Ci fu un tempo in cui andare a camminare in montagna o per boschi voleva dire avere con sé un bastone. Quale fosse l’utilità di quel bastone non era chiara ai più, probabilmente quella di appoggio durante le soste per rifiatare, e gli escursionisti della domenica se lo trascinavano dietro quasi fosse un peso morto. I bastoni all’epoca erano rami raccolti ai lati di un sentiero, che qualcuno poi intagliava o decorava: insomma anche se non erano particolarmente utili avevano sicuramente un certo fascino romantico.

Un giovanissimo quanto orgoglioso The Walking Robin con il suo bastone da trekking!

 

Poi improvvisamente scomparvero. E non si sa bene il perché.

Mentre nessuno si chiedeva il motivo della loro scomparsa, qualche turista germanico iniziò a palesarsi sulle nostre montagne accompagnato da un paio di bastoncini, identici a quelli che si usavano sulle piste da sci. Ovviamente lo sfottò, caratteristica in cui l’italiano medio eccelle, era dietro l’angolo, e i commenti spaziavano da un bonario “cose da tedeschi” a pesanti illazioni riguardanti l’orientamento sessuale dell’utilizzatore di quei primi bastoncini da trekking.

Ben presto però le cose cambiarono nuovamente e la coppia di bastoncini da trekking prese il posto del vecchio bastone di legno: faceva figo averli ma quasi nessuno pensava che potesse esistere una tecnica da imparare per utilizzarli. Lungo i sentieri si moltiplicarono così gli escursionisti con un’andatura dinoccolata che non poteva non ricordare quella delle giraffe appena nate.

L’ultimo grande cambiamento di questa avvincente storia si ha con la diffusione del concetto di fitness: l’escursionismo diviene uno sport e si inizia a ragionare sulla qualità dell’equipaggiamento e sul suo utilizzo. Si parla di “nordic walking” e di “speed hiking”, e si comincia ad apprezzare la reale utilità dei bastoncini da trekking.

 

Ma sono realmente utili i bastoncini da trekking? E se sì, possono essere utilizzati nel thru-hiking?

I bastoncini da trekking sono sicuramente utili nel trekking. Non nell’alpinismo, non lungo vie ferrate. Si chiamano bastoncini da trekking perché sono stati ideati per utilizzarli lungo percorsi in cui si debba camminare e basta, e in questo contesto risultano indubbiamente utili, nonappena si impari ad utilizzarli correttamente.

I bastoncini da trekking permettono di mantenere un’andatura più veloce incrementando anche la falcata del passo. Mettendo in movimento continuo le braccia, il tronco e il busto migliorano l’efficacia del trekking come attività allenante. La spinta conferita dalle braccia riduce il carico di lavoro delle gambe (a scapito delle braccia stesse, ndr), e in discesa i bastoncini permettono di ridurre il carico a livello delle articolazioni, in particolare alle ginocchia. L’uso corretto dei bastoncini conferisce inoltre una maggiore stabilità e un minor rischio di infortuni quali le distorsioni alla caviglia.

Di contro i bastoncini causano un maggior dispendio energetico (che può non essere una cosa negativa per chi volesse usare il trekking per rimettersi in forma) e occupando le mani limitano tutta una serie di azioni che vorremmo poter fare (attenzione che non ho detto “impediscono”, ma solo “limitano”).

I bastoncini da trekking sono risultati molto utili sulla neve ghiacciata della Lapponia norvegese

 

Nella pratica del thru-hiking i bastoncini da trekking diventano addirittura ancora più utili se non addirittura essenziali. Durante i miei viaggi sono stato ben felice di avere con me dei bastoncini da trekking ad ogni guado di fiume o torrente, ad ogni attraversamento di pozze acquitrinose, torbiere o terreni innevati, praticamente ovunque la stabilità in camminata sia sensibilmente compromessa. Mi sono serviti per tenere a bada cani più o meno domestici e maiali selvatici troppo curiosi. Mi hanno permesso di “saltare” ostacoli che altrimenti mi avrebbero causato una notevole perdita di tempo, e infine mi hanno permesso di costruire un riparo ogni qual volta abbia dormito sotto un tarp. La possibilità di usarli come “paleria” per la propria tenda o riparo d’emergenza, fa dei bastoncini da trekking uno strumento incredibilmente polivalente, permettendo l’utilizzo di un tarp anche laddove non ci siano alberi.

I risvolti negativi del loro utilizzo in un thru-hike sono fondamentalmente quelli precedentemente indicati: durante un hike di molti giorni o settimane consumare più calorie del necessario ogni giorno può infatti essere una cattiva idea, e si è costretti a fermarsi per posare da qualche parte i bastoncini qualora si volesse fare una foto, consultare la mappa, e cose del genere.

Durante un thru-hike in luoghi selvaggi non è poi raro imbattersi in tratti rocciosi che richiedano l’uso delle mani (passaggi di arrampicata di I o II grado) per cui è essenziale poter riporre i bastoncini nello zaino o fissarli a quest’ultimo.

Due bastoncini da trekking fungono da paleria per un tarp piramidale durante la traversata delle Highlands scozzesi

 

In linea di massima mi sento di consigliare i bastoncini telescopici a coloro i quali volessero impiegarli in un thru-hike: sono più versatili e possono quindi tornare utili in un maggior numero di situazioni.

Per una volta mi permetto di dire: << non prendete il modello più leggero >>. E’ vero che bastoncini più leggeri riducono sensibilmente la stanchezza a spalle e braccia, ma solitamente non sono sufficientemente robusti da resistere alle sollecitazioni che un thru-hike attraverso la natura selvaggia comporta.

 

Con questo articolo non credo di essere riuscito a convincere la mia ragazza ad imparare ad usare i bastoncini da trekking, probabilmente perché non è stata (ancora) conquistata dal fascino rustico del tarp. Spero però di aver instillato in voi la voglia di acquistarne un paio di economici e di testarli, imparando le tecniche base di utilizzo (su youtube troverete sicuramente dei tutorial) e magari, perché no, provare ad associarli ad un tarp per costruirvi un riparo per una notte a pieno contatto con la natura!