Per secoli gli uomini di mezzo mondo hanno creduto all’esistenza dell’Unicorno. A riprova di ciò, diversi reali possedevano nei loro forzieri almeno un “corno di Unicorno”. Oggigiorno sappiamo che quelle “corna” altro non erano che il dente del narvalo. Per chi non fosse appassionato di zoologia, il narvalo è un cetaceo (come delfini e balene) che possiede un dente modificato che protrude dal muso a mo’ di lancia per una lunghezza che può toccare i 3 metri. L’immagine di uno splendido cavallo bianco con un lungo corno frontale che galoppa lungo spiagge sconfinate dovrebbe quindi essere sostituita con quella di una specie di grossa salsiccia dotata di pinne che sulle spiagge al massimo ci si arena. Vi starete chiedendo cosa c’entra tutto questo con i tessuti impermeabili traspiranti. C’entra eccome, in quanto questi tessuti sono esattamente come l’unicorno: immaginiamo una cosa, ma la realtà è un’altra.

Tutti i tessuti impermeabili traspiranti condividono lo stesso meccanismo di azione che, sulla carta, è in grado di convincere chiunque della loro effettiva efficacia. Questi tessuti sono dotati di microfori di dimensioni talmente ridotte da non permettere all’acqua in stato liquido di passarvi attraverso, ma sufficientemente ampi da permettere il passaggio di acqua in stato gassoso (vapore acqueo). In teoria pioggia e neve non sarebbero quindi in grado di penetrare attraverso il tessuto, mentre il vapore acqueo prodotto attraverso la sudorazione è libero di diffondersi nell’aria attraversando la barriera.

Bugie? no, è proprio così! Per capirlo è possibile fare una prova confrontando un indumento (una giacca per esempio) in tessuto impermeabile traspirante con uno solo impermeabile. Indossiamo le nostre giacche e mettiamoci sotto il getto di una doccia. In entrambi i casi la giacca ci mantiene asciutti. Se aspettiamo qualche minuto, ci accorgeremo però di essere umidi, se non bagnati, quando indossiamo la giacca non traspirante. Non è sufficientemente impermeabile? No, l’umidità interna è causata dalla nostra sudorazione.

A questo punto vi starete chiedendo il perché di questo articolo se è così lampante l’efficacia dei tessuti impermeabili traspiranti. Abbiate pazienza!

I tessuti impermeabili traspiranti possono essere suddivisi in due grandi gruppi: tessuti GORE-TEX-like e tessuti impregnati.

GORE-TEX è un marchio registrato, ma è oramai divenuto un termine comune per indicare tutti quei tessuti la cui impermeabilità e traspirabilità si basa sulla sovrapposizione di diversi strati dalle diverse caratteristiche che concorrono a fornire al tessuto anche resistenza al passaggio del vento e alle abrasioni.

I tessuti impregnati sono molto più semplici: i micropori non sono altro che i naturali spazi che si formano tra le fibre plastiche (nylon o poliestere solitamente) durante la lavorazione, e l’impermeabilità è conferita da un trattamento impregnante con una sostanza siliconica.

Il costo dei due tipi di tessuto riflette la loro complessità e, solitamente, la loro durabilità. I GORE-TEX-like sono infatti dichiarati più resistenti alle abrasioni e impermeabili a vita, mentre i tessuti impregnati devono essere periodicamente ritrattati con un impregnante siliconico per mantenere la loro impermeabilità.

A questo punto vi siete ormai decisi e avete capito che comprerete solo materiale in GORE-TEX e al diavolo se costa tanto.

E sbagliereste. Perché è durante la prova sul campo che tutti i tessuti impermeabili traspiranti tendono a fallire, e più abbiamo pagato il nostro “super-equipaggiamento” più tenderanno a girarci (avete capito cosa). Ah, badate bene che con “prova sul campo” non mi riferisco ad un’escursione giornaliera in montagna, ma ad un thru-hike o una spedizione di molti giorni o settimane!

Consideriamo le tre applicazioni principali dei tessuti impermeabili traspiranti: indumenti, calzature e ripari.

Iniziamo proprio dai ripari; le principali applicazioni di questi tessuti sono rivolte alle tende monotelo e ai sacchi da bivacco. Un riparo in tessuto GORE-TEX dovrebbe essere impermeabile e a prova di condensa, ma così non è. O meglio, quando ci interesserebbe che la condensa non si formi, ecco che il tessuto fallisce. Questo avviene quando la temperatura esterna al riparo è nettamente inferiore a quella interna (cosa che avviene spesso in quanto all’interno viene meno l’azione del vento e al contempo provvediamo noi a scaldare l’aria attraverso la dispersione termica del nostro corpo). Morale della favola: condensa come se piovesse. Avendo testato ripari in GORE-TEX e in tessuto impregnato al silicone posso stilare il seguente resoconto:

GORE-TEX-like

  • più resistenti all’abrasione
  • impermeabili
  • più pesanti
  • più ingombranti
  • costosi

Tessuti impregnati

  • impermeabilità richiede trattamenti impregnanti in quantità variabile a seconda dell’uso
  • l’abrasione, anche leggera, tende a compromettere l’impermeabilità
  • leggeri
  • poco ingombranti
  • economici

Nonostante abbia nel mio corredo un sacco da bivacco in GORE-TEX posso senz’altro dire che, in base alla mia esperienza, i vantaggi forniti da questi tessuti non compensano il loro costo, specie se confrontati con i molto più economici tessuti impregnati.

Per quanto riguarda le calzature troviamo quasi unicamente i GORE-TEX-like, in quanto conferiscono una maggiore robustezza alla scarpa o allo stivale. Tutti noi ci siamo sentiti orgogliosi almeno una volta di attraversare un ruscello con i nostri nuovi scarponi in GORE-TEX uscendone completamente asciutti. Molti fangosi chilometri più avanti la sinfonia tende a cambiare. La continua azione motoria in acqua tende a favorire l’accesso di quest’ultima anche con le calzature di migliore qualità. A mio avviso questo è dovuto alla capillarità dell’acqua, ma non saprei dire se i punti d’accesso sono rappresentati proprio dai microfori o da punti deboli nella struttura della calzatura (cuciture, ocelli, giunzioni). Come spiego in quest’altro articolo, vi sono soluzioni più adatte ai lunghi hike se pensiamo di attraversare zone particolarmente umide.

Anche in questo caso vi riporto schematicamente le mie conclusioni:

  • l’impermeabilità è limitata ad esposizioni all’acqua (in movimento) non prolungate
  • una volta bagnate internamente, le calzature in GORE-TEX-like tendono ad asciugarsi in tempi molto lunghi
  • il tessuto conferisce un certa rigidità e peso alla calzatura che possono risultare fastidiose all’hiker ultra-leggero
  • le prestazioni sono adatte all’escursionista occasionale, ma non il prezzo!

Veniamo ora agli indumenti. In questo caso, come precedentemente mostrato, la differenza con tessuti non traspiranti è lampante ma, ancora una volta, i vantaggi dei GORE-TEX-like rispetto ai tessuti impregnati tendono a scomparire con un uso intensivo, specie se continuiamo a tenere a mente la differenza di prezzo. Personalmente, ma si tratta di un parere condiviso anche da molti altri alpinisti ed escursionisti, dopo uno sforzo fisico prolungato noto formazione di condensa in entrambe le tipologie di tessuti, senza evidenti differenze di “quantità”. Anche in questo caso il minor costo e il minor peso tendono a farmi propendere per i tessuti impregnati.

Come chicca finale vi voglio lasciare quella che può sembrare una provocazione: se le temperature sono particolarmente rigide, risultano più funzionali i tessuti non traspiranti. Ma potete chiarirvi le idee a riguardo in quest’altro articolo!

Per concludere, i tessuti impermeabili e traspiranti sono sicuramente migliori dei tessuti non traspiranti ma bisogna fare attenzione a come investiamo i nostri soldi nel loro acquisto.

Proprio come l’unicorno, i tessuti impermeabili traspiranti esistono davvero, ma hanno caratteristiche piuttosto diverse da quelle che tendiamo ad immaginare!