Zaino Backpack

Zaino

Nella scelta del materiale che costituirà il vostro equipaggiamento durante una lunga escursione, quella dello zaino rappresenta probabilmente la più ardua e una delle più delicate. In commercio si trovano infatti centinaia di modelli differenti di zaino, con prezzi, volumi e caratteristiche estremamente variabili.

Potrei scrivere un trattato sulle diverse tipologie di zaini, classificandoli magari in base al volume, al tipo di applicazione per cui sono stati pensati o magari in base al prezzo, ma non produrrei nulla che sia davvero utile al novello thru-hiker per orientarlo nella scelta di uno zaino conforme alle sue esigenze.

Partirò dunque da un presupposto che, sebbene possa sembrare logico, non viene spesso considerato: vi è uno zaino diverso per ogni tipo di equipaggiamento.

Fate attenzione che mi riferisco all’equipaggiamento e non tanto alla durata del vostro hike o alle condizioni ambientali che incontrerete. Certamente questi due punti sono molto rilevanti nel condizionare la scelta di uno zaino, ma dovrebbero essere valutati in un secondo momento, dopo aver messo a fuoco il tipo di equipaggiamento che intendiamo trasportare.

Generalizzando posso dire che non ha senso dotarsi di uno zaino super-accessoriato, ma pesante, quando si è ridotto al minimo il peso e il volume del resto dell’equipaggiamento o, viceversa, comprare uno zaino ultra-leggero se il nostro equipaggiamento è ingombrante e pesante.

La prima cosa da fare è dunque pesare tutto l’equipaggiamento che ritenete essenziale per il vostro hike (riparo, sacco a pelo, materassino, sistema di cottura, kit medico, abbigliamento) in modo da individuare la vostra categoria di appartenenza. Dovete pesare tutto ciò che andrà trasportato nello zaino dall’inizio alla fine dell’hike, escludendo quindi i consumabili come acqua, cibo e, con le dovute considerazioni, combustibile e articoli da toeletta. Una volta compreso questo, sarà bene capire quanti giorni di totale autonomia saranno necessari, in modo da considerare il peso massimale (e il volume) di acqua, provviste e altri consumabili che dovremo trasportare. Infine, sulla base del tipo di condizioni climatiche e ambientali che ci troveremo ad affrontare si potranno fare considerazioni sulle caratteristiche che lo zaino dovrebbe avere per rendere più semplice il nostro cammino.

 

Peso Equipaggiamento Tipologia Peso Zaino
> 10 kg Tradizionale > 1500 gr
< 10 kg Leggero < 1500 gr
< 5 kg Ultraleggero < 1000 gr
< 2,5 kg Minimalista < 500 gr

 

Ovviamente il peso di uno zaino tenderà ad aumentare al crescere della sua capienza. Sarebbe stupido confrontare uno zaino da 20 litri con uno da 100 solamente sulla base del peso. E’ quindi utile introdurre una variabile, che indicheremo come “Variabile di peso” Vp che altro non è che il rapporto del volume sul peso (indicato in grammi), moltiplicato per 100.

La tabella soprastante diviene dunque più accurata sostituendo al peso dello zaino la variabile Vp:

 

Peso Equipaggiamento Tipologia Vp
> 10 kg Tradizionale < 4
< 10 kg Leggero 4 - 6
< 5 kg Ultraleggero 6 - 8
< 2,5 kg Minimalista > 8

 

Alcuni esempi:

 

Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp
Transalp 80 Ferrino 80 2450 3,3
Arpenaz 15 Ultra Compact Quechua 20 97 20,6
Terra 65 The North Face 65 2000 3,3
Access 40 Lafuma 40 1240 3,2
Circuit ULA 68 1162 5,9
Kajka 100 Fjallraven 100 3550 2,8

 

A questo punto si arriva alla parte difficile, capire di che litraggio si ha bisogno. Prima però devo fare una precisazione: all’aumentare del valore di Vp normalmente cala la resistenza dei componenti dello zaino e di conseguenza la sua capacità di carico. Zaini ultraleggeri o minimalisti solitamente non sono adatti al trasporto di carichi superiori ai 10-15 chili, limitando in determinate situazioni la loro possibilità d’impiego.

 

Di seguito troverete una serie di tabelle in cui ho classificato, sulla base della vostra categoria di appartenenza (tradizionale, leggero, ultraleggero, minimalista), varie opzioni di zaini (adatti alla pratica del thru-hiking) per classi principali di volume. Le opzioni si differenziano anche per classe di prezzo, permettendovi di orientarvi verso il prodotto che meglio si addice alle vostre finanze.

 

Tradizionale

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Alpinism 22 Simond 22 650 3,4 19,99
< 35 L AC Lite 26 Deuter 26 960 2,7 75,95
< 35 L Summit Exp Tatonka 22 580 3,8 85
< 35 L S-Lab X Alp 20 Salomon 20 560 3,6 130
< 35 L Kaipak 28 Fjallraven 28 1050 2,7 152,95
35 - 50 L Forclaz 50 Quechua 52 1700 3 39,99
35 - 50 L Alta Via 45 Ferrino 45 1550 2,9 73,95
35 - 50 L Ascensionist Pack 35 Patagonia 35 907 3,9 150
35 - 50 L Trilogy 35 Millet 35 950 3,7 179
35 - 50 L Nejd 50 Haglofs 50 2400 2,1 231,95
51 - 70 L Forclaz 70 Quechua 70 1900 3,7 65,99
51 - 70 L Trailhead 65 Berghaus 65 1700 3,8 100
51 - 70 L Ubic 60+10 Millet 70 1800 3,9 185,45
> 70 L Transalp 80 Ferrino 80 2450 3,3 120
> 70 L Cammino 60+10 Salewa 70 2100 3,3 100
> 70 L Expedition 80 Exped 80 2505 3,2 410
> 70 L Baltoro 85 Gregory 85 2440 3,5 224
> 70 L Annapurna 75+15 Millet 90 2680 3,4 212,95
> 70 L Kajka 100 Fjallraven 100+ 3550 2,8 400
> 70 L Crusader II 90+10 Berghaus 110 3000 3,7 187,95

 

Leggero

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Arpenaz 30 Quechua 30 510 5,9 14,95
< 35 L Lynx 30 Ferrino 30 675 4,4 76,45
< 35 L Drycomp Ridge Sack Outdoor Research 27 485 5,6 151
35 - 50 L Aircontact 45+5 Mountaintop 45+5 1180 4,2 45,99
35 - 50 L Cima di Basso Tatonka 35 810 4,3 70,40
35 - 50 L Shadow Macaw The North Face 40 + 10 1100 4,5 135,45
35 - 50 L Ultra Tour 40 Montane 40 730 5,5 112,95
35 - 50 L Exos 48 Osprey 48 1130 4,2 126,95
35 - 50 L Zero G Nigor 50 1050 4,8 200
35 - 50 L Hyper Tour Montane 38 640 5,9 305,95
51 - 70 L Alpinism 55 Ultralight Simond 55 1100 5 74,95
51 - 70 L Lightning 60 Exped 60 1120 5,3 146
51 - 70 L Wildtrek 70 Lightwave 70 1550 4,5 187
51 - 70 L Grand Tour 70 Montane 70 1652 4,2 170
51 - 70 L Exos 58 Osprey 58 1090 5,3 180
> 70 L Wilderness 65+15 Berghaus 80 1870 4,3 143,95
> 70 L Chilkoot 90 Ferrino 90 1900 4,7 110
> 70 L Stout 75 Gregory 75 1730 4,3 180
> 70 L Mission 75 Black Diamond 75 1630 4,6 230
> 70 L Nimbus Trace Access Granite Gear 85 2000 4,2 421
> 70 L Xenith 105 Osprey 105 2490 4,2 270
> 70 L Access 65+10 Lafuma 75 1520 4,9 120
> 70 L Prolighter Mxp 60+20 Millet 80 1490 5,4 194
> 70 L Air X 75 ULA 75 1290 5,8 164
> 70 L BMG 105 Mountain Hardwear 115 2240 5,1 400

Ultraleggero

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Kompressor Marmot 18 290 6,2 45
< 35 L LIM Lite 25 Haglofs 25 355 7 64
< 35 L Moyo 26 Nigor 26 344 7,5 82
< 35 L Peak 30 Salomon 30 495 6,1 98,95
< 35 L Race Elite 24 Inov8 24 314 7,6 112
35 - 50 L Arpenaz 40 Quechua 40 640 6,4 19,95
35 - 50 L Arc Blast Zpack 45 590 7,6 360
51 - 70 L Ultra Tour 55 Montane 55 836 6,5 110
51 - 70 L Windrider 3400 HMG 55 907 6 350
51 - 70 L Ohm 2.0 ULA 64 903 7,1 280
51 - 70 L Crown V.C. Granite Gear 60 988 6,1 234
51 - 70 L Mariposa Gossamer Gear 60 822 7,3 280
> 70 L - - - - - -

Minimalista

 

Volume (range) Nome modello Marca Volume (L) Peso (g) Vp Prezzo (euro)
< 35 L Arpenaz 15 Ultra Compact Quechua 20 97 20,6 9,99
< 35 L Outdoor 25 Mountaintop 25 208 12 14,99
< 35 L Cloudburst 25 Exped 25 300 8,3 46
< 35 L Slacker Packer eVent Granite Gear 25 160 15,6 65
< 35 L Mezzalama 20 Ferrino 20 190 10,5 218
35 - 50 L Packable Alpine Pro Meru 35 300 11,7 27,96
35 - 50 L Tomshoo 40 Tomshoo 40 434 9,2 22,99
35 - 50 L Adventure 35 Coreal 35 350 10 25,53
35 - 50 L Burn MLD 38 335 11,3 220
51 - 70 L G4 54 Gossamer Gear 54 468 11,5 180
51 - 70 L CDT ULA 52,5 634 8,3 187
51 - 70 L Virga 2 Granite Gear 54 524 10,3 170
51 - 70 L Exodus MLD 57 481 11,8 240
51 - 70 L Arc Blast Zpack 55 595 9,2 360
> 70 L - - - - - -

 

Le caratteristiche dello zaino ideale:

 

  1. deve essere leggero;
  2. deve essere resistente all’abrasione;
  3. deve essere impermeabile;
  4. deve essere comodo, con spallacci, schienale e fascia vita imbottiti;
  5. deve essere completamente regolabile per un’ottimizzazione della vestibilità con diverse corporature;
  6. deve essere sufficientemente capiente per poter contenere tutto l’equipaggiamento al suo interno;
  7. deve possedere diversi compartimenti interni per poter suddividere l’equipaggiamento in modo razionale;
  8. deve avere cinghie di compressione;
  9. deve avere tasche sulla fascia vita;
  10. deve avere tasche porta borracce di facile accesso durante il cammino;
  11. deve avere agganci accessori per assicurarvi varia attrezzatura (picozze, sci, treppiedi, bastoncini da trekking, etc.);
  12. deve essere compatibile con sacche idriche;
  13. deve essere economico.

 

Anche in questo specifico caso, come per il resto dell’equipaggiamento, è impossibile trovare un prodotto che risponda a tutte queste esigenze.

Inoltre non esiste uno zaino perfetto per tutte le situazioni: il tipo di ambiente che si attraverserà e la lunghezza del percorso in primis andranno ad influire sulla scelta dello zaino.

Per indirizzarvi nella scelta di uno zaino adeguato alle vostre esigenze cerchiamo di individuare le diverse tipologie di thru-hike e il volume che uno zaino dovrebbe avere per servire efficientemente in simili itinerari.

 

  1. Percorsi da 3 a 7 giorni in totale autonomia → zaino da 30 a 50 litri
  2. Percorsi da 8 a 14 giorni in totale autonomia → zaino da 50 a 80 litri
  3. Percorsi da 15 a 21 giorni in totale autonomia → zaino da 80 litri o più
  4. Percorsi con disponibilità di acqua limitata lungo il percorso → + 10 litri sui volumi precedenti
  5. Percorsi che presentano temperature particolarmente rigide → + 10/20 litri sui volumi precedenti
  6. Percorsi con grandi cambi di condizioni climatiche lungo il percorso, in totale autonomia → + 10 litri sui volumi precedenti

 

Percorsi di migliaia di chilometri che possono richiedere diversi mesi di cammino richiederanno zaini con un litraggio dipendente dalla frequenza di punti d’appoggio in cui effettuare rifornimenti viveri: punti d’appoggio ogni 5 giorni richiederanno zaini con un volume compatibile a quelli della categoria 1. Per itinerari che richiedono una totale autonomia per periodi superiori alle tre settimane è necessario prendere in considerazione altre tipologie di trasporto dell’equipaggiamento (ad esempio una slitta se ci si trova in un territorio innevato).

Ovviamente questi sono parametri indicativi, dipendendo in massima parte da quanto minimalista è l’equipaggiamento utilizzato dal thru-hiker: alcuni famosi thru-hiker hanno attraversato distanze enormi e territori desolati con zaini con portata inferiore ai 30 litri!

Il thru-hiker principiante sceglierà uno zaino che rientrerà sempre nella categoria superiore (a volte anche due categorie superiori) rispetto alle reali esigenze principalmente per due motivi:

  • equipaggiamento poco sofisticato → pesante e ingombrante;
  • equipaggiamento ridondante o inutile

Col tempo si impara a lasciare a casa sempre più cose, mantenendo nello zaino solo lo stretto necessario.

 

Un altro fattore importante nella scelta dello zaino è la valutazione del carico che si intenderà trasportare. Anche in questo caso si ha un’elevata dipendenza dalla lunghezza dell’itinerario e dalla leggerezza dei singoli pezzi del proprio equipaggiamento. Prima di scegliere uno zaino è quindi buona norma pesare tutto il materiale che intenderemo trasportare e calcolare approssimativamente il volume richiesto. Nel caso in cui il peso sia compatibile con uno zaino piuttosto piccolo e leggero (ad esempio un 40 litri) ma il volume richiesto sia maggiore, è possibile indirizzare la scelta o ad uno zaino con una capienza maggiore o ad uno zaino 40 litri che abbia la possibilità di assicurare diverso equipaggiamento al suo esterno.

La prima soluzione comporta un carico finale maggiore, dovuto al maggior peso dello zaino, mentre la seconda comporta un aumentato rischio di rovinare e/o perdere l’equipaggiamento esposto all’esterno dello zaino (rischio particolarmente elevato se si attraversano aree molto boscose o stretti passaggi tra le rocce). Un utile palliativo a questo problema è l’uso di un robusto rain-cover per zaini con litraggio superiore. Lo zaino dovrà quindi essere sufficientemente robusto per reggere il carico senza rompersi, ma allo stesso tempo dovrà anche facilitarne il trasporto attraverso una corretta distribuzione del peso lungo la nostra schiena. Diversi brand, ma non tutti, dichiarano il carico massimo per i loro zaini, facilitando la nostra scelta.

 

Definisco comfort di uno zaino la sua capacità di agevolare il trasporto del carico. Questo dipende dal suo design, dai materiali utilizzati nella sua costruzione, dall’imbottitura degli spallacci e dello schienale, dalla presenza o assenza di un frame rigido. Grande attenzione viene posta spesso sulla “traspirabilità” dello schienale e sulla sua conformazione. Mentre quest’ultimo punto è cruciale e richiede di provare lo zaino con un carico al suo interno, in quanto ogni schiena è diversa dalle altre, le caratteristiche di “traspirabilità” sono spesso velleitarie. Ho provato diversi tipi di zaini con diverse caratteristiche di traspirabilità dello schienale e posso affermare senza timore che non ho osservato alcuna differenza sostanziale. Ovviamente questo è solo il mio parere.

Oggigiorno la maggior parte degli zaini viene realizzata seguendo un design “verticale”: altezza maggiore per una minore profondità. Questo risulta in un compartimento centrale che può essere paragonato ad una colonna alta e stretta. Questo tipo di disegno non è casuale, favorisce infatti una migliore distribuzione del carico ed una migliore mobilità, specialmente lungo vie ferrate o arditi sentieri di montagna. Nell’ottica del thru-hiking e dell’escursionismo in genere una maggiore profondità è spesso vista come un valore aggiunto, consentendo di riporre all’interno anche materiale voluminoso (tenda, sacco a pelo) massimizzando lo spazio utile dello zaino. Se il vostro equipaggiamento è ancora lontano dall’essere minimalista in quanto a peso e volume, orientatevi su zaini capienti e ideati per il trekking.

Per quanto riguarda l’imbottitura di spallacci e schienale è essenziale ricordare questo assioma: meno pesante lo zaino e il carico da trasportare meno imbottitura sarà necessaria.

 

La resistenza alle intemperie e alle abrasioni è un altro utile parametro da considerare nella scelta dello zaino. Normalmente più lo zaino è robusto, più è pesante, rivelandosi quindi un fattore critico per il thru-hiker alla ricerca spasmodica della leggerezza. Anche in questo caso dobbiamo basarci sulla tipologia del sentiero che vogliamo percorrere e sul carico che intendiamo trasportare. La resistenza alle abrasioni è infatti spesso correlata alla portata di carico massimo dello zaino, essendo entrambi dipendenti dal tipo di materiale utilizzato nella costruzione dello zaino stesso.

Percorsi tra le foreste o in zone rocciose richiedono zaini più robusti mentre si potranno attraversare prati e brughiere con zaini poco più spessi di un foglio di carta.

La resistenza alle intemperie si può tradurre come impermeabilità dello zaino, o ancora come capacità dello zaino di mantenere il suo contenuto asciutto.

La maggior parte degli zaini è resistente all’acqua (bagnandoli non si rovinano), alcuni sono leggermente idrorepellenti e pochissimi sono davvero impermeabili. Le prime due categorie solitamente sono dotate di un rain-cover per l’uso sotto la pioggia, mentre gli zaini impermeabili possono addirittura essere immersi nell’acqua.

Gli zaini impermeabili sono normalmente più robusti e pesanti degli zaini da trekking, ed essendo stati ideati per altri sport (kayaking, motociclismo, ciclismo, vela) tendono a non presentare caratteristiche compatibili con le esigenze del thru-hiker.

 

Nota sul rain-cover: un rain-cover è uno strumento utile nel caso di piogge deboli, ma tende a perdere la sua impermeabilità velocemente (a parte gli zaini con prezzi lusso, gli altri tendono ad essere dotati di rain-cover scadenti), e risulta pressoché inutile durante violenti acquazzoni, guadi impegnativi o momentanee immersioni. Se riflettiamo con attenzione lo scopo di un rain-cover non è tanto quello di non far bagnare lo zaino, quanto quello di proteggere dall’acqua il suo contenuto! Esistono quindi metodi più efficaci per proteggere il contenuto dello zaino. Per la protezione di vestiti, sacco a pelo, tenda e accessori delicati (strumenti digitali, mappe, diario, etc) è bene affidarsi a dei dry-sack, robusti e assolutamente a prova di immersione (vedi sezione dedicata alle tipologie di sacchi porta-oggetti). Il vano principale dello zaino può invece essere efficacemente protetto con un sacco grande impermeabile economico, del tipo di quelli usati per la spazzatura. Essendo molto grandi sarà facile chiudere il sacco dopo aver incluso tutto il vostro equipaggiamento al suo interno. Il costo e il peso di uno di questi sacchi è nettamente inferiore rispetto ad un rain-cover dedicato e potrete cambiarlo senza preoccupazione dopo ogni escursione o ad ogni centro abitato che incontrerete lungo un thru-hike.

 

Con versatilità indico la possibilità di utilizzare lo zaino per il trasporto di diverse tipologie di equipaggiamento assicurandone un’agevole accessibilità. Questo punto si basa in massima parte sulla quantità e qualità di tasche, asole, cinghie e retine e sulla possibilità di connettere comodamente allo zaino altri tipi di accessori (tasche porta-oggetti, clip per il beccuccio delle sacche d’idratazione, porta borracce, etc.). Una versalità maggiore va di pari passo con un peso maggiore dello zaino (peso delle zip, delle fettuce, etc), ma si traduce anche in un maggiore comfort per l’utilizzatore. Ogni thru-hiker deve cercare di capire, secondo le proprie esigenze, se la presenza di numerosi accessori e compartimenti sia un valore aggiunto o solo uno spreco di peso. Personalmente ritengo che se la differenza di peso è di pochi grammi, una maggiore versatilità è senza dubbio una qualità importante per uno zaino.

 

Zaini tascabili

 

Gli zaini “tascabili” sono arrotolabili e comprimibili in un sacchetto che sta tranquillamente nel pugno di una mano. Normalmente variano tra i 10 e i 35 litri di volume, ma si possono trovare anche proposte con litraggio superiore. Possono ovviamente reggere carichi molto limitati e si ha l’impressione che debbano cedere da un momento all’altro, ma probabilmente sono più resistenti di quello che sembra. Gli spallacci sono sottilissimi e la vestibilità è piuttosto scomoda. [link a “come modificare uno zaino tascabile per migliorarne il confort”]

Risultano particolarmente utili in due situazioni:

  1. nel caso in cui si voglia affrontare un hike che richieda il trasferimento in aereo, questi zaini possono essere usati come bagaglio a mano per contenere la fotocamera e altri accessori tecnologici che non vogliamo lasciare incustoditi nello zaino. Arrivati a destinazione lo zainetto può letteralmente sparire nella sua custodia ed essere riposto nel fondo dello zaino principale;
  2. nel caso si voglia fare un detour durante un thru-hike, magari per scalare una vetta nei pressi del sentiero, è possibile lasciare lo zaino principale nella tenda montata e viaggiare con lo stretto necessario nel piccolo zainetto portatile.

 

Un’altra applicazione interessante è quella di utilizzare questi zaini al posto dei dry-sack nella protezione dell’equipaggiamento. Avrete quindi in un unico prodotto una sacca per proteggere, suddividere e organizzare le vostre cose e uno zainetto che può sempre tornare utile.

 

Con o senza “frame”?

Il frame è la struttura “portante” dello zaino, spesso in alluminio o in plastica (ma ve ne sono anche in legno, come alcuni modelli Fjallraven) che si trova lungo lo schienale e che fornisce una certa rigidità all’intero zaino. Il frame risulta pressoché essenziale nel trasporto di carichi elevati, mentre può essere addirittura controindicato se il peso complessivo dello zaino è limitato. Si può quindi dedurre che più grande sarà il volume di uno zaino, tanto maggiore dovrà essere la solidità del frame. Negli zaini più piccoli e quelli destinati agli escursionisti ultraleggeri un frame rappresenterebbe solo un inutile peso aggiuntivo. In questi casi un materassino in schiuma arrotolato attorno al resto dell’equipaggiamento nel vano principale o un materassino gonfiabile minimale (ad esempio l’Inertia X Lite Short Mat della Klymit) possono fungere da eccellente frame.

 

Accessori e caratteristiche utili

Vi sono alcuni accessori che possono rappresentare un valore aggiunto per uno zaino, altri che invece rappresentano solo un inutile aumento di peso. Cinghie di compressione, daisy chain e asole porta-piccozze sono esteticamente piacevoli da vedere ma non sono sempre essenziali, specialmente per il thru-hiker. L’escursionista su lunghe distanze potrebbe avere la necessità di assicurare al suo zaino i bastoncini da trekking, la tenda, il materassino o il sacco a pelo e magari, d’inverno, le ciaspole. Piccozze e ramponi potrebbero essere necessari per certi tipi di itinerari ma a quel punto siamo pienamente nel mondo alpinistico e sarebbe necessario fare molte altre considerazioni.

Come sempre il thru-hiker dovrebbe essere alla ricerca di un equipaggiamento il più polifunzionale possibile e in quanto ad utilità pratica le cinghie di compressione sono la scelta migliore; oltre a migliorare la trasportabilità del carico possono essere facilmente utilizzate per assicurare allo zaino materiale di diversa fattura, dai bastoncini alle ciaspole, da un treppiede ad un materassino in schiuma.

Le daisy chain sono utili ma necessitano di moschettoni e/o cordini accessori, portando così ad un aumento di peso. Le asole porta piccozze possono essere usate anche per il trasporto dei bastoncini da trekking, ma non hanno la stessa polivalenza degli altri accessori.

Nella scelta di uno zaino è quindi saggio focalizzarci su questa scala:

 

cinghie di compressione > daisy chain > asole

 

Per quanto riguarda la disponibilità di tasche e accessi al vano principale è utile fare qualche considerazione. Avere molte tasche a disposizione potrebbe far credere che questo porti ad una migliore suddivisione ed organizzazione del materiale, ma spesso si traduce solo in una complessa caccia al tesoro: il thru-hiker, sebbene in modalità ultraleggera, si porta dietro la casa, e spesso è difficile ricordare in che tasca è stato riposto un determinato oggetto.

Molte tasche vuole dire una maggior superficie di tessuto e di zip utilizzati nella fabbricazione dello zaino, traducendosi in un significativo aumento del peso. Una tasca nel coperchio in aggiunta al vano principale può essere più che sufficiente per una sensata suddivisione dell’equipaggiamento. Le tasche aperte, solitamente laterali, in tessuto o retina, aggiungono solitamente un peso minimo allo zaino, ma risultano molto utili: permettono infatti di trasportare borracce, snacks o indumenti mantenendoli a portata di mano.

Un diverso discorso meritano gli accessi al vano principale. Negli zaini ad alto litraggio e a design alpinistico (stretti e alti), un accesso sul fondo e/o uno frontale risultano pressoché essenziali. Recuperare qualcosa dal fondo di zaini simili in assenza di un accesso secondario si traduce spesso in un’impresa, richiedendo di svuotare l’intero contenuto.

 

In definitiva, se il peso del vostro zaino per voi non è una priorità e rientrate nella categoria “tradizionale”, scegliete uno zaino iper-accessoriato e con accessi multipli. Se rientrate nella categoria “leggero” forse una tasca superiore, due tasche laterali in rete e un paio di cinghie di compressione dovrebbero essere tutto quello da richiedere al vostro zaino.

Gli “ultraleggeri” e i “minimalisti” possono (o devono) accontentarsi del solo vano principale e ringrazieranno per qualsiasi dettaglio aggiuntivo che il costruttore avrà lasciato al loro “scarno” compagno di avventure.


Introduzione

Nei molteplici siti di outdoor ed escursionismo troverete interi trattati riguardanti il materiale tecnico essenziale per un’escursione. Leggerete centinaia di revisioni di prodotti e decine e decine di commenti di utenti più o meno esperti, per poi ritrovarvi ad avere buttato molte ore del vostro tempo navigando in rete e ad avere le idee meno chiare di prima. Nel peggiore dei casi farete acquisti folli, spendendo un sacco di soldi su del materiale troppo tecnico per i vostri scopi o su accessori che non utilizzerete mai. Dico questo perché vi sono passato anche io.

Nella sezione equipaggiamento troverete “ricette” già pronte a seconda della vostra disponibilità economica. Per ogni tipologia di equipaggiamento (zaino, tenda, sacco a pelo, etc.) troverete indicate solo le caratteristiche che hanno fatto propendere la scelta verso quello specifico prodotto, in modo che possiate confrontarle con il materiale che già possedete o che vi risulta più semplice da procurarvi. Ogni “ricetta” o “kit” sarà relativa ad un particolare viaggio, evidenziando le caratteristiche climatiche e del terreno che ho dovuto affrontare; ovviamente le highland scozzesi in autunno richiederanno un equipaggiamento in larga parte sovrapponibile a quello necessario per attraversare la Lapponia svedese, ma sensibilmente diverso da quello ottimale per una traversata invernale nelle Alpi o un thru-hike nei deserti del Nord America.

Avrete dunque modo di capire se il kit in esame si adatta alle condizioni ambientali che incontrerete lungo il vostro cammino. Ogni kit sarà inoltre corredato da “potenziali modifiche” se affrontato in altri periodi dell’anno, sulla base delle condizioni climatiche locali.

Proprio perché ogni kit è relativo ad uno specifico viaggio vi sarà una comparazione tra il kit “ideale” e quello realmente utilizzato, evidenziandone le criticità.

Non tutti i prodotti inclusi nelle varie liste sono stati sufficientemente testati dal sottoscritto, ma sono stati inclusi in seguito ad una lunga e dettagliata ricerca sulla base delle caratteristiche tecniche riportate dal produttore e dalla personale esperienza di amici e conoscenti di provata competenza. Per i prodotti in mio possesso troverete link che vi porteranno a schede di revisione più complete, in cui vengono descritti qualità e difetti, oltre a consigli per un utilizzo ottimale.

 

Il thru-hiking porta ad essere dei “fanatici” dell’equipaggiamento perfetto, abituandosi a sostituire anno dopo anno accessori e strumenti con nuovi modelli più performanti.

Le tre parole chiave per il thru-hiker, per quanto riguarda l’equipaggiamento, sono:

 

 

  • Leggereza
  • Qualità
  • Prezzo

 

 

Raramente queste tre qualità si trovano in un medesimo prodotto e più spesso vige la regola del “prendi due e scordati del terzo”, ovvero troveremo prodotti estremamente leggeri e di alta qualità ma a prezzi astronomici, o prodotti di buona qualità a basso prezzo ma pesanti come sassi e così via.

Analizziamo le tre caratteristiche essenziali.

 

Leggerezza

Più il nostro equipaggiamento sarà leggero maggiore sarà la distanza che riusciremo a percorrere in un giorno di cammino. Di conseguenza, a parità di chilometri percorsi, un carico inferiore ci farà consumare meno energie e quindi necessiteremo di meno cibo. Meno cibo equivale a meno carico e quindi a meno energie consumate: abbiamo creato un circolo virtuoso. Allo stesso tempo viaggiare leggeri vuol dire viaggiare veloci, raggiungeremo prima la nostra meta della giornata e avremo più tempo per tutte le operazioni di campeggio (manutenzione attrezzatura, cura dell’igiene personale, accensione di un fuoco, cucinare, etc.) o per altre attività (fotografia, scrittura o semplice relax).

Questi sono gli aspetti positivi del viaggiare leggeri. Veniamo a quelli negativi.

Un carico piccolo e/o leggero comporta spesso il lasciare a casa molta attrezzatura che potrebbe tornare utile o di cui potremmo sentire la mancanza, lasciandoci più vulnerabili ad eventi inattesi (ad esempio una nevicata improvvisa in un’area e in un periodo caratterizzato da temperature mediamente molto più elevate). Come analizzeremo in seguito questo aspetto è risolvibile o minimizzabile con un’adeguata preparazione prima di intraprendere il viaggio.

Spesso un equipaggiamento leggero è anche un equipaggiamento scadente: i materiali ultra-leggeri sono solitamente fragili e scomodi. Per questo problema viene in soccorso il “dio denaro”: vi sono prodotti con ottimi rapporti qualità/peso ma che costano un occhio della testa.

 

Qualità

Il termine qualità raggruppa i concetti di comfort, robustezza e resistenza alle interperie, praticità di utilizzo, presenza di accessori che ne incrementino le prestazioni. Spesso grande qualità si accompagna a grande peso, ingombro e prezzo elevato. Molti thru-hiker tendono a rinunciare alla qualità del loro equipaggiamento in cambio di leggerezza estrema e costo basso. La mia opinione è che non sia né utile né saggio rinunciare alla qualità di un equipaggiamento che consenta di dormire bene, di rimanere asciutti sotto la pioggia o di non patire il freddo.

 

Prezzo

La quantità e varietà degli indumenti, accessori, utensili e strumenti richiesti dal thru-hiker sono tali da richiedere investimenti economici rilevanti, specie se ci si avvicina a questo sport (o stile di vita) senza una precedente storia di escursionismo o alpinismo alle spalle. L’escursionista o alpinista medio potrà convertire al thru-hiking buona parte del proprio equipaggiamento risparmiando una notevole quantità di denaro ma, solitamente, a scapito della leggerezza.

In breve tempo, dopo le prime (faticose) esperienze di trekking da più giorni, inizieremo a guardare con interesse crescente i costosi prodotti ultra-leggeri. In nostro soccorso giungono piattaforme di commercio elettronico (Amazon, e-Bay, etc.) e negozi più o meno virtuali (Decathlon, TrekkInn, PesciFirenze, etc) che fanno a gara per invogliare l’acquisto mediante prezzi spesso molto più bassi di quelli di listino.

 

I prodotti inclusi nei kit sono stati selezionati sulla base del miglior rapporto leggerezza/qualità/prezzo secondo il mio personale parere, le opinioni di amici, le revisioni di altri utenti on-line e le specifiche tecniche riportate dal venditore, esattamente in quest’ordine! Per alcuni prodotti viene privilegiata la leggerezza, per altri la qualità, per altri ancora il prezzo, a seconda della tipologia del materiale che stiamo considerando. In diversi casi molti prodotti possono rispecchiare le caratteristiche ricercate, per cui il prodotto segnalato diviene puramente indicativo per le caratteristiche da ricercare. Un’altra caratteristica che ho deciso di includere nella scelta è la reperibilità del prodotto. Non troverete, a meno che non ci siano reali alternative, prodotti che non possono essere comodamente ordinati on-line senza sobbarcarsi elevate spese di spedizione.


Skye Trail

Lo Skye Trail è un percorso non ufficiale che attraversa l’Isola di Skye (Scozia) da Nord a Sud, permettendo di vedere alcune delle principali attrazioni naturalistiche che l’hanno resa una delle tappe obbligate per chi visita la Scozia. Nonostante l’isola sia parecchio frequentata dai turisti durante il periodo estivo, camminare lungo lo Skye Trail regala momenti di solitudine e di una natura ancora sorprendentemente selvaggia.

Perché percorrere lo Skye Trail?

Lo Skye Trail è il percorso ideale per l’escursionista e il thru-hiker di livello intermedio che abbia a disposizione una sola settimana e che voglia mettersi alla prova lungo un itinerario non facile ma in grado di regalare viste davvero incredibili. È inoltre il modo migliore e autentico per vivere la famosa Isola di Skye, spaziando da aree montuose ancora selvagge a pascoli per le pecore, da piccoli villaggi caratteristici a magnifici passaggi lungo le coste dei loch.

Come arrivare

Il modo più economico per raggiungere Skye è mediante l’autobus. Da Glasgow, stazione Buchannan, gli autobus 915, 916 e 917 raggiungono in circa 7 ore l’Isola di Skye, previa una sosta a Fort William. È possibile scendere a Broadford (per chi volesse percorrere l’itinerario da sud verso nord) o a Portree. Per raggiungere il Duntulm Hotel, uno dei due estremi dell’hike, è possibile prendere il bus che collega Portree a Uig e richiedere la fermata presso Duntulm. Se si decide di percorrere lo Skye Trail in senso opposto, è bene informarsi relativamente agli orari in cui il bus passa presso Duntulm (vi sono solo un paio di corse al giorno e gli orari variano stagionalmente).

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Itinerario

Lungo circa 125 km, lo Skye Trail attraversa l’Isola di Skye nel suo lato più orientale, attraversando punti famosi come The Quiraing e The Old Man of Storr, oltre a passare nei pressi dei Cuillin e del Bla Bheinn.

Sebbene sia normalmente percorso da Nord verso Sud, è forse più conveniente percorrere lo Skye Trail in senso opposto. Questi i principali motivi:

  1. Si arriva con l’autobus direttamente ad uno degli estremi del trail (Broadford) dove è facile trovare una sistemazione per la notte.
  2. E’ possibile trasportare un minor numero di viveri, utilizzando l’abitato di Portree come punto di rifornimento.
  3. Al termine di una tappa impegnativa come il Trotternish Ridge si può contare su di una sistemazione per la notte in ostello o, se si preferisce rimanere in tenda, è possibile individuare diversi punti adatti in cui campeggiare.
  4. Rubha Hunish costituisce un finale spettacolare, come ogni thru-hike merita di avere.
  5. Il bothy nei pressi di Rubha Hunish è un bivacco particolare e suggestivo in cui trascorrere l’ultima notte dell’hike.

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Segnaletica

Non essendo un percorso ufficiale non esiste un’apposita segnaletica. Ad essere onesti la segnaletica è pressoché assente ovunque. Il percorso è molto vario, passando da strade asfaltate a quelle per mezzi cingolati, da chiari sentieri a pressoché invisibili tracce tra l’erba alta. Si consiglia pertanto di dotarsi di un sistema GPS, di una mappa topografica e di una bussola.

Rifornimenti

Sebbene sia possibile rifornirsi di acqua lungo ogni tappa presso i numerosi ruscelli e fiumi che solcano l’isola, consiglio di riempire una sacca idrica di circa due litri all’inizio e alla fine di ogni tappa. Questo vi permette di trattare l’acqua con un agente potabilizzante e/o di filtrarla. Spesso infatti, a seguito di abbondanti piogge, l’acqua dei ruscelli può apparire torbida.

Essendo un hike breve, di circa una settimana, è possibile trasportare tutti i viveri necessari. Se si vuole però minimizzare il peso dello zaino (scelta sempre consigliata), è possibile considerare un rifornimento presso il supermercato di Portree. Presso alcuni piccoli centri abitati che s’incontrano lungo il cammino è possibile rifocillarsi presso alcuni bar e tavole calde, ma non ci sono veri negozi alimentari in cui rifornirsi di viveri.

Alloggi

Lungo il percorso si attraversano alcuni centri abitati che presentano strutture ricettive (ostello presso Flodigarry, diverse tipologie di pernottamento presso Portree e Broadford, campeggio a Sligachan), ma è pressoché indispensabile dotarsi di una tenda o di qualche altro genere di riparo. È importante considerare che non è possibile bivaccare nelle proprietà private (mentre è consentito il passaggio) e che alcuni tratti anche lunghi del percorso non presentano aree adatte al campeggio.

Tappe consigliate

Le tappe qui riportate si basano su quelle indicate dal sito Walkhighlands.

1. Rubha Hunish –> Flodigarry (12 km)

La prima tappa dello Skye Trail inizia presso un parcheggio a lato della “Shulista road”, A855, che collega Portree con Uig tramite Staffin e Flodigarry. Dalla piazza centrale di Portree, proprio di fronte alla stazione di polizia, è possibile prendere l’autobus verso Uig e scendere presso il Duntulm Hotel. Da qui è possibile avvicinarsi alle rovine del castello e del villaggio di Erisco. Si prende la strada in direzione di Flodigarry lasciandosi sulla sinistra un laghetto che attira diversi uccelli acquatici, prevalentemente cigni e oche selvatiche. Dopo un paio di centinaia di metri si giunge ad un piccolo parcheggio a lato della strada da cui parte un evidente e segnalato sentiero verso Rubha Hunish. Lungo il sentiero che punta deciso verso nord sarà facile incontrare altri turisti, specie durante il periodo estivo, in quanto Rubha Hunish è considerata una tappa obbligatoria di ogni visita all’isola di Skye. Giunto alla scogliera il sentiero volta verso destra (est) arrampicandosi lungo un pendio verso la sommità della falesia, divenendo via via meno chiaro. Prima di proseguire lungo questo sentiero è caldamente consigliata la discesa dalla scogliera per raggiungere il promontorio di Rubha Hunish, vero e proprio dito di terra che si spinge nell’Atlantico.

Il sentiero che discende la scogliera si può individuare in corrispondenza di una staccionata, che va scavalcata. Il sentiero è molto ripido inizialmente e richiede cautela se le rocce sono bagnate. In breve si scende alla base della falesia e si segue una traccia che porta all’ovvia destinazione di Rubha Hunish. Si risale quindi dalla stessa parte e si riprende il sentiero sulla propria sinistra. Il sentiero corre lungo la cresta della scogliera per buona parte della costa, superando anche un minuscolo rifugio/osservatorio che può essere usato sia come riparo dal vento e dalla pioggia che come bivacco per la notte. Si devia quindi verso l’interno dell’isola in corrispondenza di un’altra staccionata ed in breve si giunge alle rovine della chiesetta di St Moluag. Si prosegue fino a congiungersi ad una stradina che oltrepassa un torrente mediante un ponticello pedonale. Si fiancheggiano delle caratteristiche case dalle facciate candide ed il tetto ardesia, quindi in corrispondenza della svolta che porta a Balmacqueen si abbandona la strada per un sentierino che corre lungo la costa consentendovi un rinfrescante bagno per i vostri piedi stanchi e splendide viste delle falesie lontane. La traccia è ora più chiara e con una serie di facili sali e scendi prosegue lungo la costa. La traccia diventa ancora pressoché invisibile nel risalire un ripido pendio che porta alla cima di una falesia. Qui la vegetazione, felci perlopiù, è particolarmente ricca e non aiuta ad individuare il sentiero che sulla sinistra permette di scendere verso la costa. Questa traccia è particolarmente fangosa e ripida quindi è necessario prestare molta attenzione. Si costeggia quindi la base della scogliera per addentrarsi in pascoli di erba altissima tra cui è facile scorgere all’ultimo qualche caratteristica vacca delle Highlands. La traccia devia quindi nuovamente verso l’interno e risale una collina verso l’evidente struttura del Dun Flodigarry Hostel.

2. Flodigarry –> The Storr (29 km, 1800 m dislivello positivo)

Dall’Ostello di Flodigarry si segue la strada asfaltata e ad un bivio si tiene la sinistra. Poco oltre un cartello indica l’inizio del sentiero verso il Quiraing. Il sentiero, ben evidente, si alza in quota dapprima costeggiando un paio di laghi di piccole dimensioni, quindi superata una staccionata rimane al di sotto della verticale parete del Quiraing. Si scende di qualche decina di metri attraverso un facile ghiaione per poi continuare fino alla piazzola di sosta della strada che collega Staffin a Uig. Poco prima di raggiungere la piazzola è bene prestare attenzione nell’attraversamento di un piccolo ma profondo canalone scavato da un rigagnolo d’acqua; il salto non è che poco più di un passo ma è meglio essere cauti.

Lasciandosi alle spalle la strada asfaltata, si prosegue seguendo la cresta dei monti, evitando di fare troppo affidamento sulle tracce presenti al suolo. Il consiglio è di rimanere a circa 2-3 metri dal ciglio, così da trovare terreno più solido sotto i piedi. Nel caso la visibilità fosse limitata o il terreno particolarmente scivoloso, è più prudente aumentare la distanza dal ciglio, ma avanzare risulterà più difficile.

Dopo un lungo sali e scendi tra le alture del Trotternish si giunge ai piedi di The Storr, la maggiore di queste cime. La salita è piuttosto impervia e si incroceranno un paio di torrenti presso cui sarà possibile rifornirsi d’acqua. Se si è proseguito costeggiando la cengia nord in direzione est ci si troverà su di una spalla del monte The Storr, la cui vetta potrà essere raggiunta salendo di altri 140 metri di dislivello in direzione SSE. La discesa verso il più famoso The Old Man of Storr è più complessa ed è necessario prestare attenzione al fine di ritrovare il sentiero; dalla spalla di The Storr, costeggiando la cengia est, si discende leggermente in direzione NNE, fino ad individuare la debole traccia che effettua numerosi tornanti perdendo rapidamente quota. Si segue questa traccia che diviene mano a mano sempre più visibile fino ad attraversare una staccionata in legno. Da The Old Man of Storr il sentiero è chiaro e in poco tempo si raggiunge la strada asfaltata A855.

3. The Storr –> Portree (14 km)

Dal parcheggio ai piedi del The Old Man of Storr si prosegue lungo la strada A855 in direzione sud fino ad incontrare una stradina bianca sulla sinistra. Si prosegue lungo questa stradina lasciandosi sulla sinistra una casa solitaria e si attraversa la diga del The Storr Loch. Si abbandona la strada per un sentiero sulla destra. Dopo poco, quando il sentiero scende a sinistra, si prende una debole traccia sulla destra che sale verso la prospiciente collina. Si prosegue quindi verso sud, cercando di mantenersi sulle alture per evitare le zone più acquitrinose.

Dopo un paio di chilometri si giunge nei pressi di un salto di roccia che viene superato lungo un pendio erboso, raggiungendo così il margine della scarpata che da sul mare. Qui il terreno diviene più facilmente percorribile e si prosegue lungo la scarpata fino a congiungersi alla scogliera nel suo punto più alto.

Si discende quindi verso i pascoli sottostanti mantenendosi sulla destra, fino ad incontrare una recinzione che si può superare grazie ad una scaletta individuabile nei pressi.

Superati i pascoli si incontra un muretto che va seguito mantenendosi alla sua sinistra fino a raggiungere un cancello in legno. Oltre il cancello un chiaro sentiero segue la scogliera fino a raggiungere Portree.

(NB: la parte in corsivo è tratta dal sito Walkhighlands)

4. Portree –> Sligachan (19 km)

Si abbandona a sud l’abitato di Portree seguendo la strada A87. Prima dell’Aros Centre vi è una piazzola di sosta presso la quale è possibile, seppur a fatica, individuare un sentiero che attraversa un lembo dell’estuario del fiume Varrigill che si immette nel Loch Portree. Questo sentiero può essere impraticabile in caso di alta marea. Il sentiero costeggia quindi il fiume fino a ricollegarsi alla strada asfaltata. Si segue la strada per diversi chilometri fino a raggiungere l’abitato di Peinchorran. Qui termina la strada e vi è un cartello ad indicare il sentiero per Sligachan. Questo sentiero costeggia il Loch Sligachan attraversando numerosi ruscelli.

Una volta giunti all’estuario del fiume Sligachan vi sono due corsi d’acqua più importanti da attraversare; in caso di piena il guado può risultare particolarmente difficile e pericoloso. Prestare attenzione! Il campeggio di Sligachan è presto raggiunto dopo il secondo guado e nei pressi si trovano inoltre lo Sligachan Hotel e la strada A87 con una fermata del bus.

5. Sligachan –>Elgol (18 km)

Da Sligachan si oltrepassa un antico ponte di pietra e si segue il sentiero verso Glen Sligachan. Il sentiero è pressoché ovunque chiaro e visibile e, una volta raggiunta la base del monte Marsco, la direzione diviene talmente chiara da non potersi perdere. Lungo il percorso si oltrepassano diversi ruscelli e qualche torrente con una portata d’acqua maggiore, ma nessuno richiede un vero e proprio guado. Superati i laghi Loch an Athain e Loch na Creitheach, si giunge ad un’ampia baia in cui si staglia l’unica casa di Camasunary. Poco oltre è visibile anche un bothy, un piccolo bivacco a libero accesso. L’intera zona è considerata tra le più belle e spettacolari della Gran Bretagna quindi, in caso di mal tempo, è consigliabile fermarsi presso il bothy e continuare con condizioni meteo più favorevoli.

Oltre Camasunary il sentiero si inerpica lungo le scogliere del Loch Scavaig. Questa è l’unica sezione della tappa che richiede attenzione: alcuni tratti sono estremamente ripidi ed è facile scivolare. La verticalità delle scogliere è inoltre sconsigliata a chi soffra gravemente di vertigini.

Oltrepassate le scogliere si giunge infine a Elgol, dove è possibile soggiornare in un bed&breakfast, concedersi un the nell’unico bar o usufruire dei bagni pubblici.

6. Elgol –> Torrin (16,5 km)

Si tratta della tappa meno impegnativa dello Skye Trail, che si svolge per buona parte lungo strade asfaltate o bianche. Da Elgol si prende la strada verso Glasnakille e, una volta raggiunto il minuscolo conglomerato di edifici, si svolta verso sinistra. La strada termina presso un cancello e si continua lungo un chiaro tracciato prodotto da mezzi cingolati. Qui il sentiero può essere estremamente fangoso in seguito a piogge abbondanti.

Si procede penetrando nell’unico vero tratto di foresta dello Skye Trail, caratterizzato da rigogliose felci. Il bosco lascia presto spazio a nuove vedute sulle scogliere del Loch Slapin e, continuando lungo il sentiero, a tratti meno chiaro, si giunge nei pressi di Kilmarie, anche in questo caso una singola casa. Poco oltre, nei pressi di Kirkibost (un paio di case) la strada si congiunge alla principale B8083. Si prosegue lungo quest’ultima in direzione nord-est per circa 1 km, quindi si svolta a sinistra nei pressi di una recinzione che costeggia un fitto bosco di conifere. In principio è difficile notare una traccia, per cui è bene prestare attenzione o si passerà oltre. Il sentiero non entra mai nel bosco, ma si mantiene nei pressi della recinzione e risale la collina. Qui il terreno può essere incredibilmente acquitrinoso e l’avanzare può risultare frustrante. Sulla cima della collina si raggiungono i ruderi del villaggio di Keppoch. Da qui il sentiero prosegue verso nord con viste sul BlaBheinn, le Red Hills, il Loch Slapin e l’abitato di Torrin. Costeggiando la muraglia dell’An Carnach si entra in un nuovo tratto boscoso che termina presso un parcheggio sulla strada B8083. Da qui è possibile prendere il principale sentiero che conduce alla vetta del Bla Bheinn, consigliato.

Se invece si vuol proseguire verso il naturale termine della tappa, si cammina lungo la strada costeggiando il Loch Slapin fino a raggiungere Torrin.

7. Torrin –> Broadford (20 km)

Dall’abitato di Torrin si prosegue per la strada B8083 verso Broadford, salvo poi svoltare a destra per una strada minore che, con direzione sud-ovest, conduce nuovamente verso la costa del Loch Slapin. Una traccia per 4×4 segue quindi il profilo costiero verso sud fino a raggiungere quel che resta dell’abitato di Suisnish. La strada termina nei pressi di una casa. Si procede quindi verso nord, salendo lungo una collina fino ad oltrepassare una recinzione e ricongiungersi ad un sentiero che prosegue lungo la costa del Loch Eishort. Il sentiero quindi, a tratti meno chiaro, si dirige chiaramente verso nord, passando vicino al Loch Lonachan per poi ricongiungersi ad una traccia ben battuta. Questa segue la linea della strada B8083, sovrapponendosi anche ad una vecchia strada rotabile, fino a giungere a Broadford.

Difficoltà

Sebbene si tratti di un percorso piuttosto corto, lo SKye Trail non è adatto ad escursionisti principianti per i seguenti motivi:

  1. l’assenza di segnaletica e la traccia spesso poco chiara richiedono buone capacità di navigazione;
  2. l’isola è battuta da piogge frequenti e consistenti, vento forte, e non è raro imbattersi in vere tempeste;
  3. le aree adatte a bivaccare non sono molte, e ampie porzioni di percorso devono necessariamente essere attraversate nell’arco di una giornata;
  4. il terreno è spesso fangoso e scivoloso, rallentando la marcia e rendendola faticosa;
  5. alcuni tratti sono molto esposti, non adatti a chi soffre di vertigini o ha passo insicuro;
  6. durante l’estate i midges (moscerini succhia-sangue) sono una vera piaga in certe zone.

Clima

L’Isola di Skye è famosa per essere particolarmente piovosa, ma non è raro che le perturbazioni atmosferiche assumano l’aspetto di vere e proprie tempeste. Le temperature non sono mai particolarmente rigide, nemmeno in inverno, e raramente scendono sotto i 5°C, ma il forte vento può far percepire temperature inferiori.

Il periodo migliore per percorrere lo Skye Trail va da maggio a settembre.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche

Vie di fuga

Lungo tutto l’itinerario non è difficile raggiungere una strada asfaltata e/o un centro abitato. Unica eccezione è data dalla traversata del Trotternish Ridge, percorso in quota che incrocia una strada asfaltata solo nei pressi del Quiraing Pass, relativamente vicino al punto d’inizio/fine tappa Flodigarry.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento dovrà essere necessariamente a prova di pioggia: guscio impermeabile e copri-pantaloni sono d’obbligo. Consiglio l’uso di una scarpa da trekking leggera, che si asciughi velocemente, associata ad una ghetta girocaviglia. In questo articolo e nel suo seguito trovate tutta una serie di strategie utili per affrontare al meglio terreni fangosi e acquitrinosi come quelli che potrete trovare lungo lo Skye Trail.

Come riparo suggerisco una tenda ultraleggera con un buon grado d’impermeabilità (HH > 3000 mm) o un sacco da bivacco associato ad un tarp (occhio ai venti forti). I bastoncini da trekking sono sicuramente consigliati.

Altre informazioni

  • Valuta: sterlina scozzese. La sterlina scozzese è una variante di quella inglese, ha identico valore ma stampa differente. Le sterline inglesi sono ovviamente accettate (a volte le sterline scozzesi possono non essere accettate in Inghilterra).
  • Lingua: inglese. Nella regione delle Highlands e sull’Isola di Skye l’accento scozzese è molto pronunciato, ma solitamente non rappresenta un problema per chi abbia un minimo di dimestichezza con l’inglese.
  • Rete telefonica: presente. L’accesso alla rete telefonica e ad internet è buono lungo la maggior parte dell’itinerario, specialmente nei pressi dei centri abitati.