Il Kungsleden è probabilmente il più famoso dei lunghi trekking scandinavi. Questo hike di 440 km connette i due estremi della regione di Lapponia in Svezia, dal villaggio di Abisko nel nord, a quello di Hemavan a sud.

Il percorso verrà presentato sotto forma di 5 sezioni, ognuna di circa 100 km, facilmente completabili in un arco di tempo che va dai 3 ai 7 giorni. Ogni sezione inizia e finisce presso un centro abitato raggiungibile con i trasporti pubblici (sebbene alcune località non sono ben servite) e in cui è possibile fare rifornimento di generi alimentari.

 Indice

Itinerario

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Come raggiungere il Kungsleden

E’ possibile connettersi al Kungsleden in corrispondenza dei seguenti centri abitati: Abisko, Nikkaluokta, Saltoluokta, Kvikkjokk, Jakkvik, Adolfsstrom, Ammarnas e Hemavan. Nonostante questi punti di appoggio sembrino numerosi, solo Abisko, Kvikkjokk e Hemavan sono efficientemente collegati mediante mezzi pubblici, negli altri casi è possibile aspettare qualche giorno prima di riuscire a prendere un autobus diretto ad un centro abitato di maggior rilevanza.

La maggior parte degli escursionisti inizia il Kungsleden partendo dall’Abisko Turistation, stazione turistica a qualche chilometro di distanza dal villaggio di Abisko. E’ possibile raggiungerla mediante treno o autobus, le cui fermate sono a poche centinaia di metri dall’inizio del sentiero. Dall’Italia è conveniente prendere un volo per Stoccolma e da qui utilizzare il treno notturno per Abisko. Alternativamente da Stoccolma è possibile prendere un volo interno per Kiruna, la principale città della Lapponia svedese, e dall’aeroporto (estremamente minimale) raggiungere l’Abisko Turistation via bus. Presso l’Abisko Turistation potrete acquistare materiale necessario all’escursione (bombole di butano-propano, mappe, insetticida, etc.) o soggiornare per la notte (conviene prenotare per tempo, specie se il pernottamento è programmato per il periodo estivo).

Stoccolma – Abisko: fai clic sulla mappa per visualizzare le opzioni di viaggio
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Strutture ricettive

Escludendo i pochi camping e bed&breakfast privati, le principali strutture ricettive lungo il Kungsleden sono gestite dall’STF, l’associazione svedese per il turismo. Si posso trovare tre tipi di strutture:

  1. Mountain Station –> localizzate nei principali centri abitati attraversati dal Kungsleden, sono strutture medio-grandi simili ad ostelli, con acqua corrente, riscaldamento centralizzato, elettricità, servizi igienici (spesso è presente anche la sauna), cucina in comune e, solitamente, un piccolo negozio di alimentari.
  2. Hut –> sono l’equivalente dei nostri rifugi di montagna. Con l’eccezione del tratto Kvikkjokk – Jakkvik, vi è una hut ogni 10 – 25 km lungo il Kungsleden. Hanno dimensioni medio-piccole, letti a castello, cucina comune e riscaldamento tramite stufe a legna. Mancano di elettricità e acqua corrente (l’acqua viene raccolta in grandi secchi da fiumi o laghi presenti nei pressi della hut). I servizi igienici sono costituiti da una latrina posta ad una certa distanza dai dormitori. Le hut più grandi hanno anche un piccolo edificio deputato a sauna e un minimo negozio di alimentari. Tutte le hut sono gestite da un volontario STF, che ha il compito di raccogliere le quote di pernottamento e di illustrare ai visitatori le “regole” per un corretto soggiorno nella hut.
  3. Shelter –> si tratta di hut minimali, essenzialmente un riparo dal cattivo tempo, e presentano al loro interno un paio di panche e una stufa (la legna potrebbe non essere presente). La maggior parte degli shelter hanno anche una latrina posta a poca distanza. Non sono gestite e il pernottamento notturno dovrebbe essere evitato, servendo solo nei casi di emergenza. In caso di pernottamento bisogna pagare una quota (solitamente molto inferiore a quella delle hut) al gestore della prima hut che s’incontrerà lungo il proprio cammino.

Sebbene gli ampi spazi della Lapponia regalino una preziosa sensazione di natura selvaggia, l’uomo e le sue costruzioni sono comunque presenti. E’ possibile infatti incontrare delle hut private che per nessuna ragione devono essere utilizzate come ricovero, e villaggi e accampamenti Sami. Il Kungsleden non attraversa nessun villaggio Sami, sebbene si trovino in prossimità del sentiero. Evitate di andare a disturbare i locali, mediamente poco inclini a socializzare con i turisti.

Lungo il Kungsleden è possibile campeggiare liberamente, senza alcun costo a patto che si rimanga a distanza rispetto le hut. Cercate di ricordare che Abisko e dintorni sono inclusi nel Parco Nazionale di Abisko, e il campeggio è consentito solo in aree prestabilite. Questo potrebbe evitarvi multe salate. Campeggiare nei pressi delle hut richiede il pagamento di una quota (circa 10 euro) che consente l’utilizzo dei servi igienici e della cucina.

Campeggiando sull’altipiano di Vakkotavare con vista sul Sarek

Rifornimenti di cibo e acqua

Il Lapponia l’acqua non è un problema! Il Kungsleden incontra numerosi corsi d’acqua e laghi presso cui è facile rifornirsi di acqua potabile. Dove l’acqua è in movimento si può essere ragionevolmente sicuri della sua potabilità, sebbene sia prudente avere con sé delle pastiglie potabilizzanti o dei filtri. Alcuni anni fa vi è stata infatti una moria di lemming (comuni roditori simili a dei criceti) che ha contaminato la maggior parte dei corsi d’acqua causando non pochi problemi agli escursionisti. In ogni caso la bollitura rimane la tecnica migliore per evitare spiacevoli inconvenienti.

Il rifornimento di alimentari è invece più problematico e richiede un’attenta pianificazione. Alcuni rifugi possiedono dei mini negozi in cui è possibile comprare del cibo ma, specie nei periodi di massima affluenza turistica, è possibile che le scorte siano estremamente limitate.

Nei centri abitati che si incontrano lungo il sentiero (precedentemente elencati) la situazione può non essere migliore. Il consiglio che mi sento di dare è di trasportare viveri per circa sette giorni, e di rifornirsi laddove possibile.

Pericoli

Il Kungsleden è un percorso che sta sperimentando un aumento dei visitatori incredibile anno dopo anno. Se un numero di escursionisti elevato “rovina” in parte il fascino della sua natura selvaggia, d’altro canto ha permesso uno sviluppo dell’area, sia dal punto di vista delle strutture ricettive che del mantenimento e della gestione del sentiero. I pericoli e le difficoltà sono state quindi ridotte notevolmente, e il Kungsleden può oggigiorno essere percorso da chiunque sia sufficientemente preparato. L’unico fattore davvero critico da considerare è che le vie di fuga sono rare e distano l’una dall’altra anche giorni di cammino. Evitate di farvi male!

  • Clima –> l’estate lappone è molto breve e se ci si trova sul cammino troppo presto o troppo tardi rispetto alla stagione estiva non è raro incontrare condizioni climatiche tipicamente invernali. Sui passi di montagna può nevicare anche in piena estate e può esserci neve sul terreno.
  • Guadi –> sebbene lungo il Kungsleden i corsi d’acqua da guadare siano relativamente pochi e semplici, è bene fare attenzione dopo giorni di forti piogge, quando fiumi e torrenti subiscono piene improvvise. Prestate inoltre attenzione allo stato dei ponti: in certi casi è preferibile bagnarsi i piedi.
  • Animali –> il Kungsleden attraversa alcune aree abitate da animali potenzialmente pericolosi come l’orso, il lupo e il ghiottone. Tutti e tre questi animali sono estremamente schivi e sarà già un vero colpo di fortuna poterli avvistare. Più pericolosa può essere l’alce, nel caso vi percepisse come un pericolo per il proprio cucciolo e non vedesse vie di fuga possibili. Anche in questo caso però, l’incontro con un’alce non è affatto comune, nonostante siano numericamente abbondanti. Nonostante non siano davvero pericolose, le zanzare della Lapponia sono senza dubbio la più grande seccatura che troverete lungo il vostro cammino.
  • Orientamento –> non è facile perdersi lungo il Kungsleden! La traccia è sempre evidente e la segnaletica abbondante. Alcune sezioni poco frequentate e in cui la traccia da seguire appariva meno ovvia, sono ora in attiva manutenzione, rendendo quindi la navigazione davvero elementare.
  • Laghi –> alcuni laghi lungo il Kungsleden non possono essere facilmente aggirati e devono quindi essere attraversati con una barca. L’attraversamento con la barca a remi può essere un’attività pericolosa in caso di cattivo tempo (parlo per esperienza personale…per chi fosse curioso di saperne di più legga qui). Per chi non amasse vogare o non volesse correre rischi in acqua, in tutti i laghi attraversati dal Kungsleden è possibile essere traghettati (pagando) dalla parte opposta mediante una barca a motore da parte di un locale (solitamente vengono fatti due viaggi al giorno, e gli orari possono variare).

Segnaletica

Il Kungsleden presenta 3 principali forme di segnaletica: i cartelli, generalmente in legno, sono solitamente disposti all’incrocio con altri sentieri e indicano direzione, nome della meta e chilometri da percorrere per raggiungerla; i segnavia, rappresentati da pietre, “omini” di pietra o alberi su cui è evidente una traccia di vernice rossa (attenzione che questo tipo di segnaletica è comune anche ad altri sentieri); la terza forma di segnaletica è rappresentata da alti pali alla cui sommità spicca una croce rossa. Queste croci indicano il percorso invernale che, sebbene sia in buona parte sovrapponibile al percorso estivo, in alcuni tratti attraversa ampie torbiere e terreni poco adatti ad essere attraversati a piedi.

Lingua e comunicazione

La lingua ufficiale è lo svedese, ma la quasi totalità degli svedesi capisce e parla fluentemente l’inglese. La Lapponia è però il territorio dei Sami e la toponomastica è interamente nella loro lingua. La maggior parte dei Sami conosce lo svedese, pochi l’inglese. Durante l’intero corso del Kungsleden si attraversano tre aree linguistiche Sami, che presentano differenze dialettali tra loro. E’ utile conoscere il significato di alcune parole, che permetteranno di interpretare più facilmente le mappe topografiche:

  • stuga, stugan, stugorna –> rifugio, bivacco, riparo di emergenza
  • jakka, jokka –> fiume, torrente
  • jaure, javri, javrrie –> lago
  • tjakka, cohkka, tjahkka, tjahke –> montagna, vetta

In massima parte nell’area attraversata dal Kungsleden non vi è copertura telefonica, sebbene questa sia presente nei pressi dei centri abitati o, talvolta, nei punti più elevati del percorso. La connessione ad internet va di pari passo alla copertura telefonica. Da giugno 2017 il costo di chiamata e di navigazione internet è il medesimo che in territorio italiano.

Equipaggiamento

Se non siete già passati ad un equipaggiamento ultraleggero il Kungsleden potrebbe essere l’itinerario adatto per rinnovare il vostro guardaroba per le escursioni! Se viaggerete leggeri avrete meno rischi di distorsioni, vi godrete di più gli splendidi paesaggi e incrementerete le probabilità di raggiungere il traguardo senza mollare a metà del cammino.

A seconda del periodo dell’anno l’equipaggiamento dovrà necessariamente cambiare ma le indicazioni per il periodo estivo sono le seguenti: vestitevi a strati, considerando che le temperature saranno mediamente tra i 6 e i 12 gradi, ma che frequentemente posso scendere a 0° o salire fino ad oltre 25°. Una giacca impermeabile è d’obbligo, ed essendo principalmente un ambiente umido rimando a questo articolo e al suo seguito per quanto riguarda calzature e altri accorgimenti relativi all’equipaggiamento. Per il riparo consiglio una tenda ultraleggera o, per chi fosse già esperto, un tarp. Come sacco a pelo suggerisco l’uso di un sacco con temperatura di comfort di 0-5° e, possibilmente, di un approccio modulare (spiegato in questo articolo). I bastoncini da trekking vi risulteranno utili in diverse occasioni, ma non sono certamente indispensabili. E’ bene avere con se una bussola (conoscendo la correzione della declinazione) e una mappa (scala 1:50000 o persino 1:100000 andranno benissimo), sebbene la navigazione sia davvero banale e il rischio di perdersi minimo.

Quando

Il periodo migliore per camminare lungo il Kungsleden va dalla metà di agosto alla metà di settembre. In questo periodo le zanzare sono quasi tutte scomparse (possono essere una vera piaga a luglio), le giornate sono ancora lunghe, le precipitazioni meno frequenti, i guadi più semplici e il paesaggio si tinge di rosso. Bisogna però considerare che in questo arco temporale le temperature possono scendere di diversi gradi sotto lo zero durante la notte. Sebbene non sia possibile vedere il “sole di mezzanotte”, dai primi di settembre si comincia ad apprezzare l’aurora boreale. La stagione estiva va da metà giugno a metà settembre; al di fuori di questo periodo la copertura nevosa del sentiero potrebbe essere importante.

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