tenda cloud up 2

Tenda NatureHike Cloud Up 2

La tenda Cloud Up 2 di NatureHike è una delle tende che ha riscosso più successo negli ultimi anni. Si tratta della versione cinese della Big Agnes Fly Creek, un a tenda molto famosa tra gli appassionati di escursionismo statunitensi.

Ho potuto testare la versione del 2019, autoportante.
Non avendola ritenuta adeguata per essere impiegata in un thru-hike, mi sono limitato a testarla per un totale di 12 notti, in brevi escursioni di 2-3 notti, nell’arco di tutto il 2019.

tenda cloud up 2

Video-recensione

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In questo video non entro nel dettaglio delle caratteristiche della tenda, ma mi soffermo sui punti di forza e di debolezza, oltre che sul setup, comparandola con un’altra tenda di successo: la Lanshan 2 di 3F UL Gear.

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Peso

Il peso di questa tenda rimane un mistero! Il produttore dichiara un peso complessivo di 1890 grammi compreso un footprint accessorio del peso di circa 200 grammi. La tenda da me testata, senza footprint, pesa 1550 grammi. Mancano quindi 140 grammi all’appello, ma sorvoliamo, visto che si tratta di una riduzione rispetto al peso atteso!
Per la cronaca, nel momento in cui sto scrivendo (29/12/2019), sono uscite due (!) nuove versioni: la Cloud Wing 2 che, a mio avviso, ha troppe differenze per essere un aggiornamento, e la Cloud Up 2 10D che, utilizzando un nylon spesso la metà (più fragile e meno idrorepellente) arriva a pesare solo 930 grammi!
Questa nuova versione raggiunge così il peso della Fly Creek HV UL2 di Big Agnes!

 

Volume e dimensioni

La Cloud Up 2 occupa una superficie piuttosto limitata, un rettangolo lungo 270 cm e largo 130 cm (escludendo i tiranti laterali). Vista lateralmente ha una forma vagamente a igloo, con il punto di massima altezza (circa 100 cm) leggermente spostato verso l’ingresso. Il vestibolo, unico, ha una profondità di 60 cm e una larghezza di circa 1 metro. Lo spazio nel vestibolo è sufficiente per due zaini di circa 50 litri e due coppie di calzature, ma ovviamente l’ingresso risulterà completamente ostruito.
La camera interna ha uno spazio sufficiente per due persone in larghezza e in larghezza, ma le pareti molto spioventi danno una sensazione di spazio limitato.
In questa tipologia di tende normalmente ci si posiziona con la testa verso il vestibolo e i piedi verso l’estremità opposta, più stretta. Se questa disposizione migliora lo spazio a disposizione, rende davvero macchinoso uscire e rientrare in tenda senza disturbare il proprio compagno/a di avventure.

Da richiusa è un cilindro di circa 40 cm di lunghezza per 12 di diametro. Trasportando la paleria a parte è possibile ridurre il volume.

escursionista con tenda cloud up 2

Setup

Il setup è facile, veloce e intuitivo. La paleria si monta senza alcuna difficoltà e risulta ovvio dove inserire le estremità nei corrispettivi ocelli ai vertici della camera interna. Il volume della camera interna si ottiene fissandola con dei gancetti alla paleria. Questi gancetti di plastica non sembrano particolarmente robusti, ma velocizzano l’operazione.
Il telo impermeabile esterno si aggiunge in un secondo momento. Quattro clip ai vertici semplificano enormemente il collegamento del sovratelo alla camera interna. Due picchetti risultano essenziali per mettere in tensione il vestibolo, ma il corpo centrale della tenda è perfettamente autoportante. Ulteriori picchetti possono essere utilizzati ai vertici e per mettere in tensione il telo esterno, ai fianchi e nella porzione terminale opposta al vestibolo. Questi tiranti, oltre a migliorare la resistenza al vento, facilitano la ventilazione interna.

 

Resistenza al vento

La struttura della Cloud Up 2 la rende particolarmente resistente al vento qualora sia orientato parallelo al suo lato maggiore. Se invece il vento la colpisce sul fianco risulta indispensabile utilizzare i tiranti predisposti. In una simile situazione la tenda non è in grado comunque di sostenere raffiche troppo forti, e sono molti i casi riportati di deformazioni della paleria dovute al forte vento. Il mio consiglio è di valutare attentamente come picchettarla, basandosi sulla direzione del vento.
Ho potuto testarla durante un violento fortunale sul monte Baldo, a circa 1800 metri. Per evitare che il vento (che soffiava perpendicolarmente al fianco della tenda) la rompesse, ho dovuto sostenerla con il corpo, ma la mattina seguente non ha riportato danni visibili.

 

Impermeabilità

Il telo esterno e il catino presentano un’elevata impermeabilità (4000 mm per la versione in nylon 20D, 3000 mm per la versione in poliestere 210T e solo 2000 mm per la nuova versione superleggera in nylon 10D).

Il setup in due fasi, con il telo impermeabile che viene aggiunto in un secondo momento, non permette di mantenere la camera interna asciutta se la si monta mentre piove.
Mi è stato detto che è possibile evitare questo problema utilizzando il footprint in dotazione. Non l’ho provato in prima persona ma a livello teorico può funzionare perfettamente (ma è necessario portare con sé anche il footprint).

 

Prezzo

La NatureHike Cloud Up 2 può essere acquistata su Amazon a circa 140 € o su AliExpress a circa 123 € (con tempi di spedizione di circa 1 mese). La nuova versione superleggera costa solo 20 € in più.
Considerando che il costo della Fly Creek 2 varia da 350 $ a 850 $ (a seconda del modello) e che, con le spese di spedizione e le tasse doganali si arriva a 410 – 1000 €, la Cloud Up 2 risulta costare da 3 fino a 8 volte meno dell’originale!

tenda cloud up 2 di naturehike

Giudizio complessivo

Il mio giudizio finale forse farà storcere il naso ai molti fan della Cloud Up 2, perché non è pienamente positivo.
Credo che questa tenda sia un’ottima scelta per l’escursionista principiante, che necessita di un riparo autoportante (in quanto è più semplice trovare un terreno che possa servire bene come campo notturno), intuitivo da montare e a basso costo.
Il thru-hiker si scontrerà invece con diversi limiti di questa tenda:
1- l’entrata singola, con un singolo vestibolo, è decisamente più scomoda rispetto alle entrate laterali, e se vi sono due utilizzatori è impossibile non disturbare l’altro uscendo e rientrando dalla tenda;
2- il volume del vestibolo è limitato e non consente di ospitare gli zaini e le calzature di entrambi gli utilizzatori e al contempo permettere di cucinarvi all’interno. Inoltre i due utilizzatori non potranno cucinarvi simultaneamente (anche spostando all’interno gli impedimenti);
3- lo spazio abitabile per due persone è limitato, e poteva essere decisamente migliorato con un semplice sistema di collegamento della camera interna al tirante del telo esterno presente sul fianco;
4- la resistenza al vento perpendicolare al lato lungo della tenda è insufficiente per l’utilizzo in ambienti notoriamente ventosi;
5- l’impossibilità di montare prima il telo esterno in assenza del footprint mette di fronte alla scelta tra una camera interna bagnata o più peso da portare nello zaino;
6- 1550-1890 grammi, sebbene non siano tantissimi, non sono nemmeno pochi nell’ottica di un lungo e impegnativo thru-hike.

Se viaggiate da soli avete molte alternative a questa tenda, e la versione monoposto non è malaccio. Se invece viaggiate in coppia vi consiglio caldamente di guardare altrove: alla lunga troverete fastidiosi i limiti sopra elencati.

Dal punto di vista qualitativo, specialmente comparato al prezzo di vendita, la Cloud Up 2 rimane un buon acquisto, come la maggior parte dei prodotti NatureHike, ma il thru-hiker coscienzioso cercherà sicuramente qualcos’altro.


piramide di scatole di amazon

Equipaggiamento per il thru-hiking...su Amazon!

Saltiamo subito a piedi pari la polemica (legittima) relativa ad acquistare o meno sulla piattaforma Amazon.
Questo articolo nasce per cercare di rispondere alle frequenti domande che mi vengono poste relative a prodotti validi che si possono acquistare su Amazon.
Perché qualcuno dovrebbe acquistare equipaggiamento per il thru-hiking su Amazon? Credo principalmente per la comodità di ordinare da casa e la quasi certezza di vedersi consegnata la merce in poco tempo.
È Amazon il negozio virtuale migliore su cui acquistare equipaggiamento per il thru-hiking? Sicuramente no: c’è un’incredibile quantità di monnezza che nasconde pochi prodotti validi.
Ecco, quei prodotti validi io ve li ho indicati in questo articolo!

piramide di scatole di amazon

Nella tabella sottostante troverete tre liste che si differenziano sulla base di quello che l’acquirente ambisce:

AMAZON TOP è una lista di prodotti davvero eccellenti che non posso non consigliare. Ovviamente la qualità si paga.

AMAZON ECONOMICO è invece una lista di prodotti adatti alla pratica del thru-hiking, selezionati per non intaccare in modo eccessivo il proprio portafoglio.

AMAZON MINIMAL contiene invece i prodotti più leggeri (di qualità) che si possono trovare sulla piattaforma Amazon. Il prezzo può essere elevato o anche no.

Affinché la comparazione fosse il più possibile accurata, per ogni lista ho cercato di selezionare prodotti dalle caratteristiche simili: gli zaini hanno una capacità di 40-50 litri, le tende sono tutte provviste di paleria (no trekking pole tents quindi), e per il sacco a pelo ho selezionato solo i quilt (più adatti al thru-hiker dei sacchi a mummia).
Ovviamente nella categoria TOP troverete prodotti generalmente migliori rispetto alle altre categorie (zaino più confortevole, tenda più spaziosa, materassino più isolante, quilt più caldo, etc.).

Cliccando sul nome o sul prezzo verrete reindirizzati sulla pagina Amazon dell’articolo. Il prezzo indicato potrebbe essere differente da quello visualizzato nella pagina di destinazione (i prezzi su Amazon cambiano di continuo).

La lista AMAZON TOP ha un peso finale complessivo di 3356 grammi e un costo di 1337 €.

La Lista AMAZON ECONOMIC ha un peso finale complessivo di 4091 grammi e un costo di 357 €.

La Lista AMAZON MINIMAL ha un peso finale complessivo di 2357 grammi e un costo di 835 €.

La lista ECONOMIC pesa solo il 22% in più di quella TOP, ma costa quasi 4 volte meno. Ovviamente bisogna ricordarsi che le prestazioni dei prodotti TOP sono decisamente migliori.

Buoni acquisti!


Materassino Big Agnes AXL-Air Mummy

Assieme a zaino, sacco a pelo e riparo, il materassino fa parte dei “Big Four”, i quattro pezzi dell’equipaggiamento di un thru-hiker a pesare maggiormente.
Non deve quindi stupire la recente corsa delle aziende manufattrici di equipaggiamento outdoor a produrre materassini sempre più leggeri e performanti.
Big Agnes, una delle aziende leader nel mercato statunitense, ha messo in commercio l’AXL-Air Mummy, che al momento della pubblicazione di questo articolo è il secondo materassino gonfiabile a lunghezza intera più leggero del mondo (il primo è il NeoAir UberLite di Therm-a-Rest).
Nonostante si tratti in maniera ovvia di un materassino di elevata qualità, le mie aspettative sono state in buona parte disattese, portandomi ancora una volta a preferire i materassini in schiuma rispetto agli autogonfianti.
Di seguito la recensione punto per punto.

materassino grigio big agnes axl-air mummy

Peso

Il Big Agnes AXL-Air Mummy ha un peso di 282 grammi. Il materassino Camp Essential, davvero essenziale e minimalistico, pesa esattamente 315 grammi, il 12% in più!
La maggior parte dei materassini in schiuma varia dai 200 ai 400 grammi, mentre i materassini gonfiabili e autogonfianti variano in peso dai 300 ad oltre i 1000 grammi.
Insomma, l’AXL-Air spazza via la concorrenza grazie al suo peso davvero minimo.

 

Volume e dimensioni

Dotato di una tipica forma a mummia, con lati più spessi per limitare il rischio di scivolare oltre il materassino, l’AXL-Air è lungo 183 cm e largo 51 cm (nel suo punto più ampio).
Lo spessore è di ben 9.5 cm, provvedendo così ad un eccellente sostegno.
Da richiuso nella sua sacca misura appena 17 cm per 7 cm di diametro: poco più di una lattina!

Isolamento e temperatura di comfort

Big Agnes non fornisce l’R-value per questo materassino. Appena messo in commercio veniva presentato con un uso fino a 2°C, dicitura sparita dopo le prime recensioni degli utilizzatori.
L’AXL-Air dovrebbe avere uno strato interno in grado di riflettere il calore, fornendo una qualche forma d’isolamento. A mio parere questa caratteristica non è percepibile e il materassino ha le stesse proprietà di altri materassini non isolanti.

 

Prezzo

Il prezzo di listino per l’AXL-Air Mummy è di circa 150 €, un prezzo decisamente elevato, per quanto in linea con quello della maggior parte dei materassini ultraleggeri.

 

Giudizio complessivo

Dell’AXL-Air non ho potuto non apprezzare il peso ridottissimo, le dimensioni estremamente contenute da richiuso (e quindi il poco volume occupato nello zaino) e il sostegno che garantisce all’utilizzatore sdraiato.
Anche la qualità del materiale di rivestimento mi ha lasciato un’ottima impressione: il nylon, seppur leggerissimo, appare particolarmente robusto.
Testato in una trentina di notti fuoriporta non ha dato segni di perdite.
Se gli aspetti positivi non sono pochi, quelli negativi sono però più importanti.
La superficie dell’AXL-Air dà una sensazione di scivolosità: nonostante i tubi laterali più spessi, è piuttosto facile cadere all’esterno del materassino, e il cuscino tende altrettanto facilmente a scivolare via.
Come la maggior parte dei materassini ad aria l’AXL-Air è molto rumoroso: la mia compagna ha trovato insopportabile il suo cigolio ad ogni mio minimo movimento!
La totale assenza di isolamento termico lo rende inadatto anche ad un uso estivo: si percepisce chiaramente il freddo risalire dal terreno. Accoppiato ad un materassino a schiuma conferisce un ottimo confort, ma si perde il senso del peso ultraleggero.
A tutto questo va aggiunta una considerazione relativa alla valvola di gonfiaggio/sgonfiaggio: il sistema adottato a prima vista appare interessante, rapido da sgonfiare e non particolarmente difficile da gonfiare, ma ho dovuto sostituire la valvola dopo appena un paio di utilizzi (ora vi è un pezzo che naviga all’interno del materassino!).

Considerato il prezzo di vendita non mi sento di consigliare questo prodotto.
È sicuramente un materassino di gran valore, ma del tutto inadatto al thru-hiker. È come utilizzare una ferrari lungo una strada sterrata: non puoi andare veloce e probabilmente non potrai nemmeno andare lontano!


quilt revelation di enlightened equipment

Quilt Enlightened Equipment Revelation

Il quilt Revelation di Enlightened Equipment è probabilmente il più diffuso e amato dai thru-hikers statunitensi. Il motivo? Qualità, confort e un prezzo onesto.
Ho potuto testarlo in diversi thru-hikes e in diverse condizioni climatiche nel corso dell’ultimo anno, per cui la recensione che leggerete segue un utilizzo intensivo e completo di questo sostituto del tradizionale sacco a pelo.
Non sai cos’è un quilt e in cosa differisce da un sacco a pelo? Ti stai chiedendo quale sia il migliore tra i due sistemi? Leggi quest’altro articolo!

Il modello da me testato è il 20°F (-6°C) Regular/Regular, con un filling di piuma d’oca a 800 cuin anziché gli 850-950 cuin con cui viene attualmente venduto (questo significa che il potere isolante del sacco da me testato è leggermente inferiore rispetto a quelli attualmente in vendita).

quilt revelation di enlightened equipment

Video-recensione

Guarda la recensione video!
Nei primi minuti spiego brevemente come fa un sacco a pelo (o un quilt) a “fare caldo” e le differenze tra un sacco a pelo e un quilt.
Infine una descrizione delle caratteristiche dell’Enlightened Equipment Revolution.

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Peso

Con un peso di circa 620 grammi il Revelation 20°F di EE è sicuramente molto leggero considerando la temperatura di confort di 0°C (temperatura limite -6°C) dichiarata dal produttore. Ovviamente essendo un quilt (quindi aperto sulla schiena e privo di cappuccio) il peso è nettamente inferiore a un sacco a pelo con pari potere isolante. Rispetto ad altri quilt di altre marche con temperature di confort simili la differenza di peso è pressoché nulla.

 

Volume e dimensioni

Avendo un’imbottitura di piuma d’oca di alta qualità e un rivestimento in leggero nylon 15d, il Revelation risulta facilmente comprimibile. La sacca di trasporto in dotazione ha un volume di 13 litri ma non ho trovato problemi a comprimerlo in una sacca di 8 litri (per quanto lo sconsigli in quanto è preferibile non comprimere eccessivamente la piuma d’oca). Il modo migliore per riporlo nello zaino è nel fondo, che occuperà completamente.
Il modello Regular/Regular misura 183 cm di lunghezza e 137 cm di larghezza (105 a livello dei piedi). Chiuso completamente risulta più ampio della maggior parte dei sacchi a pelo a mummia tradizionali.

Una zip all’estremità inferiore assieme a due cordini a strozzo, permettono di formare una footbox perfettamente chiusa. Tre clip a intervalli regolari consentono di chiudere il quilt sulla schiena e un cordino a strozzo permette di stringere l’apertura superiore attorno al collo.

escursionista con quilt aperto sulle spalle

Isolamento e temperatura di comfort

411 grammi di piuma d’oca DownTek (idrofobica e certificata RDS) da 800 cuin (850 o 950 nei nuovi modelli) conferiscono al quilt Revelation un elevato potere isolante.

La temperatura di comfort dichiarata è di 0°C, con una temperatura limite pari a -6°C. Essendo un quilt buona parte di questi valori di temperatura perdono di senso se non si utilizza un materassino sufficientemente isolante. Secondo la mia esperienza con un materassino in schiuma con R-value = 2 i valori risultano sovrastimati di circa 4°C. Non dubito però che con un materassino con R-value >4 la temperatura di confort risulti corretta.

 

Prezzo

Il prezzo di listino per il quilt Revelation 20°F è di circa 300 dollari, perfettamente in linea con gli altri produttori di quilt statunitensi (ad esempio Cedar Ridge Outdoors e Zpacks). Ovviamente dovendolo importare dagli Stati Uniti il prezzo finale per l’acquirente europeo può risultare nettamente più alto. Un prodotto dalle caratteristiche simili acquistabile ad un prezzo più conveniente è il Quilt 350 di Cumulus.

 

Giudizio complessivo

I quilt non sono per tutti. Molti escursionisti sono ancora affezionati ad i tradizionali sacchi a pelo a mummia. Per chi come il sottoscritto ha trovato nei quilt una soluzione geniale, il Revelation di Enlightened Equipment è una garanzia. La qualità è provata dall’assenza di odore delle piume e dalla certezza che non vi saranno fuoriuscite di materiale in assenza di tagli nell’involucro.
Il nylon dell’involucro è leggero ma resistente, trattato DWR per garantirgli un’idrorepellenza utile in caso di formazione di condensa all’interno del proprio riparo.
Se devo trovare un difetto allora mi permetto di far notare l’infelice posizione del cordino a strozzo per la parte superiore del quilt: al centro del collare, in modo che ricada esattamente sulla faccia! Ovviamente basta ripiegarlo verso l’interno per non sentirlo più, ma se fosse stato posto ad una estremità sarebbe stato sicuramente gradito!
Ho testato questo quilt in Scozia, in Galles, in Lapponia, sulle Alpi e sugli Appennini per un totale di almeno un centinaio di notti d’uso e non posso che unirmi al coro dei molti entusiasti. Il quilt Revelation di Enlightened Equipment sarà un pezzo dell’equipaggiamento a cui ti affezionerai e che potrai utilizzare con soddisfazione in tutte le tue avventure outdoor!


sacco a pelo magic 125

Sacco a pelo Cumulus Magic 125

L’azienda polacca Cumulus sta diventando uno dei leader europei nel settore dei sacchi a pelo, offrendo una vastissima gamma di prodotti, in grado di rispondere alle esigenze più disparate.

Il Magic 125 è uno dei fiori all’occhiello di Cumulus, presentato come “il sacco a pelo più leggero del mondo”!

Difficile poter dire se l’affermazione sia veritiera o meno, specialmente considerando sacchi a pelo con strutture, materiali e imbottiture differenti, ma è certamente tra i più leggeri in assoluto.

sacco a pelo magic 125

Peso

Con un peso inferiore ai 250 grammi, il Magic 125 rientra di diritto tra i sacchi a pelo più leggeri in commercio. Gli unici sacchi a pelo che possono vantare un simile peso sono il Sea to Summit Spark Sp0 e lo Yeti Fever Zero. Entrambi questi sacchi a pelo hanno però anche il cupolino, assente nel Magic 125.

 

Volume e dimensioni

Da richiuso il Magic 125 occupa un volume ridicolo: 1.6 litri totali, 18 cm di altezza per 11 cm di diametro. Una volta tolto dalla sua sacca il sacco a pelo si gonfia velocemente, grazie all’elevata qualità della sua imbottitura di piuma d’oca.
La lunghezza del Magic 125 è di 175 cm, con un diametro superiore pari a 75 cm e quello inferiore di 47 cm. Essendo sprovvisto di cupolino, queste misure risultano ideali per utilizzatori alti fino a 180 cm. Nonostante il diametro a livello dei piedi sia piuttosto limitato, la forma a “coda di sirena” assicura un elevato confort della footbox.
Io sono alto 180 cm e peso 75 kg: ho trovato confortevoli le dimensioni e sufficienti a coprirmi interamente se raccolto in posizione fetale.

Non è presente alcuna zip ma è veramente semplice uscire e accedere all’interno del sacco a pelo. Cumulus produce una variante del Magic 125 con zip, ma a mio giudizio non se ne sente il bisogno.

escursionista nel sacco a pelo cumulus magic 125 sulle piccole dolomiti

Isolamento e temperatura di comfort

L’isolamento del sacco a pelo Magic 125 è dato da 125 grammi di piuma d’oca, dichiarate a 850 cuin (questo valore indica la capacità delle piume di occupare volume: maggiore il numero di cuin, maggiore l’isolamento termico del sacco a pelo). Per comparazione lo Spark Sp0 utilizza solo 100 grammi di piuma d’oca (qualità ULTRA-DRY a 850+ cuin) mentre il Fever Zero ne usa 125 grammi. Siccome entrambi questi sacchi sono dotati di cupolino, la concentrazione di piume risulterà ovviamente inferiore.

La temperatura di comfort dichiarata è di +13°C, con una temperatura limite pari a +10°C. La temperatura limite dichiarata per lo Spark Sp0 è di +9°C, mentre per il Fever Zero è di +12°C.

 

Prezzo

Con un prezzo di listino pari a 154 € il Cumulus Magic 125 risulta molto più competitivo dei suoi concorrenti: il Sea to Summit Spark Sp0 viene venduto a circa 238 €, mentre lo Yeti Fever Zero arriva a costare 364 €.

 

Giudizio complessivo

Il Cumulus Magic 125 è chiaramente un gioiello nel suo genere: leggerissimo, di ottima qualità e ad un prezzo decisamente abbordabile.

Personalmente ho trovato la temperatura di comfort dichiarata troppo ottimistica: io avrei indicato un temperatura limite a +13°C e una confort a +16°C. Considerate che sono piuttosto caloroso.

Si tratta quindi di un sacco a pelo estivo perfetto per il thru-hiker minimalista, ma può anche essere utilizzato per aumentare la temperatura di comfort di un altro sacco a pelo durante una spedizione invernale in luoghi particolarmente rigidi.

Ho testato il Magic 125 durante la traversata di Gran Canaria, in un bivacco in parete sulle Piccole Dolomiti e lungo il Padjelantaleden. Accoppiato con un sacco da bivacco traspirante come il SOL Lite Bivvy può essere utilizzato fino a temperature vicine allo 0, ma se adeguatamente vestiti.

In definitiva consiglio il Cumulus Magic 125 come sacco a pelo in luoghi caldi o come sacco-lenzuolo per utilizzatori particolarmente freddolosi!


montagne in galles

Alta Via di Snowdonia

L’Alta Via di Snowdonia è una route, un percorso non ufficiale, che ho disegnato a partire da un itinerario noto come Snowdonia Traverse (High Route).
Questo percorso permette di attraversare da Sud a Nord l’intero Parco Nazionale di Snowdonia, il più esteso del Galles e uno dei più grandi del Regno Unito, collegando le principali vette dell’area e prediligendo le traversate di crinale.

montagne in galles

Perché percorrere l'Alta Via di Snowdonia?

L’Alta Via di Snowdonia è l’itinerario perfetto per chi vuole scoprire il lato selvaggio del Galles. Lungo il percorso si attraversano numerose tipologie ambientali differenti, dalle campagne coltivate alle brulle montagne dalle magnifiche viste sul Mare d’Irlanda.
Sebbene l’itinerario non si svolga attraverso zone particolarmente remote, si tratta di un percorso adatto solamente ad escursionisti esperti ed allenati, sia per i dislivelli significativi, che per le frequenti aree in assenza di traccia.

Come arrivare

Per raggiungere il punto d’inizio del trekking è conveniente volare verso Londra, prendere un treno per Birmingham dalla stazione di London Euston, quindi un altro treno diretto a Machynlleth.
Data la durata dei trasferimenti è conveniente pernottare una notte a Birmingham, dove è peraltro semplice acquistare gas e altro materiale necessario durante il trekking.

Fai clic sulla mappa per visualizzare il percorso

Itinerario

Lunga circa 160 km, l’Alta Via di Snowdonia attraversa il Parco Nazionale di Snowdonia da Sud a Nord, includendo l’ascesa allo Snowdon, massima vetta del Galles e di Inghilterra.
Sebbene sia possibile percorrerla anche in senso inverso, consiglio la direzione verso Nord, in quanto risulta più spettacolare, ed è possibile osservare più facilmente il panorama, essendo il sole quasi sempre alle proprie spalle.

Fai clic sulla mappa per visualizzare l'itinerario

Segnaletica

Non essendo un percorso ufficiale non esiste un’apposita segnaletica.
La maggior parte dei sentieri utilizzati in questa route non ha nemmeno una propria segnaletica, limitandosi generalmente ad un singolo cartello con il simbolo di un escursionista all’inizio del sentiero, nei pressi di un centro abitato.
Altri sentieri, seppur indicati nelle mappe topografiche, sono in realtà vaghe tracce nell’erba alta o tra i cespugli, particolarmente difficili da seguire.
Consiglio l’uso di un buon GPS, che può risultare quasi essenziale in condizioni di scarsa visibilità.

Rifornimenti

I ruscelli attraversati lungo l’intero percorso sono numerosi, rendendo così facile approvigionarsi di acqua. Una scorta giornaliera di 1 litro risulterà sufficiente per la maggior parte delle tappe. Data l’elevata quantità di pecore, è comunque conveniente potabilizzare sempre l’acqua, tramite un filtro o via additivi chimici.

La maggior parte delle tappe termina nei pressi di un centro abitato. Sebbene siano di piccole dimensioni è quasi sempre possibile trovare un supermercato in cui rifornirsi di generi alimentari o un pub presso cui mangiare un pasto caldo. È comunque caldamente consigliata un’autonomia viveri di circa 3 giorni, che rende meno dipendenti dalle chiusure dei negozi nei giorni di festa e maggiormente in grado di fronteggiare imprevisti lungo il percorso.

Alloggi

Il percorso è stato studiato affinché la maggior parte delle tappe terminasse in corrispondenza di un campeggio o di un ostello. Se per i primi la prenotazione non è quasi mai necessaria (a parte quelli di piccole dimensioni), per i secondi è pressoché obbligatoria, specialmente in alta stagione.

È possibile pernottare anche in wild camping, ma la maggior parte dei siti idonei per montare la tenda si trovano piuttosto lontani da fonti d’acqua, richiedendo quindi un’attenta pianificazione dei punti di rifornimento.

Tappe consigliate

1. Machynlleth –> Abergynolwyn (20 km, 1000 m dislivello positivo)

La prima tappa dell’Alta Via di Snowdonia parte dalla stazione dei treni di Machynlleth. Si tratta di una tappa tutto sommato semplice, che inizia inerpicandosi sulle colline prospicienti Machynlleth per poi continuare in falsopiano lungo una comoda strada sterrata. In questa fase il sentiero si sovrappone al Welsh Coastal Path e ne condivide la segnaletica. I percorsi si dividono in corrispondenza di Pen-Y-Bryn, con l’Alta Via di Snowdonia a puntare verso nord-ovest per risalire il crinale del Mynydd Esgairweddan. Si prosegue lungo il crinale fino a raggiungere la sommità del monte Tarren Hendre (circa 630 m slm), da cui si ha una bella vista sulla costa e sul Mare d’Irlanda. Si tiene il crinale in direzione est/nord-est fino ad incontrare un sentiero che scende tra i boschi di abeti per giungere a una cava in disuso. Da qui strade sempre più agevoli conducono in breve tempo al paese di Abergynolwyn.
Presso l’abitato vi sono un paio di B&B e un ottimo pub. Chi volesse campeggiare wild può proseguire la tappa in direzione del rudere del castello di Castell-Y-Bere: risalita una collina tramite una ripida traccia di sentiero vi è un’area di pascolo per le pecore con un ruscello come fonte d’acqua.

2. Abergynolwyn –> Dolgellau (19 km, 1000 m dislivello positivo)

Da Abergynolwyn si raggiunge in breve il castello di Castell-Y-Bere. Le rovine meritano sicuramente una visita e si raggiungono con una deviazione di 10 minuti.
Il resto della tappa consiste nella traversata del Cader Idris.
La traccia è molto buona, seppur non adeguatamente segnalata, fino alla vetta del Cader Idris, dove si trova anche un ampio bivacco. Si prosegue quindi lungo il crinale, seguendo una direzione intuitiva e una traccia chiara fino al Mynydd Moel, ma proseguendo il percorso diviene più confuso e si consiglia una frequente consultazione del proprio GPS. Si abbandona il crinale del Cader Idris a nord della vetta Gau Graig, passando attraverso pascoli recintati, in un dedalo di tracce. Nei pressi di una farm si raggiunge la strada asfaltata, che si segue fino a raggiungere l’abitato di Dolgellau. Il campeggio, spazioso e ben curato, si trova vicino al cimitero, ad est rispetto al centro del paese.

3. Dolgellau –> Cae Gwyn Farm (19 km, 850 m dislivello positivo)

L’itinerario di questa tappa inizia con una facile e piacevole passeggiata attraverso pascoli e terreni coltivati, seguendo strade minori e sentieri pedonali/ciclabili. Incontrata nuovamente la strada principale A470, si individua a breve distanza la segnaletica per il “New Precipice Walk“.
Il sentiero sale rapidamente nel bosco fino a raggiungere il bel lago Llyn Tan y Graig. Dal lago la pendenza si riduce, e il sentiero diviene più esposto e panoramico (mai difficile o impegnativo) in corrispondenza dell’ex miniera d’oro di Foel Ispri. Proseguendo si va ad intercettare una recinzione che si seguirà fino a raggiungere la vetta del Y Garn, molto panoramica. Scendere dall’Y Garn è tutt’altro che semplice, sia perché non esiste una straccia, sia perché le pendici settentrionali e occidentali sono ricoperte da una fitta macchia di eriche e altri arbusti. L’idea è quella di seguire la falsariga del crinale, minimizzando la pendenza e puntando verso l’altura Mynydd Glan-Llyn y Forwyn. Sarà necessario farsi largo tra la vegetazione fitta, oltre a dover superare un muretto con filo spinato (è bene considerare che la velocità di marcia sarà notevolmente ridotta).
Superate le difficoltà ci si riaggancia ad una buona strada sterrata che si segue fino a superare Pont-y-Brenhin. Poco oltre la qualità del sentiero scema rapidamente fino a diventare una vaga traccia tra l’erba alta, spesso in terreno acquitrinoso. Si prosegue dapprima verso nord, poi decisamente verso nord-est fino a raggiungere un’altra strada sterrata che riconduce alla strada A470. Si costeggia la strada per circa un chilometro verso nord fino ad incontrare le indicazioni per l’accesso al campeggio della fattoria Cae Gwyn.

4. Cae Gwyn Farm –> Moelwyn Bach (32 km, 900 m dislivello positivo)

Tappa poco spettacolare e con pochi highlights, ma necessaria per spostarsi dalle catene montuose del sud di Snowdonia alle più alte montagne del nord. Nonostante si percorrano numerose strade asfaltate (tutte poco frequentate), la tappa è impegnativa per distanza e dislivello. Dalla fattoria Cae Gwyn si ritorna sulla A470, quindi si percorre circa mezzo chilometro fino ad una strada che risale verso le colline ad est dell’A470. La strada punta verso sud-est e la si abbandona in favore di una strada sterrata che in leggera salita vira verso nord a mezza costa rispetto alla vetta del Craig Y Penmaen. La strada sterrata prosegue per un paio di chilometri fino ad unirsi nuovamente ad una strada asfaltata che porta rapidamente all’abitato di Trawsfynydd, ai margini dell’omonimo grande lago artificiale. Nel paese c’è un supermercato in cui è possibile fare rifornimento viveri.
Si attraversa l’abitato dapprima verso ovest e poi verso sud per incontrare un ponte che permette di attraversare il lago in corrispondenza della sua stretta estremità meridionale.
Una volta a sud del lago lo si costeggia seguendo una strada asfaltata fino a che, superato in linea d’aria l’abitato di Trawsfynydd, si prende una strada sterrata che risale delle brulle colline ad ovest del lago. La strada sterrata diviene rapidamente un sentiero, quindi una vaga traccia. Si prosegue verso ovest/nord-ovest su terreni acquitrinosi e zigzagando tra le colline fino a raggiungere il lago Llyn Tecwyn Isaf. Una strada asfaltata conduce dapprima alla stazione ferroviaria di Llandecwyn, quindi tramite un ponte all’abitato di Penrhyndeudraeth.
Da qui si prende la A4805 verso il colle Pant-Y-Wrach, da cui una strada sterrata conduce verso la stazione turistica di Tan-y-Blwch. Un sentiero e poi una stradina asfaltata risalgono i rilievi verso nord-ovest fino a raggiungere un’area forestale adibita al taglio della legna. Qui parte il sentiero che porta al Moealwyn Bach. Si suggerisce di accamparsi all’inizio del sentiero.

5. Moelwyn Bach –> Pen-y-Pass (24 km, 1700 m di dislivello)

Tappa fisicamente impegnativa ma che può essere facilmente divisa in due. Questa tappa permette di attraversare il magnifico gruppo montuoso dei Moelwyns e quello famosissimo dello Snowdon, toccandone anche la vetta.
Risalito il Moelwyn Bach, un sentiero, a tratti molto chiaro e in altri molto vago, attraversa l’area dei Moelwyn, magnificamente brulla e caratterizzata dalle vecchie e ormai abbandonate opere legate all’estrazione mineraria e di pietra. Vi sono numerosi buoni posti per accamparsi, sebbene un poco inquietanti!
Si scende dai Moelwyn verso Nantgwynant, piccolo abitato tra due bacini artificiali. Qui è possibile smezzare la tappa pernottando nell’ostello YHA Snowdon Bryn Gwynant o in un campeggio della zona.
Si comincia quindi a risalire lo Snowdon seguendo il magnifico Watkin Path, comodo e ben tracciato fino a quota 350 metri, poi ripido ma ancora molto chiaro, infine un poco disagevole (ma lavori per migliorarlo sono in programma) per raggiungere la spalla sud dello Snowdon a 200 metri dalla vetta.
I panorami sono splendidi lungo tutto il percorso e il Watkin Path è percorso da una frazione insignificante dell’elevatissimo numero di persone che si cimentano con lo Snowdon ogni giorno. Per scendere verso Pen-y-Pass ci sono due sentieri: il Pyg Path (che a sua volta si divide originando anche il Miner’s Path) e un sentiero di cresta, più difficile ma panoramico. A Pen-y-Pass c’è l’omonimo ostello YHA per il pernottamento.

6. Pen-y-Pass –> Carneddau (14 km, 1600 m dislivello positivo)

Tappa breve ma di assoluto impegno a causa del dislivello significativo e della pendenza di diversi tratti. Anche in questo caso è possibile dividere la tappa in due.
Dall’ostello di Pen-y-Pass si risale il monte Glyder Fawr per poi scendere in direzione nord fino all’ostello YHA Idwal sull’omonimo lago, dove è possibile pernottare. Il sentiero è quasi sempre chiaro e ben tracciato, ma può essere perso a circa 200 metri da Pen-y-Pass: prestate attenzione!
Da Idwal un ripido ma chiaro sentiero risale fino alla vetta del monte Pen Yr Ole Wen, il più meridionale dei Carneddau. Si segue la cresta fino a superare il Carnedd Llewelyn. Un sentierino sulla destra scende fino a un laghetto presso cui è possibile accamparsi.

7. Carneddau –> Conwy (28 km, 900 m dislivello positivo)

Ripresa la cresta principale dei Carneddau, si prosegue fino alla vetta del monte Foel Fras per poi virare verso nord-ovest. Si scende fino al corso del fiume Afon Rhaiadr Fawr che si segue fino alle celebri cascate Aber Falls.
Attraverso strade minori è possibile raggiungere l’abitato di Llanfairfechan dove è possibile pernottare o acquistare viveri. Chi volesse continuare, dalle Aber Falls deve seguire un sentiero verso est che porta al passo di Bwlch y Ddeufaen, da cui, dopo un chilometro circa, si vira verso nord-est. Seguendo comodi sentieri e strade sterrate si arriva infine a Conwy, spettacolare città medioevale.

Difficoltà

Sebbene si tratti di un percorso piuttosto corto, l’Alta Via di Snowdonia non è adatta ad escursionisti principianti per i seguenti motivi:

  1. l’assenza di segnaletica e la traccia spesso poco chiara richiedono buone capacità di navigazione;
  2. il vento forte è molto comune e non è raro che sui crinali risulti impossibile avanzare;
  3. il terreno è spesso scivoloso, rallentando la marcia e rendendola faticosa;
  4. alcuni tratti sono esposti, non adatti a chi soffre di vertigini o ha passo insicuro;
  5. durante l’estate i midges (moscerini succhia-sangue) sono una vera piaga in certe zone.
  6. sono presenti tantissimi muretti a secco e recinzioni con filo spinato, veri e propri ostacoli lungo il percorso.

Clima

Snowdonia è caratterizzata da un clima piuttosto mite, con temperature medie estive che variano da 12 a 22°C e temperature medie invernali sopra allo 0 termico.
Sulle alture la temperatura percepita può però risultare nettamente inferiore a causa del forte vento. Come altre zone delle Isole Britanniche la piovosità è piuttosto elevata ma raramente consistente.

Il periodo migliore per percorrere l’Alta Via di Snowdonia va da aprile a settembre.

Fai clic per visualizzare le statistiche meteorologiche

Vie di fuga

Lungo il percorso s’incontrano spesso strade e piccoli centri abitati. I luoghi più remoti distano solo pochi chilometri dalla prima strada asfaltata, quindi le vie di fuga non rappresentano un reale problema. È bene però prestare attenzione quando si è in zone con traccia scarsa o assente: la via di fuga potrebbe essere ostacolata da impedimenti naturali e artificiali (muretti a secco, recinzioni).

Equipaggiamento

L’equipaggiamento dovrà essere necessariamente a prova di pioggia: guscio impermeabile e copri-pantaloni sono d’obbligo. Consiglio l’uso di una scarpa da trekking leggera, che si asciughi velocemente, associata ad una ghetta girocaviglia. In questo articolo e nel suo seguito trovate tutta una serie di strategie utili per affrontare al meglio terreni fangosi e acquitrinosi come quelli che potrete trovare lungo l’Alta Via di Snowdonia.

Come riparo suggerisco una tenda ultraleggera con un buon grado d’impermeabilità (HH > 3000 mm) o un sacco da bivacco associato ad un tarp (occhio ai venti forti). I bastoncini da trekking sono sicuramente consigliati.

Altre informazioni

  • Valuta: sterlina. La maggior parte degli esercizi commerciali accetta il pagamento con carta di credito, ma la quasi totalità dei campeggi a conduzione familiare necessitano di un pagamento in contanti.
  • Lingua: inglese e gallese. Il gallese è parlato dalla maggior parte della popolazione ed è completamente diverso dall’inglese. Si consiglia di studiare la pronuncia delle lettere in modo da poter risultare comprensibili in caso si chiedesse informazioni circa uno specifico luogo, dato che la toponomastica è interamente in gallese.
  • Rete telefonica: presente. L’accesso alla rete telefonica e ad internet è ottimo lungo la maggior parte dell’itinerario, specialmente nei pressi dei centri abitati e sui crinali montuosi.


tarp marca aricxi

Tarp Aricxi

Aricxi è un brand emergente cinese che sta proponendo un’ampissima gamma di tarp e tende, a basso costo e di buona qualità.
Come succede con altri brand cinesi non esistono dei veri e propri nomi per i diversi modelli, così in questa recensione mi riferirò al prodotto con la generica dicitura “Tarp Aricxi”.

Si tratta di un tarp preformato, con un interessante rapporto peso/superficie, che ho testato in una serie di escursioni nelle Piccole Dolomiti.

tarp marca aricxi

Peso

Il peso di questo tarp è sicuramente la cosa che più attrae il potenziale acquirente: meno di 310 grammi esclusi i picchetti! I picchetti inclusi sono piuttosto pesanti e voluminosi, ma si possono sostituire con altri più performanti. Anche i tiranti non sono il massimo, ma anche in questo caso si possono banalmente sostituire con cordini più leggeri e resistenti.

 

Volume e dimensioni

Da richiuso il Tarp Aricxi occupa un volume minimo ed ho piacevolmente notato che l’operazione di riporlo nella sacca in dotazione è rapida e per nulla faticosa.
Lo spazio a disposizione al di sotto del tarp è più che sufficiente per due persone e può variare a seconda del setup scelto!

tarp arancione al limite del bosco su terreno innevato

Setup

Il setup può variare principalmente in base all’altezza dei bastoncini da trekking utilizzati: a livello teorico il lato corto del tarp è picchettato direttamente al suolo ed è messo in tensione da un bastoncino tenuto alla lunghezza minima; la parte opposta può invece essere regolata a piacere, picchettando i vertici al suolo o tenendola più alta per un maggiore spazio al di sotto del tarp.
Rispetto ad altri tarp preformati ho trovato più semplice e intuitivo il “montaggio” del tarp.

 

Resistenza al vento

La resistenza al vento è il cavallo di battaglia di questo tarp. Se ben picchettato al suolo e con i tiranti correttamente in tensione, il Tarp Aricxi gestisce magnificamente anche forti folate di vento, nonostante abbia un lato sempre aperto.

 

Impermeabilità

L’impermeabilità, espressa in millimetri di colonna d’acqua verticale, non viene dichiarata dal venditore. Il materiale con cui è fatto il tarp è però un nylon impregnato di silicone su entrambi i lati che, testato sotto una forte pioggia, non ha fatto passare acqua. Unica nota dolente: le cuciture non sono sigillate; il produttore fornisce inclusa nel prezzo una colla da applicare per impermeabilizzare le cuciture. Si tratta di un’operazione banale, spesso richiesta anche dalla maggior parte dei brand americani, ma che a mio avviso dovrebbe essere compito del produttore.

 

Prezzo

Con un prezzo di listino di 50 euro (ma normalmente si trova in “saldo” a meno di 40 euro), il Tarp Aricxi ha un eccellente rapporto qualità/prezzo. Il thru-hiker alla ricerca di un riparo ultraleggero, spazioso, sufficientemente protettivo ed economico, troverà nel Tarp Aricxi il suo Best Buy! Può essere acquistato qui, ma i tempi di consegna possono superare il mese!

escursionista accovacciato accanto a un tarp arancione su terreno innevato

Giudizio complessivo

Il Tarp Aricxi è una scelta perfetta per il thru-hiker esperto o l’escursionista attento al peso del suo equipaggiamento. L’aspetto negativo è che a mio giudizio non si tratta di un prodotto immediatamente utilizzabile una volta ricevuto a casa: è necessario sigillare le cuciture ed è conveniente sostituire cordini e picchetti.
A parte questo inconveniente (evitabile da parte del produttore), il Tarp Aricxi è di ottima qualità: molto leggero, sufficientemente robusto e facile da montare.
Il giudizio complessivo non può quindi non essere positivo e mi sento di consigliarlo.


tenda x-mid

Tenda X-Mid 1P

La tenda X-Mid 1P, sviluppata dal thru-hiker canadese Dun Durston e prodotta da Drop (fino a poco tempo fa Massdrop) è una trekking pole tent che ha fatto molto parlare di sé e ha ottenuto ottimi riscontri da parte degli utilizzatori.

Durston si è distinto nello sviluppo di questa tenda attraverso accurate valutazioni geometriche, oculata scelta dei materiali e una reale volontà di venire incontro alle reali necessità di ogni thru-hiker.

L’ho testata durante la traversata di Snowdonia (Galles) via High Route.

tenda x-mid

Video-recensione

Guarda la recensione video!
Oltre a descrivere le caratteristiche e a condividere le mie impressioni, vedrete anche il setup della X-Mid di Dun Durston.

Preferisci la recensione scritta? Continua a leggere!


Peso

La prima cosa che un thru-hiker guarda in una tenda è il suo peso. Con i suoi 800 grammi (comprensivi di tiranti, cordini e picchetti), la X-Mid 1P supera di poco o eguaglia il peso di altre tende all’apparenza simili (ad esempio la Lanshan 1P di 3F UL Gear), ma si nota fin da subito una quantità di spazio decisamente maggiore.
800 grammi per una monoposto non sono pochissimi in un mondo in cui esistono tende biposto del peso di circa 500 grammi, ma si tratta comunque di un peso decisamente limitato, perfettamente idoneo con la pratica del thru-hiking, specie se si considera che si tratta di una vera tenda doppio telo e con un ottimo sistema di ventilazione.

 

Volume e dimensioni

Da richiusa la X-Mid 1P occupa un volume davvero minimo, ed ho piacevolmente riscontrato la facilità con cui la si può piegare e richiudere nell’apposita sacca.
Una volta montata la X-Mid 1P appare immediatamente molto più grande di qualsiasi altra tenda monoposto abbia potuto testare.
La tenda occupa infatti uno spazio rettangolare molto ampio, di circa 4.3 metri quadrati, più che sufficiente per ospitare due persone.
La peculiarità della X-Mid 1P risiede infatti nella disposizione diagonale della camera interna, che risulta così dotata di due ampi vestiboli ai lati. La lunghezza della camera interna è di circa 220 cm e la sua altezza di 110 cm. Se si sommano queste generose misure alla maggiore verticalità delle pareti della camera interna rispetto ad altre tende concorrenti, si ha un’idea dello spazio che l’utilizzatore ha a sua disposizione.

schema della tenda x-mid

Setup

Il setup è forse il vero cavallo di battaglia della X-Mid 1P: bastano solo 4 picchetti e due bastoncini da trekking per montarla! È sufficiente picchettare il telo esterno a formare un rettangolo (non un parallelogramma, quindi attenzione a fare angoli di 90°), infilare le punte dei bastoncini da trekking negli appositi occhielli ed estendere i bastoncini fino a raggiungere il suolo e a mettere in tensione la struttura. Più facile a farsi che da spiegare!

 

Resistenza al vento

Considerata l’elevata altezza della X-Mid 1P e la maggiore verticalità delle sue pareti rispetto ad altre tende che ho potuto testare, ero dubbioso relativamente alla sua capacità di sopportare forti raffiche di vento. Il Galles si è dimostrato un ottimo terreno di test. L’X-Mid 1P ha resistito senza problemi al vento forte e costante, mentre in presenza di raffiche è stato sufficiente rafforzare il setup picchettando anche i vestiboli ed utilizzando i due tiranti predisposti.
Sotto le forti raffiche di vento la tenda non è stata certamente silenziosa, ma non ho mai avuto la sensazione che potesse in qualche modo cedere.

 

Impermeabilità

L’impermeabilità dichiarata è di 2500 mm, inferiore a quello di altri concorrenti. Non ho avuto modo di testarla sotto acquazzoni particolarmente violenti, ma secondo il parere di altri utilizzatori non ci sarebbero problemi sotto questo fronte. Dun Durston ha fatto la precisa scelta di utilizzare poliestere per il telo esterno al posto del più diffuso nylon. La scelta è motivata dallo scarso assorbimento di acqua, e conseguente stretching, del poliestere rispetto al nylon. Il nylon tende infatti ad assorbire acqua, allungandosi di circa il 4%, con conseguente perdita di tensione e rischio di cedimento sotto il forte vento.
Le zip di apertura del telo esterno sono realmente impermeabili, di qualità molto superiore a quelle normalmente riscontrabili in altri prodotti con “zip waterproof”.

 

Prezzo

La X-Mid 1P è venduta tramite il canale Drop (Massdrop) e in maniera discontinua. Questo significa che bisogna farne richiesta e si rientrerà (dopo una vostra conferma) tra gli ordini della nuova produzione. Considerando che si tratta probabilmente del prodotto più venduto su Drop, nuove produzioni saranno sempre più frequenti. Il prezzo più recente su Drop è di 200 dollari, a cui vanno però sommate le spese di spedizione e le tasse doganali, per un costo finale di circa 250 euro.
A mio avviso il prezzo è proporzionato con la qualità di questa tenda, che risulta molto più abbordabile rispetto a concorrenti di fascia alta (Zpacks, Tarptent, Sierra Design, etc.), ma non riesce a competere con marche cinesi come 3F UL Gear, NatureHike e Aricxi che, sebbene producano prodotti molto buoni, sono comunque uno scalino al di sotto dal punto di vista qualitativo.

tenda x-mid ed escursionista

Giudizio complessivo

Se siete alla ricerca di un riparo leggero, spazioso, facile da montare e che non costi una follia, la tenda X-Mid 1P di Dun Durston è sicuramente la scelta che fa per voi. Tra le trekking pole tents che ho avuto modo di testare è sicuramente la migliore.
Al momento non ho trovato reali difetti in questa tenda. Considerando l’area coperta dal telo esterno si potrebbe desiderare un footprint (il catino della tenda interna) più ampio, ma quello attualmente presente va comunque benissimo ad una persona di medie dimensioni. Sotto forti raffiche di vento mi è sembrata leggermente rumorosa, ma non credo che un’altra tenda lo sarebbe stata meno. Il giudizio finale complessivo è quindi eccellente: un prodotto frutto di uno studio attento, che merita il successo che sta avendo!