Uno dei dubbi che spesso assalgono il novizio thru-hiker (ma anche l’escursionista che si avvicina al mondo del campeggio itinerante) durante la scelta per l’acquisto di una tenda è: <<bella questa tenda ultraleggera! Ma potrò usarla anche d’inverno?>>. La risposta del commesso del negozio sarà quasi certamente <<No>> e anche consultando le specifiche della tenda troverete indicato <<uso 3 stagioni>> (che significa OK per primavera, estate, autunno, NO per l’inverno).

The Walking Robin vi risponde invece <<Sì, ma…>> e quel “ma” apre ad un mondo di apprendimento, capacità di adattamento e sviluppo di nuove abilità!

Partiamo da una premessa: cosa distingue una tenda “3-stagioni” da una “invernale”? La risposta è complessa e non univoca, ma sicuramente la dote principale di una tenda “invernale” è quella di non far passare correnti di aria fredda all’interno dell’abitacolo. Questo si ottiene solitamente con l’uso di un telo esterno che si adagi al suolo e che abbia uno spessore maggiore, e/o con un telo della camera interna fatto di tessuto impermeabile-traspirante al posto della classica retina anti-zanzare (mesh). Le tende invernali sono quasi tutte autoportanti per facilitare la loro installazione su terreno innevato e dotate di una solida paleria atta a sostenere seri carichi di neve (gli accumuli notturni sul “tetto” della tenda possono essere molto pericolosi). Tutte queste caratteristiche assieme contribuiscono ad elevare il peso di una tenda “invernale” ad almeno il doppio di una tenda “3-stagioni”.

Dimenticandoci per un attimo la naturale avversione per le cose pesanti che attanaglia ogni vero thru-hiker, una tenda “invernale” è spesso molto costosa e ha un range d’utilizzo limitato: una tenda “invernale” usata d’estate funziona meglio come sauna che come riparo. Nonostante in quest’altro articolo consiglio una serie di ripari economici adatti all’uso invernale e sulla neve, il mio consiglio è di orientarsi su di un ottimo riparo “3-stagioni” che sappia performare decentemente anche d’inverno.

Vediamo le problematiche e la loro risoluzione:

 

Calore

Non mi stancherò mai di dirlo: lo scopo della tenda non è quello di “fare caldo”! Sicuramente una tenda ben chiusa a 360° sarà in grado di trattenere per qualche ora il calore che il vostro corpo produce, ma lo stesso risultato si può ottenere in modo più intelligente: il mantenimento del calore dovrebbe essere affidato alla combinazione di un buon sacco a pelo con un sacco da bivacco traspirante (rimando a quest’altro articolo per comprendere l’approccio modulare dei sacchi-letto).

Anti-vento

Un tarp quadrato di 3×3 metri può essere conformato in diverse strutture in grado d’impedire efficientemente il passaggio del vento all’interno. Se foste però convinti di usare una tenda basatevi su questa analisi per capire se la tenda è in grado di limitare il passaggio di correnti d’aria fredda: il margine del telo esterno quanto è alto da terra? La camera interna ha il fondo con bordi rialzati? Se sì, qual è l’altezza di questi bordi? Quanto ampio è il vestibolo (o abside)?

Se il margine del telo esterno da terra misura >10 cm la tenda lascerà passare una grande quantità di aria/vento. Se è attorno ai 5 cm e il bordo rialzato della camera interna è all’incirca della stessa misura o più alto, sarete protetti dalle raffiche di vento orizzontali, ma non dal ricircolo di aria fredda. Il ricircolo d’aria non è una brutta cosa, in quanto permette di ridurre la formazione di condensa, ma bisogna evitare che raffiche di vento possano raggiungere le aree del corpo non protette dal sacco da bivacco, come ad esempio il viso. È quindi importante trovare un’area adatta in cui accamparsi o, se si vuole campeggiare su terreno innevato, costruire dei muretti di neve che vadano a colmare il gap tra il margine del telo esterno e il terreno.

Stabilità

D’inverno o meglio, in condizioni di innevamento, si presentano due problemi non da poco relativamente alla stabilità della tenda:

1- il terreno può non essere stabile e/o non adatto ad ancorare la tenda;

2- precipitazioni nevose possono compromettere la struttura della tenda.

Prima di montare la tenda è necessario attuare un certo numero di pratiche che possono essere riassunte col termine “consolidamento del manto nevoso”. In parole povere è importante compattare la superficie nevosa su cui vogliamo montare il nostro riparo. Questa operazione può