Tenda WolfWise Lightweight 2-Person Camping Backpacking Tent

Ho avuto modo di testare questa tenda della WolfWise lungo il Fishermen's Trail, in compagnia dell'inarrestabile Sara. Il giudizio non è totalmente positivo, ma si tratta comunque di un articolo che vale la pena valutare grazie al suo basso costo.

La WolfWise Lightweight 2-Person Camping Backpacking Tent, è una tenda ideata per ospitare due persone e per un uso prevalentemente estivo. È una tenda leggera, solo 1 kg inclusi paleria, picchetti, tiranti e sacca. Da richiusa lo spazio occupato nello zaino non risulta eccessivo, quindi dal punto di vista della trasportabilità si tratta di una tenda valida, compatibile con thru-hike medio-facili.

Il design è particolare e interessante: un unico supporto di paleria esterna conferisce tensione all'intera struttura, ma solo se si è provveduto a picchettare precedentemente gli angoli. Un'altra peculiarità è data proprio dagli angoli, che prevedono un doppio picchettamento per creare un maggior spazio all'interno della tenda.

Seppur non abbia un set-up intuitivo, non è particolarmente complesso montare la tenda, e con un poco di pazienza anche il neofita riuscirà a farlo senza errori. Non essendo una tenda autoportante è necessario provvedere ad un accurato picchettamento.

Passiamo alle nostre impressioni e in particolare ai problemi riscontrati:

  1. Il numero di picchetti (22) è davvero eccessivo, e il fatto che siano quasi tutti essenziali per conferire stabilità alla struttura rende questa tenda poco adatta a chi desidera un riparo che sia veloce da montare.
  2. Sebbene dalla descrizione del prodotto lo spazio abitabile sembri confortevole per due persone, la realtà è molto diversa; la curvatura del telo nel lato opposto all'entrata rende la vivibilità della tenda piuttosto ridotta per due persone. Per una sola persona si tratta invece di uno spazio piuttosto confortevole.
  3. La presenza di un solo accesso e la presenza di una bocchetta di aerazione posta immediatamente sopra all'entrata non consente un efficace ricircolo d'aria, con conseguente formazione di condensa.

La formazione di condensa è stato senza dubbio il problema più rilevante. Non ho mai sperimentato la formazione di una simile quantità di condensa, anche in situazioni di freddo intenso all'interno di un tarp conformato a piramide chiusa. È possibile che le condizioni ambientali abbiano influito notevolmente (elevata umidità e temperature di pochi gradi sopra lo zero durante la notte), ma è innegabile che una migliore progettazione delle prese d'aria avrebbe ridotto di molto il problema.

L'unico abside è di dimensioni sufficienti a proteggere uno zaino e un paio di calzature, ma l'altezza ridotta lo rende poco adatto a cucinarvi al di sotto.

Notte ad Odeceixe lungo il Fishermen's Trail nella tenda della WolfWise

La tenda è venduta per soli 60 euro su Amazon, e in definitiva per il suo basso costo non si tratta di un cattivo acquisto; dopotutto i materiali sono buoni, le rifiniture curate e il peso è molto ridotto. Lo stesso problema della formazione di condensa è facilmente risolvibile con l'uso di un panno in microfibra (per quanto siano state necessarie un paio di strizzate per notte durante il nostro test). La ritengo una buona tenda per il thru-hiker o il trekker esordiente che voglia mantenere peso e spese al minimo senza dover passare ad un sistema tarp. Può inoltre essere una valida tenda per i bikepackers. In generale ne consiglio l'uso per una singola persona, essendo risultata un po' troppo poco spaziosa per due adulti.


Materassino Camp Essential Light Mat

Il materassino Camp Essential Light Mat rappresenta una scelta interessante per l'escursionista alla ricerca di un materassino gonfiabile che sia leggero, compatto e poco costoso.

Il materassino Camp Essential Light Mat, con evidenziato il sistema di valvole

Il Camp Essential Light Mat è, come dice il nome, un materassino gonfiabile davvero essenziale. Si gonfia a fiato, ma ha una valvola per lo sgonfiaggio rapido, ed è costituito da 11 canali comunicanti. Non conferisce alcun isolamento termico e deve essere considerato per la sola funzione di aggiungere confort al proprio riposo.

Il peso è di 315 grammi, mentre le dimensioni una volta gonfiato sono 180 cm di lunghezza per 45 cm di larghezza e 2,5 cm di spessore. Si richiude in una sacca (fornita col materassino, insieme ad un basilare kit di riparazione) di dimensioni 6 x 22 cm.

Comparandolo con altri materassini gonfiabili salta all'occhio immediatamente la differenza di peso (315 grammi per un materassino a lunghezza intera sono davvero pochi) e per le dimensioni da richiuso (occupa davvero un volume minimo nello zaino). Essendo costituito interamente di poliammide non teme il contatto con l'acqua, si asciuga velocemente, e può quindi essere portato all'esterno dello zaino (la custodia presenta due asole atte allo scopo).

Per le sue dimensioni si adatta a persone di media corporatura, che non abbiano l'abitudine di girarsi frequentemente nel sonno e che preferiscano dormire supini (lo spessore di soli 2,5 cm può risultare limitante per chi volesse dormire sul fianco).

Ho utilizzato questo materassino durante alcuni trekking sulle Alpi e durante il GR20, trovandolo comodo e rapido da gonfiare/sgonfiare. Purtroppo verso la fine del GR20 si è forato a causa del fondo sassoso e non è stato possibile ripararlo (estremamente difficile l'individuazione della fessurazione, impossibile sigillarla).

Il prezzo è di circa 40 euro (esempio).

In generale è un materassino adatto a persone medio-piccole e tendenzialmente leggere, per coloro che vogliono un confort maggiore rispetto ad un materassino in schiuma senza spendere un capitale, per gli escursionisti che preferiscono all'ingombro di un materassino in schiuma un materassino che da richiuso possa scomparire nello zaino.


Guscio impermeabile Salewa Puez Aqua 3 Powertex

La giacca uomo Salewa Puez Aqua 3 Powertex è un guscio impermeabile dalle interessanti caratteristiche, sicuramente un buon compromesso per chi cerca una giacca impermeabile performante, leggera e ad un prezzo non proibitivo.

La giacca Salewa Puez Aqua 3, colore nero

Non è una giacca di Gore-Tex o simili, bensì DWR, ovvero trattata con una sostanza (solitamente un derivato siliconico) che conferisce elevata idrorepellenza. Necessita quindi di periodici trattamenti con spray siliconici per ravvivarne l'impermeabilità. Da nuova resiste ad una colonna d'acqua di circa 8000 mm. La traspirabilità è indicata come 3000 gmd, risultando quindi traspirante in situazioni di sforzo fisico non eccessivo, poi tende a formare condensa.

Il peso è di soli 280 grammi e può essere ripiegata fino ad occupare uno spazio davvero minimo nel proprio zaino. La resistenza alle abrasioni è molto buona, è dotata di due tasche laterali, maniche regolabili sul polso e di un cappuccio preformato.

Di questa giacca ho apprezzato in particolare la leggerezza. Il design è piacevole, il bavero alto protegge bene il collo dal vento e il cappuccio protegge dalla pioggia consentendo comunque un'ottima visibilità.

Ho utilizzato questa giacca durante la Traversata delle Highlands scozzesi, durante la Grande Traversata della Lapponia e lungo il Fishermen's Trail notando solo un aspetto negativo: per infilare sulla testa il cappuccio è necessario far scendere la zip frontale almeno fino allo sterno, esponendosi quindi a vento e intemperie (seppur solo per poco).

La giacca Salewa Puez Aqua 3 come protezione aggiuntiva dal vento a Cape Wrath (Scozia)

Il prezzo di listino Salewa per questa giacca è di 80 euro, ma si può trovare anche a prezzo inferiore (esempio). Comparando questa giacca a modelli, anche di altre marche, con caratteristiche simili, risulta evidente come si tratti di un ottimo compromesso tra qualità e prezzo.

 


Tenda Ferrino Nemesi 2

La tenda Ferrino Nemesi 2 è stata il mio riparo durante lo Skye Trail e il Kungsleden (da Abisko a Jakkvik).

Wild camping con la tenda Ferrino Nemesi 2 nei pressi di Vakkatovare, lungo il Kungsleden, con vista sul Sarek

Si tratta di una tenda geodetica (comunemente dette "a igloo") autoportante e del peso di 2,4 kg. Le dimensioni da chiusa nella sua sacca sono 16 x 36 cm. Una volta montata la camera interna misura 120 cm di larghezza (media delle misure), 210 cm di lunghezza e 110 cm di altezza nel punto più alto. Sono presenti due absidi laterali in corrispondenza degli accessi di 60 cm di ampiezza.

 

La Nemesi 2 è una tenda doppio telo, con una impermeabilità superiore di 3000 mm (colonna d'acqua) e un pavimento da 8000 mm. Il tessuto è trattato per ritardare la propagazione delle fiamme in caso di incendio. La paleria è costituita da due pezzi e le sezioni dei pali sono pre-collegate. La camera interna si assicura alla paleria tramite dei ganci, facili da fissare.

Si tratta di una tenda molto comoda, anche per due persone essendo dotata di due accessi e due absidi. Essendo doppio telo e avendo delle prese d'aria funzionali non va incontro a formazione di condensa nella camera interna. Con un po' di pratica la tenda di monta in pochissimo tempo e, essendo autoportante, facilita notevolmente le operazioni su terreni duri o sassosi.

Il suo utilizzo è principalmente estivo, in quanto il telo superiore rimane piuttosto alto da terra e d'inverno non impedisce il passaggio di grandi flussi d'aria fredda.

La Nemesi 2 è una tenda ottima per chi cerca il confort sacrificando un poco sulla leggerezza. Con i suoi 2,5 kg non è infatti certamente un peso piuma e non è adatta per lunghi thru-hike. Anche l'ingombro, sebbene non eccessivo, non è da sottovalutare, ed è preferibile fissarla sullo zaino esternamente.

Gli ampi absidi sono ideali per stivare gli zaini e le calzature, oltre che per cucinare qualora fosse necessario farlo al riparo nella tenda.

Cucinando nell'abside della Ferrino Nemesi 2

Nel listino prezzi di Ferrino è venduta a 278 euro (in data 19/02/2018) ma si può trovare in commercio a prezzi compresi tra i 200 e i 230 euro (esempio). Il rapporto qualità/prezzo è buono.


Sacco a pelo Ferrino Lightec 800 Duvet

Il sacco a pelo Ferrino Lightec 800 Duvet mi ha accompagnato nella maggior parte delle mie avventure. Si tratta di un sacco-letto estremamente compatto e leggero, specialmente se rapportato alla sua capacità di isolamento termico.

Il sacco a pelo Ferrino Lightec 800 Duvet

Ferrino dichiara una temperatura di comfort che va dai +3°C ai -2°C. Ritengo sia un poco esagerata, un +5°C - 0°C sarebbe stato più realistico. Chiuso nella sua sacca di compressione misura 15 x 27 cm, occupando quindi un volume davvero ridotto nello zaino, e pesa 760 grammi. Una volta aperto la prima impressione è che si tratti di un sacco a pelo estivo da quanto è leggero e poco imbottito, ma l'impressione è dovuta unicamente alla elevata qualità dell'imbottitura. Le dimensioni da aperto sono 210 (lunghezza) x 80 (larghezza spalle) x 50 (larghezza piedi) cm, risultando così comodo e non "soffocante".

Il sacco a pelo Ferrino Lightec 800 Duvet chiuso nella sua sacca di compressione (compresso al minimo)

Il Lightec 800 Duvet presenta una zip che corre dalla spalla al polpaccio, apribile sia dall'esterno che dall'interno con facilità, e una zip nell'area piedi. Una volta aperte le due zip il sacco si trasforma in una coperta, utile in situazioni di emergenza per due persone o nel caso in cui le temperature non fossero rigide e si volesse un minor isolamento termico; risulta inoltre molto utile anche per lasciare asciugare il sacco o per "rinfrescarlo" all'aria aperta.

Il tessuto superficiale è trattato per essere leggermente idrorepellente, utile in caso di condensa all'interno del proprio riparo, ma da non testare con l'utilizzo diretto su di un terreno bagnato.

Un unico laccetto regola la chiusura del sacco a pelo a livello delle spalle e del cappuccio, cosa che ho trovato piuttosto scomoda: non è possibile infatti limitare l'accesso di aria dall'apertura per la testa senza stringere il cappuccio. Per chi come me non ama sentire il cappuccio stringere sulla testa, la cosa può risultare poco confortevole.

Nonostante il prezzo di listino Ferrino sia di 237 euro (in data 19/02/2018), è possibile trovarlo a prezzi inferiori (intorno ai 190 euro), risultando un ottimo compromesso tra qualità e prezzo.

Il giudizio finale è sicuramente positivo, ma lo consiglio specialmente ad escursionisti esperti alla ricerca della convenienza associata ad un ottimo rapporto calore/peso. Chi fosse alla ricerca di un sacco a pelo molto caldo dovrà guardare altrove, consapevole però di dover pagare cifre molto maggiori e/o perdendone in leggerezza e volume occupato.

P.S.: un interessante approfondimento su come usare questo sacco a pelo (o altri sacchi) in un sistema modulare per affrontare temperature molto più rigide lo trovate in questo articolo!


Buff Balaclava Wool

Ho testato la Buff Balaclava Wool durante la maggior parte dei miei thru-hike, compresa la Traversata del Giura (con temperature mediamente sotto i -10°C). Si tratta di un indumento estremamente leggero (30 grammi) e che può essere ripiegato occupando uno spazio davvero esiguo. Ha intrinseche capacità antibatteriche, traspiranti ed ha anche una minima idrorepellenza. E’ elastica e non dà fastidio a contatto con la pelle. Lo stesso tipo di balaclava è disponibile anche in poliestere ma consiglio l’acquisto di quella 100% lana merinos. A scapito di un prezzo più elevato e di una durabilità inferiore la lana merinos conferisce una protezione dal freddo anche da bagnata e riduce sensibilmente la formazione di cattivi odori. Esistono anche prodotti in pile o altri materiali in grado di fornire un calore maggiore ma al costo di un peso e ingombro nettamente maggiori, una limitata traspirabilità e un lungo tempo di asciugatura una volta bagnati. Da non sottovalutare inoltre che un indumento molto caldo e spesso che avvolge naso e bocca riduce di molto la nostra capacità di introdurre efficacemente ossigeno dando una sensazione di soffocamento, specie durante il sonno. Un capo leggero come la Buff Balaclava Wool permette invece una respirazione normale conferendo una buona protezione termica.

Il giudizio generale è sicuramente positivo sebbene dopo un anno di utilizzo intenso abbiano iniziato a formarsi buchi presso le cuciture della maschera facciale


Aerei e hiking

Le mete ideali per il thru-hiking sono spesso lontane e richiedono almeno un trasferimento aereo. In questo articolo voglio dare qualche dritta su come organizzare il proprio equipaggiamento in modo da affrontare il volo senza noie e minimizzando il rischio di danneggiare il proprio materiale da trekking.

 

Zaino in stiva o come bagaglio a mano?

A meno che non siate dei thru-hiker minimalisti, il vostro zaino difficilmente rientrerà nei limiti imposti al bagaglio a mano. Più che per il peso, dieci chilogrammi sono più che sufficienti per uno zaino totalmente equipaggiato e con un paio di giorni di viveri, il problema potrebbe essere dato dall’ingombro, specie quello dato da accessori come materassino in schiuma e bastoncini da trekking. Alcune compagnie aeree non permettono di trasportare bastoncini da trekking nel bagaglio a mano e devono quindi essere riposti in stiva. Anche coltelli, coltellini e pinze multiuso non posso essere trasportati nel bagaglio a mano. Alcuni thru-hikers preferiscono viaggiare con uno zaino da 40 litri che possa rientrare come bagaglio a mano e comprare a destinazione raggiunta gli articoli proibiti in cabina. De gustibus.

 

Come preparare lo zaino per il trasporto in stiva

Bastoncini e materassino, come altri pezzi dell’equipaggiamento, difficilmente riescono a stare all’interno dello zaino e vengono solitamente attaccati al suo esterno grazie a cinghie di compressione o simili. Stivare uno zaino con oggetti attaccati al suo esterno aumenta enormemente il rischio di danneggiamenti di vario genere. Consiglio quindi vivamente di investire pochi euro (solitamente 10) per far avvolgere il proprio zaino all’interno di una pellicola di nylon. È un servizio che viene svolto nella maggior parte degli aeroporti e che rende immediatamente visibile se qualcuno ha cercato di mettere mano al contenuto dello zaino. Prima dell’avvolgimento nella pellicola di nylon chiudete la cinghia ventrale, tirate al limite fettucce e cordini vari, e legateli in modo da compattare lo zaino e ridurre il rischio di trazioni involontarie che potrebbero danneggiarne l’integrità. Assicuratevi inoltre di non aver lasciato all’interno dello zaino denaro o oggetti tecnologici di valore (GPS, fotocamera, etc).

 

Bagaglio a mano

È utile, se non essenziale, avere con sé un bagaglio a mano in cui mettere gli oggetti di valore oltre a tutto quello che potrebbe essere utile durante il tempo in cui saremo separati dal nostro zaino. Ovviamente il bagaglio a mano dovrà scomparire all’interno del nostro zaino nel momento in cui inizieremo il trekking, per cui dovete essere certi che il suo contenuto ci stia all’interno dello zaino. Utilissimi come bagaglio a mano risultano i cosiddetti “dry day packs”, leggerissimi zaini di ridotta capacità (<20 lt) e trattati per essere idrorepellenti. Questi zainetti possono essere richiusi fino ad occupare un volume davvero risibile nello zaino principale o, meglio, essere utilizzati come sacca di protezione dalla pioggia per il proprio equipaggiamento all’interno di questo. Dry day packs economici sono venduti da Decathlon, mentre per prodotti più performanti (specialmente a livello di impermeabilità), consiglio i seguenti modelli:
Sea to Summit Ultra-Sil Dry Day Pack 22 lt
Green Hermit Ultralight Dry Pack 20 lt
Outdoor Research Dry Isolation Pack

Avere con se questi zaini tascabili permetterà anche di lasciare lo zaino principale in tenda qualora si voglia raggiungere una vetta in zona senza dover trasportare tanto peso e portandosi appresso solo lo stretto indispensabile.

 

Cosa mettere nel bagaglio a mano

Nel bagaglio a mano metteremo, all’interno di un sacchetto impermeabile, tutti gli oggetti tecnologici di cui disponiamo: fotocamera, navigatore GPS, localizzatore satellitare. Sarà utile inoltre disporre della torcia frontale, del sacchetto impermeabile contenente i farmaci e la giacca impermeabile. Un piumino da compattare nella propria sacca di trasporto può tornare utile anche come cuscino per dormire durante il volo. Il proprio diario di viaggio, una matita e la guida possono fornire un’utile distrazione. Se avete una guida in formato digitale assicuratevi di poterla consultare off-line dal vostro dispositivo. Chi volesse può portarsi appresso delle cuffie per ascoltare musica dal proprio smartphone. Personalmente preferisco dei buoni tappi per orecchie. Una volta superato il controllo bagagli assicuratevi di avere con voi qualcosa da bere e da mangiare.
I più previdenti cercheranno di far stare nel bagaglio a mano anche un cambio degli indumenti intimi, nel caso ci fossero disguidi con lo zaino stivato.

 

Cosa NON mettere nel bagaglio a mano e in quello in stiva

La tentazione è quella di tenere nel bagaglio a mano anche il nostro fedele coltellino o la pinza multiuso, ma se non volete vedervi costretti ad abbandonarli in aeroporto, metteteli all’interno dello zaino da stivare. L’accendino non va nel bagaglio a mano, ma tenuto addosso, in una tasca. Le bombole di gas per il fornello da campeggio, come anche recipienti contenenti alcool o altri prodotti infiammabili (liquidi o gassosi), non possono essere trasportati in aereo, né come bagaglio a mano, né in stiva. Andranno comprate a destinazione raggiunta.


Nordkalottleden

Il Nordkalottleden è un impegnativo percorso su lunga distanza che attraversa la Lapponia oltrepassando numerose volte il confine tra Svezia, Norvegia e Finlandia. Conosciuto anche come Nordkalottruta (in norvegese), Kalottireitti (in finlandese) o Arctic Trail (nome ambiguo, comune anche ad altri percorsi), si snoda per circa 800 km in una molteplicità di ambienti, permettendo un'approfondita conoscenza della natura della Scandinavia del nord. Rispetto ad altri percorsi più famosi (come ad esempio il Kungsleden) presenta una segnaletica molto più scarna (a volte completamente assente), una molto minore presenza di strutture a cui appoggiarsi e, in generale, è consigliato ad escursionisti esperti.

 

Indice

 

Perché percorrere il Nordkalottleden?

Il Nordkalottleden è il percorso ideale per escursionisti esperti, motivati, e che vogliano cimentarsi con un percorso molto lungo e in grado di riservare imprevisti ma anche di regalare emozioni uniche. Gli escursionisti che non sono abituati ad essere autonomi per diversi giorni non dovrebbero invece considerare questo itinerario.

 

Itinerario

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Traccia gpx del percorso.

Lungo circa 800 km, il Nordkalottleden può essere suddiviso in 4 sezioni, molto differenti tra loro per quanto riguarda gli ambienti attraversati, la qualità del percorso e della segnaletica, la presenza di alloggi e le possibilità di rifornimento lungo il percorso. Sebbene sia un percorso dotato di una sua segnaletica, esistono numerosi itinerari alternativi, che cercherò di evidenziare nelle sezioni relative.

  • Sezione 1 --> da Kvikkjokk a Ritsem: il percorso segue il Padjelantaleden, differenziandosi solo nell'ultimo tratto, come specificato nell'articolo (possibilità di variare anche il primo tratto partendo da Sulitjelma). Sentiero e segnaletica ottimi, numerosi alloggi e possibilità di rifornimento lungo il percorso. FACILE

 

  • Sezione 2 --> da Ritsem ad Abisko: forse la sezione più spettacolare ma anche quella che racchiude i rischi maggiori. Nel caso in cui la copertura nevosa sia abbondante si consiglia un itinerario alternativo, descritto nel relativo articolo. DIFFICILE

 

  • Sezione 3 --> da Abisko a Kilpisjarvi: è la sezione più varia, sia dal punto di vista naturalistico che da quello legato alle difficoltà del percorso; comodi sentieri si alternano ad aree quasi prive di segnaletica. POCO DIFFICILE

 

  • Sezione 4 --> da Kilpisjarvi a Kautokeino: una sezione ancora una volta molto varia, che presenta difficoltà crescenti mano a mano che ci si avvicina alla cittadina norvegese. POCO DIFFICILE

 

Come raggiungere il Nordkalottleden

Negli articoli relativi alle singole sezioni mostrerò le vie di collegamento preferenziali per raggiungere i punti d'inizio e di fine sezione, mentre qui mi limiterò a mostrarvi come reggiungere Kvikkjokk e Kautokeino, i due estremi del percorso.

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Il modo migliore per raggiungere Kautokeino (o di andarsene) è tramite Alta, cittadina costiera del nord della Norvegia, collegata tramite un paio di autobus giornalieri. Alta è connessa ad Oslo da voli diretti giornalieri.

 

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Raggiungere Kvikkjokk richiede più tempo e un maggior numero di cambi. Il modo migliore è quello di prendere il treno notturno da Stoccolma, cambiare a Umea e dalla stazione di Alvsbyn prendere un autobus per Jokkmokk. Da qui un altro bus collega la cittadina al villaggio di Kvikkjokk.

 

Strutture ricettive

Dato che il Nordkalottleden attraversa tre differenti stati, non deve stupire la presenza di differenti organizzazioni che gestiscono e mantengono i rifugi lungo l'itinerario.

Svezia --> in Svezia i rifugi sono gestiti dall'STF, associazione di volontari che oltre a gestire rifugi, shelter e mountain station, mantengono i sentieri e la segnaletica. Queste le caratteristiche dei principali tipi di alloggio gestiti dall'STF:

  1. Mountain Station –> localizzate nei principali centri abitati attraversati da importanti sentieri, sono strutture medio-grandi simili ad ostelli, con acqua corrente, riscaldamento centralizzato, elettricità, servizi igienici (spesso è presente anche la sauna), cucina in comune e, solitamente, un piccolo negozio di alimentari (lungo il Nordkalottleden c'è solo quella di Kvikkjokk e, con una piccola deviazione, quella di Abisko).
  2. Hut –> sono l’equivalente dei nostri rifugi di montagna. Normalmente si trovano ad una distanza inferiore ai 25 km l'una dall'altra lungo i sentieri più importanti. Hanno dimensioni medio-piccole, letti a castello, cucina comune e riscaldamento tramite stufe a legna. Mancano di elettricità e acqua corrente (l’acqua viene raccolta in grandi secchi da fiumi o laghi presenti nei pressi della hut). I servizi igienici sono costituiti da una latrina posta ad una certa distanza dai dormitori. Le hut più grandi hanno anche un piccolo edificio deputato a sauna e un minimo negozio di alimentari. Tutte le hut sono gestite da un volontario STF, che ha il compito di raccogliere le quote di pernottamento e di illustrare ai visitatori le “regole” per un corretto soggiorno nella hut.
  3. Shelter –> si tratta di hut minimali, essenzialmente un riparo dal cattivo tempo, e presentano al loro interno un paio di panche e una stufa (la legna potrebbe non essere presente). La maggior parte degli shelter hanno anche una latrina posta a poca distanza. Non sono gestite e il pernottamento notturno dovrebbe essere evitato, servendo solo nei casi di emergenza. In caso di pernottamento bisogna pagare una quota (solitamente molto inferiore a quella delle hut) al gestore della prima hut che s’incontrerà lungo il proprio cammino.

Essere soci dell'STF consente di usufruire di uno sconto sul pernottamento e di poter utilizzare la cucina durante l'orario di pranzo senza dover pagare. L'abbonamento per i cittadini europei non svedesi costa circa 40 euro (si può fare presso qualsiasi rifugio STF). Il prezzo medio di pernottamento (questo varia a seconda del percorso e della tipologia di struttura) per i non soci è di 460 SEK (circa 46 euro), 360 SEK (circa 36 euro) per i soci. Campeggiare nei pressi del rifugio utilizzandone i servizi (gabinetti e cucina) costa 200 SEK (circa 20 euro) per i non soci, 100 SEK (circa 10 euro) per i soci. L’uso della cucina durante il giorno costa 100 SEK per i non soci.

Il rifugio di Paltsa, gestito dall'STF

Lungo il Padjelantaleden, che ricalca in massima parte la prima sezione del Nordkalottleden, la maggior parte dei rifugi è gestita dal Badjelánnda Laponia Turism. Si tratta di un ente turistico gestito dai Sami della regione del Padjelanta. I rifugi, sebbene non dissimili da quelli dell’STF dal punto di vista dei servizi offerti, sono più belli e con cabine da 4-6 posti letto ciascuna. Diversamente dai rifugi STF il riscaldamento è solitamente a gas e non a legna. Il prezzo di pernottamento per adulto è di 360 SEK (circa 36 euro), 120 SEK (circa 12 euro) per il campeggio con servizi. La mountain station di Staloluokta è più cara, e il pernottamento costa 440 SEK (circa 44 euro). Laddove non sia presente un custode, il pagamento deve essere effettuato via bonifico bancario secondo le istruzioni che troverete all’interno delle cabine.

I nomi dei rifugi in Svezia hanno il suffisso in lingua Sami e, a seconda della regione geografica (e quindi del dialetto Sami), vengono definiti -stuga, -stugan o -stugorna (il significato è sempre lo stesso: rifugio, baita, casa).

 

Norvegia --> il sistema di rifugi norvegese è diverso da quello svedese ed è gestito da diverse associazioni a seconda della zona. La più importante, e che gestisce la maggior parte dei rifugi lungo il Nordkalottleden, è la DNT. I rifugi gestiti dalla DNT sono mediamente molto più belli e curati di quelli svedesi, ma ne condividono le medesime caratteristiche: assenza di elettricità e acqua corrente, riscaldamento mediato da una stufa a legna, latrina all'esterno dei dormitori. I nomi dei rifugi hanno il suffisso hytte che significa, appunto, rifugio.  I prezzi del pernottamento sono simili a quelli svedesi nonostante la valuta sia differente. Una caratteristica di questi rifugi è di essere chiusi con un lucchetto, pertanto risulta indispensabile ottenere la chiave DNT per potervi accedere. La chiave, in metallo ma molto piccola e leggera, si ottiene con un deposito cauzionale di 100 NOK (circa 10 euro) presso alcuni centri (lungo il Nordkalottleden o nei pressi, si trova a Sulitjelma, Ritsem, Abisko, Kilpisjarvi, Kautokeino). Il pagamento per il pernottamento deve essere effettuato via bonifico bancario secondo le istruzioni che troverete all’interno delle cabine.

Diversi rifugi in Norvegia, spesso indicati come fine tappa, sono di privati e il pernottamento richiede di contattare il proprietario, pagare in anticipo via carta di credito, e farsi dare la chiave. Quest'ultima è l'operazione più complicata per il thru-hiker perché spesso i proprietari abitano molto lontani dal percorso, quindi il pernottamento presso queste strutture è pressoché impossibile.

Il rifugio di Caihnavaggi

 

Finlandia --> i rifugi finlandesi sono gestiti dalla municipalità e sono di due tipi: Open o Reservable. Solitamente si tratta di due edifici confinanti, ma in alcuni casi possono distare alcune centinaia di metri. Le Open Hut sono sempre aperte e non necessitano di un pagamento per il pernottamento. Viene fornito gas per cucinare e legna per la stufa, ma in generale risultano estremamente essenziali sia per stile che per confort. Le Reservable Hut sono più curate e confortevoli, e sono dotate anche di letti con materasso, lenzuolo e coperte. Costano 12 euro a persona a notte e la chiave può essere ottenuta presso il Visitor Centre di Kilpisjarvi (si consiglia di prenotare con larghissimo anticipo).

Il rifugio di Meekonjarvi

 

Lungo tutto il Nordkalottleden è possibile campeggiare liberamente ed è pressoché essenziale essere dotati di tenda o di un altro riparo portatile, sia perché i rifugi possono essere pieni (comune in Svezia e Finlandia), sia perché possono distare troppo l'uno dall'altro (situazione comune in Norvegia).

Un tarp conformato a tenda piramidale per resistere al forte vento

 

Rifornimenti di cibo e acqua

Come ripeto in ogni guida relativa alla Lapponia, approvvigionarsi di acqua potabile non è un problema, in quanto lungo il percorso i torrenti e i fiumi sono davvero molto frequenti. Rifornirsi di cibo lungo il Nordkalottleden è più complesso e risulta essenziale trasportare viveri per più giorni. Escludendo infatti la parte di percorso in territorio svedese, in cui alcune hut possiedono un mini negozio di alimentari, i viveri possono essere acquistati solo presso i principali centri abitati. Negli articoli relativi alle singole sezioni evidenzierò dove potersi rifornire.

 

Pericoli

Per chi volesse completare tutto il Nordkalottleden il primo pericolo è rappresentato dalla stanchezza: 800 km sono molti, specie su terreni poco agevoli e con le condizioni climatiche lapponi. Sono pochi gli escursionisti che completano il percorso dall'inizio alla fine. Pericoli reali, indipendentemente dal fatto che si percorra l'intero itinerario o solo una sezione, sono i seguenti:

  • smarrire la traccia --> sebbene la segnaletica e la traccia migliorino di anno in anno, alcune aree del Nordkalottleden necessitano di ottime capacità di navigazione e smarrire la traccia è piuttosto semplice, specie in presenza di nebbia o maltempo;
La bruma può rendere estremamente difficile la navigazione e l'individuazione dei segnavia
  • maltempo --> i temporali possono essere tanto improvvisi quanto violenti, rendendo la visibilità ai minimi termini e causando un enorme consumo energetico a coloro i quali si ostinassero a proseguire. Montate il vostro riparo e aspettate che torni un tempo più favorevole;
Il maltempo può sopraggiungere improvviso, specie sugli altopiani
  • ipotermia --> durante il periodo estivo le temperature non sono mai particolarmente rigide. Da metà settembre le nevicate diventano via via più frequenti e non è raro imbattersi in vere bufere di neve presso i passi di montagna. In questi casi è essenziale trovare riparo, avere cibo a sufficienza e indossare vestiti caldi e asciutti;
Tempesta di neve sui rilievi
  • guadi --> lungo il Nordkalottleden sarà necessario guadare diversi torrenti e corsi d'acqua. Generalmente si tratta di passaggi banali, in cui l'acqua non supera il livello della caviglia, ma in condizioni particolari (forti piogge, torrenti generati da ghiacciai in dissoluzione per le alte temperature) i guadi possono essere più difficili e pericolosi. Assicuratevi di individuare il punto più semplice per attraversare, utilizzate i bastoncini da trekking per migliorare l'equilibrio e slacciate le cinghie ventrale e pettorale dello zaino (in modo da poterlo sfilare facilmente nel caso finiste in acqua).
Un ponte distrutto dalle piene primaverili. Anche in questo caso è preferibile guadare
  • animali --> il Nordkalottleden attraversa alcune aree popolate da orsi, lupi e ghiottoni. La presenza di questi animali non è un vero pericolo in quanto non sono noti attacchi all'uomo da decine di anni. Maggiore prudenza è necessaria con le alci, solitamente molto timide, ma che possono caricare nel caso volessero proteggere il cucciolo e non vedessero vie di fuga. Seppur non realmente pericolose, le zanzare possono essere una vera piaga per chi non fosse abituato: un buon repellente e una zanzariera da cappello saranno essenziali durante i mesi estivi.

 

Segnaletica

Il simbolo del Nordkalottleden

Il Nordkalottleden possiede una sua segnaletica e, nonostante il nome del cammino cambi a seconda del paese attraversato, il simbolo è il medesimo. L'ufficialità di questo percorso non deve però ingannare: si possono camminare molti giorni prima di vedere il simbolo od ottenere rassicurazioni riguardanti l'essere sul giusto itinerario. La qualità della segnaletica cambia infatti enormemente da stato a stato, come anche la tipologia della traccia. Cercherò di fornirvi qui delle informazioni generali al riguardo:

Svezia --> Se si escludono i cartelli segnaletici con il simbolo del Nordkalottleden (presenti solo in importanti crocevia), non vi è una segnaletica specifica per questo percorso, bensì si trova la normale segnaletica dei sentieri pre-esistenti che costituiscono l'itinerario. Si trovano quindi chiazze di vernice (rossa o arancione) in punti visibili su rocce e alberi. La traccia è quasi sempre molto buona, ma vi sono tratti in cui appare piuttosto confusa ed è facile perderla.

 

Norvegia --> La parte norvegese del Nordkalottleden è senza dubbio quella che riserva le maggiori difficoltà a livello della navigazione. Come nel caso della Svezia, esclusi i pochi cartelli col simbolo dell'itinerario non vi sono altri riferimenti specifici lungo il percorso. La segnaletica è rappresentata in massima parte da omini di sassi, su cui viene posta una T rossa. La T rossa è infatti il segnavia, ma a volte può essere sostituita da una macchia di vernice. Molte aree sono così rocciose da rendere l'avvistamento degli omini di pietre davvero difficile, mentre in altre zone questi sono distrutti dallo scioglimento dei nevai in primavera. Nelle aree boschive la T è segnata sugli alberi ma la traccia tende a perdersi nell'intrico delle felci del sottobosco. Un sistema di navigazione GPS può risultare molto utile in questa parte della Norvegia.

Finlandia --> Il Nordkalottleden attraversa la Finlandia per un breve tratto (circa 80 km), nell'unica area montuosa degna di nota di questo stato. I finlandesi ne vanno orgogliosi e la segnaletica è davvero impeccabile, rendendo quasi inutile l'uso di mappe, bussole e GPS. Si trovano infatti cartelli segnaletici ad ogni crocevia che possa creare confusione, e lungo la maggior parte del percorso la via è indicata da cippi di legno con la sommità colorata di arancione, spesso con apposta una targhetta col simbolo del percorso e il nome in finlandese (Kalottireitti).

Paletto di segnalazione

 

Lingua, comunicazione e valuta

Il Nordkalottleden, con i suoi 800 km di lunghezza, attraversa tre nazioni caratterizzate da lingue, valute e usanze differenti. Essendo inoltre totalmente in territorio Sami, la toponomastica dei luoghi è quasi sempre nella loro lingua e si diversifica in tre differenti dialetti a seconda della latitudine.

In Norvegia la lingua parlata è il norvegese, simile allo svedese parlato in Svezia, ma si tratta comunque di una lingua differente. Il finlandese non ha nulla a che vedere con le altre due lingue, come anche col Sami. L'inglese è parlato e capito dalla maggior parte dei norvegesi e degli svedesi, mentre in Finlandia la sua comprensione è limitata quasi esclusivamente alle persone più giovani. Solo pochi fra i Sami parlano inglese, ma buona parte di questi gestiscono attività lungo il Padjelantaleden (alcuni conoscono anche il tedesco).

La ricezione telefonica, e di conseguenza la connessione a internet, è a macchia di leopardo, anche in zone relativamente sperdute. A volte è sufficiente raggiungere la sommità di un rilievo per avere campo. Da giugno 2017 il costo di chiamata e di navigazione internet è il medesimo che in territorio italiano.

In Norvegia la moneta corrente è la Corona norvegese (NOK), ad un rapporto di cambio di 1 NOK = 0,10357 euro. In Norvegia è estremamente diffuso il pagamento mediante carta di credito, anche per le più piccole cose.

In Svezia la moneta corrente è la Corona svedese (SEK), ad un rapporto di cambio di 1 SEK = 0,101 euro.

In Finlandia la moneta corrente è l'Euro, quindi non è necessario cambiare valuta.

Il mio suggerimento è di portare con sé almeno 3000 SEK, 1000 NOK, 100 Euro e avere una carta di credito o un bancomat circuito Maestro.

 

Quando

Il Nordkalottleden, nel suo insieme, è sicuramente un percorso estivo. Questo non significa che non possa essere percorso durante l'inverno, ma le difficoltà e le differenze logistiche sono tali da dover richiedere una ulteriore guida oltre a questa.

Da metà settembre a metà giugno le condizioni sul percorso sono invernali, con abbondante innevamento al suolo.

Luglio è il mese più caldo, ma anche il più piovoso, e le zanzare sono talmente abbondanti da divenire una piaga. Settembre è già decisamente più freddo e non è raro imbattersi in nevicate abbondanti anche a bassa quota. Agosto è probabilmente il periodo migliore, sicuramente un buon compromesso dal punto di vista climatico.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Kautokeino (è possibile variare la ricerca con altre località)

 

Equipaggiamento

Un percorso lungo e impegnativo come il Nordkalottleden richiede assolutamente un approccio ultraleggero per il proprio equipaggiamento. Se viaggerete leggeri avrete meno rischi di distorsioni, vi godrete di più gli splendidi paesaggi e incrementerete le probabilità di raggiungere il traguardo senza mollare a metà del cammino.

A seconda del periodo dell'anno l'equipaggiamento dovrà necessariamente cambiare ma le indicazioni per il periodo estivo sono le seguenti: vestitevi a strati, considerando che le temperature saranno mediamente tra i 6 e i 12 gradi, ma che frequentemente posso scendere a 0° o salire fino ad oltre 25°. Una giacca impermeabile è d'obbligo, ed essendo principalmente un ambiente umido rimando a questo articolo e al suo seguito per quanto riguarda calzature e altri accorgimenti relativi all'equipaggiamento. Per il riparo consiglio una tenda ultraleggera o, per chi fosse già esperto, un tarp. Come sacco a pelo suggerisco l'uso di un sacco con temperatura di comfort di 0-5° e, possibilmente, di un approccio modulare (spiegato in questo articolo). I bastoncini da trekking vi risulteranno utili in diverse occasioni, ma non sono certamente indispensabili. E' bene avere con se una bussola (conoscendo la correzione della declinazione) e una mappa (scala 1:50000 o persino 1:100000 andranno benissimo). Avere con se un GPS con adeguato corredo di batterie di ricambio potrebbe rivelarsi utile se non provvidenziale.