Materassino

Per quanto possa sembrare un accessorio non essenziale, il materassino riveste un ruolo cruciale nel permettere un sonno riposante dopo un giorno di faticoso cammino. Il materassino può essere gonfiabile o in schiuma sintetica. Caratteristiche essenziali di un materassino devono essere l’isolamento e la comodità. Non meno importanti, come per il resto dell’equipaggiamento, devono essere il peso e il volume da richiuso ridotti.

I materassini possono essere gonfiati a fiato o con pompe di diverso tipo, e alcuni hanno valvole che ne facilitano le operazioni di gonfiaggio e sgonfiaggio. Generalmente i materassini in schiuma hanno un buon rapporto isolamento/prezzo, sono estremamente leggeri ma voluminosi e relativamente poco confortevoli. Al contrario i materassini gonfiabili sono generalmente più pesanti ma maggiormente confortevoli. Il grado di isolamento viene generalmente indicato con l’R-value: valori sopra il 4 corrispondono ad un isolamento buono, compatibile con climi freddi, valori sotto il 4 caratterizzano materassini non adatti all’uso invernale.

 

Modello Forclaz M100 Z-lite SOL Essential light NeoAir Xlite SynMat Winterlite M NeoAir Xtherm MAX
Marca Quechua Therm-a-Rest Camp Therm-a-Rest Exped Therm-a-Rest
Tipologia schiuma schiuma gonfiabile gonfiabile gonfiabile gonfiabile
Peso (g) 210 410 315 350 405 510
R-value ~2 ~2 / 3,3 4,9 5,7
Comfort Minimo Discreto Buono Ottimo Eccellente Ottimo
Dimensioni 180 x 50 x 0,7 183 x 51 x 2 180 x 45 x 2,5 183 x 51 x 6,3 183 x 52 x 9 182 x 50 x 6,3
Forma rettangolare rettangolare rettangolare mummia mummia rettangolare
Ingombro 6,6 L 9,3 L 22 x 6 cm 23 x 10 cm 21 x 11 28 x 10
Prezzo (€) 5 30 35 - 45 132 110 180
Accessori / / / Pompa (opzionale) Pompa (consigliata) Pompa (consigliata)

 

Nella tabella ho cercato di riportare i modelli più rappresentativi delle tipologie di materassino compatibili con il thru-hiking. Le diverse marche qui rappresentate producono anche modelli con caratteristiche intermedie. Ovviamente anche altre marche producono materassini simili, ma sono state escluse per ragioni di rapporto qualità/prezzo. Considerate che ho scelto di includere solo i materassini ultraleggeri, con solo il NeoAir Xtherm MAX a sforare la soglia del mezzo chilo. Ovviamente i materassini in schiuma sono molto più economici rispetto a quelli gonfiabili, ma più ingombranti, meno isolanti e meno confortevoli. Lo Z-lite SOL fornisce un comfort maggiore rispetto al Forclaz M100, ma è molto più ingombrante e la differenza di prezzo non è facilmente giustificabile. L’Essential Light della Camp è un semplice materassino gonfiabile ad aria privo di qualsiasi imbottitura isolante, con prestazioni in questo senso paragonabili o addirittura inferiori rispetto a quelli in schiuma. I veri vantaggi di questo materassino risiedono nel suo ingombro minimo da chiuso, nel peso limitato e nel prezzo più che accessibile.

Il NeoAir Xlite di Therm-a-Rest e il SynMat Winterlite M sono probabilmente i migliori materassini gonfiabili in commercio. Il loro punto debole consiste principalmente sul prezzo (sopra i 100 euro), ma conferiscono un buon isolamento termico e un notevole grado di comfort. Il NeoAir XTherm ha un peso maggiore e un costo più elevato rispetto agli altri materassini di questa review, ma conferisce un isolamento termico superiore, rendendolo particolarmente adatto all’uso invernale o in climi freddi.

Tutti i materassini della fascia alta di prezzo (quelli sopra i 100 euro per intenderci) possono essere ordinati in una varietà di lunghezze, ampiezze e forme differenti. Molti hiker scelgono taglie small per ridurre il peso, altri prediligono le taglie large per un comfort maggiore.

 

Ovviamente vi è la soluzione ultra-ultra leggera per gli hiker minimalisti: non utilizzare alcun materassino! E’ possibile usare i vestiti “da giorno” come imbottitura, e la giacca impermeabile, lo zaino, i copri-pantalone e il rain-cover come strati isolanti. Vi permetterà di risparmiare da 2 a 5 etti al prezzo di un po’ di scomodità. Bisogna considerare inoltre che è possibile utilizzare “materassini naturali”: aghi di pino e foglie secche se accumulati e distribuiti uniformemente conferiscono comfort e isolamento termico degni del materassino più costoso! Il difetto principale di questa strategia è che è poco adattabile ai diversi ambienti e alle diverse condizioni metereologiche.

 

Una soluzione economica per regioni più fredde o per escursioni invernali è l’uso di un materassino gonfiabile economico come il Camp Essential Light con un leggero materassino in schiuma come il Forclaz M100. Avrete un buon sistema isolante e un comfort sufficiente ad un prezzo inferiore ai 50 euro e per un peso complessivo di poco più di 500 grammi!


Calzature

Le calzature sono lo strumento identificativo del thru-hiker. La calzatura ideale dovrebbe consentire un’ottima presa su ogni tipo di terreno proteggendo il piede dal rischio di urti e abrasioni. Dovrebbe essere inoltre impermeabile, in modo da tenere il piede asciutto, ma allo stesso tempo comoda e traspirante, in modo da poterci camminare molte ore al giorno senza causare la formazione di vesciche o piaghe. Una ulteriore caratteristica estremamente importante per il thru-hiker è la sua durabilità: se le tue calzature ti abbandonano a metà strada lungo un hike di diverse centinaia o migliaia di chilometri può essere un vero dramma!

Come sempre, la calzatura ideale non esiste e ogni thru-hiker deve scendere a compromessi. Di seguito considererò le diverse tipologie di calzature che possono essere utilizzate nella pratica del thru-hiking, evidenziandone i pro e i contro.

 Indice

Stivali in gomma

Gli stivali in gomma sono un tipo di calzatura comunemente utilizzata dagli abitanti di regioni particolarmente umide e caratterizzate da acquitrini o terreni fangosi. Esistono stivali in gomma di diversa altezza, in un range che va dalla caviglia (compresa) al giro coscia.

Tra tutte le calzature gli stivali in gomma conferiscono la miglior protezione dall’acqua, essendo completamente impermeabili. Il contraltare è dato dalla traspirabilità praticamente assente, dalla limitata durabilità e dal comfort limitato. Esistono modelli con un rivestimento interno che ne aumenta la comodità e che ne estende l’utilizzo anche a climi particolarmente freddi e nevosi.

In linea di massima il loro utilizzo in ambito di thru-hiking è limitato a regioni paludose o a itinerari piuttosto brevi, in quanto mettono a dura prova il benessere del piede nelle lunghe distanze.

 

Nome Glenarm 100 Glenarm Cosciali Pesca Start Sibir 300 Iso 2
Marca Solognac Solognac Caperlan Solognac Aigle
Tipologia Stivale alto Stivaletti bassi Cosciali Stivale alto Stivale alto
Comfort Buono Molto buono Scarso Molto buono Ottimo
Aderenza Buona Buona Discreta Buona Molto buona
Resistenza Buona Buona Scarsa Ottima Buona
Calore Scarso Molto buono Scarso Buono Buono
Peso (g) 620 660 ND ND ND
Costo 9,99 19,99 29,99 69,99 159,99

 


Scarponi alpinismo

Lo scarpone per alpinismo è caratterizzato da una notevole solidità strutturale, suola rigida e altezza superiore alla caviglia. Rispetto agli stivali in gomma, gli scarponi da alpinismo sono più resistenti e durevoli, più traspiranti ma con un minor grado di impermeabilità. Sono la calzatura ideale per ambienti di alta montagna o caratterizzati da terreno duro e roccioso. Proprio per la loro resistenza sono inoltre consigliati se si trasporta uno zaino molto pesante o se si è di corporatura molto massiccia.


Scarponi trekking

Gli scarponi da trekking sono strutturalmente simili a quelli da alpinismo ma sono solitamente più leggeri e confortevoli. In questa categoria rientrano tutte quelle calzature che superano la caviglia ma che non rientrano nelle precedenti categorie. Per le altre caratteristiche la variabilità è notevole, essendo possibile trovare prodotti sia a suola rigida che flessibile, diversi gradi di impermeabilità o di solidità strutturale.

Uno scarpone da trekking dovrebbe essere a suola semirigida o abbastanza flessibile da consentire una camminata confortevole per lunghe distanze ed essere sufficientemente robusto da resistere a carichi importanti. Si tratta della calzatura più comunemente utilizzata nelle attività di outdoor in Europa sebbene il peso elevato (seppur inferiore allo scarpone da alpinismo) li renda poco adatti per thru-hike su lunghissime distanze (superiori ai 1000 km).


Scarpe trekking

La scarpa da trekking è una versione più bassa dello scarpone da trekking, ma ne mantiene sostanzialmente le stesse caratteristiche ad un peso inferiore. La sua diffusione in ambito outdoor è ancora limitata a causa di vecchie credenze riguardanti la sicurezza della caviglia; leggenda vuole infatti che questa articolazione necessiti di calzature che la fascino per limitare il rischio di storte. Alla realtà dei fatti e dei dati sperimentali le calzature più basse si rivelano meno pericolose a livello articolare di quelle alte perché permettono alla caviglia di flettersi in modo elastico e di adattarsi a movimenti scorretti del piede.

D’altro canto la scarpa da trekking non conferisce la stessa protezione dagli urti che possiede uno scarpone. Il suo utilizzo potrebbe quindi essere messo in discussione per itinerari particolarmente rocciosi e accidentati. A mio giudizio la scarpa da trekking non conferisce sostanziali vantaggi rispetto allo scarpone e, qualora si ricercasse una calzatura più leggera è meglio rivolgersi alle categorie successive.

Scarpe trail running

Il trail running è la corsa lungo sentieri, solitamente di montagna, e necessita di scarpe leggere, flessibili e che abbiano una notevole aderenza al terreno. Si tratta di scarpe molto più leggere rispetto a quelle da trekking e vi sono modelli che conservano una buona impermeabilità. Se bagnate si asciugano più in fretta rispetto alle precedenti calzature e il loro vero limite risiede nella loro limitata durabilità. Si tratta di calzature altamente tecniche e spesso molto costose che possono rivelarsi una perfetta scelta per il thru-hiker, a patto che il suo peso complessivo (incluso il suo bagaglio) non sia troppo elevato.


Scarpe ginnastica

La scarpa da ginnastica è stata per lungo tempo il simbolo del thru-hiker minimalista. Ha il vantaggio di essere estremamente leggera e confortevole, si asciuga molto rapidamente se bagnata e permette una notevole agilità di movimento. Rispetto alla scarpa da trail running ha una minore aderenza e solitamente non ha caratteristiche di idrorepellenza. Una scarpa da ginnastica è mediamente meno costosa delle precedenti tipologie di calzature e può quindi essere sostituita periodicamente senza vere e proprie emorragie finanziarie. Una scarpa da ginnastica può quindi essere una calzatura ideale per il thru-hiker, a patto che il suo carico sia limitato e che il bagnarsi i piedi non sia un problema!


Sandali da trekking

Una tipologia particolare di calzatura è il sandalo. Il sandalo da trekking possiede una suola flessibile ma robusta ed è solitamente costituito in cuoio affinché risulti sufficientemente robusto. Rispetto alle precedenti calzature è più leggero e traspirante e si asciuga in tempi estremamente rapidi, ma non offre una protezione adeguata del piede dalle asperità del terreno. Diversi hiker utilizzano sandali da trekking durante la stagione estiva, ma personalmente li ritengo utilizzabili solo su sentieri battuti e privi di asperità. Si tratta di una calzatura un po’ estrema che, a mio avviso, non possiede le caratteristiche per essere sufficientemente versatile e quindi adatta alle diverse tipologie di terreno che si incontrano lungo un thru-hike.


Calzature ibride

Vi sono una miriade di modelli di calzature che risultano essere difficilmente classificabili nelle precedenti categorie, presentando caratteristiche intermedie.

Gli anfibi sono stivali in cuoio, aperti frontalmente e chiusi da lacci. Offrono un’ottima protezione dall’acqua, sono solidi e permettono un’ottima presa sul terreno. Il contraltare è dato dal peso elevato e dalla limitata (se non assente) traspirabilità.

Gli stivali canadesi e i doposci presentano solitamente una struttura a stivale, con la suola e parte della tomaia in gomma, mentre la parte superiore è in un diverso materiale, non strettamente impermeabile. La loro caratteristica principale è di essere molto caldi e confortevoli, ideali per escursioni limitate in ambiente innevato. Il contraltare è dato dalla minore impermeabilità e solidità rispetto ad altri modelli di stivale.

Le scarpe da avvicinamento sono calzature ideate per arrampicate semplici e per raggiungere le pareti di roccia attraverso percorsi di trekking. Non presentano notevoli differenze rispetto alle scarpe da trekking, ma solitamente hanno una suola più rigida e in materiale che migliori l’aderenza alla roccia, e una punta più stretta, per favorire la presa su piccoli scalini di roccia.

Esistono inoltre forme ibride tra la scarpa e il sandalo, ma sostanzialmente non presentano grossi vantaggi rispetto alle due categorie di origine.

Scarpe da guado

Le scarpe da guado non sono altro che le ormai comuni scarpette da scoglio. Si tratta di calzature in materiale plastico che si indossano a mo’ di una calza e che cingono solo il piede, mantenendo la caviglia scoperta. Sono incredibilmente leggere e il loro scopo è di fornire una buona aderenza sulle rocce in presenza di acqua. Sono quindi la scelta ideale nell’attraversamento di fiumi ed in generale per tutte le operazioni di guado o in cui è probabile l’immersione delle proprie calzature (anche l’attraversamento di un lago con una barca a remi potrebbe causare un accidentale quanto indesiderato lavaggio dell’interno dei vostri scarponi. Possono inoltre essere usate come calzatura da campo, da indossare negli spostamenti da e per la tenda senza dover necessariamente indossare le calzature “da marcia”.

Accessori calzature: ciaspole e ramponi

Le ciaspole sono uno strumento essenziale per poter camminare su terreni ricoperti da uno spesso strato di neve soffice. Lo scopo della ciaspola è di distribuire il peso dell’escursionista su di una superficie più ampia, evitando così di affondare nella neve alta. Le ciaspole sono generalmente costruite in materiale plastico, fibra di carbonio o alluminio. E’ importante che la ciaspola sia resistente ma leggera, in modo da non affaticare eccessivamente l’avanzata. Esistono diversi sistemi di assicurazione della ciaspola alla calzatura, ma sono generalmente compatibili con tutti i tipi di calzature chiuse, dagli stivali, agli scarponi, alle scarpe da ginnastica. Normalmente le ciaspole sono dotate di un numero limitato di punte di acciaio sulla faccia inferiore, al fine di aumentarne la presa anche su terreni nevosi più solidi, ma è bene ricordare che la ciaspola non è adatta per procedere attraverso superfici ghiacciate, rivelandosi anche potenzialmente pericolosa.

Nel caso in cui si affrontino pendii ghiacciati, il complemento per eccellenza della propria calzatura è dato dal rampone. Il rampone è un sistema di punte o lame metalliche da assicurare alla propria calzatura che permette di incidere la superficie ghiacciata, limitando così il rischio di scivolare. Esistono diversi tipi di rampone, alcuni compatibili con la maggior parte delle calzature chiuse, altri specifici per determinate tipologie di scarponi da alpinismo. E’ essenziale che il rampone sia saldamente assicurato alla calzatura, o la sua funzionalità risulta seriamente compromessa.

Simili ai ramponi, ma ideati per un diverso scopo, sono i cosiddetti “ramponcini”. Rispetto ai ramponi possiedono punte metalliche più piccole, sono più leggeri, meno ingombranti e si assicurano mediante strap o bande elastiche. I ramponcini sono più adatti all’uso con le scarpe che con gli scarponi o gli stivali e sono utili nel caso di superfici ghiacciate pianeggianti. L’utilizzo dei ramponcini in ambito alpinistico è assolutamente sconsigliato.

Per il thru-hiker l’acquisto dei ramponcini è molto più razionale rispetto a quello dei ramponi; a meno che non si affronti un percorso in ambito alpinistico, avere dei ramponcini con sé durante un hike invernale può fare la differenza. In commercio è possibile trovare diverse tipologie di ramponcini, alcune particolarmente leggere ed economiche. Evitare una caduta sul ghiaccio vale un paio di etti di carico aggiuntivo nello zaino!

Le ciaspole saranno invece indispensabili per thru-hike invernali e/o in regioni artiche stabilmente ricoperte di neve.

Voglio ricordare che i thru-hike invernali presentano tutta una serie di complicazioni aggiuntive a quelle caratteristiche di un percorso estivo, e che dovrebbero essere affrontati solo con una certa esperienza e adeguato equipaggiamento.

 


Kungsleden - Sezione 1: da Abisko a Vakkotavare

La sezione più settentrionale del Kungsleden è la più lunga (circa 109 km), la più iconica, ma anche la più frequentata di tutto il Kungsleden. In particolare la porzione da Abisko a Singi conosce un vero “affollamento” (per i canoni lapponi) durante i mesi estivi. Le hut sono frequenti lungo tutto il percorso e diverse vendono generi alimentari sufficienti per minimizzare le scorte da dover trasportare nel proprio zaino. Il sentiero e la segnaletica sono sempre chiari e sebbene si tocchi il punto più elevato di tutto il Kungsleden, non si incontrano particolari difficoltà lungo il cammino.

Chi dovrebbe percorrere il Faroe Islands Traverse?

La Traversata delle Isole Faroe è un percorso ideato per l’escursionista medio, a patto che sappia gestire passaggi esposti sulle scogliere, che sappia “leggere” per tempo i cambiamenti del tempo traendone le giuste conseguenze e che sappia orientarsi nei punti sprovvisti di traccia o con traccia poco chiara. È sicuramente un percorso adatto agli innamorati della fotografia, in quanto le Isole Faroe sono tra i luoghi più fotogenici al mondo. È anche un percorso per chi voglia camminare in solitudine, ma con la sicurezza di non essere mai troppo lontano dalla civiltà.

Come arrivare

L’Abisko Turist Station, punto di partenza del Kungsleden, si trova a un paio di chilometri dal centro di Abisko, ma può essere raggiunta facilmente sia via treno che via bus (in entrambi i casi vi è una fermata specifica, da non confondere con la stazione di Abisko Ostra).

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Come tornare

Da Vakkotavare è possibile raggiungere via bus Jokkmokk (gli orari cambiano frequentemente, quindi è bene informarsi presso una delle hut precedenti a quella di Vakkotavare). Da Jokkmokk sono presenti diverse possibilità per ritornare a Stoccolma.

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Itinerario

Questa sezione del Kungsleden, la più lunga con i suoi 109 km, passa in prossimità di 8 hut STF, 1 shelter e 2 Mountain Stations (Abisko Turist Station e Saltoluokta Mountain Station, raggiungibile da Vakkotavare via bus e traghetto). Sarà necessario attraversare il lago di Teusajaure, a remi o pagando il passaggio con una barca a motore.

  • Tappa 1: da Abisko Turist Station a Abiskojaurestugorna
  • Tappa 2: da Abiskojaurestugorna a Alesjaurestugorna
  • Tappa 3: da Alesjaurestugorna a Tjaktjastugan
  • Tappa 4: da Tjaktjastugan a Salkastugan
  • Tappa 5: da Salkastugan a Singistugorna
  • Tappa 6: da Singistugorna a Teusajaurestugorna
  • Tappa 7: da Teusajaurestugorna a Vakkotavare

Segnaletica

L’itinerario consigliato si svolge su cinque principali tipologie di traccia: strada asfaltata, strada sterrata, sentiero con traccia chiara, sentiero con traccia poco chiara o assente, assenza di sentiero.

Strada asfaltata –> a nessun thru-hiker che si rispetti piace camminare sull’asfalto, magari con automobili e camion a fargli il pelo, ma nelle Isole Faroe è spesso necessario, a meno che non si sia escursionisti particolarmente esperti in grado di muoversi fuori sentiero per lunghi tratti. La strada asfaltata diviene obbligatoria nel passaggio da un isola ad un’altra, percorrendo un ponte o un tunnel sottomarino. In particolar modo per i tunnel sottomarini (lunghi e stretti) è assolutamente sconsigliato percorrerli a piedi: si suggerisce di fare autostop (è sicuro e molto semplice) o di prendere un bus. Laddove sia previsto un passaggio per strada asfaltata, verrà presentata l’opzione bus (con tanto di orari) se disponibile, e una possibile via off-route (fuori sentiero) per chi volesse muoversi rigorosamente a piedi lontano dall’asfalto.

Strada sterrata –> questa tipologia di strade, raramente frequentate da automezzi, fungono spesso da collegamento tra un sentiero e una strada asfaltata, e consentono all’hiker di riposare i piedi e/o di mantenere un’andatura più sostenuta, anche se per tratti relativamente brevi. Ho scelto quindi di non evitare le strade sterrate, ma il loro numero rimane comunque esiguo nella totalità dell’itinerario.

Sentiero con traccia chiara –> alcuni sentieri sono particolarmente turistici, la traccia risulta sempre molto chiara e sono frequenti i cairns (omini di pietre, segnavia), anche di dimensioni ragguardevoli. Sebbene spesso molto frequentati (sarebbe meglio dire abbastanza frequentati, il numero di escursionisti è ancora decisamente basso nelle Faroe), diversi di questi sentieri sono stati inclusi nell’itinerario per la bellezza dei posti raggiunti e/o per la valenza naturalistica del sentiero stesso.

Sentiero con traccia poco chiara o assente –> sebbene alcuni sentieri che rientrano in questa categoria siano proposti ai turisti anche dall’ufficio turistico delle Faroe, non si dovrebbe sottovalutare l’impegno che queste antiche vie di comunicazione riservano all’escursionista. In questa categoria troviamo sentieri che, sebbene delineati nel loro svolgimento dalla presenza di cairns, non presentano una traccia riconoscibile (o riconoscibile solo a tratti), sia a causa della tipologia di terreno, sia per l’esiguo numero di escursionisti che li percorrono. Questi sentieri costituiscono la maggior parte dei tracciati inclusi in questa guida.

Assenza di sentiero –> nonostante abbia cercato di ridurre al minimo le porzioni di itinerario in assenza di sentiero, vi sono alcuni brevi tratti in cui è necessario muoversi in totale autonomia. Ogni qualvolta vi fosse un tratto in assenza di sentiero riporterò un’alternativa via strada asfaltata, con o senza mezzi pubblici. In aggiunta ai rischi che presenterò di seguito, è possibile che alcuni locali risultino infastiditi nel vedervi camminare fuori sentiero all’interno della loro proprietà (in alcune zone è espressamente vietato e vi è un forte rischio multe). Le porzioni di itinerario in assenza di sentiero che presento in questa guida sono però lontane dalle abitazioni e da aree in cui sia vietata la percorrenza.

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Rifornimenti

Il paese di Abisko, raggiungibile con una facile passeggiata di 2 km dall’Abisko TuristStation, ospita un supermercato piuttosto grande e ben fornito. L’Abisko TuristStation ospita un minimarket che vende anche articoli per l’outdoor (bombole per il gas comprese), ma i prezzi sono più elevati. Lungo il percorso è possibile rifornirsi presso i seguenti rifugi: Abiskojaurestugorna, Alesjaurestugorna, Salkastugan, Kaitumjaurestugorna. Alcuni di questi rifugi accettano il pagamento via carta di credito (anche le carte bancomat-Maestro vanno bene). Si ricorda che presso i rifugi la scelta dei viveri è limitata e nei periodi di grande affluenza turistica le scorte possono esaurirsi rapidamente. Si consiglia quindi di trasportare viveri per circa 3 giorni da integrare dove possibile.

Alloggi

Questa sezione del Kungsleden è la meglio attrezzata e ospita anche i rifugi più grandi e con più posti letto. Nonostante ciò è facile trovare i rifugi completamente pieni. Si consiglia quindi di dotarsi di un riparo leggero (un tarp o una tenda ultraleggera) e di campeggiare wild in una delle migliaia di aree adatte lungo il percorso o nei pressi dei rifugi in modo da sfruttare i servizi.

Tappe consigliate

L’itinerario è corredato di traccia GPS (scaricabile dal link che si apre cliccando sulla mappa) ma quest’ultima deve essere utilizzata solo come indicazione approssimativa: la navigazione dovrà sempre essere affidata alla presenza di cairns, di una traccia chiara o all’individuazione dei passaggi più semplici, o più in generale al buonsenso.

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Tappa 1: da Abisko Turist Station a Abiskojaurestugorna

Lunghezza: 17 km
Dislivello: +100 m

Un comodo sentiero in terra battuta parte dall’Abisko Turist Station, segue il corso del fiume Abiskojakka attraversando boschi di betulle e conifere, quindi contorna in quota il lago di Abiskojaure. Al margine meridionale del lago si arriva ad un bivio: prendendo a destra il sentiero che conduce ad un ponte si arriva in cinque minuti al rifugio di Abiskojaurestugorna. Ottima segnaletica lungo tutto il percorso, passerelle in legno per i punti acquitrinosi. Panorami vasti e suggestivi. Campeggio consentito solo nei pressi del rifugio e in due aree attrezzate nel Parco Nazionale di Abisko.

Tappa 2: da Abiskojaurestugorna a Alesjaurestugorna

Lunghezza: 22 km
Dislivello: +300 m

Il sentiero lascia l’Abiskojaure per risalire un ripido pendio fino al secondo Dag Hammarskjold Meditation Point. Si procede in leggera salita su terreno roccioso fino a raggiungere e attraversare la valle Garddenvaggi con vista sui laghi di Alesjaure. Il sentiero scende fino a raggiungere la sponda del lago Alisjavri da cui è possibile imbarcarsi (solo in certi orari, necessario issare una bandiera per richiedere l’intervento del battello) su barca a motore per raggiungere il rifugio di Alesjaure, risparmiando 8 km di cammino attraverso terreni paludosi e con vegetazione alta. Segnaletica buona, traccia chiara, panorami molto estesi.

Tappa 3: da Alesjaurestugorna a Tjaktjastugan

Lunghezza: 13 km
Dislivello: +200 m

Dal rifugio di Alesjaure il sentiero prosegue in piano su terreni paludosi agevolmente superati tramite lunghe passerelle di legno. Si piega quindi verso sud e ci si inerpica su terreno via via più roccioso fino a raggiungere un ponte per il rifugio Tjaktjastugan. Essendo una tappa breve, è possibile proseguire fino allo shelter (bivacco) sul passo di Tjaktja o, se si è ottimi camminatori, raggiungere il rifugio di Salka. Si sconsiglia il pernottamento nello shelter a causa del suo stato di abbandono. La traccia è chiara.

Tappa 4: da Tjaktjastugan a Salkastugan

Lunghezza: 12,5 km
Dislivello: -150 m

Dal rifugio di Tjaktjastugan si prosegue su sentiero sassoso per circa 4 km fino allo shelter di Tjaktjapasset, che si raggiunge con una breve ma faticosa salita su un pendio piuttosto ripido. La discesa dal passo verso la Tjaktjasvaggi ha una discreta pendenza e può presentare dei rischi in caso di terreno bagnato. Durante la discesa si può deviare leggermente per raggiungere il terzo Dag Hammarskjold Meditation Point. Per traccia chiara, ma su terreno misto (roccioso e acquitrinoso), si raggiunge in falsopiano il rifugio di Salka, visibile solo all’ultimo. Vista mozzafiato dal passo di Tjaktja sull’omonima valle. È possibile proseguire fino a raggiungere il rifugio di Singi, numerose aree adatte al campeggio durante il tragitto.

Tappa 5: da Salkastugan a Singistugorna

Lunghezza: 12 km
Dislivello: -100 m

Si prosegue lungo la Tjaktjasvaggi, superando inizialmente un modesto rilievo e poi continuando in leggera discesa su ottima traccia fino a raggiungere il rifugio Singistugorna. Prima del rifugio è segnalato il bivio che permette di imboccare il sentiero che porta alla vetta del Kebnekaise, la più alta montagna di Svezia. Da Singi è possibile uscire dal Kungsleden e proseguire lungo il Dag Hammarskjoldsleden fino a raggiungere Nikkaluokta. Proseguendo oltre Singi si raggiungono in breve idilliaci spot per il campeggio, consigliati in particolare nell’area tra il lago Tjaksajokk e il monte Stuor Jerta.

Tappa 6: da Singistugorna a Teusajaurestugorna

Lunghezza: 22 km
Dislivello: -200 m

Dal rifugio di Singi si prosegue intuitivamente lungo la Tjaktjasvagge fino a raggiungerne il termine sulle sponde del lago Kaitumjaure. Attraversando una fitta foresta si lascia sulla propria sinistra il lago e, dopo una breve salita, si raggiunge l’altopiano di Muorki. Si prosegue in piano per pochi chilometri per poi scendere nuovamente e raggiungere la hut presso il lago Teusajaure. Traccia chiara. Possibilità di accorciare la tappa pernottando nel rifugio di Kaitumjaure o campeggiando nelle vicinanze.

Tappa 7: da Teusajaurestugorna a Vakkotavare

Lunghezza: 15 km
Dislivello: -80 m

Dal rifugio di Teusajaure si attraversa l’omonimo lago mediante barca a remi o prenotando un passaggio (a pagamento) con una barca a motore. Arrivati sull’altra sponda ci si inerpica per diversi chilometri fino a raggiungere un altipiano (dislivello positivo di circa 400 metri). È bene considerare che una volta lasciato il lago alle proprie spalle, non si incontrano corsi d’acqua fino a quando non si è raggiunta la sommità del plateau. Qui andrà effettuato un semplice guado, mentre per attraversare un torrente un po’ più impetuoso si può raggiungere un ponte (bisogna discostarsi dal sentiero principale, seguendo le indicazioni per “Bro”, che significa “ponte”). Superati questi corsi d’acqua la vista spazia sull’alto gruppo montuoso del Sarek. Si prosegue verso sud e si ridiscende verso il lago Akkajaure. Appena iniziata la discesa, in corrispondenza del limitare degli alberi, è possibile trovare dei buoni punti per campeggiare. Sulla sponda del lago, immediatamente nei pressi della strada, si trova la hut di Vakkotavare, presso cui è possibile alloggiare. Si sconsiglia di campeggiare nei pressi in quanto non vi sono zone adatte.

Difficoltà

Questa sezione non presenta difficoltà particolari, e i rischi sono perlopiù legati alle condizioni meteorologiche: in caso di forte precipitazioni è il caso di non procedere lungo il cammino. Sebbene la traccia sia praticamente sempre ottima, è bene inoltre evitare di incamminarsi se la visibilità è scarsa. La criticità più rilevante da considerare è che in caso di infortunio le distanze da percorrere per raggiungere la civiltà possono essere anche notevoli.

La presenza di animali potenzialmente pericolosi è limitata all’orso e al ghiottone, ma il rischio di imbattersi in questi animali è così basso da rendere un loro avvistamento una vera fortuna!

Clima

Durante l’estate, da metà giugno a metà agosto, le temperature rimangono attorno ai 10°, con lievi variazioni tra minime e massime. Nei mesi invernali le temperature scendono oltre i -10°, e non è insolito sperimentare anche i -30°C. La piovosità è piuttosto elevata, ma raramente si scatenano episodi temporaleschi. Essendo un’area molto aperta il vento è spesso molto forte.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Abisko (è possibile variare la ricerca con altre località)

Vie di fuga

L’unica via di fuga è la deviazione da Singi verso Nikkaluokta, che comunque dista circa 30 km.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento per una traversata a piedi delle isole Faroe deve necessariamente includere giacca e pantaloni impermeabili, scarpe o scarponi con una suola che faccia ben presa sul fango e uno strato intermedio in pile per mantenersi caldi durante il cammino. L’unica vera accortezza per le Faroe ricade sul riparo: nonostante sia esperto nel suo utilizzo, ho avuto qualche problema con il tarp a causa delle raffiche di vento fortissime (anche superiori ai 100 km/h); consiglio quindi l’uso di una tenda, meglio se autoportante, di tipo geodetico o a tunnel. In generale le tende con una verticale superiore ai 110 cm potrebbero essere messe a dura prova.

Altre informazioni

  • Valuta: corona danese.
  • Lingua: Nelle Faroe le lingue ufficiali sono il faroese (simile all’islandese) e il danese, ma esprimendosi in inglese non si avranno problemi a comunicare con la maggior parte dei locali.
  • Rete telefonica: Nonostante siano formalmente parte del Regno di Danimarca (assieme alla Danimarca e alla Groenlandia), le Faroe non fanno parte dell’Unione Europea e non ne addottano quindi le leggi. Diversamente che in Danimarca non sarà quindi possibile usufruire del proprio piano tariffario per l’uso del telefono e la connessione internet. Molte aree delle Faroe non sono in ogni caso raggiunte dalla rete telefonica.


Kungsleden - Sezione 2: da Saltoluokta a Kvikkjokk

La seconda sezione del Kungsleden è più varia dal punto di vista paesaggistico rispetto alla prima. Sebbene ancora piuttosto frequentata, consente di vivere un maggior senso di isolamento. Rispetto alla prima tappa sono più frequenti gli attraversamenti di laghi. La frequenza delle hut lungo il percorso è ancora elevata.

Chi dovrebbe percorrere il Faroe Islands Traverse?

La Traversata delle Isole Faroe è un percorso ideato per l’escursionista medio, a patto che sappia gestire passaggi esposti sulle scogliere, che sappia “leggere” per tempo i cambiamenti del tempo traendone le giuste conseguenze e che sappia orientarsi nei punti sprovvisti di traccia o con traccia poco chiara. È sicuramente un percorso adatto agli innamorati della fotografia, in quanto le Isole Faroe sono tra i luoghi più fotogenici al mondo. È anche un percorso per chi voglia camminare in solitudine, ma con la sicurezza di non essere mai troppo lontano dalla civiltà.

Come arrivare

Per raggiungere la Saltoluokta Mountain Station è necessario recarsi a Gallivare (via bus, treno o aereo) e da lì prendere il bus 93 per Ritsem. Si scende alla fermata di Kebnats, da cui ci si imbarca per Saltoluokta.

Chi arriva da Vakkotavare (e ha quindi percorso la prima sezione del Kungsleden) dovrà prendere il bus 93 in direzione Jokkmokk e scendere a Kebnats, oppure può raggiungere l’imbarco del traghetto a piedi, camminando lungo la strada (sempre poco frequentata) per circa 30 km.

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Come tornare

Da Kvikkjokk si raggiunge la cittadina di Jokkmokk via bus 47, quindi si cambia per la linea 36 e si scende a Pitea (se si vuole proseguire per Stoccolma via bus) o a Alvsbyn (se si vuole andare via treno).

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Itinerario

Si tratta della sezione più breve del Kungsleden, lunga appena 73 km, e completabile in 3-4 giorni. I due estremi della sezione sono delle Mountain Station, mentre lungo il percorso s’incontrano 3 hut e due shelter.

    • Tappa 1: da Saltoluokta a Sitojaure
    • Tappa 2: da Sitojaure a Aktse
    • Tappa 3: da Aktse a Rittak
    • Tappa 4: da Rittak a Kvikkjokk

Segnaletica

L’itinerario consigliato si svolge su cinque principali tipologie di traccia: strada asfaltata, strada sterrata, sentiero con traccia chiara, sentiero con traccia poco chiara o assente, assenza di sentiero.

Strada asfaltata –> a nessun thru-hiker che si rispetti piace camminare sull’asfalto, magari con automobili e camion a fargli il pelo, ma nelle Isole Faroe è spesso necessario, a meno che non si sia escursionisti particolarmente esperti in grado di muoversi fuori sentiero per lunghi tratti. La strada asfaltata diviene obbligatoria nel passaggio da un isola ad un’altra, percorrendo un ponte o un tunnel sottomarino. In particolar modo per i tunnel sottomarini (lunghi e stretti) è assolutamente sconsigliato percorrerli a piedi: si suggerisce di fare autostop (è sicuro e molto semplice) o di prendere un bus. Laddove sia previsto un passaggio per strada asfaltata, verrà presentata l’opzione bus (con tanto di orari) se disponibile, e una possibile via off-route (fuori sentiero) per chi volesse muoversi rigorosamente a piedi lontano dall’asfalto.

Strada sterrata –> questa tipologia di strade, raramente frequentate da automezzi, fungono spesso da collegamento tra un sentiero e una strada asfaltata, e consentono all’hiker di riposare i piedi e/o di mantenere un’andatura più sostenuta, anche se per tratti relativamente brevi. Ho scelto quindi di non evitare le strade sterrate, ma il loro numero rimane comunque esiguo nella totalità dell’itinerario.

Sentiero con traccia chiara –> alcuni sentieri sono particolarmente turistici, la traccia risulta sempre molto chiara e sono frequenti i cairns (omini di pietre, segnavia), anche di dimensioni ragguardevoli. Sebbene spesso molto frequentati (sarebbe meglio dire abbastanza frequentati, il numero di escursionisti è ancora decisamente basso nelle Faroe), diversi di questi sentieri sono stati inclusi nell’itinerario per la bellezza dei posti raggiunti e/o per la valenza naturalistica del sentiero stesso.

Sentiero con traccia poco chiara o assente –> sebbene alcuni sentieri che rientrano in questa categoria siano proposti ai turisti anche dall’ufficio turistico delle Faroe, non si dovrebbe sottovalutare l’impegno che queste antiche vie di comunicazione riservano all’escursionista. In questa categoria troviamo sentieri che, sebbene delineati nel loro svolgimento dalla presenza di cairns, non presentano una traccia riconoscibile (o riconoscibile solo a tratti), sia a causa della tipologia di terreno, sia per l’esiguo numero di escursionisti che li percorrono. Questi sentieri costituiscono la maggior parte dei tracciati inclusi in questa guida.

Assenza di sentiero –> nonostante abbia cercato di ridurre al minimo le porzioni di itinerario in assenza di sentiero, vi sono alcuni brevi tratti in cui è necessario muoversi in totale autonomia. Ogni qualvolta vi fosse un tratto in assenza di sentiero riporterò un’alternativa via strada asfaltata, con o senza mezzi pubblici. In aggiunta ai rischi che presenterò di seguito, è possibile che alcuni locali risultino infastiditi nel vedervi camminare fuori sentiero all’interno della loro proprietà (in alcune zone è espressamente vietato e vi è un forte rischio multe). Le porzioni di itinerario in assenza di sentiero che presento in questa guida sono però lontane dalle abitazioni e da aree in cui sia vietata la percorrenza.

Fai clic sulla mappa per visualizzare l'itinerario

Rifornimenti

La Mountain Station di Saltoluokta possiede un negozio piuttosto ben rifornito che vende sia alimentari che gadget e materiale outdoor. Il negozio della Mountain Station di Kvikkjokk è estremamente ridotto e la scelta è davvero limitata (si tratta inoltre dell’unico negozio presente nell’area). La sola hut di Aktse vende generi alimentari ma la scelta è assai limitata, per cui è conveniente completare le 4 tappe di questa sezione trasportando tutto il cibo necessario.

Alloggi

Ogni tappa è stata studiata per giungere ad una hut o a uno shelter. Le hut lungo questa sezione non sono grandi ed è possibile che nei periodi di massimo afflusso di escursionisti siano piene. Nei pressi di hut e shelter vi sono comunque zone particolarmente adatte al campeggio. Le Mountain Station di Saltoluokta e di Kvikkjokk sono invece molto grandi e con diverse tipologie di sistemazione.

Tappe consigliate

L’itinerario è corredato di traccia GPS (scaricabile dal link che si apre cliccando sulla mappa) ma quest’ultima deve essere utilizzata solo come indicazione approssimativa: la navigazione dovrà sempre essere affidata alla presenza di cairns, di una traccia chiara o all’individuazione dei passaggi più semplici, o più in generale al buonsenso.

Fai clic sulla mappa per visualizzare il percorso

Tappa 1: da Saltoluokta a Sitojaure

Lunghezza: 20 km
Dislivello: +220 m

Lasciatosi alle spalle la Mountain Station di Saltoluokta, ci si inerpica attraverso una foresta di betulle fino a raggiungere un altipiano, che si attraversa fino a raggiungere uno shelter presso cui è consigliabile ripararsi o sostare in caso di tempo avverso. Si prosegue in un continuo sali-scendi poco impegnativo, attraversando dei corsi d’acqua presso cui è consigliabile fare rifornimento. Il rifugio di Sitojaure si trova sulla costa dell’omonimo lago, raggiungibile discendendo dall’altipiano attraverso un rado bosco di betulle. Presso il limite superiore del bosco vi sono numerosi spot adatti al campeggio.

Tappa 2: da Sitojaure a Aktse

Lunghezza: 13 km
Dislivello: -150 m

Tappa breve, ma che inizia con una lunga ed impegnativa traversata in barca a remi (in caso di cattivo tempo posticipate). Considerate che con una barca a motore la traversata richiede 25 minuti. Con la barca a remi solitamente sono necessarie 2 ore. Arrivati sull’altra sponda del lago si attraversa una foresta mista, per poi inerpicarsi su di una salita piuttosto impervia fino a raggiungere il plateau sommitale. Si attraversa il plateau in direzione sud-ovest prestando attenzione ai segnavia fino ad incontrare una traccia più evidente che scende dolcemente dall’altipiano. Ad un bivio un cartello indica il sentiero da percorrere per raggiungere la vetta del monte Skierffe, splendida terrazza panoramica a picco sul lago Laitaure e la Rapa Valley. Se non si intende scalare Skierffe, raggiungibile in un paio d’ore guadagnando un dislivello di circa 500 metri, si può continuare a scendere fino ad incontrare il rifugio di Aktse.

Tappa 3: da Aktse a Rittak

Lunghezza: 13 km
Dislivello: +350 m

Si tratta di una tappa breve, solitamente percorsa assieme alla precedente o alla successiva, ma a causa dell’attraversamento del Laitaure è facile che diventi una tappa a se stante. Dal rifugio di Aktse si scende verso il lago, imboccando un sentiero sulla destra (diretto a ovest quindi). Il sentiero si divide in un bivio portando a due moli distinti, uno per le barche a remi e uno privato per la traversata a bordo di una barca a motore (a pagamento). Arrivati sull’altra sponda si attraversa una foresta di conifere estesa su di un’ampia pianura, quindi si prende quota fino a raggiungere il plateau sommitale. Si prosegue rimanendo sul lato meridionale di una cresta montuosa fino a ritrovare una copertura arborea. Lo shelter di Rittak si trova proprio al limite della vegetazione, nei pressi di un ruscello.

Tappa 4: da Rittak a Kvikkjokk

Lunghezza: 24,5 km
Dislivello: -500 m

Sebbene sia una tappa più lunga delle precedenti, non richiede un particolare impegno fisico; chi volesse ha comunque la possibilità di dividerla in due tappe, magari pernottando presso la hut di Parte o campeggiando wild nei pressi dei laghi Stuor Tata. Dallo shelter di Rittak si termina l’attraversamento del plateau e si scende per un sentiero a tratti piuttosto ripido fino ad inoltrarsi nella foresta. Si prosegue seguendo un sentiero sempre molto chiaro e si superano, con l’ausilio di passerelle di legno, numerose aree acquitrinose, regno delle alci. In breve si raggiunge il rifugio di Parte, posto su di un promontorio sul lago Sjabtjakjaure. Un luogo incantevole presso cui è possibile accamparsi. Superato il rifugio si raggiunge mediante leggero sali-scendi la sponda meridionale dei laghi Stuor Tata. Se intendete accamparvi in questa zona, prestate attenzione a deboli tracce di sentiero che sulla sinistra risalgono la collina: in un paio di minuti vi ritroverete sulla sommità e noterete la presenza di numerosi spot precedentemente utilizzati da altri escursionisti. Chi volesse raggiungere in giornata Kvikkjokk dovrà proseguire ancora fino a raggiungere una strada sterrata. Si seguono le indicazioni per la Turistation presso cui è possibile pernottare o si può proseguire verso l’abitato di Kvikkjokk alla ricerca di altre sistemazioni.

Difficoltà

Durante il periodo estivo le difficoltà principali sono limitate all’attraversamento dei laghi: qualora non si optasse per il passaggio a pagamento in barca a motore e si preferisse vogare, bisogna tenere presente che questi laghi sono molto più grandi e mossi rispetto a quello di Teusa (unico lago da attraversare della prima sezione), e chi non fosse abituato alla voga potrebbe trovarsi in difficoltà.

Clima

Durante l’estate, da metà giugno a metà agosto, le temperature rimangono attorno ai 10°, con lievi variazioni tra minime e massime. Nei mesi invernali le temperature scendono oltre i -10°, e non è insolito sperimentare anche i -30°C. La piovosità è piuttosto elevata, ma raramente si scatenano episodi temporaleschi. È importante fare attenzione alla nebbia, che può essere molto fitta e rendere problematica la navigazione.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Kvikkjokk (è possibile variare la ricerca con altre località)

Vie di fuga

Se si escludono i punti di partenza e di arrivo, non vi sono vie di fuga in questa sezione.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento per una traversata a piedi delle isole Faroe deve necessariamente includere giacca e pantaloni impermeabili, scarpe o scarponi con una suola che faccia ben presa sul fango e uno strato intermedio in pile per mantenersi caldi durante il cammino. L’unica vera accortezza per le Faroe ricade sul riparo: nonostante sia esperto nel suo utilizzo, ho avuto qualche problema con il tarp a causa delle raffiche di vento fortissime (anche superiori ai 100 km/h); consiglio quindi l’uso di una tenda, meglio se autoportante, di tipo geodetico o a tunnel. In generale le tende con una verticale superiore ai 110 cm potrebbero essere messe a dura prova.

Altre informazioni

  • Valuta: corona danese.
  • Lingua: Nelle Faroe le lingue ufficiali sono il faroese (simile all’islandese) e il danese, ma esprimendosi in inglese non si avranno problemi a comunicare con la maggior parte dei locali.
  • Rete telefonica: Nonostante siano formalmente parte del Regno di Danimarca (assieme alla Danimarca e alla Groenlandia), le Faroe non fanno parte dell’Unione Europea e non ne addottano quindi le leggi. Diversamente che in Danimarca non sarà quindi possibile usufruire del proprio piano tariffario per l’uso del telefono e la connessione internet. Molte aree delle Faroe non sono in ogni caso raggiunte dalla rete telefonica.


Kungsleden - Sezione 3: da Kvikkjokk a Jakkvik

Di tutte le sezioni del Kungsleden questa è la più selvaggia e la meno frequentata dagli escursionisti. È la totale assenza di rifugi (solo uno shelter molto piccolo a 15 km da Kvikkjokk) a rendere questa sezione poco appetibile alla maggior parte degli hiker. Molti lamentano che si tratti di una tappa monotona, tutta in mezzo al bosco, con viste molto limitate. Nulla di più falso! Si attraversano sì delle foreste, tra le più belle e antiche di tutto il Kungsleden, ma si hanno anche lunghe traversate su plateau con viste illimitate, aree ad aspetto lunare e grandi fiumi che scorrono attraverso le pinete a ricordare la taiga canadese. Per affrontare questa sezione è essenziale avere un riparo ed essere totalmente autosufficienti.

Chi dovrebbe percorrere il Faroe Islands Traverse?

La Traversata delle Isole Faroe è un percorso ideato per l’escursionista medio, a patto che sappia gestire passaggi esposti sulle scogliere, che sappia “leggere” per tempo i cambiamenti del tempo traendone le giuste conseguenze e che sappia orientarsi nei punti sprovvisti di traccia o con traccia poco chiara. È sicuramente un percorso adatto agli innamorati della fotografia, in quanto le Isole Faroe sono tra i luoghi più fotogenici al mondo. È anche un percorso per chi voglia camminare in solitudine, ma con la sicurezza di non essere mai troppo lontano dalla civiltà.

Come arrivare

Raggiungere Kvikkjokk richiede una buona dose di pazienza, di tempo a disposizione e la disponibilità ad effettuare diversi cambi. Cliccando sulla mappa è possibile visualizzare le diverse opzioni di viaggio.

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Come tornare

Jakkvik (o Jackvik) è meglio collegata rispetto a Kvikkjokk. L’opzione di viaggio più conveniente è senza dubbio quella di raggiungere Arjeplog via bus (servizio scuola-bus!) e da lì raggiungere Jorn da cui è possibile andare fino a Stoccolma per mezzo del treno notturno.

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Itinerario

Con i suoi 96 km questa tappa è la seconda in lunghezza di tutto il Kungsleden, ma è sicuramente la più impegnativa. L’assenza di rifugi e l’impossibilità di rifornimenti intermedi rendono lo zaino necessariamente più pesante, mentre la traccia, seppur quasi sempre ben evidente, attraversa spesso terreni acquitrinosi. Vi è un’unica salita faticosa verso la sommità dell’altipiano di Arjeplog, per il resto il sentiero si sviluppa in un continuo sali-scendi. Due attraversamenti di laghi vanno effettuati necessariamente pagando un passaggio in barca a motore, mentre uno stretto braccio di un lago verrà attraversato vogando.

    • Tappa 1: da Kvikkjokk a Tielejakkastuga
    • Tappa 2: da Tsielejakkastuga al fiume Pite
    • Tappa 3: dal fiume Pite a Juoksakjahka
    • Tappa 4: da Juoksajahka a Vuonatjviken
    • Tappa 5: da Vuonatjviken a Jakkvik

Segnaletica

L’itinerario consigliato si svolge su cinque principali tipologie di traccia: strada asfaltata, strada sterrata, sentiero con traccia chiara, sentiero con traccia poco chiara o assente, assenza di sentiero.

Strada asfaltata –> a nessun thru-hiker che si rispetti piace camminare sull’asfalto, magari con automobili e camion a fargli il pelo, ma nelle Isole Faroe è spesso necessario, a meno che non si sia escursionisti particolarmente esperti in grado di muoversi fuori sentiero per lunghi tratti. La strada asfaltata diviene obbligatoria nel passaggio da un isola ad un’altra, percorrendo un ponte o un tunnel sottomarino. In particolar modo per i tunnel sottomarini (lunghi e stretti) è assolutamente sconsigliato percorrerli a piedi: si suggerisce di fare autostop (è sicuro e molto semplice) o di prendere un bus. Laddove sia previsto un passaggio per strada asfaltata, verrà presentata l’opzione bus (con tanto di orari) se disponibile, e una possibile via off-route (fuori sentiero) per chi volesse muoversi rigorosamente a piedi lontano dall’asfalto.

Strada sterrata –> questa tipologia di strade, raramente frequentate da automezzi, fungono spesso da collegamento tra un sentiero e una strada asfaltata, e consentono all’hiker di riposare i piedi e/o di mantenere un’andatura più sostenuta, anche se per tratti relativamente brevi. Ho scelto quindi di non evitare le strade sterrate, ma il loro numero rimane comunque esiguo nella totalità dell’itinerario.

Sentiero con traccia chiara –> alcuni sentieri sono particolarmente turistici, la traccia risulta sempre molto chiara e sono frequenti i cairns (omini di pietre, segnavia), anche di dimensioni ragguardevoli. Sebbene spesso molto frequentati (sarebbe meglio dire abbastanza frequentati, il numero di escursionisti è ancora decisamente basso nelle Faroe), diversi di questi sentieri sono stati inclusi nell’itinerario per la bellezza dei posti raggiunti e/o per la valenza naturalistica del sentiero stesso.

Sentiero con traccia poco chiara o assente –> sebbene alcuni sentieri che rientrano in questa categoria siano proposti ai turisti anche dall’ufficio turistico delle Faroe, non si dovrebbe sottovalutare l’impegno che queste antiche vie di comunicazione riservano all’escursionista. In questa categoria troviamo sentieri che, sebbene delineati nel loro svolgimento dalla presenza di cairns, non presentano una traccia riconoscibile (o riconoscibile solo a tratti), sia a causa della tipologia di terreno, sia per l’esiguo numero di escursionisti che li percorrono. Questi sentieri costituiscono la maggior parte dei tracciati inclusi in questa guida.

Assenza di sentiero –> nonostante abbia cercato di ridurre al minimo le porzioni di itinerario in assenza di sentiero, vi sono alcuni brevi tratti in cui è necessario muoversi in totale autonomia. Ogni qualvolta vi fosse un tratto in assenza di sentiero riporterò un’alternativa via strada asfaltata, con o senza mezzi pubblici. In aggiunta ai rischi che presenterò di seguito, è possibile che alcuni locali risultino infastiditi nel vedervi camminare fuori sentiero all’interno della loro proprietà (in alcune zone è espressamente vietato e vi è un forte rischio multe). Le porzioni di itinerario in assenza di sentiero che presento in questa guida sono però lontane dalle abitazioni e da aree in cui sia vietata la percorrenza.

Fai clic sulla mappa per visualizzare l'itinerario

Rifornimenti

Presso la Kvikkjokk Mountain Station vi è un piccolo negozio che vende una scelta limitata di alimentari e di equipaggiamento outdoor. Jakkvik ospita presso la stazione di servizio un supermercato incredibilmente rifornito: troverete davvero di tutto. Tra i due estremi del percorso l’unico altro punto di rifornimento è il villaggio di Vuonatjviken, in cui è presente un ristorante, ma non vi è nessun negozio che venda generi alimentari. È quindi essenziale percorrere questa sezione del Kungsleden con almeno 5 giorni di viveri.

Alloggi

Presso Kvikkjokk vi sono diverse possibilità di accomodamento, tra cui la Mountain Station. È possibile soggiornare presso lo shelter di Tsielejakka (ospita 2 persone) ma è richiesto un pagamento di circa 100 corone svedesi da effettuare via bonifico bancario. A Vuonatjviken si può affittare una “cabin”: ce ne sono di diverse dimensioni e con diversi confort. Il prezzo è comunque molto alto. A Jakkvik vi è una guesthouse con campeggio piuttosto economica. Nel resto del percorso non ci sono hut ed è necessario campeggiare.

Tappe consigliate

L’itinerario è corredato di traccia GPS (scaricabile dal link che si apre cliccando sulla mappa) ma quest’ultima deve essere utilizzata solo come indicazione approssimativa: la navigazione dovrà sempre essere affidata alla presenza di cairns, di una traccia chiara o all’individuazione dei passaggi più semplici, o più in generale al buonsenso.

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Tappa 1 – da Kvikkjokk a Tielejakkastuga

Lunghezza: 15 km
Dislivello: +280 m

Con questa tappa si entra ufficialmente nel cuore wild del Kungsleden. Si tratta di un percorso estremamente poco frequentato e la traccia in qualche punto appare poco chiara. Da Kvikkjokk è necessario contattare un privato cittadino (chiedere alla Mountain Station) per farsi trasportare in barca fino a Mallenjarka. Da lì il sentiero s’inoltra in un’antica e fitta foresta in cui è necessario procedere in salita, spesso con notevole pendenza e fondo sdrucciolevole. Si prosegue quindi in falsopiano fino ad inoltrarsi in aree boschive sempre più rade e con una sempre maggiore rappresentazione di betulle, per raggiungere un’area pianeggiante che ricorda vagamente una savana. Qui il sentiero migliora sensibilmente, come anche la qualità del terreno, e il camminare assume le caratteristiche di una passeggiata in un parco. In breve si raggiunge il ponte sul fiume Tsielejakka e al bivacco d’emergenza di Tsielejakkastuga.

Tappa 2 – da Tsielejakkastuga al fiume Pite

Lunghezza: 23 km
Dislivello: +20 m

È una tappa piuttosto lunga e faticosa, che richiede anche una salita di circa 340 m di dislivello per guadagnare il plateau di Spietjamvalle (da cui si gode di un magnifico panorama). Una volta discesi dal plateau si attraversa in continuo sali-scendi una vasta area caratterizzata da un’alternanza di colline boscose e pianure acquitrinose in cui è facile avvistare le alci. Il sentiero prosegue passando tra diversi piccoli laghi fino a raggiungere il fiume Pite. Si tratta di un fiume ampio, alle cui sponde svettano alti pini e abeti, e che viene superato grazie a due ponti sospesi. Poco oltre il secondo ponte si incontra un vasto spiazzo atto al campeggio, riconoscibile per la presenza di una latrina, di un paio di panche e di un area predisposta al falò. È un buon punto per fermarsi e campeggiare.

Tappa 3 – dal fiume Pite a Juoksakjahka

Lunghezza: 18 km
Dislivello: +500 m

È una tappa faticosa, che richiede dapprima l’attraversamento di un’ampia area acquitrinosa lungo la sponda del fiume Pite, quindi una ripida salita per raggiungere la sommità del plateau dell’Arjeplog Kronooverloppsmark. Una prima ripida salita, per lo più in mezzo a bosco misto, porta ad un paesaggio lunare, fatto di rocce e pozze d’acqua cristallina. Si tratta di una buona area per campeggiare, sebbene gli spazi con terreno adatto siano piuttosto ristretti. Nell’area è presente anche un riparo Sami (Tjaurakatan). Si sale ancora per raggiungere la sommità del plateau, quindi si scende dolcemente fino alla ravina del fiume Juoksakjahka. Non è un punto perfetto per campeggiare a causa del terreno duro, ma vi è disponibilità di acqua, è protetto almeno in parte dal vento e si trova in una posizione strategica per suddividere equamente la fatica di marcia con la tappa successiva.

Tappa 4 – da Juoksajahka a Vuonatjviken

Lunghezza: 14 km
Dislivello: -380 m

In questa parte si discende dall’altipiano di Arjeplog dapprima attraverso la tundra, poi in diverse tipologie di foresta. Queste foreste ospitano ancora una discreta popolazione di orsi bruni. Il sentiero passa quindi attraverso grandi fiumi mediante ottimi ponti di metallo. Vuonatjviken è un piccolo agglomerato di case in cui la stessa coppia offre sia sistemazione per la notte (vengono affittate delle cabin, ad un costo proibitivo per l’escursionista medio) che il servizio di traghettamento attraverso il lago Riebnes. La traversata va concordata e non vi è un orario definito. Chi volesse può campeggiare in riva al lago oppure, se la traversata avviene in tempo utile, nella prima area adatta dall’altra parte del lago.

Tappa 5 – da Vuonatjviken a Jakkvik

Lunghezza: 18 km
Dislivello: – 100 m

Attraversato il Riebnes, si risale il fianco nord-orientale di un plateau che offre splendide viste a 360°. Si attraversa interamente l’altipiano e si discende percorrendo un sentiero a tratti poco chiaro nel folto di un bosco misto fino a raggiungere la sponda del lago Hornavan. Qui si attraversa lo stretto braccio d’acqua (circa 250 metri) con una barca a remi. È bene ricordarsi che vige la regola per cui presso ogni sponda deve esserci sempre almeno una barca, quindi se trovate solo una barca sulla vostra sponda dovrete effettuare la traversata 3 volte. Superato l’Hornavan il sentiero raggiunge in breve una strada asfaltata che si abbandona dopo poco per seguire un bel sentiero che costeggia il lago Jackvik fino a giungere nell’omonimo centro abitato.

Difficoltà

Rispetto alle altre sezioni le difficoltà sono maggiori, in quanto la traccia a tratti risulta meno chiara, i rifugi sono assenti ed il numero di escursionisti che s’incontrano in tutta la sezione possono essere contati nelle dita di una mano. Il terreno è spesso fangoso e acquitrinoso, le passerelle di legno quasi assenti. Nell’area sono presenti tutti i grandi animali predatori della Svezia, ma non rappresentano un reale pericolo. La nebbia può facilmente far perdere l’orientamento.

Clima

Durante l’estate, da metà giugno a metà agosto, le temperature rimangono attorno ai 10°, con lievi variazioni tra minime e massime. Nei mesi invernali le temperature scendono oltre i -10°, e non è insolito sperimentare anche i -30°C. La piovosità è piuttosto elevata, ma raramente si scatenano episodi temporaleschi. Essendo un’area molto aperta il vento è spesso molto forte.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Jakkvik (è possibile variare la ricerca con altre località)

Vie di fuga

L’unica via di fuga è la deviazione da Singi verso Nikkaluokta, che comunque dista circa 30 km.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento per una traversata a piedi delle isole Faroe deve necessariamente includere giacca e pantaloni impermeabili, scarpe o scarponi con una suola che faccia ben presa sul fango e uno strato intermedio in pile per mantenersi caldi durante il cammino. L’unica vera accortezza per le Faroe ricade sul riparo: nonostante sia esperto nel suo utilizzo, ho avuto qualche problema con il tarp a causa delle raffiche di vento fortissime (anche superiori ai 100 km/h); consiglio quindi l’uso di una tenda, meglio se autoportante, di tipo geodetico o a tunnel. In generale le tende con una verticale superiore ai 110 cm potrebbero essere messe a dura prova.

Altre informazioni

  • Valuta: corona danese.
  • Lingua: Nelle Faroe le lingue ufficiali sono il faroese (simile all’islandese) e il danese, ma esprimendosi in inglese non si avranno problemi a comunicare con la maggior parte dei locali.
  • Rete telefonica: Nonostante siano formalmente parte del Regno di Danimarca (assieme alla Danimarca e alla Groenlandia), le Faroe non fanno parte dell’Unione Europea e non ne addottano quindi le leggi. Diversamente che in Danimarca non sarà quindi possibile usufruire del proprio piano tariffario per l’uso del telefono e la connessione internet. Molte aree delle Faroe non sono in ogni caso raggiunte dalla rete telefonica.


Cairn segnaletico lungo il Kungsleden

Kungsleden - Sezione 4: da Jakkvik a Ammarnas

La quarta sezione del Kungsleden è incredibilmente poco frequentata, nonostante attraversi territori con caratteristiche peculiari, non facilmente reperibili in altre sezioni, e che si tratti di una delle aree più ricche di fauna di tutte quelle attraversate dal Kungsleden. Lungo il percorso si incontrano diversi shelter e tre hut (senza gestore), ma potrebbe risultare utile avere con sé un riparo per campeggiare.

Chi dovrebbe percorrere il Faroe Islands Traverse?

La Traversata delle Isole Faroe è un percorso ideato per l’escursionista medio, a patto che sappia gestire passaggi esposti sulle scogliere, che sappia “leggere” per tempo i cambiamenti del tempo traendone le giuste conseguenze e che sappia orientarsi nei punti sprovvisti di traccia o con traccia poco chiara. È sicuramente un percorso adatto agli innamorati della fotografia, in quanto le Isole Faroe sono tra i luoghi più fotogenici al mondo. È anche un percorso per chi voglia camminare in solitudine, ma con la sicurezza di non essere mai troppo lontano dalla civiltà.

Come arrivare

Raggiungere Jakkvik non è troppo difficile, ma richiede diversi cambi e tanta pazienza. Ci sono diverse tipologie di trasporto pubblico che possono essere considerate per arrivare a destinazione. Per visualizzare le varie opzioni di viaggio fai clic sulla mappa.

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Come tornare

Clicca sulla mappa per visualizzare le varie opzioni di viaggio.

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Itinerario

Questa sezione, lunga 83 km, non presenta difficoltà di alcun genere, sebbene l’ultimo tratto, verso Ammarnas, non abbia una buona segnaletica e la traccia appare talvolta confusa (una via più diretta, percorribile dal 2018, collegherà dirattamente Ammarnas alla hut di Sjnulttjie, senza passare per Ravfallstugan).

  • Tappa 1: da Jakkvik a Adolfsstrom
  • Tappa 2: da Adolfsstrom a Sjnulttjie
  • Tappa 3: da Sjnulttjie a Ravfjallet
  • Tappa 4: da Ravfjallet a Ammarnas

Segnaletica

L’itinerario consigliato si svolge su cinque principali tipologie di traccia: strada asfaltata, strada sterrata, sentiero con traccia chiara, sentiero con traccia poco chiara o assente, assenza di sentiero.

Strada asfaltata –> a nessun thru-hiker che si rispetti piace camminare sull’asfalto, magari con automobili e camion a fargli il pelo, ma nelle Isole Faroe è spesso necessario, a meno che non si sia escursionisti particolarmente esperti in grado di muoversi fuori sentiero per lunghi tratti. La strada asfaltata diviene obbligatoria nel passaggio da un isola ad un’altra, percorrendo un ponte o un tunnel sottomarino. In particolar modo per i tunnel sottomarini (lunghi e stretti) è assolutamente sconsigliato percorrerli a piedi: si suggerisce di fare autostop (è sicuro e molto semplice) o di prendere un bus. Laddove sia previsto un passaggio per strada asfaltata, verrà presentata l’opzione bus (con tanto di orari) se disponibile, e una possibile via off-route (fuori sentiero) per chi volesse muoversi rigorosamente a piedi lontano dall’asfalto.

Strada sterrata –> questa tipologia di strade, raramente frequentate da automezzi, fungono spesso da collegamento tra un sentiero e una strada asfaltata, e consentono all’hiker di riposare i piedi e/o di mantenere un’andatura più sostenuta, anche se per tratti relativamente brevi. Ho scelto quindi di non evitare le strade sterrate, ma il loro numero rimane comunque esiguo nella totalità dell’itinerario.

Sentiero con traccia chiara –> alcuni sentieri sono particolarmente turistici, la traccia risulta sempre molto chiara e sono frequenti i cairns (omini di pietre, segnavia), anche di dimensioni ragguardevoli. Sebbene spesso molto frequentati (sarebbe meglio dire abbastanza frequentati, il numero di escursionisti è ancora decisamente basso nelle Faroe), diversi di questi sentieri sono stati inclusi nell’itinerario per la bellezza dei posti raggiunti e/o per la valenza naturalistica del sentiero stesso.

Sentiero con traccia poco chiara o assente –> sebbene alcuni sentieri che rientrano in questa categoria siano proposti ai turisti anche dall’ufficio turistico delle Faroe, non si dovrebbe sottovalutare l’impegno che queste antiche vie di comunicazione riservano all’escursionista. In questa categoria troviamo sentieri che, sebbene delineati nel loro svolgimento dalla presenza di cairns, non presentano una traccia riconoscibile (o riconoscibile solo a tratti), sia a causa della tipologia di terreno, sia per l’esiguo numero di escursionisti che li percorrono. Questi sentieri costituiscono la maggior parte dei tracciati inclusi in questa guida.

Assenza di sentiero –> nonostante abbia cercato di ridurre al minimo le porzioni di itinerario in assenza di sentiero, vi sono alcuni brevi tratti in cui è necessario muoversi in totale autonomia. Ogni qualvolta vi fosse un tratto in assenza di sentiero riporterò un’alternativa via strada asfaltata, con o senza mezzi pubblici. In aggiunta ai rischi che presenterò di seguito, è possibile che alcuni locali risultino infastiditi nel vedervi camminare fuori sentiero all’interno della loro proprietà (in alcune zone è espressamente vietato e vi è un forte rischio multe). Le porzioni di itinerario in assenza di sentiero che presento in questa guida sono però lontane dalle abitazioni e da aree in cui sia vietata la percorrenza.

Fai clic sulla mappa per visualizzare l'itinerario

Rifornimenti

Presso Jakkvik, Adolfsstrom e Ammarnas sono presenti dei negozi che vendono generi alimentari. A Baverholmen vi è un ristorante che vende anche qualche snack. Le hut che si incontrano lungo il cammino non sono custodite e non vendono generi alimentari. Si consiglia quindi di portare con sé 4 giorni di provviste e rifornirsi quando possibile. L’acqua è presente, abbondante e potabile lungo tutto l’itinerario.

Alloggi

Sebbene le tappe qui indicate sono state studiate per poter usufruire di una hut come ricovero per la notte, è bene considerare l’idea di portare con sé un riparo di emergenza. Lungo il percorso, oltre alle hut indicate come fine-tappa, s’incontrano diversi shelter e un paio di hut che possono essere utilizzati come alloggio alternativo.

Tappe consigliate

L’itinerario è corredato di traccia GPS (scaricabile dal link che si apre cliccando sulla mappa) ma quest’ultima deve essere utilizzata solo come indicazione approssimativa: la navigazione dovrà sempre essere affidata alla presenza di cairns, di una traccia chiara o all’individuazione dei passaggi più semplici, o più in generale al buonsenso.

Fai clic sulla mappa per visualizzare il percorso

Tappa 1 – da Jakkvik a Adolfsstrom

Lunghezza: 22 km
Dislivello: +50 m

La prima tappa di questa sezione può essere facilmente cambiata a seconda delle capacità e della fretta dell’escursionista. Da Jakkvik il sentiero s’inerpica per circa 380 metri attraverso splendide foreste di betulle fino a raggiungere la sommità di un altipiano che regala viste estese a 360°. Scendendo dall’altipiano si raggiunge in breve la hut Pjeliekaisestugan. È una hut non gestita, meravigliosamente posta al margine di una fitta foresta. Vale la pena fermarsi per una sosta o anche per pernottare, facendo così una tappa molto breve (8 km da Jakkvik). Dalla hut si prosegue in un sali-scendi tra colline, aree boscose, laghi e acquitrini per poi scendere verso il centro abitato di Adolfsstrom. Chi volesse continuare può (compatibilmente con gli orari) sfruttare un passaggio in barca a motore (a pagamento) fino a Baverholmen, dove è possibile pernottare, campeggiare e mangiare presso un’ottima tavola calda.

Tappa 2 – da Adolfsstrom a Sjnulttjie

Lunghezza: 23 km
Dislivello: +300 m

Si tratta di una tappa percorsa prevalentemente attraverso il bosco, ma che regala momentanee quanto inaspettate viste sul dedalo di specchi d’acqua della valle tra i fiumi Badasjuhka e Vuorojuhka. Una decina di chilometri possono essere risparmiati prendendo una barca a motore fino a Baverholmen. In questo minuscolo villaggio turistico si trova un ristorante e vi è possibilità di pernottamento. Ad un paio di chilometri da Baverholmen, lungo il Kungsleden, s’incontra una hut nei pressi del fiume Badasjakka, un buon punto per sostare o un’opzione per il pernottamento. Il sentiero sale quindi di quota, sempre attraverso foreste, fino a raggiungere un altipiano costellato di specchi d’acqua. La hut di Sjnulttjie, raggiungibile con una deviazione di pochi minuti dal Kungsleden, è indicata da un’apposita segnaletica.

Tappa 3 – da Sjnulttjie a Ravfjallet

Lunghezza: 25 km
Dislivello: -260 m

Questa tappa si svolge per lo più per terreni aperti, con aree boschive solo all’inizio e alla fine. Si attraversa l’altipiano di Bjorkfjallet, quindi si scende velocemente verso il fiume Vindelalven, dove si trova la hut di Ravfjallet, in prossimità del ponte. La hut è sempre aperta e dispone di cucina e due letti. Due camere con numerosi altri posti letto sono chiuse a chiave. La chiave può essere richiesta al centro visite di Adolfsstrom, al ristorante di Baverholmen o al negozio di Ammarnas.

Tappa 4 – da Ravfjallet a Ammarnas

Lunghezza: 21 km
Dislivello: -40 m

Il dislivello complessivo di questa tappa non deve ingannare: è richiesta una salita di oltre 500 metri attraverso la foresta che racchiude il Vindelalven fino a raggiungere la sommità del monte Stuorajabba. Si prosegue per un altipiano da cui di godono viste notevoli per poi discendere attraversando una fitta foresta fino a raggiungere l’abitato di Ammarnas. Poco prima di Ammarnas, nei pressi del lago Nasbergsl, vi sono due shelter che possono rappresentare un’avventurosa opzione di pernottamento. L’intera tappa è caratterizzata dalla quasi totale assenza di riferimenti al Kungsleden, in quanto questo sta venendo ridisegnato interamente lungo il corso del Vindelalven da Ravfjallet ad Ammarnas. La traccia è spesso confusa e vi sono aree con terreno molto paludoso. Ciononostante si tratta di una tappa bella e varia, assolutamente consigliata.

Difficoltà

Si tratta di una sezione che non presenta difficoltà particolari. È logisticamente più impegnativa di altre sezioni a causa dell’assenza di punti di rifornimento intermedi tra Adolfsstrom e Ammarnas. La tappa che congiunge la hut di Ravfjallet ad Ammarnas è poco chiara e bisogna fare attenzione a non perdersi. L’area ospita l’orso bruno, ma l’incontro con questo animale è davvero una rarità.

Clima

Durante l’estate, da metà giugno a metà agosto, le temperature rimangono attorno ai 10°, con lievi variazioni tra minime e massime. Nei mesi invernali le temperature scendono oltre i -10°, e non è insolito sperimentare anche i -30°C. La piovosità è piuttosto elevata, con possibilità di episodi temporaleschi anche violenti.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Adolfsstrom (è possibile variare la ricerca con altre località)

Vie di fuga

Adolfsstrom e Baverholmen sono gli unici punti interni a questa sezione presso cui è possibile abbandonare il Kungsleden. Se si è impossibilitati a camminare, da Baverholmen è necessario raggiungere Adolfsstrom via barca a motore, in quanto non vi sono strade che portino a Baverholmen.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento per una traversata a piedi delle isole Faroe deve necessariamente includere giacca e pantaloni impermeabili, scarpe o scarponi con una suola che faccia ben presa sul fango e uno strato intermedio in pile per mantenersi caldi durante il cammino. L’unica vera accortezza per le Faroe ricade sul riparo: nonostante sia esperto nel suo utilizzo, ho avuto qualche problema con il tarp a causa delle raffiche di vento fortissime (anche superiori ai 100 km/h); consiglio quindi l’uso di una tenda, meglio se autoportante, di tipo geodetico o a tunnel. In generale le tende con una verticale superiore ai 110 cm potrebbero essere messe a dura prova.

Altre informazioni

  • Valuta: corona danese.
  • Lingua: Nelle Faroe le lingue ufficiali sono il faroese (simile all’islandese) e il danese, ma esprimendosi in inglese non si avranno problemi a comunicare con la maggior parte dei locali.
  • Rete telefonica: Nonostante siano formalmente parte del Regno di Danimarca (assieme alla Danimarca e alla Groenlandia), le Faroe non fanno parte dell’Unione Europea e non ne addottano quindi le leggi. Diversamente che in Danimarca non sarà quindi possibile usufruire del proprio piano tariffario per l’uso del telefono e la connessione internet. Molte aree delle Faroe non sono in ogni caso raggiunte dalla rete telefonica.


Croce segnaletica invernale lungo il Kungsleden

Kungsleden - Sezione 5: da Ammarnas a Hemavan

La più meridionale delle sezioni del Kungsleden torna ad essere più frequentata da turisti ed escursionisti, sebbene non allo stesso livello della sezione Abisko-Vakkotavare. I rifugi lungo il percorso sono numerosi e l’ambiente è più montuoso. Dal punto di vista paesaggistico è una sezione indimenticabile, che racchiude tutte le tipologie ambientali riscontrabili lungo il Kungsleden.

Chi dovrebbe percorrere il Faroe Islands Traverse?

La Traversata delle Isole Faroe è un percorso ideato per l’escursionista medio, a patto che sappia gestire passaggi esposti sulle scogliere, che sappia “leggere” per tempo i cambiamenti del tempo traendone le giuste conseguenze e che sappia orientarsi nei punti sprovvisti di traccia o con traccia poco chiara. È sicuramente un percorso adatto agli innamorati della fotografia, in quanto le Isole Faroe sono tra i luoghi più fotogenici al mondo. È anche un percorso per chi voglia camminare in solitudine, ma con la sicurezza di non essere mai troppo lontano dalla civiltà.

Come arrivare

Raggiungere Ammarnas non è difficile, ma richiede lunghi spostamenti, per cui è bene dedicare un giorno al solo viaggio. Ci sono diverse tipologie di trasporto pubblico che possono essere considerate per arrivare a destinazione. Per visualizzare le varie opzioni di viaggio fai clic sulla mappa.

Fai clic sulla mappa per visualizzare le opzioni di viaggio

Come tornare

Hemavan è ben collegata con il resto della Svezia, per cui non sarà difficile trovare un mezzo pubblico per raggiungere la capitale. Si consiglia autobus fino a Umea e da lì treno per Stoccolma.

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Itinerario

Con i suoi 78 km, l’ultima sezione del Kungsleden è tra le più brevi, ma presenta comunque un dislivello complessivo maggiore delle prime due sezioni. Lungo il percorso si trovano 5 hut, 3 shelter e 1 mountain station. La traccia è sempre chiara e ben segnalata. In alcuni tratti è possibile percorrere altri sentieri per accorciare l’itinerario, perdendone però in magnificenza del panorama.

  • Tappa 1: da Ammarnas a Servestugan
  • Tappa 2: da Servestugan a Syterstugan
  • Tappa 3: da Syterstugan a Hemavan

Segnaletica

L’itinerario consigliato si svolge su cinque principali tipologie di traccia: strada asfaltata, strada sterrata, sentiero con traccia chiara, sentiero con traccia poco chiara o assente, assenza di sentiero.

Strada asfaltata –> a nessun thru-hiker che si rispetti piace camminare sull’asfalto, magari con automobili e camion a fargli il pelo, ma nelle Isole Faroe è spesso necessario, a meno che non si sia escursionisti particolarmente esperti in grado di muoversi fuori sentiero per lunghi tratti. La strada asfaltata diviene obbligatoria nel passaggio da un isola ad un’altra, percorrendo un ponte o un tunnel sottomarino. In particolar modo per i tunnel sottomarini (lunghi e stretti) è assolutamente sconsigliato percorrerli a piedi: si suggerisce di fare autostop (è sicuro e molto semplice) o di prendere un bus. Laddove sia previsto un passaggio per strada asfaltata, verrà presentata l’opzione bus (con tanto di orari) se disponibile, e una possibile via off-route (fuori sentiero) per chi volesse muoversi rigorosamente a piedi lontano dall’asfalto.

Strada sterrata –> questa tipologia di strade, raramente frequentate da automezzi, fungono spesso da collegamento tra un sentiero e una strada asfaltata, e consentono all’hiker di riposare i piedi e/o di mantenere un’andatura più sostenuta, anche se per tratti relativamente brevi. Ho scelto quindi di non evitare le strade sterrate, ma il loro numero rimane comunque esiguo nella totalità dell’itinerario.

Sentiero con traccia chiara –> alcuni sentieri sono particolarmente turistici, la traccia risulta sempre molto chiara e sono frequenti i cairns (omini di pietre, segnavia), anche di dimensioni ragguardevoli. Sebbene spesso molto frequentati (sarebbe meglio dire abbastanza frequentati, il numero di escursionisti è ancora decisamente basso nelle Faroe), diversi di questi sentieri sono stati inclusi nell’itinerario per la bellezza dei posti raggiunti e/o per la valenza naturalistica del sentiero stesso.

Sentiero con traccia poco chiara o assente –> sebbene alcuni sentieri che rientrano in questa categoria siano proposti ai turisti anche dall’ufficio turistico delle Faroe, non si dovrebbe sottovalutare l’impegno che queste antiche vie di comunicazione riservano all’escursionista. In questa categoria troviamo sentieri che, sebbene delineati nel loro svolgimento dalla presenza di cairns, non presentano una traccia riconoscibile (o riconoscibile solo a tratti), sia a causa della tipologia di terreno, sia per l’esiguo numero di escursionisti che li percorrono. Questi sentieri costituiscono la maggior parte dei tracciati inclusi in questa guida.

Assenza di sentiero –> nonostante abbia cercato di ridurre al minimo le porzioni di itinerario in assenza di sentiero, vi sono alcuni brevi tratti in cui è necessario muoversi in totale autonomia. Ogni qualvolta vi fosse un tratto in assenza di sentiero riporterò un’alternativa via strada asfaltata, con o senza mezzi pubblici. In aggiunta ai rischi che presenterò di seguito, è possibile che alcuni locali risultino infastiditi nel vedervi camminare fuori sentiero all’interno della loro proprietà (in alcune zone è espressamente vietato e vi è un forte rischio multe). Le porzioni di itinerario in assenza di sentiero che presento in questa guida sono però lontane dalle abitazioni e da aree in cui sia vietata la percorrenza.

Fai clic sulla mappa per visualizzare l'itinerario

Rifornimenti

Presso tutte le hut è possibile acquistare rifornimenti alimentari, sebbene la scelta non sia quasi mai particolarmente ampia. Non è quindi necessario trasportare grandi quantità di viveri, risultando sufficienti un paio di giorni di provviste. Presso Hemavan e Ammarnas è possibile acquistare presso supermercati.

Alloggi

Questa sezione può essere percorsa senza dover trasportare alcun tipo di riparo, ma si consiglia ugualmente di dotarsi di un tarp o una tenda ultraleggera. Le hut che si incontrano lungo l’itinerario, sebbene non abbiano la capacità di quelle presenti nella prima sezione del Kungsleden, sono molto ben fornite e ospitano mediamente 30 letti. Lungo il percorso vi sono inoltre tre shelter che possono essere presi in considerazione per una sistemazione d’emergenza. Presso Ammarnas e Hemavan le possibilità di alloggio sono molteplici.

Tappe consigliate

L’itinerario è corredato di traccia GPS (scaricabile dal link che si apre cliccando sulla mappa) ma quest’ultima deve essere utilizzata solo come indicazione approssimativa: la navigazione dovrà sempre essere affidata alla presenza di cairns, di una traccia chiara o all’individuazione dei passaggi più semplici, o più in generale al buonsenso.

Fai clic sulla mappa per visualizzare il percorso

Tappa 1 – da Ammarnas a Servestugan

Lunghezza: 27 km
Dislivello: +300 m

La tappa qui proposta può risultare particolarmente lunga e impegnativa, ma è possibile ridurla grazie alle diverse possibilità di sistemazione intermedie: ci si può fermare presso la hut di Aigerstugan, a circa 8 km da Ammarnas, o continuare fino agli shelter di Juovvatjahkka (metà strada) o di Vuomatjahkka (circa 10 km da Servestugan). Da Ammarnas a Aigerstugan è necessario aver ragione di una faticosa salita che ripaga però con magnifiche viste su un grande canyon. Da Aigerstugan a Servestugan si è in un continuo sali-scendi, con alcuni tratti anche impegnativi e si raggiunge la quota più alta del Kungsleden (Juovatjahkka pass) dopo il passo di Tjaktja (Sezione 1 – da Abisko a Vakkotavare).

Tappa 2 – da Servestugan a Syterstugan

Lunghezza: 28 km
Dislivello: +10 m

Anche in questo caso si tratta di una tappa lunga che può essere smezzata presso la hut di Tarnasjostugan. Nonostante il dislivello complessivo sia prossimo allo zero, vi sono alcune salite brevi ma impegnative, in particolare l’ultima per raggiungere la hut di Syter. Il percorso è dapprima collinare, per poi proseguire tra foreste di betulle fino a raggiungere il particolare arcipelago della porzione meridionale del lago Tarnasjon. Da lì una ripida salita porta al limite orientale dell’altipiano Norra Storfjallet dove si colloca la hut Syterstugan.

Tappa 3 – da Syterstugan a Hemavan

Lunghezza: 23 km
Dislivello: +20 m

Tappa mediamente lunga ma complessivamente facile. Si inizia con una lunga ma non troppo difficile salita fino a raggiungere il passo di Syterskalet. L’omonima valle è magnifica, una U perfetta tra due montagne gemelle. Al passo è presente uno shelter che non si potrebbe utilizzare per il ricovero notturno se non in casi di emergenza. Proseguendo facilmente lungo la valle si raggiunge in breve la hut di Viterskalsstugan, una sistemazione notturna di eccellenza per chi volesse smezzare la tappa o non volesse terminare già il suo viaggio. Da Viterskals si scende in un paesaggio mutevole fino a raggiungere nuovamente la civiltà ad Hemavan. Poco prima dell’abitato si trova la Mountain Station STF.

Difficoltà

Si tratta di una sezione adatta a tutti, che non presenta difficoltà di sorta. La relativa abbondanza di hut e shelter riduce ulteriormente i rischi.

Clima

Durante l’estate, da metà giugno a metà agosto, le temperature rimangono attorno ai 10°, con lievi variazioni tra minime e massime. Nei mesi invernali le temperature scendono oltre i -10°, e non è insolito sperimentare anche i -30°C.

Fai clic sulla tabella per visualizzare le medie delle condizioni meteorologiche di Hemavan (è possibile variare la ricerca con altre località)

Vie di fuga

In questa sezione non vi sono vie di fuga, ma è possibile raggiungere Ammarnas da Servestugan attraverso un breve e poco impegnativo sentiero lungo il lago anziché risalire sugli altipiani.

Equipaggiamento

L’equipaggiamento per una traversata a piedi delle isole Faroe deve necessariamente includere giacca e pantaloni impermeabili, scarpe o scarponi con una suola che faccia ben presa sul fango e uno strato intermedio in pile per mantenersi caldi durante il cammino. L’unica vera accortezza per le Faroe ricade sul riparo: nonostante sia esperto nel suo utilizzo, ho avuto qualche problema con il tarp a causa delle raffiche di vento fortissime (anche superiori ai 100 km/h); consiglio quindi l’uso di una tenda, meglio se autoportante, di tipo geodetico o a tunnel. In generale le tende con una verticale superiore ai 110 cm potrebbero essere messe a dura prova.

Altre informazioni

  • Valuta: corona danese.
  • Lingua: Nelle Faroe le lingue ufficiali sono il faroese (simile all’islandese) e il danese, ma esprimendosi in inglese non si avranno problemi a comunicare con la maggior parte dei locali.
  • Rete telefonica: Nonostante siano formalmente parte del Regno di Danimarca (assieme alla Danimarca e alla Groenlandia), le Faroe non fanno parte dell’Unione Europea e non ne addottano quindi le leggi. Diversamente che in Danimarca non sarà quindi possibile usufruire del proprio piano tariffario per l’uso del telefono e la connessione internet. Molte aree delle Faroe non sono in ogni caso raggiunte dalla rete telefonica.


Tenda Geertop Backpacking 1-Person 3-Season 20D

La GeerTop Pyramid Tent usata come tarp sull'Alto Giura

Premettiamo che l'azienda GeerTop non si distingue per la semplicità e l'immediatezza dei nomi dei suoi prodotti. La GEERTOP 1-Person 3-Season 20D Backpacking Tent For Camping, la chiamerò per semplicità GeerTop Pyramid Tent, per via della sua conformazione strutturale.

Si tratta di una trekking pole tent, ovvero di una tenda che utilizza i bastoncini da trekking al posto della paleria, permettendo quindi di ridurre sensibilmente il peso totale (a patto che l'utilizzatore impieghi abitualmente i bastoncini da trekking).

Due bastoncini da trekking fungono da paleria per la GeerTop Pyramid Tent

La tenda è costituita solamente da due componenti: un corpo piramidale composto da un pavimento impermeabile (5000 mm) e da pareti in mesh (zanzariera), e da un telo superiore (flysheet) di forma piramidale con un valore di impermeabilità pari a 3000 mm.

La tenda non è autoportante e deve essere picchettata al suolo affinché possa risultare stabile e resistente al vento. Una volta picchettata è possibile notare come vi siano due absidi (uno più ampio, sufficientemente ampio da proteggere dalla pioggia uno zaino 50L e un paio di scarponi, e uno più piccolo), ma una sola entrata. Questo limita l'utilizzo del secondo abside (quello minore), risparmiando sul peso di una zip. Una scelta discutibile.

In un campeggio lungo la West Highland Way con l'entrata completamente aperta.

Lo spazio interno è buono per una persona da sola, ma può ospitare due persone in caso di bisogno. L'altezza massima interna è di 90 cm, sufficiente per rimanere seduti al suo interno, ma le persone più alte potrebbero trovarla troppo bassa. La lunghezza della camera interna è di 210 cm, mentre la larghezza è di 90 cm.

Il peso totale della tenda, comprensivo di picchetti e tiranti, è di 1200 grammi, di cui 790 grammi dati dal telo superiore e 410 grammi dal pavimento con zanzariera.

Il telo superiore della GeerTop Pyramid Tent può essere utilizzato da solo come tarp piramidale, estendendo il suo utilizzo al periodo invernale. Quando è assemblato assieme al resto della tenda, il telo superiore risulta infatti separato dal terreno di circa 10 cm, favorendo il passaggio d'aria. Se il passaggio d'aria riduce la formazione di condensa, risulta particolarmente poco adatto in presenza di forte vento e temperature rigide. Utilizzando il telo superiore da solo è invece possibile picchettarlo al suolo in modo che non vi sia alcun passaggio d'aria dai lati. La presenza di due aperture sulle minori delle facce del telo consente di limitare la formazione di condensa ma rende inadatto il tarp in presenza di forte vento. La soluzione DIY ("do it yourself", ovvero "fai da te") a questo problema è molto semplice: è sufficiente cucire a macchina (bastano pochi punti) due strisce di velcro in corrispondenza delle aperture per poterle chiudere quando fosse necessario. Il telo superiore può essere conformato con due bastoncini o con uno solo posto in verticale.

Grazie alla soluzione DIY è stato possibile usare il tarp piramidale anche in una zona esposta a vento forte

Su Amazon si trova ad un prezzo decisamente appetibile, circa 80 euro. Davvero interessante la possibilità di acquistare l'intera tenda o i singoli componenti.

Valutazione complessiva

La GeerTop Pyramid Tent è una tenda ultraleggera economica, un buon acquisto per il novello thru-hiker o per quello meno abbiente. La tenda è stata testata in alcuni hike di pochi giorni sulle Dolomiti, dove ho riscontrato le problematiche legate al passaggio del vento attraverso le aperture poste sulle facce minori del telo esterno. Con la soluzione DIY (sopra spiegata) ho utilizzato il solo telo esterno come tarp piramidale sia durante la Traversata dell'Alto Giura in pieno inverno che durante la Grande Traversata delle Highlands Scozzesi. Se picchettato per toccare il suolo ad ogni lato (impedendo quindi il passaggio del vento), lo spazio interno diviene angusto, sia in altezza che in lunghezza. Arrivo infatti a toccare il telo sia da seduto che da sdraiato (sono alto 180 cm). Si consiglia quindi di proteggere il sacco a pelo dal contatto con la condensa utilizzando un sacco da bivacco leggero e traspirante come questo. Della GeerTop Pyramid Tent, usata come tarp, ho amato il peso ridotto e la dimensione da ripiegata: davvero minuscola. Inoltre i valori di impermeabilità sono ottimi per una tenda così leggera (ed economica).

Sebbene si tratti di un prodotto migliorabile, la mia valutazione finale è positiva, specialmente considerando la differenza di prezzo rispetto ad altre trekking pole tent. La GeerTop Pyramid Tent è quindi consigliatissima all'hiker solitario che voglia gradualmente abbandonare l'uso della tenda in favore di un tarp.


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