nostri rifugi di montagna. Con l’eccezione del tratto Kvikkjokk – Jakkvik, vi è una hut ogni 10 – 25 km lungo il Kungsleden. Hanno dimensioni medio-piccole, letti a castello, cucina comune e riscaldamento tramite stufe a legna. Mancano di elettricità e acqua corrente (l’acqua viene raccolta in grandi secchi da fiumi o laghi presenti nei pressi della hut). I servizi igienici sono costituiti da una latrina posta ad una certa distanza dai dormitori. Le hut più grandi hanno anche un piccolo edificio deputato a sauna e un minimo negozio di alimentari. Tutte le hut sono gestite da un volontario STF, che ha il compito di raccogliere le quote di pernottamento e di illustrare ai visitatori le “regole” per un corretto soggiorno nella hut.
  3. Shelter –> si tratta di hut minimali, essenzialmente un riparo dal cattivo tempo, e presentano al loro interno un paio di panche e una stufa (la legna potrebbe non essere presente). La maggior parte degli shelter hanno anche una latrina posta a poca distanza. Non sono gestite e il pernottamento notturno dovrebbe essere evitato, servendo solo nei casi di emergenza. In caso di pernottamento bisogna pagare una quota (solitamente molto inferiore a quella delle hut) al gestore della prima hut che s’incontrerà lungo il proprio cammino.
  • La hut di Alesjaure domina l'omonimo lago
  • La hut di Vistas, a 15 km dal tracciato del Kungsleden
  • Lo shelter del passo di Tjaktja
  • Lo shelter di Tsielekjahka
  • Il villaggio Sami di Alisjavri
  • Uno shelter Sami, non molto confortevole ma gratis!
  • Una hut privata nel passo di Syterskalet

Sebbene gli ampi spazi della Lapponia regalino una preziosa sensazione di natura selvaggia, l’uomo e le sue costruzioni sono comunque presenti. E’ possibile infatti incontrare delle hut private che per nessuna ragione devono essere utilizzate come ricovero, e villaggi e accampamenti Sami. Il Kungsleden non attraversa nessun villaggio Sami, sebbene si trovino in prossimità del sentiero. Evitate di andare a disturbare i locali, mediamente poco inclini a socializzare con i turisti.

Lungo il Kungsleden è possibile campeggiare liberamente, senza alcun costo a patto che si rimanga a distanza rispetto le hut. Cercate di ricordare che Abisko e dintorni sono inclusi nel Parco Nazionale di Abisko, e il campeggio è consentito solo in aree prestabilite. Questo potrebbe evitarvi multe salate. Campeggiare nei pressi delle hut richiede il pagamento di una quota (circa 10 euro) che consente l’utilizzo dei servi igienici e della cucina.

Campeggiando sull’altipiano di Vakkotavare con vista sul Sarek

Rifornimenti di cibo e acqua

Il Lapponia l’acqua non è un problema! Il Kungsleden incontra numerosi corsi d’acqua e laghi presso cui è facile rifornirsi di acqua potabile. Dove l’acqua è in movimento si può essere ragionevolmente sicuri della sua potabilità, sebbene sia prudente avere con sé delle pastiglie potabilizzanti o dei filtri. Alcuni anni fa vi è stata infatti una moria di lemming (comuni roditori simili a dei criceti) che ha contaminato la maggior parte dei corsi d’acqua causando non pochi problemi agli escursionisti. In ogni caso la bollitura rimane la tecnica migliore per evitare spiacevoli inconvenienti.

Il rifornimento di alimentari è invece più problematico e richiede un’attenta pianificazione. Alcuni rifugi possiedono dei mini negozi in cui è possibile comprare del cibo ma, specie nei periodi di massima affluenza turistica, è possibile che le scorte siano estremamente limitate.

Nei centri abitati che si incontrano lungo il sentiero (precedentemente elencati) la situazione può non essere migliore. Il consiglio che mi sento di dare è di trasportare viveri per circa sette giorni, e di rifornirsi laddove possibile.

Pericoli

Il Kungsleden è un percorso che sta sperimentando un aumento dei visitatori incredibile anno dopo anno. Se un numero di escursionisti elevato “rovina” in parte il fascino della sua natura selvaggia, d’altro canto ha permesso uno sviluppo dell’area, sia dal punto di vista delle strutture ricettive che del mantenimento e della gestione del sentiero. I pericoli e le difficoltà sono state quindi ridotte notevolmente, e il Kungsleden può oggigiorno essere percorso da chiunque sia sufficientemente preparato. L’unico fattore davvero critico da considerare è che le vie di fuga sono rare e distano l’una dall’altra anche giorni di cammino. Evitate di farvi male!

  • Clima –> l’estate lappone è molto breve e se ci si trova sul cammino troppo presto o troppo tardi rispetto alla stagione estiva non è raro incontrare condizioni climatiche tipicamente invernali. Sui passi di montagna può nevicare anche in piena estate e può esserci neve sul terreno.
  • Guadi –> sebbene lungo il Kungsleden i corsi d’acqua da guadare siano relativamente pochi e semplici, è bene fare attenzione dopo giorni di forti piogge, quando fiumi e torrenti subiscono piene improvvise. Prestate inoltre attenzione allo stato dei ponti: in certi casi è preferibile bagnarsi i piedi.
  • I corsi d'acqua più importanti sono facilmente superati grazie a ottimi ponti di metallo
  • E' bene evitare di utilizzare alcuni ponti minori, distrutti dalle piene primaverili.
  • Animali –> il Kungsleden attraversa alcune aree abitate da animali potenzialmente pericolosi come l’orso, il lupo e il ghiottone. Tutti e tre questi animali sono estremamente schivi e sarà già un vero colpo di fortuna poterli avvistare. Più pericolosa può essere l’alce, nel caso vi percepisse come un pericolo per il proprio cucciolo e non vedesse vie di fuga possibili. Anche in questo caso però, l’incontro con un’alce non è affatto comune, nonostante siano numericamente abbondanti. Nonostante non siano davvero pericolose, le zanzare della Lapponia sono senza dubbio la più grande seccatura che troverete lungo il vostro cammino.
  • Un'impronta rende certa la presenza dell'orso
  • Un maschio di alce, imponente ma schivo
  • Per quanto grossi e maestosi, i maschi di renna, al pari delle femmine, sono estremamente timidi
  • Ombra di zanzara su tarp
  • Orientamento –> non è facile perdersi lungo il Kungsleden! La traccia è sempre evidente e la segnaletica abbondante. Alcune sezioni poco frequentate e in cui la traccia da seguire appariva meno ovvia, sono ora in attiva manutenzione, rendendo quindi la navigazione davvero elementare.
  • Laghi –> alcuni laghi lungo il Kungsleden non possono essere facilmente aggirati e devono quindi essere attraversati con una barca. L’attraversamento con la barca a remi può essere un’attività pericolosa in caso di cattivo tempo (parlo per esperienza personale…per chi fosse curioso di saperne di più legga qui). Per chi non amasse vogare o non volesse correre rischi in acqua, in tutti i laghi attraversati dal Kungsleden è possibile essere traghettati (pagando) dalla parte opposta mediante una barca a motore da parte di un locale (solitamente vengono fatti due viaggi al giorno, e gli orari possono variare).
  • In barca sulle acque di Kvikkjokk
  • L'amico Romain si cimenta nella voga attraverso il lago di Teusajaure

Segnaletica

Il Kungsleden presenta 3 principali forme di segnaletica: i cartelli, generalmente in legno, sono solitamente disposti all’incrocio con altri sentieri e indicano direzione, nome della meta e chilometri da percorrere per raggiungerla; i segnavia, rappresentati da pietre, “omini” di pietra o alberi su cui è evidente una traccia di vernice rossa (attenzione che questo tipo di segnaletica è comune anche ad altri sentieri); la terza forma di segnaletica è rappresentata da alti pali alla cui sommità spicca una croce rossa. Queste croci indicano il percorso invernale che, sebbene sia in buona parte sovrapponibile al percorso estivo, in alcuni tratti attraversa ampie torbiere e terreni poco adatti ad essere attraversati a piedi.

  • Vecchi cartelli segnaletici
  • Nuovi cartelli segnaletici
  • Croce: segnaletica invernale
  • Le croci sono pitturate di rosso
  • Un segnavia e delle renne
  • Nelle zone boscose i segnavia rossi sono tracciati sui tronchi degli alberi
  • Segnavia a mo' di porta
  • In alcune aree meno turistiche i segnavia sono minimali e non pitturati
  • Alcuni "omini" sono monumentali...
  • ...o capolavori artistici!

Lingua e comunicazione

La lingua ufficiale è lo svedese, ma la quasi totalità degli svedesi capisce e parla fluentemente l’inglese. La Lapponia è però il territorio dei Sami e la toponomastica è interamente nella loro lingua. La maggior parte dei Sami conosce lo svedese, pochi l’inglese. Durante l’intero corso del Kungsleden si attraversano tre aree linguistiche Sami, che presentano differenze dialettali tra loro. E’ utile conoscere il significato di alcune parole, che permetteranno di interpretare più facilmente le mappe topografiche:

  • stuga, stugan, stugorna –> rifugio, bivacco, riparo di emergenza
  • jakka, jokka –> fiume, torrente
  • jaure, javri, javrrie –> lago
  • tjakka, cohkka, tjahkka, tjahke –> montagna, vetta

In massima parte nell’area attraversata dal Kungsleden non vi è copertura telefonica, sebbene questa sia presente nei pressi dei centri abitati o, talvolta, nei punti più elevati del percorso. La connessione ad internet va di pari passo alla copertura telefonica. Da giugno 2017 il costo di chiamata e di navigazione internet è il medesimo che in territorio italiano.

Equipaggiamento

Se non siete già passati ad un equipaggiamento ultraleggero il Kungsleden potrebbe essere l’itinerario adatto per rinnovare il vostro guardaroba per le escursioni! Se viaggerete leggeri avrete meno rischi di distorsioni, vi godrete di più gli splendidi paesaggi e incrementerete le probabilità di raggiungere il traguardo senza mollare a metà del cammino.

A seconda del periodo dell’anno l’equipaggiamento dovrà necessariamente cambiare ma le indicazioni per il periodo estivo sono le seguenti: vestitevi a strati, considerando che le temperature saranno mediamente tra i 6 e i 12 gradi, ma che frequentemente posso scendere a 0° o salire fino ad oltre 25°. Una giacca impermeabile è d’obbligo, ed essendo principalmente un ambiente umido rimando a questo articolo e al suo seguito per quanto riguarda calzature e altri accorgimenti relativi all’equipaggiamento. Per il riparo consiglio una tenda ultraleggera o, per chi fosse già esperto, un tarp. Come sacco a pelo suggerisco l’uso di un sacco con temperatura di comfort di 0-5° e, possibilmente, di un approccio modulare (spiegato in questo articolo). I bastoncini da trekking vi risulteranno utili in diverse occasioni, ma non sono certamente indispensabili. E’ bene avere con se una bussola (conoscendo la correzione della declinazione) e una mappa (scala 1:50000 o persino 1:100000 andranno benissimo), sebbene la navigazione sia davvero banale e il rischio di perdersi minimo.

Quando

Il periodo migliore per camminare lungo il Kungsleden va dalla metà di agosto alla metà di settembre. In questo periodo le zanzare sono quasi tutte scomparse (possono essere una vera piaga a luglio), le giornate sono ancora lunghe, le precipitazioni meno frequenti, i guadi più semplici e il paesaggio si tinge di rosso. Bisogna però considerare che in questo arco temporale le temperature possono scendere di diversi gradi sotto lo zero durante la notte. Sebbene non sia possibile vedere il “sole di mezzanotte”, dai primi di settembre si comincia ad apprezzare l’aurora boreale. La stagione estiva va da metà giugno a metà settembre; al di fuori di questo periodo la copertura nevosa del sentiero potrebbe essere importante.

23 Responses to Kungsleden: Introduzione e info

  1. Emma ha detto:

    Innanzi tutto grazie per il bellissimo, dettagliato e utilissimo articolo per chi, come me, sta cercando di pianificare il suo piccolo trekking.
    Avrei piacere di porti ancora due domande. La prima è: potendo affrontare un solo tratto per questioni di tempo, quale consiglieresti?
    La seconda invece riguarda il concetto di “frequentato”… vorrei capire meglio di che tipo di quantità di persone stiamo parlando.
    Grazie ancora!
    E.

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Emma! Grazie per i complimenti e per il tuo messaggio. Il mio consiglio spassionato è di percorrere la sezione più meridionale, da Hemavan ad Ammarnas (nel sito trovi tutte le info per quella sezione). Con tratti molto frequentati intendo quelle sezioni in cui il rischio di trovare i rifugi pieni è altissimo e in cui si incontrano ogni giorno di cammino altre decine di escursionisti (ovviamente in alcuni percorsi sulle Alpi è molto peggio)!

      • Emma ha detto:

        Grazie di nuovo. Per dormire useremo la tenda, quindi, se ho capito bene, non dovremmo avere comunque problemi, non ci piaceva l’idea di organizzare tutto per poi trovarci incastrati in una fila continua di persone sul sentiero, come, appunto ci è capitato sulle dolomiti!

        • Robin Targon ha detto:

          Fate benissimo ad utilizzare la tenda! La sezione da Abisko a Vakkatovare, che è la più frequentata (a dire il vero già a sud di Singi si trovano molti meno escursionisti), non conosce la ressa tipica di alcuni celebri percorsi delle Dolomiti, ma sicuramente non vi capiterà di camminare tutto il giorno senza incontrare anima viva come può succedere nella sezione che va da Kvikkjokk a Jakkvik! In ogni caso vedrete che apprezzerete lo stesso il cammino. Buona avventura!

  2. Lorenzo ha detto:

    Ciao, bellissimo sito, complimenti perchè hai fatto un lavoro mostruoso !
    Quest’estate vorrei percorrere la prima parte del Kungsleden da Abisko. Vorrei porti 3 domande:
    1) dovendo scegliere se fermarmi a Vakkotavare oppure se prendere la deviazione per Nikkaluotka, considerato che le due possibilità mi sembrano più o meno analoghe per tempo e impegno, quale mi consiglieresti per bellezza e/o per praticità di un ritorno a Stoccolma?
    2) pur portando la tenda e alcuni generi alimentari, sai dirmi indicativamente che prezzi devo considerare per dormire e mangiare nei rifugi?
    3) sto pianificando di raddoppiare quasi tutte le tappe, in modo da tenere una media giornaliera di circa 25km e terminare il percorso in 4-5 giorni, secondo te è un progetto troppo ottimistico? ( sono un buon camminatore ma non ho idea se ci siano delle problematiche particolari di cui non ho tenuto conto su questi percorsi del nord europa ).
    Grazie ciao !

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Lorenzo, grazie per i complimenti, sono sempre utili per motivare questo lavoro! Cerco di risponderti per punti:
      1) L’arrivo a Vakkatovare è a mio avviso più bello (se è limpido la vista sul Sarek è qualcosa di magico), ma da Nikkaluokta si è più comodi a rientrare a Kiruna. In linea di massima io punterei su Vakkatovare (c’è anche meno gente), ma a Singi chiedi per gli orari dei bus da Vakkatovare così riesci a farti un’idea più sicura.
      2) Lungo il Kungsleden il prezzo per i soci è di 420 SEK, 520 SEK per i non soci. Per i prezzi dei viveri ti metto il link della nuovissima lista STF https://www.swedishtouristassociation.com/app/uploads/sites/2/2017/05/prislista-2018-large-eng-1.pdf
      3) Là la maggior parte degli hikers fa al massimo 20 km al giorno, ma viaggiando leggero io tenevo una media di circa 40 km al giorno lungo il Kungsleden. Finché starai lungo il sentiero non dovresti avere grossi problemi, ma dipende solo da te!
      Buon viaggio!

  3. Chiara ha detto:

    Ciao Robin e complimenti per il blog, ma soprattutto per le tue avventure.
    Io e il mio compagno abbiamo già organizzato i trasferimenti per arrivare a Kvikkjokk, ma siamo ancora indecisi su quale tratto percorrere. Leggendo guide e blog sembra che il tratto verso Abisko sia il più bello, mentre quello verso Hemavan il più selvaggio e isolato.
    Tu cosa ci consigli?
    Un’altra domanda: nella risposta precedente a Lorenzo parli dei prezzi per soci e non soci riferendoti ai pernotti. C’è la possibilità di associarsi a cosa? Quali sono i costi? È prevista una copertura assicurativa tipo quella della REGA o del CAI?
    Grazie
    Chiara

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Chiara! Grazie per i complimenti! Il percorso da Kvikkjokk fino ad Hemavan è ugualmente vario e bello come quello fino ad Abisko, è solamente più difficile e meno attrezzato. L’ente a cui associarsi è l’STF, che cito nella sezione dedicata agli alloggi. Per i prezzi vi consiglio di guardare il loro sito, perché variano di anno in anno, ma di solito il costo per associarsi è di circa 40 euro, avendo sconti importanti sul prezzo dei rifugi. Buon viaggio!

  4. Vito ha detto:

    Ciao Robin complimenti per il bellissimo sito! Vorrei percorrere un tratto del Kungsleden (il tratto più a nord) nei primi giorni di agosto. Pensavo di non portare la tenda ed appoggiarmi sempre ai rifugi, potrebbe essere un problema l’affollamento? Il fornellino da campo è indispensabile? È possibile reperire una mappa del percorso direttamente ad Abisko? Grazie mille.

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Vito, grazie per i complimenti! Ad agosto i rifugi nella sezione più settentrionale possono essere molto affollati, ma non viene mandato via nessuno. Pagando puoi usare la cucina dei rifugi anche durante il giorno, quindi è teoricamente possibile non portare un fornellino. La mappa la trovi all’Abisko Turistation, a poche centinaia di metri dall’inizio del Kungsleden. Buon viaggio!

      • Vito ha detto:

        Grazie per la risposta rapidissima! Vorrei percorrere le prime due sezioni del cammino. Secondo te è fattibile in 7 giorni? Ho notato che alcune percorrenze sono brevi quindi pensavo di unire un paio di tappe (tra l’altro mi sembra che il numero di rifugi lo permetta).
        Un paio di domande più tecniche sull’attrezzatura.
        1) ho un sacco a pelo leggero ma estivo (comfort 11 gradi, 800 grammi). Secondo te va bene o dovendo dormire nei rifugi meglio risparmiare peso e portare solo un sacco lenzuolo?
        2) è possibile lavare qualcosa on the road e quindi portare giusto due cambi per risparmiare sul peso?

        • Robin Targon ha detto:

          Vito, come dico spesso a chi mi rivolge domande simili, dipende da quanto veloce e resistente sei! Le prime due sezioni in 7 giorni sono una bella tirata, ma assolutamente fattibili (occhio alle traversate del laghi che possono far perdere molto tempo). Se dormi in rifugio un sacco lenzuolo termico o un sacco a pelo con T° di confort 15° andranno più che bene.
          Certo che è possibile lavare i vestiti, ma assicurati di usare sapone biodegradabile!

  5. Vito ha detto:

    Ciao Robin. Posto di affrontare il cammino con degli scarponi alti in goretex, porteresti una seconda calzatura? Se si di che tipo?

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Vito. Posto che sconsiglio gli scarponi alti in goretex (ma se stai in rifugio potresti anche riuscire ad asciugarli), io ti direi di non portare nessun altro tipo di calzatura aggiuntiva: troppo peso per un guadagno di confort limitato. Ovviamente è solo il mio parere, diversi escursionisti si portano un paio di “crocs” da usare in fase di campeggio.

      • Vito ha detto:

        Ho letto in effetti il tuo articolo a riguardo. Secondo te meglio una scarpa leggera non impermeabile mi sembra di capire, che si asciughi facilmente. Tuttavia temo per la stabilità di caviglie e piede con uno zaino che verosimilmente toccherà i 10 kg (zaino e attrezzature “tradizionali” e non ultraleggere purtroppo). In più non saprei come procurarmi in tempo le calze impermeabili che suggerisci come ausilio.

        • Robin Targon ha detto:

          10 kg non sono tantissimi e, a meno che non pesi più di 80 kg, non avresti problemi relativi alla salute di piede e caviglia. Comunque sia non preoccuparti, gli scarponi andranno ugualmente bene! Io cerco solo di fornire consigli per rendere più semplice e forse migliore un esperienza di trekking come quella che ti accingi a fare, ma di certo si può affrontare in mille altri modi! 🙂

  6. Marco ha detto:

    Ciao Robin innanzitutto ti volevo fare i complimenti per il tuo blog davvero spiegato perfettamente, il solo leggerlo fa venire voglia di prendere uno zaino una tenda e partire subito!

    Io e la mia compagna volevamo fare il percorso del Kungsleden da Ammarnas a Hemavan ci sembra un percorso pianeggiante e più accessibile a noi.

    Ti volevo fare qualche domanda:

    1) Nel periodo da fine settembre a inizio ottobre (26 settembre al 4 ottobre) il Kungsleden è fattibile o inizia a essere impraticabile? Ho letto che le temperature sono inevitabilmente più basse (max 10°C ; min 0°C / -2°C) e le precipitazioni più frequenti ma stabili.

    2) Per quanto riguarda l’equipaggiamento bisogna dare più importanza alla tenda o a un buon sacco a pelo?
    Si pensava di viaggiare con una tenda Manaslu 2 o Pumori 2 della Ferrino, che ne pensi?
    Come sacco a pelo invece si pensava un Forclaz TREK 500 0°C / 5°C LIGHT temperatura limite -5°C, o anche più leggero che dici? naturalmente ci equipaggiamo di un medical fist aid e di due bivacchi d’emergenza.

    3) Si può accendere un fuoco in maniera coscienziosa? ovvero senza distruggere la vegetazione, senza dar noia agli animali ma soprattutto senza appiccare incendi o è severamente vietato ? in che sanzioni si incorre se vietato? ho provato a vedere se trovavo qualcosa ma non c’è nessun dettaglio sicuro.

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Marco, grazie per i complimenti!
      Il periodo è davvero al limite: il paesaggio è magnifico dal punto di vista dei colori, ma le temperature possono essere decisamente più basse rispetto a quelle che hai letto. Non sottovalutare gli altipiani di quella sezione: si passa per il secondo punto più alto del Kungsleden e a fine settembre è facile che siano già innevati (seppur non inaccessibili). Vi direi di dare importanza ad entrambe le cose: una tenda stabile al vento e protettiva è essenziale (la Manaslu va benissimo, ma è abbastanza un macigno), un sacco a pelo con temperatura di confort attorno allo 0°C è d’obbligo. Vi consiglio inoltre un approccio modulare, che trovate spiegato qui (http://www.thewalkingrobin.com/news/2017/modularita-i-sacchi-a-pelo/). Quest’estate a causa siccità c’è stato un divieto di accensione fuochi, ma non credo sarà ancora in vigore alla vostra partenza (chiedete al vostro arrivo per sicurezza). Prendete i rami secchi delle conifere e usate la corteccia di betulle morte (evitate i rami che giacciono a terra: saranno pregni d’acqua e quindi inutili). Per altre domande t’invito a scrivermi sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/thewalkingrobin/). Buona avventura!

  7. Simone ha detto:

    Ciao Robin, informazioni davvero preziose . Ti chiedo un consiglio . Pensavo di fare parte o tutto il Kungsleden nel periodo fra il 20 aprile e il 05 maggio. Per tua esperienza il clima e l’itinerario in quel periodo possono essere particolarmente impegnativi o no ?
    Io ho già attraversato la Scozia a piedi più volte fra aprile e maggio per cui sono abituato a cambiamenti climatici improvvisi etc . Hai qualche suggerimento aggiuntivo o considerazioni ?
    Ti ringrazio .
    Ciao

    • Robin Targon ha detto:

      Ciao Simone! A mio avviso Aprile-Maggio sono i mesi migliori per l’escursionismo in Scozia, mentre in Lapponia devi immaginarti una situazione completamente diversa! Le condizioni sono invernali, con notevole innevamento al suolo, ma le temperature sono meno rigide e c’è qualche ora in più di luce. Se vuoi andarci in quel periodo ricorda di portare ciaspole o sci!

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