Durante un thru-hike attraverso lande fredde e desolate, come ad esempio la tundra scandinava, buona parte delle highlands scozzesi o anche lungo percorsi in quota sulle Alpi, asciugare i propri vestiti può divenire una vera e propria impresa.

La necessità di asciugare i vestiti potrebbe derivare da cause legate ad un clima particolarmente impietoso, da problemi di condensa, o semplicemente dal fatto che teniamo alla nostra igiene personale.

Il metodo più rapido è senza dubbio esporre il vestiario al vento o sfruttare una bella giornata di sole, magari appendendo i vestiti da asciugare allo zaino. Ma queste sono soluzioni ovvie. Il problema risiede nel fatto che non è sempre possibile cavarsela così facilmente. Non è raro trovarsi per giorni e giorni sotto una pioggia incessante, frustrando i normali tentativi di asciugatura.

Una soluzione meno naturale è certamente rappresentata dall’uso di una fonte di calore dovuta alla combustione: una stufa, un camino o un falò. Nei primi due casi abbiamo bisogno di un riparo fisso, che sia un ostello, un bivacco, uno chalet, un rifugio o un bothy poco importa, ma non possiamo contare sempre sulla loro presenza. Per tutti e tre è inoltre essenziale avere a disposizione del legname che, specie nei luoghi indicati all’inizio di questo articolo, può essere raro se non del tutto assente.

La soluzione che propongo è molto più rapida e semplice, e necessita unicamente che i vestiti da asciugare non siano madidi, ma solo più o meno umidi.

La prima cosa da fare è strizzare l’indumento il più possibile senza comprometterne l’integrità. Quindi avvolgete l’indumento in un panno in microfibra (quello che dovrebbe essere il vostro asciugamano da viaggio) e strizzate ancora arrotolando il panno alle estremità. Il panno tenderà ad assorbire l’acqua dall’altro indumento e ad espellerla sotto pressione. Dopo aver ripetuto questa operazione un paio di volte possiamo pensare a come asciugare.

Se avete seguito i consigli relativi alla “modularità” del vostro equipaggiamento, spiegati in questo articolo, dovreste avere in dotazione un sacco a pelo con superficie esterna idrorepellente (non impermeabile) e un sacco da bivacco d’emergenza (impermeabile e “traspirante”).

Se non avete il sacco da bivacco d’emergenza potrà bastare il sacco a pelo, ma i risultati saranno inferiori.

L’idea è semplicemente quella di distendere l’indumento (o gli indumenti) da asciugare sotto al sacco a pelo e dentro al sacco da bivacco, o sopra al materassino. E’ importante che gli indumenti siano il più possibile distesi, in modo da esporre la maggior superficie possibile a contatto col sacco a pelo. Essendo quest’ultimo idrorepellente, tenderà a non bagnarsi se gli indumenti sono stati opportunamente strizzati.

Sarà quindi il calore che disperdiamo dal nostro corpo mentre dormiamo a favorire l’asciugatura degli indumenti e, qualora non fossimo stati in grado di asciugarli durante la notte (perché magari le temperature sono scese troppo o perché non avevamo a disposizione il sacco da bivacco di emergenza), avremo almeno evitato che si ghiaccino.

Se usate un sacco da bivacco non traspirante o se temete comunque la formazione di condensa, è essenziale posizionare gli indumenti sotto la schiena, in quanto si tratta della zona in cui si verifica meno il fenomeno di condensazione (a patto che dormiate supini!)